In crisi per il percorso universitario

Inviata da Anonimo00 · 12 nov 2020

Sono una studentessa di 20 anni al secondo anno di Economia, iniziato quest’anno. Ho scelto l’università senza pensare troppo, pensando che mi sarebbe piaciuto rivestire un ruolo manageriale.
Il primo anno l’ho terminato abbastanza bene, non troppo entusiasta, ma sperando che le sensazioni in merito a quello che studiavo migliorassero entrando nel vivo della materia.
Questo perché tutti mi dicevano che il primo anno era normale trovare cose che non piacevano in modo assoluto e che il secondo anno mi avrebbe chiarito le idee.
Ora però, dopo qualche mese e avendo iniziato tre nuove materie di carattere piú economico, mi rendo conto che quel senso di vuoto, il mio essere inappagata rimane...
Mi risulta noioso seguire le lezioni e ancora di più studiarle. Quindi mi chiedo se questa sia la mia strada.
In questo periodo sono perennemente triste e scontenta e sono convinta che l’università sia la causa principale, perché è il vedere anche solo le lezioni che mi lascia un senso di insoddisfazione...
Questa mia insoddisfazione si traduce in continui pianti e atteggiamento passivo verso lo studio, talvolta anche verso chi mi circonda. Chi mi sta vicino mi dice che non è troppo tardi per cambiare, ma ora sono io a non sapere più che cosa fare del mio percorso di studi.
Mi è sempre piaciuto imparare, non ho mai avuto difficoltà a studiare. Mi piace molto scrivere, leggere, sono sempre stata molto brava a parlare, una persona a chi piace comunicare ed aiutare. Mi piace anche molto supervisionare e gestire. Al liceo mi piacevano molto le materie umanistiche.
L’università è una cosa che si sceglie di fare, dunque ci dovrebbe essere interesse verso quello che si fa, anche perché in linea di massima getta le basi per il tuo futuro....
La materia che per ora mi risulta più interessante, sia come tipo di studio che come argomenti è diritto commerciale, così come diritto privato che avevo fatto al primo anno non mi era dispiaciuto affatto.
Stavo dunque ipotizzare un passaggio a giurisprudenza, nonostante il passaggio mi spaventi perché lasciare una strada in cui sono e ricominciare è una scelta importante.
Ma ha senso perseverare in una situazione che non mi soddisfa?
Ovviamente c’è la paura di perdere anni e tempo e di fare un’ulteriore scelta errata.
Non so più dove voglio arrivare nella vita e che percorso intraprendere per tornare ad essere soddisfatta di me stessa e di quello che faccio.
Giurisprudenza é sicuramente un tipo di studio più orale e umanistico, forse più affine alla mia persona, ma se fosse un’altra scelta sbagliata? Pensavo che forse mi aprirebbe comunque strade nel mondo economico, magari con un master, studiando nel mentre cose che comunque ritengo interessante e potrebbero darmi delle buone basi per varie opzioni. Anche l’idea della magistratura non mi dispiace, avendo comunque esempi intorno a me di persone che svolgono questo lavoro.
Resta il fatto che sono in crisi, incerta sul mio futuro e profondamente triste da quello che sto facendo ora della mia vita...
Ringrazio già per un eventuale risposta.

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Miglior risposta 16 NOV 2020

Carissima, non sentirti sola in questa situazione. In effetti è abbastanza frequente ma questo non significa che ciò che hai imparato, vissuto e capito in questo percorso sia stato uno spreco di tempo. Anzi credo sia un'opportunità per lanciarsi in un percorso nuovo e ricco di possibilità. I cambi di rotta non sono un errore, piuttosto lo è rimanere immobili e attanagliati dai dubbi. Solo tu sai quale sia la strada migliore da intraprendere, ti manca solo di fare il primo passo. Se tu non dovessi trovare la forza per farlo puoi rivolgerti a qualcuno per un aiuto.

Ricorda inoltre che noi siamo i peggiori giudici di noi stessi, gli altri possono darci un mano o la giusta spinta.

Un abbraccio

Dott.ssa Virginia Martini Psicologo a Cascina

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13 NOV 2020

Da Anonimo002
caro Anonimo/a,
la scelta universitaria porta molte persone nella situazione in cui si trova ora lei.
Infatti, se la scelta della scuola superiore può avvenire in un periodo in cui si può non avere chiaro quali sono le nostre aspirazioni, intorno ai vent’anni i dubbi irrisolti spingono per farsi sentire.
Essi sono un segnale fondamentale per la nostra vita, perché ci richiamano a noi stessi.
Quali sono i nostri veri desideri?
Difficile a volte a riconoscerli.
Difficili a volte, pur riconosciuti, perseguirli.
Ma, prima ci si confronta con la nostra ‘anima psicologica’ e prima troviamo la nostra strada, che non sarà libera da difficoltà, ma che avrà sempre delle protezioni per non farci andare fuori strada.
Le auguro un buon viaggio
Giordana Milani

Dott.ssa Milani Giordana Psicologo a Biella

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13 NOV 2020

Gentilissima, la situazione di cui parli è piuttosto frequente. Il tema delle scelte formative e professionali è un tema più complesso di quanto spesso non si pensi.
Una scelta formativa e professionale efficace si basa su alcuni aspetti fondamentali
- interessi
- valori
- motivazioni
- le attitudini (ciò che mi riesce meglio).
Un obiettivo formativo o professionale si basa sulla chiarezza relativa a questi aspetti e quando c'è un blocco è probabile che in una o più di queste aree ci sia confusione o manchi qualche consapevolezza. Ad esempio, a me capita spesso di vedere ragazzi che si iscrivono a medicina perchè sono attratti dall'idea di vedersi medici, però si sono soffermati poco sugli interessi reali verso la medicina, la motivazione a studiare molto anche materie specifiche ecc....questo porta talvolta a dei blocchi.
Altre volte, si è bloccati nella scelta del percorso per altri motivi legati più ad aspetti personali come, ad esempio, la paura di fallire, di fare scelte sbagliate, la paura di perdere tempo, di deludere gli altri o doversi confrontare con il loro giudizio.
Questi ultimi aspetti sono pensieri bloccanti che creano confusione e ansia. Prima di tutto, per fare una scelta è importante tenere conto che si può sbagliare o cambiare idea. Una volta che ho chiari interessi, valori, motivazioni e attitudini devo mettere in conto che nel tempo qualcosa potrebbe cambiare (ad esempio gli interessi o le motivazioni).
Cambiare non vuol dire sbagliare o fallire, vuol dire solo cambiare.
Inoltre è molto importante fare una scelta che sia personale; in linea con sè stessi. Talvolta, facciamo scelte più in linea con aspettative di altri che con le nostre; non sempre però ce ne rendiamo conto.
Le suggerisco iniziare a farsi delle domande sui suoi interessi, su ciò che la muove, ciò che proprio non le sta piacendo in questa facoltà. Provi certamente a immaginarsi nel futuro ma rifletta anche sugli sforzi che è disposta a fare per arrivare a quell'obiettivo professionale, se mette in conto possibili errori ecc. Penso che potrebbe esserle di grande aiuto un percorso di orientamento professionale; di solito sono interventi che hanno un numero di incontri circoscritto e possono dare grandi risultati. Un caro saluto, Luisa Fossati

Dott.ssa Luisa Fossati Psicologo a Firenze

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13 NOV 2020

Gentile, nonostante dica di avere le idee poco chiare, sembra invece molto convinta di fare un passaggio a giurisprudenza, o almeno ha elencato molteplici soluzioni, tutte riguardanti la facoltà di giurisprudenza-che tra l'altro ha degli esami in comune con la Sua facoltà attuale-alla Sua problematica. Credo che il punto sia il timore di non fare la scelta giusta, o di perdere tempo... Ma non é mai tempo sprecato quello che si utilizza per definire chi vogliamo essere e diventare. Al contrario, restando passivi, in una circostanza che non ci aggrada, ci accompagna, senz'altro, al fallimento e alla insoddisfazione.
Se prova tanto malessere, si riferisca ad una consulenza che La supporti nel disagio che prova e La guidi ad orientarsi efficacemente a ciò che vuole, per la Sua soddisfazione e il Suo benessere.
Le auguro buona fortuna per tutto!
Dr.ssa Amanda D'Ambra

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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13 NOV 2020

Gentile, la scelta dell università a volte può essere " difficile" si parte con un idea e ci si trova a confrontarsi con un ambiente con materie che non ci stimolano, non ci piacciono e allora nasce il dubbio " avrò sbagliato strada?"
Potrebbe parlare con qualche tutor della facoltà di economia ed esprimere le sue difficoltà e perplessità magari confrontandosi avrà più chiaro questo tipo di percorso universitario. Altresì potrebbe sentire un tutor di giurisprudenza e avere un informazione più dettagliata su tale percorso.
Potrebbe anche fare rivolgersi ad uno psicoterapeuta per capire questa " confusione" che sta vivendo.
Cordiali saluti

Dott.ssa Gomiero Verena Elisa Psicologo a Padova

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