Il mio ragazzo mi picchia

Inviata da Angela il 11 mar 2016 Violenza di genere

Salve,
sono una ragazza di 18 anni e volevo aiuto. Sto con un ragazzo da 5 anni, i primi tre anni lui era normale, ora invece è sempre arrabbiato, mi piccha e mi picchia non solo con uno schiaffo ma mi picchia fino al sangue...calci, pugni, mi tira i capelli e solo una volta tra tutte le volte mi ha chiesto scusa...mi fa sentire in colpa solo perché due anni fa sono andata di nascosto da una mia amica e lui è molto geloso, non posso nemmeno uscire fuori dal balcone. La mamma mi ha consigliato di farlo cambiare così anche la mia famiglia, ora ci siamo lasciati però ho la forte tentazione di messaggiarlo. Vi prego vorrei un consiglio, io non ho amiche perché per lui le ho lasciate.

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Gentile Angela,
sono una psicologa con concreta esperienza in campo di maltrattamenti ed abusi e come hanno già accennato i colleghi, la sua storia si trova tutti i giorni nella vita di altre ragazze vittime di questi insani gesti da parte di chi dice di amare.
Da quello che scrive, i continui abusi fisici a suo danno - mi picchia fino al sangue – riferiscono una situazione alquanto preoccupante a maggior ragione del fatto che lei Angela si sente responsabile per essersi allontanata da lui. Tale responsabilità, inoltre, la sente ancora più forte poiché i familiari la invitano a riprovare ed aiutare lo stato disturbato del suo ex.
Su questo ultimo punto, non spetta a lei “cambiarlo”, la rabbia interiore di questo uomo ha di certo una causa ma spetta agli psicologi/psicoterapeutici capire in che modo costruire in lui e con lui un percorso adeguato volto a comprendere i suoi bisogni e ri-educare quelle modalità comportamentali che hanno già toccato l’ambito penale.
È bene che lei comprenda a pieno la delicatezza della situazione che ci racconta e quanto bene abbia fatto nell’allontanarsi da lui. Per quanto difficile sia non sentirlo, deve cercare di non accrescere la volontà di tornare con lui perché il vostro riavvicinamento sosterrà e alimenterà atteggiamenti ancora più violenti: in poche parole è come se lei Angela desse il permesso di farsi trattare male diventando il bersaglio del suo ex ogni qual volta lui avverta la necessità di sfogare la propria rabbia.
Questo uomo probabilmente non aspetta altro, il ritorno di Angela costituirà in lui un senso di onnipotenza, si sentirà forte al punto tale da sottomettere come e quanto vuole sempre più la propria donna. Si convincerà della seguente idea “Tu senza di me non puoi vivere”.
Lei riferisce delle manifestazioni di violenza fisica e di isolamento a cui è stata sottoposta da anni ma non riferisce in che modo e se ci stanno altri comportamenti a suo danno, non so quindi se la sua situazione possa essere definita o meno stalking, tuttavia le suggerisco delle linee di condotta generale che potrebbero aiutarla:
1) farsi aiutare da specialisti che trattano situazioni di maltrattamento e gestire insieme il caso;
2) si rivolga alle Forze dell’Ordine e richieda un ammonimento dello stalker. Dal momento che il reato è perseguibile (legge n.38/2009), vorrei tuttavia tranquillizzarla dicendole che l’Ammonimento non è una denuncia ma una sorta di Avvertimento che la vittima presenta allo stalker , come a dire “le forze dell’ordine sanno a cosa mi sottoponi, non sono così debole per come tu credi”. Questo messaggio di fondo darà meno forza all’idea del suo ex di essere invincibile con lei.
ci sarebbero altri suggerimenti da darle, su come bisogna difendersi da questi atteggiamenti:
- evitare ed ignorare sms, messaggi vari, telefonate: ogni comunicazione anche negativa (con insulti, offese,…) viene interpretata come valido filo conduttore che lega Stalker e Vittima;
- nonostante probabili suppliche, evitare un ultimo incontro con lui. Se l’incontro avviene per caso, mantenere un atteggiamento fermo e neutro ed evitare di manifestare qualsiasi tipo di emozione;
- allontanarsi dalle amicizie comuni ed evitare quindi uscite con compagnie frequentate da entrambi (in modo che lui non sappia in che modo lei stia riprendendo a vivere … quelli che sono le sue nuove organizzazioni senza lui);
- evitare tra amici e parenti possibili mediatori tra voi perché involontariamente potrebbero fornire informazioni;
- Cambiare password per accedere ai profili internet per tutelare la propria privacy, anche se si è dell’idea che nessuno le conosca.
Per ulteriori informazioni e/o consigli, rimango a sua disposizione.
In bocca a lupo per tutto
Dr. Felicia Burno’
Psicologa - Cernusco s/N (Milano)

Dott.ssa Felicia Burno Psicologo a Pioltello

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Carissima Angela,
la situazione che descrivi è terrificante.
Comprendo la tua difficoltà ad allontanarti dal tuo ragazzo nonostante le percosse.
Il consiglio della tua famiglia non è realizzabile: con che mezzi potresti farlo cambiare?
La violenza fisica, oltre ad altri tipi di violenza, è un reato perseguibile dalla legge: perché non l'hai denunciato?
I propri aggressori agiscono sul senso di colpa per far ricadere la colpa sulla vittima ma questo è una strategia: nessuno dovrebbe farti del male e tanto meno la persona che dovrebbe amarti.
Un consiglio: rivolgiti ad un terapeuta (psicoanalista lacaniano) e ad un centro antiviolenza per capire che cosa puoi fare. Devi iniziare un sostegno o questo ragazzo che ti picchia potrebbe non essere l'unico a farlo.
La violenza fisica può portare a gravi problemi e, nel peggiore dei casi, anche alla morte.
Fatti aiutare e non permettere mai più a nessuno di farti del male.

A disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Fornari Daniela

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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Ehi ragazza
vogliamo scherzare?
Quello che scrivi è molto serio e drammatico, RENDITENE CONTO!
Questo ragazzo andrebbe non solo allontanato immediatamente ma anche denunciato.
Tu dirai che lo ami, ma nemmeno qui si tratta d'amore, ma di una sorta di dipendenza affettiva che, per di più va avanti da 5 anni???
Ho capito bene??? Da quando avevi 13 anni?
Ti prego fatti aiutare dalle persone che hai vicine e che ti vogliono davvero bene e esci decisamente fuori da questo rapporto "masochistico" che potrà causarti anche danni futuri.
Chiedi aiuto e non perdere altro tempo.
Un saluto preoccupato
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile Angela, comprendo la tentazione a riavvicinarsi a lui ma sa benissimo che questo sarebbe un grandissimo errore! Uomini di questo genere non cambieranno ma tenga presente che cercherà dì convincerla del contrario, non gli creda! I suoi familiari sperano in un magico cambiamento ed è comodo delegare una partner... ora si sentirà sola ed isolata dal mondo ma le garantisco che uscirà presto da questo tunnel se solo le starà alla larga! Chieda una mano ai suoi genitori e soprattutto ad un esperto professionista della sua zona, capirà meglio le ragioni profonde di questo legame malato! Si ricordi che lei non è in grado di curarlo ma può prendersi cura di se stessa, se lo deve! Le auguro una buona giornata sperando che faccia la scelta opportuna chiedendo un,aiuto! Coraggio!

Dott. Carlo Enrico Livraghi Psicologo a Arezzo

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Cara Angela,
Io di solito non dico mai ai miei pazienti cosa devono fare ma in questo caso a lei devo dirlo. Nn torni indietro per nessun motivo. Questo non è amore, lei ha già subito troppo. Mi creda, da uomini così, se così li vogliamo chiamare, bisogna scappare il prima possibile! Non si faccia convincere! Riprenda in mano la sua vita e quando troverà l'amore vero capirà che ne è valsa la pena.
Le faccio i miei auguri più sinceri.

Dott.ssa Simona Casciaro
Mirano (VE)

Dott.ssa Simona Casciaro Psicologo a Mirano

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Cara Angela,
cosa aspetta? Nessun uomo/ragazzo che tratta così le donne dovrebbe più essere guardato in faccia. Non ceda alla tentazione di contattarlo. Le stia lontano, a grande distanza pure, e diffidi dai suoi familiari che le addossano questa responsabilità di cambiarlo perché nessun partner è mai riuscito a salvare compagni violenti e la cronaca ce lo racconta ogni giorno. Recuperi le sue relazioni e si prenda del tempo per capire cosa vuole per se e la sua vita. Sono convinta che troverà un ragazzo che saprà amarla con serietà e rispetto. Si rivolga ad un professionista se ne ha necessità e non esiti a fare denuncia all'occorrenza come ha scritto il collega. Buona fortuna.

Dr.ssa Sonia Rossetti
Lizzano, Taranto.

Dr.ssa Sonia Rossetti Psicologo a Lizzano

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Gentile Angela,
lei è andata già troppo oltre nel sopportare, se, come dice, i comportamenti aggressivi e violenti di questo ragazzo sono iniziati due anni fa.
Anzichè essere tentata di messaggiarlo, chiamarlo o ricontattarlo nella speranza/illusione che lei possa, come dicono i familiari, farlo cambiare o salvarlo, deve piuttosto fuggirlo come la peste perchè solo così può salvare se stessa.
E' ovvio che lei non può in nessun modo essergli di aiuto e che, ritornando con lui, la situazione può solo peggiorare.
Prenda perciò definitivamente le distanze e lo diffidi da eventuale stalking non esitando a minacciare altrimenti una denuncia penale.
Contemporaneamente, si faccia aiutare dal vivo da un collega psicoterapeuta che le dirà le stesse cose che le sto dicendo io magari in maniera più morbida e potrà seguirla aiutandola a superare questo periodo difficile.
Mi scusi per essere stato un pò duro e diretto ma in psicoterapia a volte più dell'empatia serve la congruenza.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo,psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Buongiorno.
La sua situazione purtroppo non è solo dolorosa ma anche piuttosto ricorrente.
in primo luogo le consiglio di rivolgersi ad una Centro Antiviolenza dove sapranno accompagnarla al meglio nel superare questa situazione. Anche da un punto di vista legale.
Mi preme comunque sottolineare due cose che emergono da quanto lei scrive e che sono ricorrenti in situazioni come queste.
- è tipico delle persone violente isolare la vittima, questo permette loro di agire senza che la sua azione sia vista per quello che è e possa essere così giustificata. E' violenza, è un reato penale. Non un momento di debolezza, una reazione ad un evento, un periodo difficile, etc
- tutte le motivazioni che lui porta nel chiedere scusa (ed immagino anche il non lo farò più) sono inutili e false. Lui ha un problema. Un problema a controllare e gestire la rabbia. E probabilmente un problema più profondo (che non voglio etichettare in questa risposta) che lo porta ad aver bisogno di relazionarsi in maniera controllante, fino agli estremi (isolamento totale della vittima) e violenza. La sua non è gelosia, ma un sintomo evidente di un suo problema. Il problema non è lei, signorina, ma lui e finché non riconosce che il problema sta in lui e non nella relazione o nei suoi (di lei) comportamenti non potrà lavorarci (con l'aiuto di specialisti) e continuerà ad agire violenza. E in maniera sempre più aggressiva.
- E' normale che lei senta l'impulso di chiamarlo. La condizione di vittima non è solo fisica, ma psicologica. E lei si sente legata a lui, si sentirà probabilmente di aver sbagliato qualcosa, di poterlo aiutare. Questa spinta a cercare il proprio carnefice è tipica per chi ha subito violenza: risarcimento, voglia di aiutarlo/curarlo, sentirsi sbaglia e bisogno di essere riabilitata da lui, pensare di poter sistemare le cose, etc.Tante sono le motivazioni.
- non è lei che lo può aiutare. Lui ha bisogno di iniziare un percorso ed una cura. Perdonandolo non lo aiuta a prendere consapevolezza. Anzi lo fa sentire ancora più onnipotente e per questo reagirà in maniera ancora più violenta ad ogni suo minimo e sensato tentativo di allontanarsi un pochino o di prendersi i suoi spazi.
- consiglierei di farsi sostenere anche lei per ritrovare una più sicura autostima e ricostruire una sua rete sociale/amicale che questa storia le ha portato via. Non è facile uscire da una situazione come la sua, ma è assolutamente possibile e soprattutto necessario. Tante donne come lei, purtroppo, hanno già attraversato momenti come il suo ed oggi sono tornate a vivere serenamente anche dentro relazioni sane e felici.
Le faccio miei auguri e rimango a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.

Andrea Redaelli
Psicologo, psicoterapeuta

Dott. Andrea Redaelli Psicologo a Milano

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