Inizio universitario disastroso

Inviata da Sara. 10 ott 2018 6 Risposte  · Orientamento scolastico

Salve a tutti, so che probabilmente ricevete di continuo domande del genere ma non so con chi parlarne e scrivere riesce anche a farmi “sfogare”.
Mi sono iscritta alla facoltà di Chimica, sono un anno avanti perché ho fatto la primina e sono la più piccola del mio corso. Scelsi chimica perché durante l’ultimo anno delle scuole superiori, mentre cercavo di prepararmi al test di medicina, mi resi conto che questa disciplina mi affascinava moltissimo, mi immaginavo proprio come chimico.
Vengo da un liceo classico e non ho mai studiato matematica, sia per negligenza che per la scarsa attenzione del prof che ebbi per 5 anni. Sapendo già di dover affrontare un esame di matematica nella facoltà di chimica, decisi quest’estate di prendere qualche ripetizione, ma nulla di così importante.
Le lezioni sono cominciate qualche settimana fa ed io sono già in panico.
Le lezioni di chimica son bellissime, il prof è fantastico ed io ho anche delle basi solide dato che per tutto il quinto anno non ho fatto altro che studiare chimica per puro interesse personale. Il problema è matematica, seguire le lezioni per me è un incubo, non capisco nulla, vuoto totale; la prof spiega cose che richiedono delle conoscenze di base che io proprio non ho, cerco disperatamente di cavarmela da autodidatta ma non ci riesco, è una disciplina così astratta che non riesco ad immaginarla praticamente e tutto ciò mi porta ad odiarla profondamente.
L’esame di matematica mi preoccupa moltissimo, quasi mi fa passar la voglia di fare qualsiasi cosa e ciò mi sta facendo stare molto male, anche perché sono una studentessa fuori sede ed essendo anche distante da casa le mie ansie vengono accentuate ancora di più. Mi fa star male vedere gli altri colleghi che si destreggiano bene in matematica ed essendo una persona molto orgogliosa rifiuto anche l’aiuto esterno.
Non so proprio cosa fare, alcune volte penso “eh se prendessi mettere questi problemi non esisterebbero, non ci sarebbe matematica” per carità, bellissima come facoltà ma non è ciò che voglio fare da grande e mi rendo conto che dire “beh se faccio una facoltà più facile non avrò problemi” scappare dai problemi.
Non riesco proprio ad andare avanti nonostante mi ripeta costantemente “è solo un esame, devi avere tenacia perché devi raggiungere il tuo obiettivo”, voglio fare il chimico ma questa cosa della matematica mi sta distruggendo e non riesco più ad uscirne, oltretutto questa condizione mi fa sentire super stupida. Spero possiate darmi qualche consiglio, distinti saluti

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Gentile Sara, capisco che sia difficile tollerare di non riuscire in un ambito, ma in realtà questo non dimostra che lei valga poco..mette in evidenza il suo essere semplicemente "umana" con dei punti di eccellenza e dei punti di debolezza. Provi a notare come i suoi compagni affrontano lo studio delle altre materie (oltre la matematica), è molto probabile che lei noti che essi possono avere lo stesso atteggiamento che ha lei nei confronti della matematica. Inoltre accettare l'aiuto altrui non va letto necessariamente come sconfitta...anzi..imparare ad essere supportati e a supportare gli altri rappresenta un'abilità fondamentale per la vita, non solo universitaria. Buona fortuna!

Dr.ssa Graziella Pisano, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Frattamaggiore ( NA)

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Gentile Sara,
per sdrammatizzare potrei dirle che l'esame di matematica è l'incubo di molti è non solo per la facoltà di chimica!
Sicuramente la mancanza di basi solide le può creare difficoltà, ma mi sembra sia fortemente motivata a percorrere questo corso di studi.
Anziché pensare ad un fuga , valuti piuttosto la necessità di un aiuto esterno, che non deve vivere come un attacco al suo orgoglio ed alle sue capacità.
Ci sono momenti e situazioni in cui dobbiamo avere il coraggio di affidarci ad altri, per superare il momento di impasse e proseguire verso la meta desiderata.
Un caro saluto
Dott.ssa Vanda Braga

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12 OTT 2018

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Gentile Sarà,
mi sembra abbia messo in atto strategie individuali per cercare di risolvere il suo problema, e mi sembra che si ritrovi a non riuscire a chiedere aiuto, rimane in una dimensione di chi osserva e forse non riesce a relazionarsi, chiedere aiuto. Da lì partono i suoi vissuti di panico, blocco, stupidità. Proverei a pensare a questo e se le cose non cambiano si faccia aiutare da uno Psicologo.
Cordialmente
Elisabetta Ciaccia

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12 OTT 2018

Logo Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia

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Gentile Sara, posso risponderti facilmente perché sono uno psicologo che ama anche la scienza e da giovane, prima di decidermi per la laurea in psicologia ho sostenuto 6 esami alla facoltà di Chimica e tecnologie farmaceutiche. Anche a me piacevano molto le ore di laboratorio, ma ero angosciato dagli esami di matematica e fisica. Nel frattempo mi sono appassionato alla psicologia e dopo tre anni ho cambiato, ma una parte di quello che ho studiato è stato utile, anche per cultura personale. Per esempio, ho coltivato lo studio dei rapporti tra psicologia e medicina olistica.
Veniamo a te. Qui non c'è bisogno dello psicologo, ma basta il buon senso. E' fondamentale che tu non metta "la testa sotto la sabbia", perdona l'espressione banale. Sottovalutare il problema potrebbe essere molto negativo per il futuro. Devi farti una ragione che la matematica è basilare per la chimica, potrei dare che la chimica è anche matematica. Penso tu abbia già iniziato i calcoli di stechiometria. E' una materia che, mi ricordo, mi impegnava tutti i pomeriggi. Ore e ore con la calcolatrice scientifica, all'epoca. Quindi se non riesci a stare al passo hai due soluzioni: o trovare un/una neolaureata che ti dia ripetizioni (in genere sono molto gentili, nella mia esperienza, perché fino a poco prima erano studenti e conoscono bene le difficoltà di certi esami), oppure ti rivolgi all'assistente del professore e, con umiltà e sincerità, chiedi consiglio. Avevo il professore di matematica e l'assistente di chimica che mi davano vere e proprie ripetizioni, il primo gentilissimo e sempre di buon umore, la seconda (era bravissima) sbuffando ma con alta professionalità. Troverai senz'altro nell'ambiente chi ti dà una mano, se ti poni seriamente e senza pretese. Mi raccomando non sfuggire il problema, perché lo troveresti centuplicato! I primi anni di università possono essere molto duri, ma "col senno di poi" siamo felici di esserci impegnati. Se però la situazione ti causa una flessione dell'umore, ti raccomando di rivolgerti ad uno psicoterapeuta, ed anche di praticare una tecnica di rilassamento o mente-corpo. (Yoga, meditazione, massaggi, danzaterapia, teatro, canto). Ne avrai un aiuto incredibile! Con molti auguri
dr. Leopoldo Tacchini

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12 OTT 2018

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Gentile Sara,
affinché la situazione possa migliorare è fondamentale che il suo atteggiamento riguardo a questa specifica materia possa mutare. È comprensibile che la sua mancanza di basi rappresenti per lei un elemento di difficoltà che le genera ansia e sconforto, ma deve pensare che se ne ha la volontà, e se riesce a mettere da parte l’orgoglio accettando l’idea di poter chiedere un aiuto ed un sostegno esterno, la situazione può cambiare ed evolvere positivamente. Cerchi pertanto di non essere troppo rigida con se stessa, accetti questa situazione e la affronti con determinazione e magari con l’aiuto di un suo compagno o un professionista specializzato in materia. Se dovesse necessitare di un ulteriore sostegno le consiglio di rivolgersi ad uno/a Psicologo/a della sua zona per un consulto.

Cordialmente,
Dott. Colamonico Damiano

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11 OTT 2018

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Salve Sara,

A volte l'esame universitario può rappresentare un momento che porta con se una certa quota di ansia, in quanto entrano in gioco delle competenze tecniche e si tratta di una situazione di valutazione e giudizio rispetto a questo. Probabilmente potrebbe essere utile per lei capire quale significato viene attribuito ad una eventuale sua richiesta, e accettazione, di aiuto.

Resto a sua disposizione

Dott.ssa Valeria Aloè

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11 OTT 2018

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