Il problema è l'aver parlato della violenza sessuale?

Inviata da Anonima · 19 ago 2016 Violenza sessuale

Salve a tutti, sono una ragazza di 25 anni. A 20 anni ho subito una violenza sessuale che mi ha letteralmente traumatizzata e mi ha portata a chiudermi ulteriormente nell'approccio con i ragazzi, rendendomi ancor più insicura di quella che già ero e altri problemi.
Fisicamente piaccio, le avances non mi sono mai mancate, e piaccio anche come tipo (o almeno così dicono), eppure mi sento sempre insicura e non sono mai riuscita a portare avanti neanche una breve frequentazione. Ho avuto solo il "piacere" di uscire ogni tanto con qualche ragazzo che poi si dileguava (pur non sapendo del mio trauma).

Negli ultimi due mesi, invece, ho avuto una frequentazione molto intensa con un ragazzo che è mio amico da sempre, uno che c'è sempre stato per me (e io per lui). Ci vogliamo un gran bene. Davvero, in quest'ultimo periodo ho vissuto una spensieratezza che nemmeno ricordavo di aver mai vissuto ed ero felice perché mi sentivo me stessa e sapevo di avere al mio fianco una persona che mi vuole bene, che stimo e di cui mi fido.
Siamo arrivati al petting, c'era il desiderio di andare oltre, il problema è che ogni volta mi bloccavo e lui mi chiedeva sempre il motivo, allora un giorno gli parlai della violenza e lui rimase sconvolto, mi fece raccontare, fu molto dolce, e mi disse che poteva aiutarmi, in più mi consigliò di andare da una psicologa molto brava che lui conosceva e che addirittura voleva pagarmi lui le sedute (gli ho detto che nel caso le pago io).
Da quando gli ho raccontato della violenza lui non mi ha più sfiorata con un dito, sebbene il sentimento fosse sempre molto acceso. Io insicura non provavo nemmeno a tentare un approccio fisico perché pensavo "se non mi si avvicina vuol dire che non vuole il contatto fisico con me".
Qualche volta ha tirato nuovamente fuori la storia della psicologa e io rispondevo sempre che appena avuti i soldi ci sarei andata, anche se forse il tono era un po' vago...
Piano piano ha cominciato a spegnersi e a farsi sempre di più i fatti suoi. Doveva organizzare una vacanza con un amico e in quei giorni si faceva sentire meno e lo sentivo più distante. Lo vedevo contentissimo per questa vacanza e non pensava ad altro. Il giorno prima di partire ci siamo visti e mi ha ridetto della psicologa, poi è andato in vacanza e non si è MAI fatto sentire. Il giorno in cui è tornato non si è fatto sentire nemmeno, è uscito con gli amici che frequentavo anche io! Ci sono rimasta malissimo, così gli ho chiesto un chiarimento da cui ho potuto capire che per lui è stato normale (!!!) non farsi sentire in quella vacanza (capisco che la vacanza era un po' particolare perché era una vacanza-esperienza, non una vacanza a Ibiza, però non facendosi mai sentire ho capito che non aveva più il piacere di sentirmi).
L'ho visto l'ultima volta la settimana scorsa (il giorno in cui avevo chiesto chiarimenti). Non l'ho più sentito, non mi ha più chiesto di vederci. Mi ha mandato un messaggio qualche giorno fa. Stop.
Sto male perché ho perso un amico, ho perso un potenziale partner, ho perso fiducia, sto male perché vedevo in lui l'unico ragazzo che potesse salvarmi da questa situazione. Non so che colpe ho per meritarmi questa indifferenza dall'amico di una vita. Io ho pensato anche che sia successo qualcosa con una ragazza in vacanza e non abbia il coraggio di dirmelo, ma lui è sempre stato sincero, inoltre non ha mai tradito e mi ha sempre detto da quando siamo ragazzini che non tradirà mai perché ha il ricordo traumatico dei genitori che si tradivano e si menavano quando lui era piccolo. E' un ragazzo con la testa sulle spalle, molto insicuro col sesso opposto, ha avuto poche storie ma lunghe. Vorrei capire.
PS. Dalla psicologa ci andrò comunque di sicuro per risolvere il mio problema.

Grazie a tutti.

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Miglior risposta 19 AGO 2016

Gentile ragazza,
innanzitutto mi auguro che tu abbia denunciato il tuo violentatore.
Quanto alla storia con questo tuo amico e potenziale fidanzato, sinceramente non saprei cosa rimproverargli : tu nell'intimità eri bloccata, gli hai spiegato il motivo e lui, non solo ti ha rispettata ma ti ha anche dato, a più riprese, l'ottimo consiglio di iniziare una psicoterapia ma hai fatto orecchio da mercante e finora ancora non l'hai iniziata nè si sa se e quando la inizierai.
Mi sembra comprensibile che questo ragazzo, di fronte a questo tuo atteggiamento, si sia ritirato. Cos'altro avrebbe dovuto fare? Aspettare a tempo indeterminato?
Se vuoi provare ad essere di nuovo presa in considerazione (ed anche indipendentemente da questa motivazione), ti suggerisco di iniziare subito la terapia e cercare di chiarirti poichè può aver pensato, dato il tuo atteggiamento, che non eri davvero interessata ad una storia seria con lui.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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19 AGO 2016

Gentile Anonima,
per quanto tempo vorrà portarsi dietro le conseguenze di quel trauma?
I traumi guariscono bene e spesso in fretta con la psicoterapia, in particolare con la psicoterapia breve.
Provi a pensare ad una situazione invertita: se fosse il suo ragazzo ad avere bisogno di uno psicologo per qualsivoglia motivo e ciò influisse sul rapporto sentimentale, lei come reagirebbe?
cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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19 AGO 2016

Buongiorno Anonima, innanzitutto mi dispiace molto per quello che le è successo a 20 anni. In realtà, per il trauma subito, mi sembra che, in seguito,abbia gestito fin troppo bene quello che le è successo (calcolando che, a suo tempo, non ha cercato l'aiuto di nessuno, mi sembra). Rispetto a questo amico/partner, non credo abbia sbagliato a riferirgli (visto che se l'è sentita è perchè, in quel momento, e si fidava) del trauma subito, ma possiamo immaginare quanto possa essere stato scioccante anche per lui (evidentemente non sto facendo paragoni) sapere di un evento del genere. E, forse, non ha saputo bene come gestire la situazione (ambigua, amici/relazione), fino dove potersi spingere proprio nell'ambito dove lei ha sofferto maggiormente. Non è semplice trovare parole o sapere come stare vicino, in questi casi. Bisognerebbe anche capire come la vostra amicizia si sia evoluta in qualcos'altro, se è stata una infatuazione reciproca momentanea ("sto bene con una persona che conosco da tanto e di cui mi posso fidare") oppure se è stata qualcosa di più. In ogni caso, credo sia più importante concentrasi su di lei. La invito, per questo, a non considerare i partner come coloro che la potrebbero salvare, in quanto non è compito di un partner questo, ma della relazione (eventualmente). Quando si sentirà pronta (e forse già lo è) di costruire un rapporto importante dovrà coinvolgere tutta se stessa, quindi anche la parte ferita. E sarà la relazione (se non ha avuto modo di farlo da sola, finora) a poterla aiutare a riavvicinare (affettivamente) il mondo che l'ha fatta tanto stare male. Per questo, la invito anche ad iniziare una psicoterapia prima di iniziare una nuova relazione, in quanto questo peso affettivo che porta con sè potrebbe influenzare e condizionare un rapporto e, quindi, la sua vita futura. Già il suo passato è ancora presente, forse sarà il caso (anche se non è semplice) di "sistemare", clinicamente, quell'evento e voltare, per quanto possibile, pagina.
Buona fortuna
dott. Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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