Incapace di prendere decisioni.

Inviata da luca. 7 lug 2013 12 Risposte  · Autostima

Salve, mi chiamo Luca e ho 28 anni, un lavoro fisso e vivo ancora con i genitori. Ho qualche problema di autostima, e penso che questo mi porta all' essere insicuro e prendere decisioni per paura di essere giudicato. In più ho anche la paura di sbagliare nelle decisioni e quindi continua a girare intorno ai problemi creando sempre più ipotesi. Ho cercato molto per internet e sono arrivato a ritrovarmi nello "schema maladattivo" Ultimamente ho pensato di mollare tutto per raggiungere due amici che vivono all' estero, per potermi buttare in qualcosa di nuovo,per un paio di anni, nuove esperienze anche lavorative, crescere e responsabilizzarmi ma ovviamente senza arrivare ad una risposta perché allo stesso tempo ho paura che un viaggio possa confondermi ancora di più.. Voi cosa pensate? può un viaggio aiutarmi o è meglio lasciar perdere?.

paura , genitori , lavoro , amici

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Ciao Luca, un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarti a comprendere con più gradualità e armonia la tua situazione, certo che l'autostima è una conquista che si coltiva compiendo delle scelte e raccogliendo i frutti di esperienze positive e non viceversa (scelgo perché ho autostima). La capacità di scegliere di cui parli è un'azione che richiede l'assunzione di responsabilità a rinunciare alle alternative, a indirizzarsi verso un obiettivo unico e accettare le conseguenze della scelta. Può quindi trattarsi di una questione molto vicina all'esercitare il proprio coraggio e avviarsi verso il proprio cammino di crescita (diventare adulto ed autosufficiente). Questo è uno spunto di riflessione che potrebbe stimolare la tua voglia di cambiamento... il resto dovrai farlo tu... nessuno può o dovrebbe scegliere per te.

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Gentile Luca,
la sua difficoltà nel prendere decisioni può legarsi a molteplici situazioni e relazioni impostate in passato su una sua posizione di "passività" rispetto a qualcuno (forse i suoi genitori?) che lei vive come più competente, più capace e più "dominante", in confronto a cui forse lei non si è sentito all'altezza. Credo quindi che un percorso psicologico di elaborazione dell'immagine di sé possa aiutarla a raggiungere quella autonomia e quella capacità di assumersi responsabilità di cui ha bisogno per "imparare" a decidere della sua vita. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, MIlano

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10 LUG 2013

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Egregio signor Luca,
credo che il tema centrale della sua domanda ("Voi cosa ne pensate?) sia quello della responsabilità. Diventare responsabile dei suoi pensieri e, quindi, delle sue decisioni è il compito a cui si sente chiamato, compito che Lei avverte come gravoso. Teme che allontanarsi fisicamente da casa possa "confonderla" e mi pare un timore fondato. "Partire per un viaggio" non è un sostituto del "pensare" e del vivere le proprie emozioni. Lei si sente chiamato ad inaugurare una propria vita autonoma, indipendente e separata da quella dei suoi genitori, con i quali vive pur avendo un "lavoro fisso". Partendo per l'estero e lasciando qui i suoi pensieri e le sue emozioni attuali, Lei si sentirebbe confuso e tornerebbe, prima o poi, indietro per riprenderseli, per sentirsi di nuovo intero, corpo e psiche. Non più "confuso", ma nuovamente "fuso" con la realtà familiare che aveva precedentemente lasciato. La conseguenza di ciò sarebbe un ulteriore abbassamento della sua stima di sé e un innalzamento della sua percezione di "incapacità".
Intraprenda, allora, il "viaggio della responsabilità", cercando uno psicologo ad orientamento psicoanalitico o uno psicoanalista come compagno di viaggio. Come Dante, inizierà ad addentrarsi in una "selva oscura", ma ben presto uscirà all'aria aperta, "a riveder le stelle".
Cordialmente

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9 LUG 2013

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Caro Luca,
La problematica che riferisci sembra riguardare l'autostima e il timore del giudizio degli altri, che ti blocca l'espressione di te stesso. Non è possibile darti un consiglio sull'eventuale viaggio all'estero, mentre sarebbe opportuno che tu intraprendessi un breve percorso psicologico.
Un saluto
dott. Cristina Mencacci

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9 LUG 2013

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Gentile Utente,
cercare in rete la definizione più "adatta" alla sua condizione non credo possa aiutarla; una valutazione accurata può essere fatta solo da un clinico esperto (in questo caso psicologo). Il viaggio ha un'importanza "relativa" nel senso che può essere rigenerante, ma difficilmente potrà servire per risolvere il suo senso di disagio. Le suggerisco di rivolgersi ad un Collega e fare una consulenza psicologica, potrebbe essere utile.

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8 LUG 2013

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buongiorno Luca
ha ragione: il suo è un problema di autostima. è una questione intima e profonda che credo la seguirà ovunque.
le consiglio di intraprendere il faticoso viaggio all'interno di sè aiutato da una psicoterapeuta della sua zona per capire meglio le origini della sua insicurezza e aiutarsi.

cordiali saluti
dott.ssa Manuela Vecera

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8 LUG 2013

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Ritengo tu debba far chiarezza e approfondire le tue difficoltà' psicologiche, altrimenti queste caratteristiche di personalità' rischiano di seguiti in ogni esperienza e parte del mondo! Poi sicuramente svincolarsi dalla famiglia e dalle sue ali protettive potrebbe essere utile per evolvere ulteriormente....ma prima bisogna cambiare dentro!auguroni, dr.ssa Federici Giorgia

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8 LUG 2013

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Gentile Luca, dalle sue parole traspare quasi una certa insoddisfazione per la sua attuale vita e la voglia di modificare un pò la realtà. L'intraprendere un viaggio potrebbe probabilmente aiutarla, ma cosa davvero desidera lo può capire anche qui, attraverso un percorso psicologico che le permetta di far leva sulle sue risorse per sentirsi nuovamente sereno.
Cordialmente.
Dott.ssa Alessia Sorsi

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8 LUG 2013

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Gentile Luca, la prima cosa che traspare dalla sua mail è una certa insicurezza. Se non ho capito male poichè ha difficoltà a prendere le decisioni allora vorrebbe trascorrere del tempo all'estero per crescere e maturare, ho capito bene la domanda? A mio avviso le converrebbe prima fare un po' di chiarezza, decidere di andarsene può farle bene se è quello che vuole ma pensare che questo le possa risolvere eventuali questioni e che al suo ritorno sia tutto migliorato la vedo una cosa molto difficile. Provi a fermarsi un po' e soprattutto ascoltarsi, ha paura di essere giudicato come? e da chi? Cordiali saluti, dott.ssa Elena Lugato

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8 LUG 2013

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Salve Luca,
credo che non sia il viaggio in sè la questione su cui porre l'attenzione quanto piuttosto le aspettative legate a questo tuo viaggio. Un luogo diverso dal solito può essere sì stimolante ma non è detto che risolva eventuali disagi presenti. Mi chiedo cosa farai se anche all'estero si dovessero ripresentare le stesse situazioni. Per cui se il viaggio è un modo per fuggire, inizia a comprendere da cosa scappi, cosa vuoi evitare e dunque non affrontare.
Quello che mi viene da dirti comunque è che in ogni decisione c'è sempre il 50% di possibilità di poter fallire, sbagliare. E' nella natura di ogni scelta avere questo rischio. E' importante mettere in conto questo rischio e accettarlo. L' umano non è, per fortuna, infallibile!
Chiedi aiuto ad uno specialista. Sono certo che saprà aiutarti a comprendere la natura di questi blocchi che posso ben immaginare siano per te fonte di sofferenza.
Buona fortuna!

Dott. Francesco Tripolini

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8 LUG 2013

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Buongiorno gentile Luca,
intraprendere un viaggio per cambiare la propria vita è una decisione che può prendere solo Lei. Il momento in cui afferma di sentirsi insicuro nel prendere decisioni, è come se pensasse che la soluzione potrebbe giungere da fuori di se stesso ma questo la porterebbe lontano dalle scelte della vita che comunque dovrà - prima o poi - prendere lei. Un percorso di psicoterapia potrebbe essere necessario nel suo caso.
Cordialmente

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8 LUG 2013

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Caro luca,
un viaggio può essere un'esperienza gradevole, ma lavorare sulle proprie difficoltà è un'altra cosa. Provi a rivolgersi a uno specialista della sua zona.

Cordialmente,

Dr. Antonio Cisternino

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8 LUG 2013

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