Insicurezza e abbandono

Inviata da Paola. 14 mag 2013 14 Risposte

Ho 23 anni e soffro da molto tempo di problemi di insicurezza al limite della morbosità e di ansia dell'abbandono. Penso sia dovuto al fatto che mio padre abbia lasciato me mia madre e mia sorella quando eravamo molto piccole. Io ho dovuto dimostrarmi molto forte per sostenere loro, mostrandomi come un pilastro; sono maturata molto in fretta. E se all'esterno sono per loro una roccia, all'interno con le persone che mi sono più vicine dimostro la mia vulnerabilità di persona insicura e che cerca costantemente sostegno e rassicurazione, approvazione. Ora sono arrivata ad un punto in cui tutto questo mi autosabota e sabota le persone che mi stanno vicine a cui io mi attacco morbosamente cercando di ottenere tanto amore che colmi anche quello che non provo io stessa per me. Come vado avanti?

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14 Risposte

  • Miglior risposta

    Buongiorno Paola,
    da quanto scrive lei già da molto tempo va avanti da sola, dimostrandosi forte e determinata agli occhi dei suoi familiari. Probabilmente questa modalità non è più così funzionale e soprattutto diviene faticoso per lei riuscire a reggere tutto da sola. Potrebbe essere utile rivolgersi ad un collega della sua zona allo scopo di focalizzare e affrontare in maniera più approfondita le difficoltà legate all'insicurezza e alla paura dell'abbandono. Rimango a disposizione per eventuali domande e chiarimenti. Cordiali saluti, dott.ssa Barbara Testa

    Pubblicato il 15 Maggio 2013

    Logo Dott.ssa Barbara Testa

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    • Gentile paola,
      le indicherei un film da vedere: "un giorno devi andare".

      Buona visione

      Dr. Antonio Cisternino

      Pubblicato il 22 Maggio 2013

      Logo Dottor Antonio Cisternino MDPAC

      481 Risposte

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    • La sincerità e l'umiltà con cui ha descritto la sua condizione già la pongono nel sentiero della crescita. Probabilmente comportamenti un tempo adattivi adesso non le garantiscono una quotidianità in linea con i suoi valori. Il percorso psicoterapeutico in tal senso le fornirebbe approfondimenti, strumenti, abilità e strategie per rendere queto cammino più certo,.

      Pubblicato il 21 Maggio 2013

      Logo Dott. Dario Calossi - Psicologo - Studio Di Psicologia Grosseto

      7 Risposte

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    • Cara Paola, quello che noto dalla descrizione della sua difficoltà sono una grande consapevolezza di sè e lucidità. Queste sono risorse importanti che le appartengono. Come ha ben evidenziato la "morbosità" con la quale si attacca all'altro è generata dalla paura di un abbandono. Paradossalmente questa morbosità è una modalità che alla lunga può davvero portarla ad essere abbandonata confermandosi la sua storia abbandonica, come se fosse un copione che si ripete. Questa parte del suo "copione di vita" la può cambiare: le consiglio un lavoro di terapia dove si prende cura di questa parte piccola, abbandonata e bisognosa di affetto e attenzioni. Nutrendola e rassicurandola potrà entrare nelle relazioni intime in maniera più "adulta", mantenendo la giusta vicinanza, senza attaccarsi morbosamente. Se vuole maggiori informazioni o una consulenza mi contatti pure attraverso il portale. Un caro saluto Dott.ssa Rossella Grassi

      Pubblicato il 16 Maggio 2013

      Logo Dott.ssa Rossella Grassi Studio Amorevol-Mente

      82 Risposte

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    • Gentile Paola,

      probabilmente sarebbe utile pensare alla possibilità di intraprendere un percorso psicoterapeutico atto ad una maggiore chiarezza circa le causa dei suoi comportamenti, lavorando, in parallelo sul raggiungimento degli obiettivi terapautici condivisi. Un trattamento cognitivo-comportamentale potrebbe fare al suo caso individuando e lavorando sui fattori che di fatto mantengono la situazione di disagio che vive.

      Sperando di esserle stato d'aiuto, le porgo cordiali saluti.

      Dott. Domenico Navarra

      Pubblicato il 15 Maggio 2013

      Logo Domenico Navarra

      84 Risposte

      26 Valutazioni positive

    • Buongiorno Paola, fin'ora lei è "andata avanti" ma non ha vissuto pienamente la sua vita, si è dimostrata forte per gli altri affinchè non si preoccupassero di lei e per un certo periodo è durato. Adesso si rende conto che sta ricercando nelle altre persone l'affetto che le è mancato da piccola, ma allo stesso tempo teme di rivivere l'esperienza dell'abbandono per cui si aggrappa in maniera morbosa. E' arrivato il momento che lei si occupi di se stessa, inizi un percorso terapeutico per spezzare questo disagio, un percorso che l'aiuti a rielaborare l'abbandono subito e che l'aiuti a trovare l'amore per se stessa. Saluti
      Dott.ssa Lorico Psicologa Psicoterapeuta Piacenza

      Pubblicato il 15 Maggio 2013

      Logo Dott.ssa Concetta Lorico Esposto

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    • Credo che sia importante per lei ripercorrere attraverso una sorta di romanzo criminale, tutto il suo passato, per emanciparsi da questo doppio legame che la incatena a doveri apparentemente buoni, ma che produco sofferenza.
      Cordiali saluti
      Dr. Cristian Sardelli

      Pubblicato il 15 Maggio 2013

      Logo Cristian Sardelli
      Cristian Sardelli Firenze

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    • Buongiorno Paola,
      la sua lettera é molto toccante: commuove leggere che lei, pur sapendo quello che le accade e intuendone le cause, non riesca a trovare dentro di sè una voce che la rassicuri sul suo valore. Sembra che lei sia intimamente convinta di valere poco e quindi questo la porta a temere di essere abbandonata, respinta, considerata poco. Immagino quanto sia faticosa la sua vita di relazione e quanto anche per chi le sta vicino sia difficile riuscire a rassicurarla. Credo che lei si debba permettere di affidarsi ad uno psicologo e di cercare in un opportuno percorso psicoterapeutico l'eliminazione del suo bisogno di "sabotare" ogni suo progresso emotivo.
      Dott.ssa Luisa De Mari psicologa e psicoterapeuta

      Pubblicato il 15 Maggio 2013

      Logo Dott.ssa Luisa De Mari

      14 Risposte

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    • Gentile signora paola,
      "come vado avanti?". non più come ora. E' da rivedere non solo il suo comportamemento attuato fino ad ora ma si tratta anche di modificare pure certi modi di pensare legati per lo più ad una vecchia vicenda familiare che si porta avanti da tempo.
      Lo psicoterapeuta è la figura professionale di riferimento per quanto ha esposto. Solo lui, soprattutto se di impostazione cognitivo-comportamentale le dirà che cosa e come fare per andare avanti meglio e più sicuramente!
      dr paolo zucconi sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale a udine

      Pubblicato il 15 Maggio 2013

      Logo Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia)

      1088 Risposte

      1436 Valutazioni positive

    • Gentile Paola,
      è molto difficile far guarire l'anima dopo un esperienza come la sua.Questo senso di abbandono che la perseguita e le provoca l'ansia deve trovare la strada giusta per poter uscire alla superfice. Le consiglio una addata terapia per poter risolvere il suo disaggio e proseguire in avanti con la sua vita.

      Pubblicato il 14 Maggio 2013

      Logo Dott.ssa Stoyanka Georgieva

      225 Risposte

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    • Gentile Paola, a me hai dato l'impressione di essere invece una persona forte e determinata! In questi anni hai probabilmente vissuto molte difficoltà, ma hai saputo reagire con coraggio, occupandoti della tua famiglia e del suo benessere...forse però hai avuto troppe pretese nei confronti di te stessa, dimenticandoti del fatto che nessuno è una macchina in grado di fare qualsiasi cosa automaticamente e senza implicazioni sentimentali, ma che, in certi momenti, emergono tutte le proprie fragilità, le incertezze, le debolezze e ci si sente spiazzati e senza risorse.
      Il tuo coraggio adesso deve nascere dall'accettare anche la presenza di questi momenti di crisi nella tua vita, senza paura di mostrarli a chi ti vuole bene o cercando di camuffarli in qualche modo.
      Se hai bisogno di chiarimenti, rimango a tua disposizione.
      Saluti.
      Dott.ssa Alessia Sorsi
      Psicologa Piacenza

      Pubblicato il 14 Maggio 2013

      Logo Dott.ssa Alessia Sorsi

      76 Risposte

      38 Valutazioni positive

    • Cara Paola, la cosa più opportuna da fare è quella di rivolgersi ad un professionista che con un adeguato percorso possa ripartire da certe fondamenta (vacillanti) per restituirle fiducia ed autostima. Cordiali saluti. Dott.ssa Orlandini

      Pubblicato il 14 Maggio 2013

      Logo Dott.ssa Sabina Orlandini

      337 Risposte

      135 Valutazioni positive

    • Buongiorno gentile Paola,
      ho letto attentamente il suo scritto dove emerge la sua forza e la sua sensibilità nei confronti della sua famiglia. Ma se ora lei prova tanta difficoltà ad instaurare relazioni soddisfacenti e sicure, dove Lei stessa si senta protetta, probabilmente dipende da quanto nella sua famiglia si è sentita accudita nonostante il suo ruolo. E' importante che ora si renda conto che per spezzare il suo disagio e la sua paura sarebbe il caso di chiedere aiuto ad uno psicologo psicoterapeuta de visu ed intraprendere un percorso dove poter elaborare il suo abbandono paterno e ritrovare amore per se stessa.
      Cordialmente

      Pubblicato il 14 Maggio 2013

      Logo Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta

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    • Cara paola,
      a causa dell'abbandono di suo padre tende a creare una dipendenza dalle persone esprimendo una tendenza "ocnofila" che la porta ad aggrapparsi a chi le sta vicino...ma non a sua madre...come se fosse lei a dover sostenere la mamma e non viceversa...un'inversione di ruoli che la fa essere una "poppante saggia".

      Credo che sia utile rivolgersi a uno psicoterapeuta della sua zona per cercare di "riparare" questi meccanismi e migliorare il suo benessere generale.

      Cordiali saluti.

      Dr. Antonio Cisternino

      Pubblicato il 14 Maggio 2013

      Logo Dottor Antonio Cisternino MDPAC

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