Il mio rapporto col cibo peggiora ogni giorno...

Inviata da Alessia il 18 mag 2012 Bulimia

Buongiorno, mi chiamo Alessia e ho 18 anni.. Da un bel pò di tempo a questa parte sto avendo un rapporto conflittuale col cibo, in particolare negli ultimi tempi sto dimagrendo a vista d'occhio e ne sono ovviamente contenta anche se mi rendo conto che forse non ne avevo affatto bisogno! Ho fatto dei calcoli riguardo il peso normale che dovrei avere e risulto sottopeso però ancora non di molto.. La cosa che mi stupisce però è che mangio regolarmente, mia madre è molto attenta e mi impedisce di saltare un pasto o mangiare pochissimo anche se a volte non ho affatto fame mentre altre ne ho molta però quando mi siedo a tavola mi basta poco per riempire lo stomaco e comincio a sentire senso di nausea, un senso di nausea che mi accompagna quasi tutto il giorno prima e dopo i pasti e non capisco perchè.. Non faccio nemmeno attività fisica, vorrei però perchè sento il bisogno di rassodare alcune parti del corpo che non mi piacciono ma non mi sento mai abbastanza in forma per riuscirci.. Ci sono momenti in cui, anche per i ripetuti richiami dei miei cari, mi sento in dovere di riprendermi ma poi più mi vedo dimagrita e più sono contenta.. Ho paura di lasciarmi andare col cibo, spesso durante la giornata faccio un'analisi di quello che ho mangiato e che cosa potrò mangiare poi.. Non so cosa succede ma ho paura di parlarne alla mia famiglia.. Grazie in anticipo per l'aiuto.

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Cara Alessia,
mi sono occupata per più di sei anni delle problematiche legate ai Disturbi dell'Alimentazione e , sebbene non sia facile effettuare una diagnosi accurata via internet, lei descrive una situazione e dei sintomi che mi ricordano molte pazienti che avevo in cura. Innanzitutto la sua contentezza nell'essere dimagrita anche se non ne aveva bisogno, la perdita di peso repentina, il fatto di essere sottopoeso secondo le tabelle scientifiche, la mancanza di appetito, la - comprensibile - preoccupazione dei suoi familiari, tutto manifesta una preoccupazione eccessiva per quanto riguarda il peso e le forme corporee. Tuttavia il fatto che abbia scritto su questo sito è già un enorme passo avanti in quanto, solitamente, le persone che soffrono di questi distubi tendono a negare il problema con l'esito di aggravare spesso una situazione che rischia anche di cronicizzare. Le consiglio di cercare uno psicoterapeuta nella sua città, quantomeno per chiarire la situazione e appurare se c'è la reale necessità di una terapia; l'orientamento più indicato è quello cognitivo-comportamentale, se la situazione è appena all'esordio, la prognosi è solitamente molto positiva ma non lasci passare altro tempo, è importante! Se avesse bisogno di altri chiarimenti rimango volentieri a sua disposizione. Cordiali saluti. Dott.ssa Francesca Zoppi

Dott.ssa Francesca Zoppi Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Verona

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Buon giorno Alessia, il suo rapporto con il cibo è problematico. Chieda aiuto ad un esperto che l'aiuterà a capire meglio le sue sofferenze. Cordiali saluti dott.ssa Silvia Parisi di Torino

Dr.ssa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa Psicologo a Torino

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Ciao Alessia,
hai bisogno di parlarne con un esperto che ti ascolti e che ti aiuti a capire che cosa sta succedendo. il rischio è che la cosa ti sfugga di mano. Scegli tu una persona che "ti ispiri" fiducia e prova a darti uno spazio per fare questo per te.
Saluti
dott.ssa Silvia Tonelli, Rimini.

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Cara Alessia,
è un buon segno che tu ti sia rivolta a questo sito per chiedere delle informazioni. La tua situazione ha bisogno di essere presa seriamente in considerazione. Non è molto chiaro come mai, continuando a mangiare regolarmente, tu abbia perso peso. Importanti da approfondire sono anche questi due punti: il tuo senso di nausea e la "paura di lasciarti andare con il cibo" che ti porta ad analizzare durante la giornata quello che hai mangiato e quello che potrai ancora mangiare.
Il suggerimento da offrirti è di, innanzitutto, parlarne in famiglia: i tuoi genitori saranno felici di poterti aiutare Alessia. Dopo di che, io chiederei una visita medica specialistica per controllare questa tua perdita di peso e scongiurare qualsiasi altro problema organico. Infine, chiederei un aiuto psicologico affinché tu possa "normalizzare" il tuo rapporto con il cibo e con il corpo.
Un grande in bocca al lupo Alessia!
Tania De Iaco

Dott.ssa Tania De Iaco Psicologo a Sanarica

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gentile Alessia credo che sia opportuno che ne parli ai tuoi familiari, comunque inizia a riflettere sull'opportunità di intraprendere una terapia potrebbe aiutarti a farti comprendere dei meccanismi che sono in atto. cordialmente Dott.ssa Eva Scardone

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Salve Alessia,
l'immagine corporea alla sua età assume un significato veramente importante, e che spesso può portare allo sviluppo di diverse problematiche come lei afferma nel controllo e gestione del cibo che influiscono sul suo stato di accettazione.
Credo che da quello che dice sia solo in una fase iniziale di sviluppo di tali aspetti problematici, visto che c'è da parte sua la consapevolezza di quanto le stia capitando e la difficoltà forse a gestire alcuni suoi comportamenti. Credo che la cosa utile per lei sia quella di affrontare con i suoi genitori tale aspetto e che possa chiedere aiuto, che è la cosa più legittima e normale che una ragazza possa fare quando si rende conto di non potercela fare da sola.
Il sentirsi aiutata e confortata sicuramente l'alleggerirà da tutto il carico che in questo momento sta portando da sola.
Non vorrei dilungarmi su che cosa la spinga a fare questo,, o quant'altro. La cosa utile è parlarne, parlarne e parlarne con qualcuno e soprattutto con la sua famiglia che le vuole bene.
In bocca al lupo
Angelo Lofino

Dott. Angelo Lofino Psicologo a Ravenna

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Cara Alessia,
è stata brava nell'analisi della Sua difficoltà e della possibilità che si è offerta di chiedere l'aiuto di un esperto.
Il mio suggerimento è di intraprendere un percorso terapeutico con uno psicologo della Sua zona, in modo da poter affrontare con lui, il prima possibile, quegli aspetti che Le creano questo disagio e insieme la paura del peggioramento.
Affidare ad un esperto le proprie difficoltà e le proprie paure è un modo per alleggerirsi di molte ansie e per affrontare in modo competente una difficoltà che, altrimenti, rimarrebbe latente e pronta a creare ulteriori problemi.
Sei ancora molto giovane, ma ha tutta la forza e l'intelligenza per affrontare il tuo problema!
Dott.ssa Marianna Vallone

Marianna Vallone Psicologo a Modena

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Cara Alessia,
è semplicemente attenta alla sua linea? Avere cura del proprio corpo e della propria alimentazione è sinonimo di cura e attenzione verso di sè. E' importante vivere serenamente e liberamente ciò che si fa. Spesso le convinzioni e le costruzione che ci facciamo nel cervello condizionano e influenzano creando delle realtà che non esistono. Ci pensi....

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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Gentile Alessia
Da ciò che espone pare che lei stia soffrendo di anoressia nervosa, ovviamente basandosi dalle poche informazioni che fornisce. Bisognerebbe sapere se lei usa condotte per eliminare il cibo (quale il vomito ad esempio), se così non fosse e in presenza di un apporto calorico nella norma bisognerebbe fare degli esami clinici per capire la causa del dimagrimento. Nel caso di un sindrome anoressica bisognerebbe iniziare una psicoterapia mirata; la psicoterapia breve strategica si avvale, in tal caso, di specifici protocolli di trattamento per la soluzione di anoressia, bulimia e vomiting. Per ulteriori informazioni potrà consultare il sito: www.psicoterapiastratecica.it
Cordiali saluti
Dott. Giuseppe Pecere

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Ciao Alessia, non ho letto tutte le risposte date dai colleghi, sicuramente i loro consigli saranno per te preziosissimi, mi aggiungo anche io in maniera molto concisa.

A mio parere, dato che ti è difficile parlare con la tua famiglia ti consiglierei di parlarne con un professionista di fiducia, magari il tuo medico curante per ipotizzare eventualmente un incontro con un Dietologo e magari successivamente con uno Psicologo o psicoterapeuta. Mi viene da dirti di non andare da uno psichiatra per il rischio che ricorra subito a farmaci.
Per adesso, tieni un diario del cibo che mangi e delle variazioni di peso, pesati bene, sempre con gli stessi vestiti o a limite sempre nuda.
Da ciò che hai scritto sembri una ragazza molto attenta, consapevole e motivata, queste sono tutte ottime qualità che ti porteranno sicuramente a risolvere brillantemente il tuo disagio.
Buone cose e buon benessere!!!
Cordiali Saluti, Dottor Lupo

Studio Genesis, Dott. Vito Lupo Psicologo a Battipaglia

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gent.ma lettrice del sito guidapsicologi.it,

la situazione che descrivi in modo per altro molto chiaro non può essere sottovalutata, spesso accade che ciò, ovvero uno "strano" rapporto con il cibo venga vissuto come una fase transitoria e/o quasi obbligata che le giovani ragazze devono vivere per inseguire il mito della "magrezza". Nulla di più dannoso sia sotto il profilo organico che psichico. Parlane , parlane, parlane ...allo psicologo, al consultorio familiare della tua città, al tuo medico di fiducia....e senza rimandare!!
auguri

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Ciao Alessia, sicuramente la tua preoccupazione ha la funzione di farti osservare con attenzione ogni minimo aspetto della relazione con il cibo e con il tuo corpo e questo è un buon segno.
La tua giovane età e la precoce allerta per un problema che POTREBBE diventare molto più grave, sono aspetti che possono aiutarti a superare senza eccessive difficoltà, quello che probabilmente è un periodo complicato.
Sicuramente, però NON PUOI FARE TUTTO DA SOLA, la tua richiesta d'aiuto sul web è un buon inizio, ma hai bisogno di avere al tuo fianco: concreto sostegno psicologico, emotivo e professionisti che abbiano esperienza nel campo.
-Il primo passo è sicuramente quello di escludere problematiche di tipo fisiologico (come squilibri tiroidei o altro) e questo lo potrai fare con il tuo medico curante,
-contemporaneamente vista la tua propensione a ipotizzare un disagio alimentare, ti consiglio di cercare un buon psicoterapeuta (se non sei convinta del primo che incontri, cerca ancora, finché non troverai la persona che senti ti possa aiutare).
-Dal tuo accenno all'attenzione di tua madre per il cibo, immagino che si possano creare dei momenti di tensione in casa, valuta quanto sia veramente difficile che tua madre o i tuoi familiari possano comprendere le tue difficoltà e preoccupazioni, e se invece non valga la pena rischiare un po' di tensione, pur di avere loro vicini in questo momento in cui sei così disorientata e spaventata. Quando parlavo di sostegno emotivo mi riferivo proprio a loro, ed è un elemento importante per affrontare le difficoltà. Se però ritenessi controproducente il coinvolgimento famigliare, allora cerca figure mature, adulte e a te vicine che possano sostenerti. (La psicoterapia potrebbe aiutarti anche in questa ricerca)
- Se in fine, con l'aiuto dei professionisti del settore, dovessi effettivamente riconoscere l'esistenza di un disturbo alimentare, sarebbe meglio affrontare la problematica sui due piani, con la collaborazione di uno psicoterapeuta con un nutrizionista, che si occupi del problema (e non che si limiti ad assegnare diete calcolate al computer). Questo è il modo in cui si ottengono i risultati migliori!
Buon Lavoro!
Laura D'Ospina

Dott.ssa Laura D'Ospina Psicologo a Concordia Sagittaria

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In effetti il rapporto con il cibo è veicolo di molti significati, che è opportuno approfondire e conoscere. Il fatto che tu stessa ti renda conto che il comportamento alimentare che hai in questo momento sia problematico, pur non essendo, almeno da quanto scrivi, così grave, ti spinge a fare delle domande, che ti consiglierei di rivolgere ad uno psicologo-psicoterapeuta (anche di un consultorio della tua zona), così da approfondire la conoscenza di te stessa. Le informazioni che dai, non permettono di andare ad esplorare oltre: non dici molto di te, di cosa fai (se studi o lavori), delle tue relazioni con i genitori, i coetanei... Un augurio sincero.
Dr.ssa Antonella Parrini

Dr.ssa Parrini Antonella Psicologo a Firenze

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Cara Alessia, sei riuscita a parlare di te su un sito di psicologi...ti consiglio di prenderti un appuntamento con uno psicoterapeuta della tua zona per chiarire meglio dentro di te i tuoi stati stati d'animo ed i pensieri di cui ci hai reso partecipi...questo primo passo ti permetterà anche di capire come muoverti poi con i tuoi familiari.
Un carissimo saluto!
dott. Giovanna Ferro - psicologa psicoterapeuta - Savona

Dott.ssa Giovanna Ferro Psicologo a Savona

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Cara Alessia,
mi sembra importante che lei riesca a cogliere il segnale d'allarme che le preoccupazioni per il cibo rappresentano. Spesso infatti queste sono il canale per esprimere un'insoddisfazione o una difficoltà che riguarda il rapporto con se stessi e con gli altri. Il suo, vista l'età, è anche un momento delicato di crescita, di cambiamento, anche nei rapporti con i genitori. Credo sia molto importante, proprio per evitare di cristallizzare una situazione che adesso sembra ancora in evoluzione, trovare qualcuno di cui si fida a cui raccontare quello che le sta succedendo. Perchè ha paura di parlarne con la sua famiglia?
Il pensare tanto al cibo a volte è il modo per evitare di affrontare questioni che, più del cibo, sfuggono al controllo della mente. Forse è su questo punto che può provare a riflettere.
Non sottovaluti però queste sue giuste preoccupazioni.
In bocca al lupo.

Dott.ssa Lisa Chiara Parmiani

Dott.ssa Lisa Chiara Parmiani Psicologo a Milano

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Salve Alessia,
io credo che è possibile che si stia instaurando un circolo vizioso molto pericoloso. Il fatto di essere sottopeso, di esserne contenta, contare la quantità di cibo da ingerire, senso di nausea, il controllo dei familiari mi fanno pensare ad un possibile disturbo del comportamento alimentare, in questo momento non meglio specificato.
So che non è facile parlarne con i familiari però La invito a rivolgersi al Consultorio della Sua città e richiedere una consulenza psicologica. Se è necessaria l'impegnativa del medico di base può tranquillamente rivolgersi ad esso, Lei è maggiorenne e sia il medico, sia gli psicologi del Consultorio sono tenuti al segreto professionale.
Saluti

Dott. Luca Pizzonia Psicologo a Napoli

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cara Alessia,
il modo di rappportarci al cibo è significativo rispetto alla relazione più intima e profonda con se stessi e naturalmente con la simbolizzazione del contesto familiare e non. gli indizi che ci fornisci sono utili ma pochi..potrebbe sembrare un'ossessione alla perfezione ( essere magre significa essere belle) ; ma potrebbe dire anche altro ( voglio diventare trasparente per non soffrire, nn esser vista..); ecce ecc..
Quel che credo , sinceramente, è che la tua lucidità rispetto a ciò che ti sta accadendo, è una risorsa fondamentale dalla quale partire! Usala! non spingerti oltre aggravando la situazione ( mangiando sempre meno senza comprenderne le motivazioni inconsce che ti spingono a farlo..anzi..a non farlo..ossia a non nutrirti). parla con i tuoi genitori ,esprimi loro il bisogno di parlare con uno psicologo perchè stai vivendo dei cambiamenti per cui senti la necessità di confrontarti con un esperto..non arrenderti... e non sentirti in colpa perchè spesso "un sintomo apparente è sintomo di altro" e se non esistessero i sintomi, non potremmo accorgerci di ciò che sta dietro loro.
puoi chiedere anche al tuo medico di base di consigliarti uno psicologo, oppure puoi andare alle asl e chiedere un colloquio... non fermarti.. aiutati.
dott mariangela guerra novi ligure (AL)

Dott.ssa Mariangela Guerra Psicologo a Matera

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Salve Alessia,
da quello che scrivi non è molto chiaro se il problema conflittuale con il cibo e il dimagrimento sia legato al fatto che non mangi abbastanza, se è per via della nausea o che altro. Che significa sottopeso? Dici che c'è un rapporto conflittuale con il cibo da molto tempo: da quanto tempo? E cosa è successo finora?
Il consiglio che ti posso dare è di chiarirti un po' le idee parlando con un esperto che possa aiutarti a capire cosa succede. Il fatto stesso che hai questa preoccupazione e hai chiesto aiuto è estremamente importante. Se hai fiducia nel tuo medico puoi parlarne con lui, oppure puoi rivolgerti al consultorio giovani della tua Asl, credo che lì puoi trovare tutte le risposte che cerchi e anche le indicazioni su come e con chi affrontare questo problema.
In bocca al lupo
Dr.ssa Alfonsina Pica, psicologa e psicoterapeta

Dott.ssa Alfonsina Pica Psicologo a San Miniato

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Buongiorno Alessia. Lei sta facendo un'analisi precisa di quanto le sta accadendo e del suo rapporto conflittuale con cibo/corpo. Sembra si stia muovendo fra attrazione e paura: attrazione verso un corpo filiforme, quasi "invisibile", e paura di venire risucchiata. Sta anche facendo i conti con un corpo in movimento, con bisogni complessi e desideri in formazione. Ritengo sia importante in questo momento confrontarsi con figure adulte che possano aiutarla, chiedere un aiuto psicoterapeutico che inizialmente possa coinvolgere anche i suoi genitori. Sicuramente è necessario non isolarsi e non vergognarsi di parlare di quanto le sta accadendo.
Già è un primo passo avere espresso la sua domanda seppure in forma anonima e in una realtà virtuale come può essere quella di internet.
Cordialmente.

Centro Di Psicoterapia Dr.ssa Elisabetta Romanò Psicologo a Novate Milanese

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Cara Alessia,
Sei molto attenta e hai notato di avere un problema e hai forse la percezione che e' importante che tu chieda aiuto. Quello che sento di dirti e' di rivolgerti ad uno psicoterapeuta della tua città che ti possa aiutare a capire cos e' che non va. Cosa forse non accetti di te, del tuo corpo, del cibo. Un grande in bocca al lupo di cuore.

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