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Informazioni problemi scolastici

Inviata da Daniele il 1 apr 2012 Psicologia infantile

Buogiorno sono un papà disperato volevo farre una semplice domanda, cosa devo fare se mia figlia di 6 anni nn ha voglia di applicarsi a scuola e a casa??

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Egregio signor Daniele,
varie sono le cause per cui sua figlia pare demotivata a studiare. Avere notizie più dettagliate sulla figlia, sui rapporti tra genitori e la figlia e suoi tra i maestri e la figlia aiuta a capire che cosa si può fare di concreto e pratico. Tuttavia uno psicoterapeuta dell'età evolutiva è la persona di maggior pertinenza alla soluzione del problema posto. Trattandosi di una persona giovanissima le prospettive di.... "cura" sono molto elevate.

dr paolo zucconi, sessuologo clinico e psicoterapeuta di formazione comportamentale in friuli venezia giulia

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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Caro Daniele,
a sei anni la sua piccola sta solo cominciando il suo percorso scolastico e spesso non è facile approdare al mondo degli "studenti" quando sino all'altro ieri si giocava con i compagnetti dell'asilo. Credo che sia anche fisiologico l'essere spaesati in un nuovo ambiente, con nuove regole. E' l'età in cui le difficoltà della scuola si riflettono a casa e viceversa rendendo difficile la discriminazione "cosa causa cosa", talmente sono intrecciate. Credo che sia necessario, per prima cosa, osservare sua figlia ed in quali contesti e momenti riscontra le difficoltà (di relazione? di attenzione? di rispetto delle regole?) per poi provare a formulare, a se stesso, come genitore, una domanda più congrua al suo ruolo. Dove viene a mancare l'impegno? Cosa posso fare io come genitore? E' un problema legato all'apprendimento o alle relazioni? Le difficoltà, in quest'età, sono fisiologiche, ripeto, ed un eccessiva preoccupazione può creare ulteriori ansie alla sua piccola che, invece, vorrebbe solo un'ancora ma non sa come esprimere al meglio le sue esigenze. Stia sereno.
Un saluto,
Alessandra Pontis

Dott.ssa Alessandra Pontis Psicologo a Assemini

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Gentile Daniele,
ci sono molte cose che lei può fare. Innanzitutto può chiedersi se il suo rapporto coniugale ve bene ed in casa vi è una atmosfera tranquilla. E' anche probabile che lei sia un papà troppo ansioso ed apprensivo e questo può avere una ripercussione negativa sulla bambina.
Altra cosa che può fare è consultarsi con sua moglie e andare insieme a parlare con le insegnanti per avere delle informazioni più precise sulle condotte della bambina e relativa acquisizione progressiva delle competenze a scuola.
Terza cosa, più importante delle altre, può affidarsi ad uno psicoterapeuta che avrà modo di valutare l'opportunità di una terapia per la coppia genitoriale o anche per l'intera famiglia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gent.mo Daniele, le motivazioni per le quali sua figlia non ha voglia di applicarsi a scuola e a casa possono essere molteplici e andrebbero sicuramente approfondite. Io mi soffermerei molto anche sul suo essere "un papà disperato". Lavoro da molti anni come psicologa scolastica e posso dirle che con i bambini è importantissimo fare un lavoro "integrato", che preveda anche un supporto alla genitorialità, cioè la possibilità per i genitori di avere uno spazio nel quale confrontarsi con un professionista sulle sensazioni e sulle strategie educative. Le consiglio di rivolgersi allo psicologo scolastico eventualmente presente nella scuola di sua figlia o di rivolgersi ad un professionista esperto in età evolutiva e sostegno alla genitorialità. Un caro saluto.

dott.ssa Fabiola Trojani
Psicologa, Psicoterapeuta

Dott.ssa Fabiola Trojani Psicologo a Roma

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Gentile Daniele, quello che riporta e' solo il sintomo di un disagio di altra natura. Le consiglio di effettuare un consulto psicologico per una diagnosi tempestiva relativamente alle difficoltà della bambina.
Cordiali saluti
Dott. Alessandro Bertocchi Bologna

Dott. Alessandro Bertocchi Psicologo a Bentivoglio

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Salve Daniele,
le informazioni a disposizione non sono sufficienti neppure per formulare delle ipotesi. Probabilmente disagi di natura emotiva o relazionale provocano un disinteresse nei confronti della scuola che si estendono anche al contesto casalingo perché la portano a ricordare delle difficoltà esistenti che non

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Salve Daniele,
putroppo le informazioni a disposizione non sono sufficienti neppure per formulare delle ipotesi. Probabilmente disagi di natura emotiva-relazionale causano un disinteresse nei confronti dello studio che si estende anche all'ambito casalingo perché lo stesso applicarsi la porta a confrontarsi e ricordare difficoltà esistenti. Ritengo importante prestare attenzione ai segnali di disagio che la bambina vi invia non necessariamente di natura verbale! Cercare di capire cosa accade, non vuol dire lasciarsi prendere dalla paura che venga fuori qualcosa di spiacevole, ma osservare se questo disinteresse è frequenta per esempio nei confronti di materie specifiche, durante periodi familari turbolenti, oppure situazioni relazionali difficili a scuola! la comunicazione con la bambina sincera e aperta deve gettare le basi per una consapevolezza emotiva di difficoltà che vanno comunicate per poterle risolvere non da sola, ma con la vostra vicinanza e affetto.
Buon lavoro

Dott.ssa Angela Niro Psicologo a Foggia

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Caro Signor Daniele, prima di darle qualsiasi consiglio è importante raccogliere informazioni significative e dunque approfondire tale situazione. I bambini in questo fase dello sviluppo vivono un cambiamento significativo per la loro età, in cui devono scontrarsi con un sistema differente,gli viene richiesto di prestare maggiore attenzione, di rispettare delle regole nuove, di stare seduti per un tempo più ampio, di produrre bene e velocemente per rispettare il piano didattico previsto, e come può bene comprendere , rispetto a quanto faceva alla scuola dell'infanzia, occorre un impegno maggiore. Il mio consiglio è quello innanzitutto di affidarsi ad un esperto per analizzare accuratamente il caso. La rassicuro dicendole che un percorso di sostegno permetterà di modificare questi comportamenti in tempi brevi e vi donerà più serenità.
Cordialmente
Dott.ssa Roberta Famulari
Psicologa cognitivo comportamentale specializzata in disturbi dell'età evolutiva

Dott.ssa Roberta Famulari Psicologo a Messina

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Buongiorno Daniele, per capire le difficoltà che può avere un bambino nei confronti della scuola bisognerebbe fermarsi e cercare di ascoltare tutti i suoi messaggi. Annotare se esistono delle giornate in cui il comportamento di sua figlia migliora o peggiora e quali potrebbero essere i fattori che modificano le sue reazioni.

Lostudioblu Psicologo a Monza

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Gent.mo Daniele,
la scarsa motivazione scolastica è molto comune nei bambini. Meno frequente nel primo anno di scuola però. Ci dice che la bimba non ha voglia di applicarsi nemmeno a casa, cosa intende? Ci faccia degli esempi. Risulta ad ogni modo difficile poterla aiutare con così poche informazioni. Come hanno già anticipato i colleghi che le hanno risposto prima di me, sono infinite le situazioni che portano ad una scarsa motivazione e alla mancanza di impegno. Sicuramente è presente una situazione di disagio che va individuata prima di poter pensare a qualsiasi tipo di intervento.
Le consiglio di rivolgersi ad un professionista della sua zona, che si occupi nello specifico di età evolutiva.

Dott.ssa Valentina Lombardi Psicologo a Saronno

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Gentile Daniele, le motivazioni che potrebbero spingere sua figlia a non dedicarsi alla scuola potrebbero essere molteplici. Una volta scongiurate cause specifiche che potrebbero far pensare ad un disturbo specifico dell'apprendimento, sarebbe necessario indagare la sfera più propriamente emotiva. Ricordo sempre che per poter studiare è necessario avere la "testa libera" e questo talvolta è impossibile se ci sono pensieri "ingombranti". dott.ssa Ferroni

Dott.ssa Sara Ferroni Psicologo a Firenze

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Buongiorno Daniele,
tenga presente che spesso i bambini usano la scuola come il teatro per interpretare scene che in realtà vivono altrove, è quindi probabile che il disagio che la bambina mostra non riguardi la scuola ma, ad esempio, difficoltà relazionali che hanno altre origini.
Le consiglio di parlare con gli insegnanti e di rivolgersi ad un professionista.
Cordialità.

Studio Di Psicologia In Corso Vittorio Psicologo a Torino

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Salve, occorre innanzitutto capire qual'è la difficoltà che si nasconde dietro a tale apparente "scarso impegno"...ci sono difficoltà legate al metodo di studio? al rapporto con le insegnanti? ..provi a sentire il parere delle maestre (cosa notano di sua figlia ad es quando è in classe..se mantiene attenzione..se ha difficoltà specifiche...e poi magari consulti un esperto (psicologo) che escludendo difficoltà legate a disagi particolari può anche indicarle come "far vivere il momento dei compiti a casa con serenità incentivando così la motivazione della bimba".

Dott.ssa Elena Arestia Psicologo a Perugia

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Ge.le papa' disperato capisco il suo stato d'impotenza difronte ad una figlia che non s'impegna ma primari fare qualcosa bisogna prima capire il significato di questo disimpegno di sua figlia, spesso uno scarso rendimento scolastico e' il segnale che il bambino canalizza le sue energie altrove anziché a scuola,
Cioè e' impegnata a risolvere una grossa difficoltà che non riguarda direttamente la scuola. Indaghi meglio, osservi sua figlia, stia con lei prima di fare qualsiasi cosa. Mi aggiorni.

Dott.ssa Silvana Spagnuolo Psicologo a Manfredonia

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Buonasera e' forse legato al rapporto con le insegnanti? Avete provato a parlare con loro? Potrebbe essere utile fare i compiti con la bambina lodando la spesso, e a volte invitare qualche compagno di classe ... Il lavoro di gruppo de ben confitto porta ad ottimi risultati.

Dott.ssa Silvia Gigliotti Psicologo a Settala

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buongiorno papà disperato, sono una mamma disperata... mio figlio fa seconda elem.e a smesso di scirvere.. e' intelligentissimo (q.i. sopra la media)... ma ha deciso di non prendere più la penna in mano. ne' a casa ne' a scuola..risultato: tutti 4 nelle verifiche e note rosse tutti i giorni... al di fuori dell'argomento scuola è un angioletto di bambino...molto sensibile.
visto che è passato un anno da quando avevate questi problemi vi chiedo un aiuto. avete risolto il problema? in quale maniera? io non so più a chi rivolgermi.... sono veramente disperata. (m.d.)

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Gentile Daniele,
nella maggior parte dei casi i bambini, quando hanno dei disagi, lo esprimono attraverso un calo del rendimento scolastico. Provi a parlare con sua figlia, per comprendere cosa in questo momento la turba, magari ha maggior bisogno di attenzione, provi a svolgere i compiti con lei e a condividere i momenti di studio, le faccia ripetere la lezione, la incuriosisca, in modo che trovi piacere in ciò che fa e si senta gratificata e incentivata a "fare" proprio perchè qualcuno le sta vicino in questo momento. In tal modo potrebbe comprendere se vi sono altri problemi collegati alla scarsa motivazione, dislessia, disgrafia, problemi di vista..., che potrebbero determinare la demotivazione. In tal caso si rivolga all'asl di competenza affinchè effettuino una valutazione della gravità del disagio.
Cordiali saluti
Dott.ssa Elena Favole

Dott.ssa Elena Favole Psicologo a Cuneo

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Salve! sono un'insegnante che si dedica al volontariato proprio in questo campo. La mia esperienza mifa dire innanzitutto di
1) verificare che la bimba non abbia problòemi FUNZIONALI (ci vede bene? ci sente bene? e a livello cognitivo come siamo? per accertarsene si va dal neuropsichiatre e dallo psicologo, che nel caso indirizzeranno ad altri specialisti)
2) escluse le cause funzionali, possiamo pensare che si tratti di metodo di studio non adeguato. Ognuno di noi ha il suo tipo di memoria (visiva, uditiva, mista) per cui impara utilizzando il metodo consono alla sua memoria.
3) cercare di farla giocare imparando. Il lavoro scolastico e a casa deve essere un gioco bellissimo, una scoperta continua. I nostri bambini hanno sete di sapere, stimoliamo la loro curiosità ed evitiamo di presentare lo studio cocme un tristissimo ed odioso DOVERE....
Spero di esserLe stata utile
Cordilai saluti
Paola.b102

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Salve,
sua figlia si trova in un'età di transizione in cui le è richiesto di apprendere, oltre alle capacità scolastiche, anche nuove capacità relazionali e comportamentali. Le difficoltà in ambito scolastico in alcuni casi possono rappresentare la manifestazione di un altro disagio (come può essere il mettersi in relazione con i pari, l'adattarsi al contesto classe, difficoltà in famiglia, ecc..). Tuttavia è anche in questa età che si iniziano a evidenziare problematiche dell'apprendimento specifiche (come ad esempio la dislessia) che purtroppo in tante occasioni non vengono comprese e identificate. Le consiglio perciò di provare a studiare con sua figlia cercando di motivarla e stando attento a evidenziare se il comportamento di sua figlia può essere dovuto a una difficoltà emotivo-relazionale oppure sia specifica dell'apprendimento. Se lo ritiene opportuno può chiede il consulto di un esperto.
A presto

Dott.ssa Serena Carnì Psicologo a Catanzaro

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Caro Daniele,
è importante comprendere il motivo per il quale sua figlia non desidera impegnarsi nel percorso scolastico; alcune volte i bambini possono manifestare un proprio disagio attraverso problemi scolastici. Per questo che le consiglio di rivolgersi ad un collega esperto in età evolutiva che possa aiutarvi in questo periodo carico di ansia.
Tanti saluti
Dr Elisabetta Bellagamba

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Gentile genitore,

mi pare di capire che lei vorrebbe che sua figlia si applicasse di più.
Noi psicologi ci riferiamo all'età dei 6 anni come il "periodo della
latenza"; in altre parole, forse a lei più comprensibili, a quel
periodo in cui Il bambino si rivolge all'ambiente esterno ed è la che
va la sua energia psichica.

Il fatto che sua figlia non sia proficua su piano scolastico (ne a
casa ne a scuola) fa pensare che ci sia bisogno di uno spazio altrove,
dove poter affrontare eventualmente anche questi problemi con la
scuola.
Potrebbe essere che il cattivo voto sia sintomatico di qualcosa che
non funziona sul piano relazionale.

Ovviamente, la lettura della sua domanda ha il limite di una
consultazione a distanza.

La ringrazio per la fiducia riposta a questo servizio,

un cordiale saluto

Dr varotto

Studio di Psicologia Varotto Psicologo a Abano Terme

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prova prova prova

Dott. Alessandro Frigiola Psicologo a Vicenza

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Salve Daniele.
La poca voglia di applicarsi nello studio dei bambini così piccoli spesso è collegata al poco interesse per alcuni contenuti/ attività o maestre. I bambini a 6 anni spesso hanno ancora voglia di giocare, e più difficoltà rispetto ad altri di cimentarsi nello studio.
Provi a fare in modo che Sua figlia faccia i compiti con qualcuno che ritiene affidabile e simpatico, con qualcuno che la spinga ad impegnarsi, ovviamente sotto forma di gioco.. Vedrà che in questo modo, e cioè prendendo il momento dei compiti come un momento di gioco e di condivisione, Sua figlia sarà maggiormente invogliata a studiare e avrà senz'altro risultati più soddisfacenti a scuola.
Per maggiori informazioni, può contattarmi sul mio profilo.
Cordialmente.
Dott.ssa Marianna Vallone

Marianna Vallone Psicologo a Modena

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Salve, la scarsa motivazione allo studio che presenta sua figlia può essere originata da numerosi fattori, è bene ricordare che la demotivazione allo studio non è una causa primaria ma la conseguenza di qualcos’altro. Difatti, così come il carburante nelle nostre auto ci permette di raggiungere una località, allo stesso modo la motivazione ci permette di raggiungere un obiettivo; in questo caso bisogna indagare perché non c’è carburante a sufficienza per impegnarsi nello studio, tenendo presente che noi ci impegniamo maggiormente nelle attività che ci stimolano positivamente e nelle quali ci sentiamo competenti, viceversa tendiamo ad evitare situazioni non gratificanti e nelle quali temiamo di poter fallire o dove abbiamo fallito in precedenza. Il primo passo utile per aiutare sua figlia è dialogare con lei, cercando di prestare molta attenzione oltre che alle sue parole soprattutto alle emozioni che le sottendono, il dialogo può far emergere eventuali difficoltà che altrimenti resterebbero sommerse. Se questo non dovesse dare i suo frutti, le consiglio di rivolgersi ad uno Psicologo, anche perché la scarsa motivazione allo studio potrebbe mascherare dei DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) che possono essere rilevati solo grazie ad un’attenta valutazione psicologica tramite la somministrazione di test specifici. Una identificazione precoce di tali disturbi permette di adottare tutte le strategie necessarie per non pregiudicare la carriera scolastica dei ragazzi. Nel salutarla le porgo i miei migliori auguri per una felice risoluzione delle difficoltà di sua figlia.
Dottor Angelo Marco Zona
Psicologo esperto in Neuropsicologia

Dr. Angelo Marco Zona Psicologo a Santa Maria Capua Vetere

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Caissimo papà disperato,
innanzitutto vorri rassicurarla sul fatto che molti bambini quando iniziano il ciclo delle scuole elementari fanno fatica a concentrarsi. Bisogna aiutare questi piccoli ad avvicinarsi al mondo dello studio. Potrebbe essere utile affiancargli una giovane educatrice, che abbia le competenze per accompagnare suo figlio in questo nuovo mondo. Nel contempo, chiederei una consulenza ad uno psicologo (molti offrono la prima consulenza gratuita, in modo da poter valutare le competenze del suo bambino.
Anche a casa ci sono utili libri della Erickson che si possono usare anche i genitori insieme ai loro figli. Se vuole può consultare il sito http://www.erickson.it/Libri/Pagine/default.aspx.
Se ha bisogno di qualche consiglio non esiti a chiedere.
Cordiali saluti
Dr.ssa Melania Del Vecchio

Dott.ssa Melania Del Vecchio Psicologo a Pavia

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