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Innamoramento inopportuno

Inviata da LG il 14 set 2015 Orientamento professionale

Salve, approfitto dello spazio dedicato per porre un quesito che mi crea qualche grattacapo. Sono in terapia da una giovane e brillante psicoterapeuta per problemi di ansia sociale e depressione. La terapia prosegue bene, ho riacquistato molta della mia autostima e ho cambiato il mio dialogo interiore. Il problema, però, è che mi sono innamorato della psicoterapeuta. E' una persona meravigliosa. Ho coltivato questo sentimento per un paio di settimane e mi sono sentito benissimo, come non mi sentivo da anni e anni, sognavo di abbracciarla e baciarla, mi sentivo come un adolescente. In quel periodo ho persino dimenticato di prendere la paroxetina, era tornato il sole nella mia vita. Ma ho 37 anni e quel poco di maturità che ho conquistato mi ha reso consapevole dell'impossibilità di realizzazione di un tale amore. Ho lasciato che si spegnesse. Mi è rimasta l'amarezza; trovo che sia una crudele ironia incontrare una persona così bella, ma non poter fare altro che intrattenere con lei un rapporto di tipo professionale. Fortunatamente sono riuscito a mantenere tutto questo al di fuori della terapia. Ho soltanto un dubbio; dovrei parlarne con lei? Ho paura che decida di interrompere, non vorrei buttare all'aria due anni di terapia per qualcosa che non esiste più.

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Può senza dubbio parlarne con lei in modo che insieme possiate costruire un pensiero intorno ai suoi sentimenti. Anzi, ritengo che sarebbe perfino auspicabile.

Un saluto,
Emanuele Cananzi

Emanuele Cananzi - Studio Di Psicologia Psicologo a San Giovanni in Persiceto

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Caro LG,
possiamo capire che questo grattacapo le crei qualche difficoltà. Da quello che ci racconta, proprio perché ha un buon rapporto con la sua terapeuta, riteniamo che potrebbe essere interessante parlare di questa situazione con lei anche se questi sentimenti non esistono più. Dato che questo episodio sembra avere comunque avuto su di lei un forte impatto tanto da portarla ad interrompere l’assunzione del farmaco e modificare temporaneamente il suo umore, potrebbe essere utile dare un senso a quanto accaduto, questo non implica necessariamente l’interruzione del percorso terapeutico. Mettere da parte questo grattacapo, a nostro avviso, non sarebbe una soluzione proficua a lungo termine.
Cordiali saluti,
Gianpaolo Ragusa
Istituto di Psicosomatica Integrata

Istituto di Psicosomatica Integrata - Polo Varesino Psicologo a Gallarate

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Credo sia opportuno che lei ne parli con la sua terapeuta perchè altrimenti a mio avviso è lei che sta trasformando la sua terapia in un altro tipo di relazione. Parlarne con la sua terapeuta le farà anche capire di cose lei si è infatuato. Saluti.

Dott. Pierluigi Dattoli Psicologo a Pescara

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Gentile L.G.,
lei parla di qualcosa che "non esiste più", ma le crea comunque "qualche grattacapo", e questo mi fa pensare che in fondo un moto interiore ancora ci sia, e sia diretto almeno al desiderio di esprimere un sentimento, seppur passato.
Credo proprio che, se per lei è importante far venire fuori quest"'amarezza", un confronto con la sua terapeuta non nuocerebbe al vostro rapporto professionale, ma potrebbe offrire una lettura utile e ulteriore di se stesso.
Innamorarsi del proprio terapeuta è un fenomeno molto conosciuto in psicologia, ed è anche importante valutarne i significati.
Un saluto

Dott.ssa Azzurra Carrozzo Psicologo a Lecce

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Gentile LG,
capisco che il suo innamoramento le susciti difficoltà e sentimenti contrastanti. Si capisce anche che l'idea di non poter realizzare questo suo desiderio le possa aver lasciato un senso di delusione e di tristezza. La cosa bella è che lei ha provato dei sentimenti positivi, con sensazioni di benessere che fanno capire come la sua depressione possa essere superata. Credo che l'ideale sia si continuare a beneficiare del supporto e dell'aiuto della sua terapeuta, aprendosi contemporaneamente alle relazioni fuori della stanza della terapia per vivere quel sentimento di trasporto che le ha procurato sensazioni positive. Certamente quando se la sentirà potrà affrontare l'argomento in terapia. In bocca al lupo.

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Gentile LG, trovo che lei abbia gestito molto bene questo innamoramento che definisce inopportuno per la sua terapeuta. Per la natura stessa del rapporto terapeutico, basato sull'ascolto, il dialogo, la cooperazione, la fiducia reciproca....non è raro che un paziente provi sentimenti forti verso il proprio terapeuta; penso potrebbe portare questo suo vissuto in seduta, in modo che insieme possiate trovargli un significato e un posto all'interno della relazione terapeutica. Buon lavoro!

Dott.ssa Alessia Picco Psicologo a Giaveno

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Caro L.G., quello che accade all' interno del processo terapeutico ha delle dinamiche e delle caratteristiche sue proprie che sono molto diverse da quelle che siamo soliti sperimentare nella vita quotidiana. È per questo che tutto quello che accade in terapia ha un significato particolare che può e deve essere analizzato e compreso.
Le consiglio pertando di parlarne con la sua terapeuta, sono certa che esplicitarlo fornirà degli ottimi elementi per il suo lavoro terapeutico e getterà basi ancora più forti per la sua crescita personale.
Le faccio un grande "in bocca al lupo"! :)

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Gentile LG
tutti i sentimenti che il paziente prova per il/la terapeuta fanno parte della terapia: si tratta di "transfert", un vero e proprio trasferimento sul/sulla terapeuta di sentimenti provati verso le figure di attaccamento primarie. Esso può essere positivo (come nel suo caso) o negativo.
Arrivare a parlare della relazione terapeuta-paziente è il punto più alto che una terapia può raggiungere e fornisce al paziente informazioni preziosissime sul suo funzionamento in ambito affettivo.
Cordiali saluti
Dott.ssa Stefania D'Antuono

Dott.ssa Anna Stefania D'antuono Psicologo a Venezia

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Buongiorno LG, innanzitutto, per quella che è la mia umile opinione, l'innamoramento non è mai inopportuno, neanche in terapia. Tuttavia, in questo caso, visto anche come ha gestito la situazione, non parlerei di innamoramento vero e proprio, quanto di una proiezione dei suoi sentimenti affettivi che, durante la terapia, si stavano risvegliando (forse erano sopiti?) ed ha "dovuto" trovare un oggetto cui affidarli. Parlarne o meno alla sua terapeuta? Io credo che, per come sono andate le cose, sarebbe stato meglio parlarne al momento in cui il tutto è avvenuto. Probabilmente avrebbe permesso alla collega di ricavare maggiori e più "vivide" informazioni sulla sua struttura di personalità, riuscendo a capire molte più cose di quelle che avete già capito. Non sono sicuro che dirglielo adesso possa essere giusto o sbagliato, tuttavia tenderei più verso il parlarne, in quanto tutto ciò che viene vissuto in terapia sarebbe giusto metterlo sul tavolo terapeutico, anche perché alcune informazioni, post hoc, potrebbero comunque essere utili. Come: davvero l' "innamoramento" è terminato oppure se la collega, per ipotesi, le desse o dicesse che anche lei lo è in questo momento, il fuoco della passione abbandonerebbe le braci sotto cui lei le ha messe? Oppure, quale conseguenza ha avuto, in lei e/o nella terapia, questo suo vissuto gestito in modo privato? E' proprio sicuro che la collega non si sia accorta di niente e che magari aspettasse che fosse lei a dire qualcosa? Insomma le domande possono essere molteplici, tuttavia io ne parlerei avendo, però, ben chiara una cosa: che l'obiettivo è una buona riuscita della terapia ed un aumento della qualità di vita e non vedere se la terapeuta corrisponde o avrebbe corrisposto alle sue proiezioni affettive.
Buona fortuna,
dott. Massimo Bedetti,Psicologo/Psicoterapeuta,
Costruttivista Postrazionalista-Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Caro LG,
come viveva gli inconri da innamorato? come li sta vivendo da quando ha lasciato "spegnere" il suo sentimento?

Il punto critico sta nel suo modo di relazionarsi alla sua psicologa. I sentimenti, le emozioni, i pensieri, influenzano la vostra relazione terapeutica e potrebbero influenzarla comunque, anche senza che lei gliene parli.

Per questo, il mio parere è che condividendolo con la terapeuta potrete darne una lettura utile alla sua esplorazione e conoscenza di sè.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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Gentile utente,
dal momento che lei ha capito che la psicoterapia è incompatibile con rapporti di tipo sentimentale tra paziente e terapista, non vuole rischiare di compromettere il percorso che sta facendo ( tra l'altro con buoni risultati ) e la cosa, come lei dice, non esiste più, penso che può anche evitare di portarla come tema in seduta.
Non così se invece le dovesse creare ancora turbamento e sarà allora la collega a fare le valutazioni più opportune di cui lei, per ovvi motivi, verrà a conoscenza.
Cordiali saluti,
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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