Il sole o la luna?

Inviata da SoleLuna · 14 dic 2020

Buongiorno, è la prima volta che scrivo. Nessun amica è riuscita a darmi un parere sincero e disinteressato, per questo motivo ho scelto di rivolgermi a questa pagina, sperando di trovare una soluzione al mio problema e certa di ricevere un parere sicuramente più qualificato di quello delle mie conoscenti.

Sono stata fidanzata per circa due anni con un ragazzo che, sentimentalmente parlando, non mi ha mai fatto mancare nulla. Mi ha sempre ricoperta di amore e di attenzioni. Mi esaltava davanti a tutti i suoi conoscenti, mi ammirava e ambiva a diventare forte e sicuro come me sia nella vita che in ambito lavorativo. Premetto di essere sempre stata una donna forte e indipendente, anche molto schematica e precisa (forse perché sono ingegnere?), mentre lui invece è un sognatore, ha una passione per il disegno e i fumetti, ha una mente sicuramente più creativa della mia. All’inizio non è scattato il colpo di fulmine da parte mia, non è mai stato fisicamente il mio tipo ideale però mi sono lasciata trasportare dalle emozioni e abbiamo deciso di provare a frequentarci dopo un anno di sincera amicizia. Lui è sempre stato rapito da me sia fisicamente che intellettualmente. Dopo qualche mese sono iniziati i nostri problemi: non siamo mai riusciti ad avere un rapporto sessuale completo, ha fatto numerose visite e a livello fisico non aveva nessuna patologia. Ha preso a frequentare uno psicologo per cercare di venirne a capo, per capire cosa lo bloccasse psicologicamente e quindi cosa non gli permettesse di avere una erezione anche solo di pochi minuti. Non ho mai saputo l’esito della terapia anche perché la sua psicologa la prendeva sempre molto alla larga, gli faceva raccontare gli eventi traumatici avuti da bambino ecc senza mai arrivare al sodo. Dopo svariate discussioni mi confessa che sessualmente non si trovava a suo agio con me perché mi reputava troppo per lui. Lo spaventava il mio essere dominante, non solo a livello sessuale (che ho smesso all’istante di fare per evitare ripercussioni nel nostro rapporto) ma nella vita in generale. Lui è sempre stato molto insicuro e non si reputava mai all’altezza della situazione. Tutte le volte faceva prendere a me le decisioni, importanti e non, per rendermi felice. Mi amava veramente tanto. Non ha mai voluto propormi una convivenza sempre per la paura di non rendermi felice. Non ha mai avuto il coraggio di avere un conto corrente suo per pianificare un futuro con me (ad esempio l’acquisto di una casa), ma tutto il suo stipendio veniva caricato sul conto corrente dei suoi genitori. E’ vero che a causa del Covid il padre ha perso il lavoro come è anche vero che la mamma percepisce uno stipendio non altissimo poiché è una maestra di asilo nido e in famiglia sono in 4. Però è anche vero che ad una certa età (30 anni) e con un lavoro sicuro alle spalle (abbiamo entrambi un lavoro fulltime a tempo indeterminato e ben retribuito) ognuno abbia il sacrosanto diritto di costruirsi una propria vita! Gli ho spiegato più volte questo concetto, gli ho detto che sarebbe stato un comportamento da persona matura quello di avere un proprio conto corrente su cui caricare il suo stipendio di modo tale da potersi costruire una sua vita. Una nostra vita. Non gli ho mai vietato di supportare economicamente i suoi genitori, saremmo stati sempre insieme al loro fianco, ma un conto è fornire un aiuto economico, tutt’altro è riversare completamente lo stipendio sul loro conto e non avere ne la padronanza e ne l’amministrazione del denaro guadagnato. Sua madre gli ha detto che finchè abita sotto il loro tetto avrebbe dovuto sottostare a queste condizioni. Ora io mi chiedo, senza un soldo da parte e versando tutti i soldi a loro, come diavolo si fa ad abbandonare questo maledetto tetto? Nonostante lo amassi tantissimo, visti sia i problemi sessuali che economici mai risolti, a settembre ho deciso di troncare la relazione. Ho sofferto e soffro tuttora moltissimo. Circa due settimane dopo averlo lasciato ho conosciuto un altro ragazzo. Forse ho sbagliato a frequentarlo fin da subito, ma ero talmente arrabbiata e provavo così tanto dolore che senza riflettere ho iniziato questa nuova frequentazione; volevo a tutti i costi dimenticare il passato per smettere di soffrire. Lui ha tutto: è laureato, ha un’ottima posizione economica, vive da solo, ha un suo conto corrente, ha una macchina, una moto, una casa in Liguria, è molto bello anche fisicamente; i suoi genitori sono architetti, istruiti e quindi non fanno ragionamenti da bigotti come i primi. Sono circa tre mesi che stiamo insieme, ma non sono comunque felice. Ora ho tutto, ma mi sento come se non avessi nulla. Forse perché magari è un po’ taciturno. Non mi racconta mai molto della sua giornata se non glielo chiedo io esplicitamente. Quando lo chiamo al telefono non parliamo per più di 5 minuti. Dice di amarmi molto, mi ha già dato una copia delle sue chiavi di casa, cucina sempre un sacco di cose per me perché sa che, nonostante la mia magrezza, amo molto mangiare. Mi chiede sempre di restare a dormire da lui. Mi ha chiesto addirittura di iniziare a stare da lui, trasferirmi non più solo per qualche notte a settimana. Io mi sento soffocare. Non voglio le sue chiavi di casa, sono un macigno nella mia borsa, stavo pensando addirittura di restituirgliele. E penso proprio che lo farò. Non voglio assolutamente trasferirmi da lui, non me la sento. Lei dirà sicuramente “ma come, era quello che volevi e adesso che ce l’hai non lo vuoi più?!”. Eh. Non lo so. Non mi do pace per questa cosa. Io gli voglio molto bene, ma penso sempre al mio primo ragazzo. E’ un continuo, non riesco a smettere di pensare che avrei potuto avere un futuro con lui se solo fosse stato più uomo nel prendere le decisioni e se avesse scelto me a tutto il resto visto che mi dimostrava sempre così tanto amore. E’ proprio vero che i soldi non fanno la felicità. Adesso sono ricca perché ho materialmente tutto, ma mi sento povera nel cuore come non lo sono mai stata. Che cosa devo fare? Il mio cuore mi dice di ritornare sui miei passi dal mio precedente ragazzo perché lo amo ancora da morire. Ma il mio cervello mi dice di restare dove sono con un ragazzo molto bello, istruito e con una sicurezza economica e sociale. Lui mi ama molto, io non so che cosa provo. Posso passare la mia vita con una persona insicura, debole ma che amo alla follia? Di contro, posso passare la mia vita con una persona che ha tutto, ma che probabilmente non amo così tanto? Non mi dica di non stare con nessuno dei due perché il problema si ripresenterebbe comunque in futuro con un ipotetico terzo ragazzo; ho capito che nella vita in tutti i casi è opportuno scendere a compromessi: non troverò mai il ragazzo perfetto che soddisfi tutte le mie aspettative. Semplicemente perché noi non siamo fatti su misura, ci sarà sempre qualche difetto che mi darà fastidio dell’altra persona. Io penso che il segreto stia nell’imparare ad accettare i difetti dell’altra persona, di imparare a conviverci. Il primo ragazzo ha mille difetti, il secondo non ne ha nessuno sono io che non riesco a provare un sentimento forte per lui. Allora qual è il mio problema? Perché mai sono ancora così fortemente attratta dal primo ragazzo e non dal secondo? Cosa non va in me? Qual è la scelta giusta da fare?

Grazie per la disponibilità, mi scusi se mi sono dilungata.

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Miglior risposta 15 DIC 2020

Cara SoleLuna, sembra che non abbia elaborato la fine della relazione con il Suo compagno precedente. Come se vivesse bloccata nel passato, senza darsi la possibilità di investire su qualcosa che può portarLe benessere. C'è una componente, probabilmente inconsapevole o nel tutto consapevole, che non Le consente di definirsi in maniera diversa rispetto alla Sua relazione passata. Tra l'altro, ha iniziato una relazione subito dopo la fine, come se non si fosse data abbastanza tempo di rendersi conto e di reagire a ciò che è accaduto. Inoltre, è molto importante tenere presente che è vero, bisogna trovare il compromesso con l'altro, ma allo stesso tempo bisogna proteggere quello che è il nostro benessere. E' necessario capire cosa davvero vogliamo, e se insieme con l'altro, possiamo raggiungere un punto d'incontro che faccia stare bene entrambi! Il Suo compagno precedente chiaramente aveva fallito nello svincolarsi dalla famiglia d'origine, e finchè non si compie quel passaggio, difficilmente si può giungere ad un progetto comune stabile! Per il Suo compagno attuale non prova quel trasporto che desidera perchè non si è presa del tempo per se stessa, non ha avuto modo di riassettarsi dopo la separazione.
Interessante notare come pensa già ad un ipotetico terzo ragazzo, qualora qualcuno Le consigliasse di lasciare entrambi (cosa che generalmente non si fa, nell'ambito del setting psicologico, perchè Lei è l'unica ad avere le risposte dentro Lei. La si può aiutare a comprendere e a tirarle fuori!): perchè bisogna cercare la completezza di sé con la presenza di un'altra persona? La completezza va ricercata e raggiunta, prima di tutto, in noi stessi, e dopo, nella presenza di un'altra persona, che è sicuramente un valore fondamentale, ma aggiunto!! E' Lei il primo valore che deve raggiungere!
Si dia tempo per elaborare il passato, per orientarsi al presente in maniera adeguata ed efficace, ricerchi il Suo benessere personale, in se stessa, prima che all'esterno!
Le auguro buona fortuna!
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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