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Incertezza del futuro

Inviata da Emanuela · 22 ott 2018 Fobie

Buon giorno. Sono Emanuela, ho 43 anni, divorziata, con una storia d'amore durata anni ed ancora irrisolta, vivo sola da 10 anni, ho un lavoro solo per certi aspetti gratificante e a dicembre ho scoperto di avere un cancro al seno. Hanno fatto seguito 16 cicli di chemioterapia, un'operazione e una cura ormonale che durerà anni. Ho affrontato tutto con un coraggio che sapevo sì di avere ma che comunque mi ha stupita. Ora però ho paura. Temo di non riuscire ad affrontare ciò che verrà, l'incertezza, una possibile ricaduta, temo la sofferenza e la solitudine.

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Miglior risposta 22 OTT 2018

Buonasera Emanuela, ho avuto un attimo di incertezza prima di risponderle, nella consapevolezza che occorrerebbe qualche ora per affrontare ed approfondire tutti gli aspetti della sua situazione, ma non posso farlo. Consapevole dei miei limiti, sento però mio dovere, tanto professionale che umano, risponderle. Quello che le hanno risposto i due colleghi prima di me vede la mia approvazione, e non serve ribadire i concetti. Aggiungerei che le sue incertezze, diciamo pure la sua angoscia, vanno visti non solo come umani, ma anche, direi, "sani e saggi". Gli studi infatti ci hanno dimostrato chiaramente che le donne che negano e nascondono il problema a sé stesse ed agli altri hanno una prognosi meno felice. Allo stesso modo, però, quelle che si fanno sopraffare dall'angoscia e dal timore del futuro non ne hanno certo un vantaggio. Allora la prima cosa che vorrei dirle è di non isolarsi. E' fondamentale prima di tutto che trovi una/un terapeuta che sia accogliente, supportiva/o ed umanamente presente prima ancora che tecnicamente preparato/a. Ma questo non è sufficiente. E' altrettanto importante che Lei trovi anche appoggi, non solo in una relazione affettiva, ma anche in gruppi, per esempio di auto-aiuto, oppure in attività sociali che trova piacevoli e gratificanti, o ancora in attività a mediazione corporea, come il teatro, la danza-terapia, il canto, lo yoga, i massaggi, la meditazione, o, infine, in vere e proprie terapie mente-corpo. Senza trascurare una moderata attività fisica, che, è ormai dimostrato, è fondamentale per migliorare il decorso della malattia. Mi rendo conto che sono consigli banali e scontati, eppure molto spesso ancora oggi non vengono applicati.
Vi è poi un discorso molto più vasto. Lo psicologo non deve assolutamente mettere in discussione le terapie proposte, tanto meno proporre modifiche. Eppure io credo nostro dovere fare riflettere chi si rivolge a noi che la medicina moderna, specialmente ospedaliera, spesso è disumanizzante, dogmatica, bloccata nei protocolli, ristretta alla sola terapia farmacologica. Una volta applicate le terapie, le persone vengono lasciate a sé stesse, senza sostegno nella vita di tutti i giorni. Fortunatamente da tanti anni girano nuove idee in oncologia, che però trovano ancora una applicazione limitata. Ci sono ormai grandi oncologi, e non solo terapisti "alternativi" , che si impegnano per lavorare sullo stile di vita del paziente. Mi riferisco non solo a quanto ho appena detto, ma anche ad un cambiamento radicale dello stile alimentare. E' ormai sempre più riconosciuto dalla scienza anche ufficiale che certi alimenti accelerano lo sviluppo delle cellule malate, mentre altri lo frenano. La sola chemioterapia non può spesso, purtroppo, eliminare tutte le cellule malate, altrimenti i dosaggi sarebbero troppo elevati per essere sopportati. D'altra parte anche chi è in salute produce ogni giorno delle cellule alterate, per cui la differenza la fa il sistema immunitario. Che può essere rinforzato con dieta,vitamine ed altro, anche per ridurre gli effetti avversi della chemioterapia. Io, occupandomi anche di naturopatia, e sopratutto studiando la cosiddetta "medicina funzionale" che sarà il modello che prevarrà in futuro, anche confrontandomi con alcuni medici di valore, ho maturato una mia personale visione su ciò che può aiutare le persone nella sua situazione, che è in accordo con molti studiosi, ma trattandosi di mie convinzioni, non le posso sviluppare in questa sede. Ha mai sentito nomi come la dr.ssa Kousmine, il grande oncologo Philippe Lagarde, il dr. Max Gerson, il doppio premio Nobel Linus Pauling? Sono disponibile per uno scambio di idee. Ho cercato di risponderle meglio che potevo, ma forse, per i miei limiti umani, le ho creato ancora più confusione. Le chiedo scusa se è così, ma credo sia meglio avere delle informazioni in più che in meno. Da qui può sembrare un discorso freddo, ma ogni sofferenza fisica mi coinvolge molto. Come ho detto resto a disposizione. Comunque, abbia cura di sé!

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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29 OTT 2018

Cara Emanuela,
i sentimenti che prova come l’incertezza, la paura per il futuro, la sofferenza legata a questa situazione e la solitudine sono emozioni legittime per le persone che devono affrontare una diagnosi oncologica. Racconta che da dicembre ad oggi ha dimostrato una forza e un coraggio che l’hanno piacevolmente stupita; è una risorsa personale importante che le ha permesso di vivere questi mesi così dolorosi e incerti e che la aiuterà ad affrontare le possibili difficoltà future.
Se lo ritiene opportuno potrebbe informarsi se sul suo territorio vi siano delle associazioni che si occupano di fornire sostegno e supporto a persone che si trovano nella sua stessa situazione o iniziare un percorso di supporto psicologico con un professionista che le permetterà di affrontare questa situazione e di gestire le emozioni che sta provando.
Cordialmente

Synesis Psicologia® Psicologo a Carnate

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23 OTT 2018

Cara Emanuela, è ben comprensibile che le difficoltà della vita, che hai affrontato con una forza non comune, abbiano chiesto molto, forse troppo, alle Tue forze.
E può essere che, ad un certo punto, la stanchezza si faccia sentire.
Penso che un bravo psicologo possa aiutarTi, e sostenerTi per recuperare le forze e riprendere il cammino con rinnovate energie e prospettive.
Non Ti conosco ma permettimi di salutarTi amichevolmente. Naturalmente, se vuoi, sono a Tua disposizione.
Dr. Marco Tartari, Roatto Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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23 OTT 2018

Gentile Emanuela , da quello che descrive la
Sua pura sembra umana è comprensibile. È sto brava ad affrontare tutte le tappe di questo percorso di cura e è stata forte perché lei ha vinto sulla malattia. Le sue pure sono comprensibili, ma non deve permettere alla paura di bloccare la sua crescita e la sua evoluzione . Le consiglio di contattare un/una terapeuta e di farsi aiutare ad “archiviare” questa esperienza da un punto di vista psichico . In bocca a lupo !
Dott.ssa Fabiana Di Segni

Dott.ssa Di Segni Fabiana Psicologo a Roma

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22 OTT 2018

Gentile Emanuela,
la paura che sostiene di provare è più che normale e comprensibile. È sicuramente positivo il fatto che sia riuscita ad affrontare questa malattia con coraggio e determinazione scoprendo in lei delle risorse che credeva perfino di non avere, adesso però, dato che sta vivendo questo naturale momento di paura ed incertezza relativamente a come potrà evolversi la situazione in futuro, è importante che lei possa prendersi cura della sua persona e ricercare un sostegno psicologico che le consenta di analizzare quanto accaduto e quanto adesso sta sperimentando. Quello che mi sento di consigliarle pertanto, è di rivolgersi ad uno Psicoterapeuta della sua zona in modo che la sua situazione possa godere delle giuste attenzioni che merita, e in modo che lei possa intraprendere un importante lavoro sulla sua persona.

Cordialmente,
Dott. Colamonico Damiano

Dott. Damiano Colamonico Psicologo a Torino

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22 OTT 2018

Buongiorno Emanuela,

Comprendo e capisco in pieno le sue emozioni. Al di là del contesto, il quale sicuramente influenzerà negativamente, temo che la malattia comporti tutte le emozioni che lei stessa ha elencato: incertezza verso il futuro, paura di ricadere, sofferenza ed il senso di solitudine. Ha affrontato un momento difficile, dove penso sia indispensabile essere seguiti tramite un percorso psicologico. Le consiglio di intraprenderlo, online oppure da un professionista della sua zona, l'aiuterà ad affrontare il momento e soprattutto , inizialmente, il senso di solitudine.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, mi scriva
Cordiali saluti
Dott.ssa Alice Noseda

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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