In che casi il terapeuta può invitare il paziente a cambiare psicologo?

Inviata da Daniela il 14 dic 2014 Orientamento professionale

Salve a tutti.
Da due anni sto intraprendendo un percorso di psicoterapia ed ho alcuni dubbi a riguardo. Premetto che sono molto chiusa e effettivamente sono solo tre mesi che ho cominciato ad aprirmi con il mio psicologo. Lui sotto questo punto di vista è stato paziente e ha rispettato i miei tempi e ho notato che da quando mi sono aperta con lui ho iniziato a provare qualcosa. Gli ho accennato qualcosa a riguardo ma non so se abbia in effetti capito che cosa intendessi (sono stata abbastanza implicita) visto che non ne abbiamo più parlato. Lui ha circa sessant'anni mentre io sono molto più giovane. Abbiamo parlato della mia predilezione per gli uomini maturi (causa padre spesso assente durante l'infanzia).
Di recente ho fatto un sogno in cui c'era lui e la sua famiglia. E io mi sentivo gelosa , non una gelosia che si può provare nei confronti di un ipotetico fidanzato ma diversa. Come se volessi semplicemente attirare la sua attenzione perché avevo bisogno di sentirlo vicino.
Ho paura di parlargli di questo sogno perché mi sento come se involontariamente avessi violato la sua privacy.
La mia domanda è: lui potrebbe invitarmi a cambiare terapeuta per questo mio attaccamento?
Grazie in anticipo.

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Ne parli molto apertamente con il suo psicologo. Esprima tutti i suoi dubbi. Se ciò non sentisse di poterlo fare, per qualunque ragione, ci sarebbe già una buona ragione per cambiare psicologo, ma mi sembrerebbe strano che il mio collega non si fosse accorto della cosa. Si rammenti che vi sono degli indizi per comprendere se si è dallo psicologo "giusto" (per se): 1. alchimia; 2. risultati; 3. trovarsi a proprio agio; 4. sentire che lo psicologo è avanti rispetto a noi; 5. sentire che è preparato, professionale, che ci tiene molto a far bene il suo lavoro; 6. sapere che se non fosse quello giusto lui stesso ce lo direbbe. That's it! Buona fortuna e buon lavoro, Dott.ssa Laura Valenti

Dott.ssa Laura Valenti Psicologo a Palermo

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Quanto al suo secondo quesito, l'erotizzazione (in terapia) è un processo mentale normale. Il suo terapeuta sa perfettamente che sta lavorando contro forze altamente implosive che hanno a che fare con l'idealizzazione di se e dell'intimità che si crea durante il percorso terapico. Non abbia remore a raccontare il suo sogno al suo terapista. Abbia fiducia in lui, perché solo così potrà aiutarla davvero. Lui potrà spiegarle tutto, cosa significa il suo sogno e quanto può essere utile o distruttivo se non ben elaborato e restituito. Cordialità, Doc L V

Dott.ssa Laura Valenti Psicologo a Palermo

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Cara Daniela, quello che lei sta provando, per quanto imbarazzante, avviene talvolta all'interno delle relazioni terapeutiche (viene infatti definito "reazione transferale di tipo erotico" dagli psicoanalisti) e di sicuro offrirà diversi elementi su cui lavorare in terapia con il terapeuta poichè non si tratta quasi mai di un vero e proprio innamoramento ma di una reazione a qualcosa che le ricorda relazioni significative passate.
Inoltre tali sentimenti si comprendono solo all'interno della sua relazione con il terapeuta, pertanto la invito a parlarne e a condividere il sogno senza timore alcuno.
Sono d'accordo con il collega che parla di una possibile associazione con la fiducia che solo da poco senti di nutrire nei confronti della terapia.
Un caro saluto
Dott.ssa Laura Amato

Dott.ssa Laura Amato Psicologo a Palermo

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Gentile Daniela
la cosa principale da fare è rimanere calma e continuare nel percorso seguendo i recenti sviluppi.
Per "recenti sviluppi" intendo dire il fatto che tu hai iniziato ad aprirti (finalmente) con lui e quindi passano molte più informazione e conseguenti emozioni.
Mi sembra che, da come tu descrivi, tutto il percorso si stia svolgendo in modo corretto e rispecchi un buon operare.
Quindi continua ad aprirti e a parlare con lui di quanto ti succede, sono certa che saprà comprenderti in modo adatto allo svolgimento della psicoterapia in corso e con le dovute interpretazioni di questo tuo "Transfert".
Cordiali saluti
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile Daniela,
Io credo che la tua paura, che il terapeuta possa in qualche modo allontanarti, sia dovuta proprio al fatto che inizi a fidarti e in qualche modo a sentirti legata a questa persona. Questo è sicuramente un successo per la tua terapia è vuol dire che state facendo entrambi un ottimo lavoro, visto che ti descrivi come una persona molto chiusa.
Io ti consiglierei di parlare con il tuo terapeuta del tuo sogno e con esso delle tue preoccupazioni, in modo da poter consolidare ulteriormente questo rapporto di fiducia e poter lavorare su questa tua sensazione (che se ti avvicini, ti apri, ti leghi, gli altri si allontanano) anche in altri ambiti relazionali della tua vita.
Un caro saluto

Dott.ssa Guglielmucci Simona Psicologo a Roma

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Carissima,
non è la prima volta che, di recente rispondo a domande simili a questa....
Bene, tu stai attraversando la fase di un certo tipo di transfert che solitamente i terapeuti dovrebbero essere in grado di gestire, soprattutto quelli/e di formazione psicodinamica.
Mi sembra di capire che tu temi un suo rifiuto informandolo : considera che il transfert (nelle sue varie manifestazioni) è uno degli strumenti principali in una relazione terapeutica , quindi è ovvio che va messo in discussione con tutte le implicazioni emotive che può suscitare.
Non è terapeutico da parte mia darti delle rassicurazioni se non un caldo suggerimento di renderlo partecipe.
Comprendo che non è cosa facile, ma il percorso che stai facendo, per raggiungere l'obiettivo, presenta questo 'costo' aggiuntivo.
Forse questa mia risposta ti ha lasciata sola con la tua domanda ancora in attesa, ma così deve essere ed è già molto se ti ripeto il suggerimento di aprirti definitivamente nel setting ....è molto importante!!.Resto comunque a tua disposizione per ulteriori comunicazioni.
Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Cara Daniela, il suo timore può essere legato ad aspetti della tua storia passata, forse al rapporto con suo padre. La paura di non essere accolti, infatti, sebbene possa fare leva su alcuni aspetti reali della relazione che abbiamo con l'altro (in questo caso il terapeuta), molto spesso può essere collegata a vissuti dolorosi che ci portiamo dietro dalle nostre relazioni passate.

Soprattutto per le terapie di medio-lunga durata, provare attaccamento verso il proprio terapeuta non è affatto una cosa strana. Credo inoltre che se condividerà con lui i suoi dubbi e si sentirà accolta con tutte le sue paure, questo vi permetterà di lavorare meglio insieme, approfondendo nuovi aspetti della sua storia e della relazione terapeutica. Un caro saluto. Dott. Massimo Perrini

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Cara Daniela,
La invito a parlarne con il suo psicologo e a dare insieme a lui un significato al suo sogno.
Cordialmente,
Dott.ssa Gerbi

Dott.ssa Martina Gerbi Psicologo a Asti

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