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Il mio partner è una concausa del mio malessere

Inviata da Giulia S. · 21 apr 2015 Terapia di coppia

Salve,
mio chiamo Giulia, ho 25 anni e sto vivendo da ormai 5 anni la mia prima storia d'amore importante con P., che purtroppo da qualche anno è diventata una storia a distanza per motivi di studio.
Sin da piccola ho avuto un rapporto problematico con la mia famiglia (soprattutto con mio padre) ed anche per questo motivo sono cresciuta con un'autostima molto bassa e grosse difficoltà nel gestire le relazioni con gli altri.
Per farla molto breve, ho la tendenza a lasciarmi assoggettare dagli altri e a lasciare che facciano di me ciò che vogliano, "assorbendo" tutta la negatività che mi viene scaricata addosso. Se mi vengono messe le mani addosso (anche se non è mai capitato in maniera 'pesante'), se vengo umiliata in pubblico o in privato, se le mie opinioni vengono ignorate o ridicolizzate penso SEMPRE che me lo sia meritata perché ho fatto qualcosa di sbagliato o perché sono sciocca, stupida, etc.
Penso inoltre che una storia d’amore necessiti sia di intimità psichica che fisica, ma spesso non mi sento all'altezza della persona che mi è accanto ed inoltre non sono molto in grado di lasciarmi andare serenamente all'intimità fisica: non ho un buon rapporto con il sesso, cerco di evitarlo ogni volta che posso e devo dire che la mia prima volta con P. è stata terribile ed ancora oggi non la ricordo come un’esperienza piacevole, bensì umiliante.
Ho “sopportato” molte cose per anni sino a che la mia condizione non è diventata, non so se è corretto dirlo, “clinica” e ho da pochissimo iniziato un percorso con uno psicoterapeuta che spero possa aiutarmi, soprattutto per i pensieri suicidi.
Nonostante le continue umiliazioni etc. operate su di me da P., che sono una concausa del mio stato attuale, provo una profonda affezione per lui e non sono ancora del tutto convinta di volerlo abbandonare.
Nonostante ciò gli ho parlato a cuore aperto della mia situazione personale e gli ho chiesto più spazio e del tempo per riflettere. Lui è “caduto dalle nuvole” perché mi ha detto di non aver mai capito di starmi facendo del male e si è scusato. Da quel momento però ha cominciato a comportarsi come il “fidanzato perfetto”, perseverando seppur con buone intenzioni anche quando gli facevo notare che il suo continuo attaccamento e la sua voglia di fingere che fosse tutto "normale" mi stesse dando fastidio. Lui è supportato da mia madre, che lo adora e che mi ripete continuamente di pensarci bene prima di rompere un legame così affettuoso e sincero da parte sua.
Alcuni giorni fa, a causa di un evento lieto che ho vissuto, P. si è presentato a sorpresa a casa mia portandomi in dono dei fiori. Non aveva mai fatto una cosa del genere. Sul momento la cosa mi ha fatto piacere e ci siamo intrattenuti a chiacchierare piacevolmente fino a tarda sera, ma durante la notte ho sognato di raggiungere P. e di ucciderlo a coltellate. Dopo di ciò, nel mio sogno, mi sono assicurata con lieve paura che nessuno mi avesse scoperta ed infine ho messo via i vestiti che P. aveva lasciato in camera mia, seppur con un briciolo di malinconia. E’ stato un sogno estremamente realistico e ne sono tutt’ora turbata. E’ l’ultimo di una serie di incubi che sto avendo da quando ho cominciato il percorso con il mio psicoterapeuta, che purtroppo potrò vedere nuovamente solo fra alcuni giorni.
Nel mentre mi chiedo e mi sto chiedendo da giorni, è corretto da parte mia mettere un freno più deciso a questa relazione? E’ la mia sindrome ansiosa/depressiva a farmi vivere male il rapporto? Può suonare come una domanda sciocca, ma come dovrebbe essere un rapporto sano? Sono molto confusa e non capisco se il problema sono io o il mondo esterno, né cosa voglio davvero.
Vi ringrazio per l’attenzione.
Cordiali saluti.

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Cara Giulia
ho letto con molto interesse questa sua comunicazione di malessere e devo dire che lei è davvero riuscita a dare un quadro chiaro della sitruazione sia esterna che "interna" ( con interna intendo dire il suo stato d'animo, i suoi dubbi e i suoi conflitti).
Soprattutto è riuscita a comunicare chiarissimo il suo malessere attraverso il quale, tuttavia, è possibile vedere la voglia di "uscirne" e la voglia di trovare una sua individualità più integra e forte.
Le faccio anche i complimenti per aver preso la decisione (non facile) di rivolgersi ad uno psicoterapeuta e stia certa di aver fatto la cosa giusta e quindi si dedichi a questo percorso con forte motivazione.
Credo che lei debba davvero lavorare molto su se stessa per potersi ricostruire e, in questo periodo, penso che debba essere lasciata molto serena e tranquilla.
Il comportamento del suo fidanzato non si comprende bene, da un lato sembra sincero nel voler recuperare con lei, dall'altro questo suo nuovo modo di fare sembra essere un pò troppo "di maniera" e suscita dubbi sul fatto di essere davvero autentico.
Se davvero il suo fidanzato le vuole bene dovrebbe dimostrarlo in modo meno eclatante, soprattutto con la capacità di darle spazio e tempo per trovare davvero se stessa.
D'altronde lei non è stata chiara nel chiedere questo "spazio e tempo" che le è assolutamente necessario.... lei continua ancora a mostrare quella " tendenza a lasciarmi assoggettare dagli altri e a lasciare che facciano di me ciò che vogliano" (come ci dice nella lettera) però si stanno facendo strada anche esigenze nuove e si sente la sua voglia di farsi rispettare.
Quindi ora si guardi bene dentro e, con l'aiuto del suo terapeuta, trovi modo di mettere in chiaro cosa vuole dal suo ragazzo e poi lo dica chiaramente a lui e faccia in modo da essere rispettata.
Comprendere le cose in terapia è importante in quanto poi ci da la possibilità di realizzarle nella pratica, nel nostro ambiente di vita e con le persone interessate.
Tantissimi Auguri
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile Giulia
è tra virgolette "normale" che se lei è molto passiva e si lascia facilmente assoggettare dagli altri (che è possibile possano farlo anche inconsapevolmente), accumula frustrazione e conseguentemente aggressività e il sogno che racconta potrebbe esserne una manifestazione.
La psicoterapia dovrebbe mirare anzitutto a rafforzare la sua personalità. Le consiglio di informarsi sull'indirizzo usato dal suo terapeuta e a concordare tempi ed obiettivi.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Buongiorno Giulia, si dia il tempo di lavorare in terapia sulle questioni che la preoccupano. Ne parli col suo terapeuta e sia fiduciosa nel trovare le sue risposte e il suo star bene.
I sogni hanno sempre significati molto diversi dalle vesti con cui si presentano e i contenuti del sogno non riguardano la realtà, sono solo metafore.
Tanti auguri|

Dott.ssa Barbara Paolinelli Psicologo a Trento

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Gentile Giulia,
ciò' che scrive e' denso di spunti. Lei dimostra buona capacità introspettiva e riflessiva, nell'individuare
in se stessa un deficit di autostima che può essere correlato a vari elementi della sua vita. Le persone con poca fiducia in loro stesse e nelle loro potenzialità a volte tendono a relazionarsi con altri individui o a vivere situazioni tese a confermare questo loro scarso valore, di conseguenza lo stare male da una parte è doloroso ma ha un significato secondario, forte, di mantenere inalterato una certa modalità esistenziale. Al contrario bisognerebbe attuare dei cambiamenti, che però richiedono grande sforzo e perseveranza. Continui il percorso terapeutico che ha intrapreso, l'aiuterà a rafforzarsi e a individuare le modalità relazionali disfunzionali. Non cerchi subito risposte facili e immediate, a volte bisogna tollerare la non conoscenza. Mi permetto di evidenziare un'ulteriore cosa importante. Non esiste una violenza leggera o una violenza pesante. La violenza è' violenza sempre e puo' avere varie sfaccettature perché può essere di tipo fisico ma anche psicologica, a volte più sottile. Essa non può comunque, essere accettata mai. Se ha la possibilità rifletta su questo significato.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Ivana Oggero, psicologa. Torino.

Dott.ssa Ivana Oggero Psicologo a Torino

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Ciao Giulia ,l'lenco dei vissuti che hai portato è preciso nel tempo e sembra essere una tua consapevolezza, ma sembra (devo scrivere sembra non conoscendoti) che ancora non sia posto nei vissuti e nei ricordi nel modo più corretto.
Posso dirti che hai ragione a dire che ciò che accade è in conseguenza del passato,ma il presente và modificato altrimenti vi è la possibilità che P. non sia la concausa del tuo malessere ma bensì un punto di forza o perno su cui tu lasci cadere il tuo dolore...perdondolo. Ovvio e doveroso parlare con un prossionista della tua zona che ti assicuro ,serve! Ciao Dr. Vanni

Dott. Davide Vanni Psicologo a Merano

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ho da pochissimo iniziato un percorso con uno psicoterapeuta che spero possa aiutarmi

non crede che, debba focalizzarsi proprio su questo fatto? Ha iniziato una psicoterapia con un ns collega. Ci si trova male? Lo cambi; Ci si trova bene? Porti in terapia quello che ha detto a NOI. Perchè aumenta il suo stato di confusione chiedendo ad altri professionisti? Si fidi e si AFFIDI al suo terapeuta al 100%. Io credo che sia propedeutico al buon esito della sua terapia. Buone cose

Dr. Domenico Bumbaca, Psicoanalista Psicologo a Roma

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Gentile Giulia,
Nella sua richiesta pone molte domande alle quali già sta dando, o perlomeno cercando, di dare una risposta . Sta facendo ciò affidandosi ad uno psicoterapeuta che la guiderà nell' affrontare tutti gli aspetti problematici che la affliggono, riempiendola di dubbi ed impedendole di vivere con pienezza la sua vita, ma anche le sue emozioni, decisioni, aspettative. In questo momento mi sento di dirle di non aver paura ad aprirsi con il suo terapeuta esternando qualsiasi pensiero le passi per la mente, avendo però la pazienza di affrontare una questione alla volta, sicuramente partendo da sé stessa e da come si percepisce. Un caro saluto.
Dott.ssa Ilaria Mattioli
Psicologa, Brescia

Dott.ssa Ilaria Mattioli, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale Psicologo a Cellatica

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