Il perdurare degli effetti dei traumi psicologici

Inviata da Massimo · 30 nov 2020

Gentili Dottori,

vorrei sottoporvi una domanda: è possibile che un trauma personale decisamente importante avvenuto nell'infanzia stia tranquillamente relegato nel passato della persona mentre un trauma nell'adolescenza - pur occasionalmente reiterato dopo il primo episodio, per un periodo piuttosto lungo - apparentemente di importanza decisamente minore ma di elevatissimo impatto emotivo soggettivo, possa far perdurare i propri effetti per molti anni a seguire? E questi effetti siano fissati a tal punto che la persona può di fatto scoprirsi quasi bloccata al periodo degli avvenimenti ogni qualvolta il relativo ricordo ne venisse casualmente riattivato, rivivendo nel presente addirittura delle reazioni psico-fisiche equivalenti a quelle inizialmente sperimentate?
Voglio precisare che nel primo caso si è effettivamente trattato di un lutto, ma nel secondo caso l'impatto psicologico è stato verosimilmente causato più che altro dal contesto e dalla carica emotiva con cui era stato percepito soprattutto l'episodio iniziale ma anche quelli seguenti, di per sé sì potenzialmente un po' disorientanti ma sicuramente non drammatici né pericolosi o comunque lesivi dell'incolumità di chi ha assistito (per distinguerli da quanto, se non sbaglio, viene invece normalmente assunto per la categorizzazione del disturbo post traumatico, ad esempio).
Vi prego di scusarmi, non mi sono addentrato nei dettagli perché mi incuriosce di più comprendere cosa possa giustificare la differenza fra queste due strutture e se esista effettivamente un modello comune che possa prescindere da casi o episodi specifici (inoltre, lo ammetto, trattandosi di un forum aperto mi risulta poco spontaneo cercare di essere più preciso...).
Spero che questa mia forma di autocensura non limiti eccessivamente le vostre valutazioni.

Grazie fin da ora per la vostra cortese attenzione

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Miglior risposta 30 NOV 2020

Buonasera Filippo,
sì, è possibile e l'ha sperimentato su se stesso. Non ogni evento difficile diventa traumatico. La causa non deve essere necessariamente una violenza fisica, un incidente, una catastrofe naturale o una grave perdita. Può essere per esempio anche una violenza sociale come aver subito una discriminazione, magari protratta nel tempo. Dipende anche da quel che c'è stato dopo, dal periodo più o meno difficile della propria vita o dalla mancanza di sostegno dopo l'evento, il sentirsi soli. Ci possono essere tutti quei sintomi che ha descritto. Si possono risolvere spontaneamente oppure il malessere può andare avanti per molto tempo. Può anche essere riattivato in determinate condizioni, in particolare se precedentemente l'esperienza non è stata elaborata.
Conta l'importanza e il significato che la persona attribuisce all'evento più che la gravità universalmente o culturalmente riconosciuta. Per ognuno di noi sono importanti cose diverse. Per esempio un adolescente preso in giro dai coetanei può vivere molto male questo evento, mentre altre persone potrebbero sminuire, senza comprendere il vissuto di chi ha subito.
Ho provato a rispondere in modo generico, come ha chiesto. La Sua autocensura è perfettamente comprensibile.
Un saluto.
Dott.ssa Katarina Faggionato

Dr.ssa Katarina Faggionato Psicologo a Vicenza

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1 DIC 2020

Caro Filippo52, tutte le esperienze pregresse influenzano ciò che viviamo adesso e e la nostra percezione di noi e del mondo circostante. Se le esperienze negative non vengono elaborate, continuano ad essere presenti in noi, andando ad ingigantire o a creare, nuove forme di malessere, che non riusciamo a superare, a causa, appunto, della mancata elaborazione delle diverse componenti (in primis la causa d'origine). E' come se fosse in atto la costruzione di un muro: al primo mattone se ne aggiunge un altro, poi un altro ancora. Il risultato è il disagio che ancora oggi si prova come fosse ancora al primo evento scatenante, rimasto lì, e noi con lui. Bisogna quindi andare ad analizzare i diversi eventi, legati tra loro, che creano la sofferenza, per scomporli, dargli un significato, sviluppando le risorse adeguate per affrontarli adeguatamente.
Sperando di aver risposto, almeno in parte, alla Sua domanda,
Le auguro buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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