Incomprensione destabilizzante.
Sto cercando un nuovo percorso psicoterapeutico, attualmente già me avrei in corso uno, da ben tre anni, ma sento di non essere assolutamente migliorata.
In realtà, il lavoro si é concentrato inizialmente a fare terminare i miei attacchi di panico dovuti a gesti scorretti nei confronti della mia relazione, poi sulla relazione con la mia famiglia e poi molto su di me e questi "famosi" bisogni viscerali che io non so interpretare e, di conseguenza, soddisfare.
Questi bisogni hanno caratterizzato la parte centrale di tutto il mio percorso, perché la mia psicoterapeuta sostiene che io non riesca a trovarli in ciò che mi circonda adesso e quindi cerco di gratificarmi con altro, fumo e alcol, errori gravi e non per poi sentirmi in colpa e cercare di controllare me stessa al massimo, per poi rivedere poco dopo e riniziare quel ciclo. Quindi lei sostiene che, forse, per osservare questi bisogni viscerali di cui io non so dare spiegazione, forse dovrei rimanere sola con me stessa (cosa che io non ho mai voluto fare perché non voglio stare sola con me stessa, preferirei morire) e lasciare quindi il mio partner sarebbe un inizio. Ma secondo me non ha senso questo perché se lasciassi il mio fidanzato andrei a ricadere subito su qualcun altro per evitare di stare sola e sarei punto a capo. Io invece voglio capirlo con lui, senza andare però a soddisfare i miei bisogni altrove. Ho spesso detto al mio fidanzato che la relazione non va bene, che io non sto bene, che lui non mi fa sentire amata e lui mi ha sempre chiesto che cosa poteva fare di più, che voleva fare di più, ma non sapeva cosa, come. Il famoso libretto delle istruzioni che io non ho mai saputo dargli, perché neanche io so cosa voglio, di cosa ho bisogno, non so niente. Anche oggi stavo per lasciarlo, quando poi mi sono sentita pugnalata nel sentirmi dire che se non ho le risposte lui le avrebbe cercate con me oppure mi avrebbe lasciata cercarle da sola se avessi preferito, se quello fosse stato il modo per evitare di preferire di morire. E io gli ho detto che voglio stare con lui, che mi sono sentita sola perché c'è mio padre qui in casa mia adesso per due giorni e io non ho il coraggio di starci da sola, ma vorrei il suo sostegno. Lui tutto questo non lo sapeva, perché non glielo avevo mai detto e non gli avevo mai detto che non mi sono mai sentita amata da mio padre e che lui se ne era accorto solo dopo che io e mia sorella siamo andate via da casa per l'università. E quindi io gli ho detto che sono rimasta delusa e male dal fatto che lui stasera sarebbe uscito sapendo che io sono in malattia e da sola con mio babbo e quindi non posso uscire neanche dopo l'orario, perché c'è lui. Insomma, questa é tutta la situazione...