Il mio futuro

Inviata da Anastasia il 30 ago 2016 Orientamento professionale

Gentili dottori,
circa all'età di 16 anni sono entrata in terapia per essermi accorta di soffrire di vaginismo, ho provato il metodo della psicoanalisi, dato che facendo servizi socio-sanitari alle superiori ho imparato a conoscere Freud e me ne sono molto interessata. Purtroppo quel metodo non ha funzionato e sono stata fino ai 18 anni in terapia senza risultati, se non quelli di farmi conoscere meglio me stessa.
Io ho sempre voluto scegliere la facoltà di psicologia perché la sento mia e vorrei specializzarmi poi in sessuologia, probabilmente per aiutare persone a superare quel problema che io ancora non ho superato.
Ho davvero pochi giorni a disposizione per scegliere questa o la facoltà di investigazione e non so davvero cosa fare!
Io come ho detto amo la psicologia e molti dei miei professori me l'hanno consigliata ma sarei capace in futuro di fare un lavoro dove devo aiutare le persone se prima non ho ancora combattuto con i miei fantasmi?
Del resto è un lavoro che richiede si molta sensibilità , e io quella ne ho anche troppa, ma studiando ho capito che lo psicoterapeuta non deve farsi coinvolgere nelle storie altrui. Non so più se è la mia strada per via di tutti questi dubbi sul fatto di "essere capace di" e ho davvero poco tempo per scegliere. Cosa fare?
Da cosa si riesce a vedere se qualcuno è davvero portato per questa professione?
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Gentile Anastasia,
innanzitutto è importante che tu riesca a risolvere il problema del vaginismo che, come sai, può essere spia di problemi ginecologici ma più frequentemente psicologici e relazionali per cui, se non ti sei giovata a sufficienza della terapia psicodinamica puoi rivolgerti ad una terapia cognitivo-comportamentale.
Quanto alla scelta della facoltà, tra le due che hai citato, fatta salva la motivazione che sembra esserci, ti consiglierei di optare per la psicologia.
Ora come ora, non dovresti ritenerti inadatta a questa professione solo perchè hai qualche problema, anzi spesso sono proprio i problemi a far nascere la giusta motivazione e del resto hai tutto il tempo per affrontarli e superarli.
Quanto poi alla questione della sensibilità dello psicologo e al non farsi coinvolgere mi sembra che sei in una evidente contraddizione.
Infatti essere sensibili non vuol dire non farsi coinvolgere, anzi è vero il contrario.
Piuttosto farsi coinvolgere non deve significare smarrirsi e perdere l'orientamento perchè nel viaggio di una psicoterapia chi deve guidare la barca sapendo dove andare è ovviamente il terapeuta.
Ma ogni cosa a tempo debito!.
Un cordiale saluto.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Carissima Anastasia,
penso che tu abbia sbagliato percorso per risolvere il tuo problema di vaginismo. La cosa migliore sarebbe stata rivolgersi a una ginecologa su consiglio del tuo medico di base. Parli di vaginismo a 16 anni, senza prendere in considerazione che il corpo e anche la mente cambia con la crescita. Solitamente per vaginismo o problemi correlati ci sono cure che ti può prescrivere la ginecologa, senza bisogno di ricorrere alla psicoanalisi. (mi chiedo come mai tu abbia patologizzato un vaginismo ricorrendo alla psicoanalisi, sinceramente non ne capisco il nesso) Credo che tu abbia sbagliato percorso per risolvere la tua problematica, se soffri ancora di vaginismo ti consiglio di rivolgerti ad una brava ginecologa. Per quanto rigurada la scelta dell'università fai quello che ti senti, abbi fiducia in te stessa e nelle tue capicità.

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La scelta della facoltà è importante. E le variabili da tenere in considerazione, come ha scritto la collega, sono molte.
Mi sembra di capire che il tuo dubbio principale riguardi "essere all'altezza di", soprattutto riguardo ai tuoi "fantasmi". Ti voglio offrire un paio di spunti che spero ti aiutino nella scelta:
1) il percorso di laurea più tirocinio, abilitazione, formazione in psicoterapia e specializzazione in sessuologia richiede come minimo 10 anni. Come ti immagini tra 10 anni? Credi siano un tempo sufficiente per acquisire le capacità e per superare le principali difficoltà?
2) Qualunque percorso di vita sceglierai richiederà di affrontare i tuoi fantasmi, credo che questo prescinda dalla facoltà. Ma in ogni caso, le facoltà di investigazione e psicologia hanno molte materie in comune, se dovessi capire che era meglio l'altra puoi fare comodamente il trasferimento. Tieni anche conto che l'indirizzo psicoterapeutico non è l'unico sbocco professionale di chi si laurea in psicologia.
Infine, un aspetto che mi ha incuriosito, Anastasia, è che chiedi un confronto a pochi giorni dalla scelta della facoltà. Non c'entra con la tua domanda ma mi andava di comunicartelo, magari potrebbe esserti utile come spunto di riflessione. Buona scelta e buon cammino
Dr Christian Giordano

Dott. Christian Giordano Psicologo a Roma

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Cara Anastasia,
per il tuo problema, se non hai trovato una soluzione con la psicoanalisi prova un terapeuta con un altro orientamento: uno psicoterapeuta che utilizza l'EMDR, ad esempio, di solito è in grado di ottenere buoni risultati in situazioni come la tua in tempi ragionevolmente brevi.
Quanto alla scelta dell'orientamento universitario, hai già fatto una buona analisi delle prospettive professionali che offrono anche le altre facoltà, ovviamente sempre tenendo presente le tue motivazioni?
Perché, in questo momento, le prospettive professionali dei laureati in psicologia non sono proprio esaltanti.
Comunque, su un elemento posso rassicurarti: il fatto di non aver risolto qualche problema psicologico o sessuologico non è un impedimento a svolgere bene le professioni che ti interessano.
Così come non è il caso di farsi scoraggiare troppo in fretta per eventuali dubbi sulle attitudini necessarie a svolgerle, questione molto complessa che non si può esaurire in poche battute.
Se, comunque, la tua scelta fosse già ben orientata verso le due facoltà di cui parli, tieni presente che investigazione è molto più specializzata di psicologia e quindi dovrebbe offrire una gamma di possibilità di lavoro meno ampia.
Un'indicazione che comunque posso darti, se ti pare di non avere altri elementi più concreti per fare la tua scelta, è di decidere col cuore.
In bocca al lupo.

dott. Gabriele Andreoli psicologo psicoterapeuta

Dott. Gabriele Andreoli Psicologo a Isola della Scala

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Cara Anastasia,
comprendo bene i dubbi per una scelta così importante, con dei tempi stretti.
Comprendo anche che viste le sue difficoltà sia sensibilizzata alla psicologia,
ma ritengo che per quanto possa capire che essere aiutati e aiutare sia un'esperienza importante, non può essere l'unico criterio di scelta.
Penso che da una parte non deve arrendersi e cercare comunque di risolvere il suo problema di vaginismo intervenendo con specialisti diversi. Credo che non debba accettare di adattarsi! La sua situazione personale può cambiare e non deve smettere di impiegare energie in questo senso.
Dall'altra, la scelta della facoltà dovrebbe riguardare più i suoi interessi e anche la proiezione di ciò che andrà a fare.
Ovvero la X facoltà a cosa l'abilita/forma? Quali sono le possibili attività lavorative? Rientrano nei suoi panni? Come si sentirà a svolgere quella professione per molti anni?
Un altro elemento che può aiutare a scegliere, consiste nell'andare a vedere le specifiche materie di ciascuna facoltà di cui è interessata, per capire in cosa si formerà e se i vari esami sono pertinenti a quanto desidera.
Poi mi sembra anche che le due alternative non siano così distanti, per cui è possibile che una porti all'altra e viceversa, anche se poi sono prospettive non del tutto sovrapponibili.
Fatta una serie di valutazioni deve chiedersi cosa sceglierebbe la sua pancia, che forse è ciò che è più vicino a ciò che veramente le appartiene. A logica tutte le facoltà possiedono buone caratteristiche e sbocchi interessanti, ma solo una è quella più vicina a lei!
Si deve fidare di ciò che sente.

In bocca al lupo!

Sabrina Costantini
Psicologa Psicoterapeuta
Pisa - Cecina

Sabrina Costantini Psicologo a Pisa

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