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Indecisione senza via d'uscita

Inviata da Tissi il 24 lug 2018 Ansia

Buonasera,
Scrivo qui perché mi trovo veramente in difficoltà e non so più cosa fare. Mi sono diplomata ormai due anni fa a pieni voti in un liceo classico, e una volta uscita non sapevo che cosa fare. Per anni ero stata convintissima su Veterinaria (feci anche uno stage), all'ultimo anno di liceo, invece, tutte le mie certezze sono svanite. Ho cominciato a valutare Medicina, pensando poi a una specialistica in Psichiatria o Psicanalisi. Dopo la maturità, ho cambiato di nuovo idea, Medicina mi pareva troppo lunga, avevo paura, così, per esclusione e indecisione, ho scelto Biologia. Qui le cose hanno iniziato a complicarsi: non che non mi piacesse, ma non mi sentivo soddisfatta; ci tengo a precisare (e assolutamente non per vantarmi, anzi) che il mio problema non è stato di rendimento: benché di ogni esame dicessi che non mi piaceva, a dispetto di tutti i pianti, ho preso quasi tutti 30 e 30l. Per tutto il primo anno ho avuto il chiodo fisso di andare a studiare Matematica (corso che grazie al prof mi aveva colpita). Così, dopo un mare di dubbi, il dispiacere immenso di perdere un anno, attacchi di ansia e sensazione di soffocare, ho cambiato facoltà. A settembre provai anche il test di Medicina, un po' a caso perché in quel momento il mio chiodo era Matematica, l'avrei passato se non fossi andata in panico e non avessi gestito malissimo il mio tempo. Comunque, iniziai Matematica. Ricordo quei giorni con tanta angoscia. Avevo paura di non farcela, mi sentivo soffocare, probabilmente se non prendessi tutto male sarei andata avanti tranquillamente. Invece in quel momento mi sono convinta di non essere in grado e che la cosa migliore fosse tornare sulla strada un po' odiata ma sicura di Biologia. Tra mille giri e incomprensioni di segreteria, sono tornata a Biologia. Ho dato qualche del secondo anno. Dovevo dare un altro esame ma mi sono ridotta al punto di non riuscire più a studiare. È da un semestre che sono ferma; ho pensato che fosse meglio fermarsi che rimbalzare da una parte all'altra come una pallina impazzita. Sono esausta di pensare a cosa voglio fare, sono ormai due anni, eppure non riesco a decidermi. Da quando ho iniziato l'università ho iniziato a soffrire anche di iperidrosi incontrollabile, che mi fa sentire ancora più insicura e demoralizzata.
Per farla breve ora sono indecisa su: Medicina, Biologia, Ostetricia, (Psicologia).
A settembre proverò il test di Medicina, facoltà che mi ispira ma che temo per la mole di studio: tra chi conosce la me studiosa di un tempo dice di non farmi problemi, ma io so che è tosta e ho paura che non mi torni la voglia di studiare così tanto. D'altro canto mi sembra una facoltà fantastica, piena di sbocchi e che permette un lavoro sicuro e remunerativo. Io vorrei davvero andare a fare un lavoro che mi piace, ciò che mi frena ora è il conflitto tra studiare ciò che mi piace e le prospettive per il futuro.
Forse restare a Biologia non sarebbe così male, dopo potrei specializzarmi in Neurobiologia o Procreazione assistita, ma ho paura di non trovare un bel lavoro. Ostetricia mi permetterebbe di restare in ambiente medico e ospedaliero (cosa che mi piace molto), è un percorso la cui lunghezza può essere decisa in itinere, amerei vedere nascere delle vite; l'unica mia paura è di sentirmi svalutata o sprecata, anche se so che questo è frutto di uno stupido pregiudizio sociale. Poi c'è Psicologia, su cui sono stata praticamente convinta in questi mesi ma che ora - e mi piange il cuore perché trovo affascinanti le materie - sto scartando in quanto non penso di essere disposta a fare 10 anni di studio (+ i 2 persi) senza la prospettiva di un lavoro sicuro (da quanto ne so e mi hanno detto).
Al momento considero Medicina la prima scelta, se dovessi passare. Come seconda scelta, non so se sia meglio Ostetricia o Biologia, un lavoro pratico o il fascino di essere 'scienziato'.
In tutto ciò, sono stata tre volte da una psicologa (non particolarmente d'aiuto) e tre volte dalla psicologa dell'università specializzata in orientamento, che mi è parsa molto molto brava. Lei mi spinge abbastanza verso medicina, dice che sono una persona che se non è sotto pressione non rende...
Lancio un disperato appello di aiuto, non so cosa fare, grazie mille a chiunque mi aiuterà.

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Gentile Tissi,
hai fatto bene a consultare la psicologa dell'Università specializzata in orientamento e se riesci a superare il test di ingresso a Medicina, non dovrebbe poi spaventarti il relativo percorso di studi, essendo una materia che ti piace..
In caso contrario potrai continuare la facoltà di Biologia che già hai intrapreso.
Tuttavia, ai fini della crescita dell'autostima che in te sembra essere un poco deficitaria, è importante portare a termine ciò che si inizia e non essere troppo dispersivi.
Pertanto, al di là dell'orientamento agli studi, un percorso psicologico potrebbe esserti utile in questo senso.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Tissi,
nel nostro stile di vita siamo tutti mossi da scopi legati a un fine inconscio. A livello più comprensibile sembra che il tuo stile di vita cerchi la sua realizzazione nella ricerca appunto, e non nella conclusione. A volte sentire di avere delle potenzialità può essere condizionante e non farci rischiare l'insuccesso che è legato spesso alle nostre aspettative.
Leo sa di essere una brava studentessa, di aver successo negli esami mq sembra essere quello che può avvenire nella sua vita dopo il suo consolidati ruolo da studentessa.Il motivo che la spinge in questo loop non è comprensibile senza un percorso psicologico che possa aiutarla a trovare nel suo stile di vita elementi maggiormente incoraggianti la costruzione di nuovi scopi e soprattutto di un modo diverso di pensare a se stessa .

Non rimanga da sola nel suo percorso e cerchi un supporto lungo una sentiero di cambiamento.

Saluti,
dott.re Claudio Lorenzetto

Dott.re Lorenzetto Claudio Psicologo a Ferrara

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Gentile Tissi,
il suo scritto mi sembra all’Insegna di un conflitto tra una latenza di una certezza sulle sue capacità e desiderio su ciò che vorrebbe fare nella sua vita, e un ritrovarsi nel corso d’opera a vivere il dubbio, l’incertezza. Con conseguenti stati di dubbi, ipotesi alternative, perdita e disorientamento. Mi soffermo sul considerare una sua parte razionale che la porta a esprimere ciò la riguarda e una parte emotiva portatrice di paure, ansie e vissuto di non riuscire a farcela. Proverei a stare su questo e a orientarmi su un lavoro terapeutico con continuità per dare significato e conoscenza a quello che mi sembra il suo problema. Credo potrebbe essere una via d’uscita.
A disposizione per approfondimenti
Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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Gentile Tissi,
dal racconto sulle scelte univesitarie sembra emergere tutto il suo disorientamento ma allo stesso tempo la capacità di farcela e riuscire ad alti livelli.
Credo lei abbia fatto bene a fermarsi per riflettere sulle sue scelte anche consultando una professionista. Sarebbe interessante però capire cosa sta accadendo nella sua vita che la spinge a sentirsi così confusa e un po' in balia delle onde. Agiscono delle pressioni (interne o esterne) rispetto a questo? Le suggerisco di continuare il percorso iniziato con la psicologa o di rivolgersi ad un/una psicoterapeuta per affrontare con un professionista esperto questo momento di confusione.
A disposizione per eventuali chiarimenti.
Un cordiale saluto

Dott.ssa Letizia Pellegrini
Psicologa clinica psicoterapeuta - EMDR Roma

Dott.ssa Letizia Pellegrini Psicologo a Roma

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Buonasera Tissi i dubbi che hai sono normali e frequenti perché siamo tutti concentrati sul futuro e su ciò è giusto, più adatto. Io credo che dobbiamo scegliere il lavoro sulla base delle nostre attitudini, dei nostri talenti ma soprattutto ciò che più ci piace. Cosi facendo non sarà né lungo e ne' faticoso studiare, gli anni passati non sono persi ma solo un po' più di esperienza. Un caro saluto

Dott.ssa Alessandra Andò Psicologo a Guidonia Montecelio

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