Indecisione. Paura della solitudine o amore?

Inviata da Francesca Maria · 22 set 2019

A marzo sono uscita da una storia incredibile di 6 anni di cui gli ultimi 1-1/2 di convivenza, ma alla fine ci siamo accorti che era compensazione di una vita che andava in direzioni diverse per entrambi, e che incontrarci diventava sempre più difficile. Ci lasciamo a marzo definitivamente ma era già in atto da un annetto. Ad aprile/maggio conosco un ragazzo all’università, con cui inizio ad uscire. Eravamo entrambi in periodi strani della nostra vita (io post convivenza, lui in cura con degli psicofarmaci per una brutta esperienza con la droga, da cui era uscito); è un rapporto che non abbiamo mai etichettato, ci godevamo la compagnia dell’altro senza troppo a pretendere e anche “limitati” dal punto di vista sessuale perché la cura gli aveva provocato un calo del desiderio; mentre per me premeva questo Erasmus imminente che mi avrebbe portata via e quindi non me la sentivo di costruire una relazione solida e duratura. È stata una relazione basata sulla sincerità, eravamo entrambi d’accordo sul viverla senza impegni ed etichette, però anche senza frequentare altra gente. Ad agosto (20 giorni prima di partire per il mio Erasmus) vado ad un festival ed incontro un ragazzo. Flirtiamo un po’ e la prima sera stiamo assieme. Il giorno dopo mi sento malissimo, chiamo il ragazzo con cui mi sto frequentando e gli spiego tutto. La storia finisce li. Con questo ragazzo che ho appena conosciuto nasce qualcosa di bellissimo. Trascorriamo questi giorni a questo festival come se fossimo in una bolla. Parliamo di noi, ci scopriamo simili, siamo spesso assieme, anzi, tutto il giorno e tutte le notti. Il problema è che questo ragazzo, conosceva il tipo con cui mi stavo frequentando, e non voleva che uscisse fuori il suo nome. La storia va avanti, e quando torniamo a casa mi chiede se vogliamo frequentarci anche fuori. Ci incontriamo a casa sua, qualche giorno dopo e mentre facciamo sesso mi dice “io ho capito di amarti”. Ci rivediamo un’altra volta e stiamo sempre benissimo, fino a quando, ricomincio a pensare a perché non dire all’altra persone di lui. Perché non voleva che il suo “amico” sapesse. Mentre ne parliamo via cellulare, lui mi videochiama e mi dice “io non me la sento di continuare, tu partirai a breve (mi aveva chiesto lui di frequentarci durante il mio Erasmus) e io mi annullerei e non me lo posso permettere. Capiscimi. Chiudiamo la videochiamata che entrambi stiamo male. Il giorno dopo lo chiamo per riparlarne ed è un’altra persona: freddo e distante, un muro. Vado via perché è come parlare ad un blocco di ghiaccio anaffettivo. gli mando un messaggio dopo qualche giorno e gli dico “perdonami se ti troverai cancellato dai social, ma penso sempre a te, e vederti mi fa male perchè mi manchi” lui mi risponde “buon viaggio”. Il giorno prima di partire gli chiedo di salutarci, ma non risponde al mio messaggio. Qualche settimana fa mi contatta il tipo cui mi sentivo prima di conoscere lui, mi stizzisco per le menzogne, e gli racconto tutto. Poi chiamo lui e gli dico “mi dispiace, ma gli ho raccontato tutto”. Parliamo al telefono una decina di minuti, anche tirandoci leggere frecciatine, ma tutto era molto calmo e rilassato. da li niente piiZ non so se perché non sono mai stata sola p perchè sono lontana da tutti ora. Ma penso a lui tutti i giorni, penso a quando eravamo in campeggio, al festival o a casa sua.. mi manca ma al tempo stesso non me la sento di contattarlo. Credo che ho fatto tutto, ma oltre ciò, credo che mi aspettino “nuove esperienze qui”, e che non so cosa potrei ricavare da un messaggio, essendo così lontana.. però lo aspetto. Aspetto un suo messaggio. Penso sempre che quando tornerò a gennaio lui si farà vivo perché sarò vicina.. penso a quando lo incontrerò.. cosa significa tutto questo? Cosa dovrei fare? Grazie mille di tutto.

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Miglior risposta 24 SET 2019

Gentile Francesca,
quello che mi ha colpito è che in tutto il suo avvincente messaggio non c'è accenno o quasi alla domanda che si fa nell'oggetto del messaggio: paura della solitudine o amore? Credo che questa domanda nasconda una sua intuizione interessante su che cosa ci stia dietro al bisogno di legarsi a un'altra persona. La nostra vita è caratterizzata dalla costante ricerca di un equilibrio tra bisogno di appartenere (a una relazione, a un gruppo, a una famiglia, a un luogo) e bisogno di esplorare il mondo, presupposto fondamentale della crescita personale. I legami ci danno molta sicurezza, in qualche modo rispondono alle nostre paure, mentre l'esplorazione ci pone di fronte all'incertezza, quindi stimola le paure. Per cui può capitare che puntiamo tutto sui legami, per rispondere al nostro bisogno di sicurezza, dimenticandoci di altri nostri bisogni, come quello di conoscere, fare esperienze, cambiare.
Lei è in Erasmus e credo che questo rappresenti un bel permesso che si sta dando di esplorare il mondo. Quindi sta seguendo una sua libera aspirazione. È probabile che ci sia anche una parte di lei che ha paura, che è insicura di questo passo, ed è normale. Forse ha paura di sentirsi sola, laggiù. Ma potrà sentirsi sola indipendentemente dall'avere o meno una relazione con un uomo. Tutti si sentono soli quando vanno via da casa.
Ha detto bene, le aspettano nuove esperienze lì. Si concentri su quelle, visto che ha avuto già il coraggio di allontanarsi da casa, non si tolga adesso l'opportunità che si sta dando. Ed è probabile che questa esperienza, il mettersi alla prova nell'essere distante, la possa aiutare anche nelle relazioni. La nostra capacità di amare si rafforza quando impariamo a tollerare la distanza.
Poi può sempre chiedere aiuto a uno psicologo per confrontarsi su questi temi e avere un sostegno anche per affrontare questa importante prova. Tanti colleghi offrono consulenza a distanza, ormai con internet le distanze si sono ridotte.
Un caro saluto e in bocca al lupo per tutto!
dott.ssa Valentina Giovannetti

Dott.ssa Valentina Giovannetti Psicologo a Pisa

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26 SET 2019

Gentile Francesca
Ora che è partita per il suo Erasmus, lo viva con completezza e nel presente. E mentre è via, invece di pensare a come sarà al suo rientro , ragioni sui suoi comportamenti così da comprendere anche gli eventuali errori fatti ed evitare di replicarli in futuro. L'amore sotto un certo punto di vista è "una cosa semplice " ... ma richiede l'impegno di entrambe le parti, attenzione, sensibilità e voglia di condividere un progetto di crescita . Le auguro presto di trovare un compagno che le permetta di vivere una relazione "piena" .
Dott.ssa Patrizia Adamoli

Dott.ssa Patrizia Adamoli Psicologo a Cernusco Lombardone

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