Il mio compagno non mi desidera più?

Inviata da Giulia · 4 feb 2016 Problemi sessuali

Stiamo insieme da 5 anni, conviviamo da due. Io ho 23 anni e lui 31.. I primi tre anni il sesso era una delle cose più importanti per noi, lo facevamo continuamente, con moltissima passione, era necessario come respirare. Da quando siamo andati a convivere improvvisamente abbiamo smesso, e da due anni lo facciamo si è no una volta al mese e dura 10 secondi, senza preliminari, senza niente. Lui non fa niente, mi sembra che voglia solo darmi il contentino. Ne abbiamo parlato tante volte ma sempre in malo modo, finendo nel litigio. Le cause sono state molteplici a parer mio: intanto siamo passati dal vederci solo nel weekend a vivere insieme quindi ovviamente il desiderio è diminuito, poi siamo ingrassati molto tutti e due e quindi abbiamo iniziato a vergognarci entrambi a spogliarci (però io ora ho perso 13 chili e sono tornata in forma, lui no, si vergogna ancora del suo corpo nonostante io gli dica sempre che è bellissimo), inoltre lui e ipotiroideo quindi ha iniziato ad avere degli squilibri ormonali. Il fatto è che lui non ha proprio desiderio, zero assoluto, e ne soffre, ma la cosa che mi fa imbestialire è che è troppo orgoglioso per farsi aiutare, se solo provo a dirgli di andare da un dottore si arrabbia da morire, se nominassi la parola "psicologo/sessuologo" apriti cielo! Non esiste proprio per lui, non andrà MAI a parlare con un esperto, ne da solo né in coppia. Però ultimamente ha dolore a un testicolo e quindi è stato dall'urologo, il quale gli ha prescritto degli esami da fare per capire cosa causasse questo dolore, e già che c'era gli ha accennato al problema sessuale, e il dottore ha detto testualmente "tranquillo, capisco, vedrai che ti faccio tornare come prima" e sapete cosa? Lui non vuole farli questi esami!! Ma dico io, finalmente dopo due anni ha avuto il coraggio di parlarne col dottore, questo gli ha dato la possibilità di risolvere il problema, e lui cosa fa? Invece di farsi gli esami lascia perdere! Ma non ci pensa a me? Non sarebbe giusto cercare di risolvere il problema per il bene del rapporto? Dice che non vuole farlo perché costano troppo ma io sento che il motivo è un altro, e non capisco cosa sia. Non si fa così. Io nonostante stia impazzendo per l'assenza di rapporti, non l'ho mai tradito e non lo tradirei mai, ma lui non fa niente. Perché? Ci amiamo tanto, non ci vogliamo lasciare, io non voglio perderlo, sono ancora innamorata di lui, ma io ho 23 anni, non posso accettare il fatto che non farò più sesso col mio compagno, sono già due anni che vivo con questa frustrazione non voglio passare la vita così.
Ora il problema è questo: io sto cercando di convincerlo a fare questi esami usando la "scusa" del dolore al testicolo, dicendogli di non trascurarlo, ma in realtà crediamo entrambi che non sia nulla di grave, e il vero motivo per cui io voglio spingerlo a fare questi esami è per risolvere la sua totale assenza di desiderio. Ma lui non vuole. Quindi come faccio a convincerlo senza che si arrabbi? O che pensi che mi interessa solo il sesso? O senza che si senta sotto pressione? Appena sfioro l'argomento si innervosisce, non è facile parlare con lui di certe cose.
Io sto impazzendo, ormai la situazione è insostenibile e la devo risolvere da sola perché come vi ho detto, di psicoterapia non ne vuole sapere.

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Miglior risposta 4 FEB 2016

Gentile Chiara,
la tua frustrazione è comprensbile ma temo che dal tuo compagno non otterrai granchè limitandoti a fare solo lamentele e litigi sterili.
Dovresti prenderti cura del tuo basso livello di autostima di cui forse non sei molto consapevole in quanto nascosto dall'amore che dici di provare per questo compagno che conosci da 5 anni.
Tuttavia l'amore per qualcuno non può permettere nè giustificare il proprio senso di frutrazione per cui viene il sospetto che più che di amore si tratti di un bisogno dettato da una sorta di dipendenza affettiva in quanto l'amore è gratuità e reciprocità mentre la dipendenza è necessità.
Ti suggerisco perciò un percorso di psicoterapia per prendere consapevolezza di queste cose ed acquisire un adeguato livello di autostima.
Soltanto dopo, potrai essere molto più assertiva e convincente nell'ottenere che il tuo compagno si attivi per risolvere questo problema (che riguarda lui in prima persona ma anche la coppia) sia da un punto di vista organico-biologico che psicologico.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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5 FEB 2016

Cara Chiara,
dopo la fase di innamoramento arriva sempre la fase "dell'amore" che ha a che fare con la quotidianità, con meno slanci, ma con molta concretezza e condivisione (dipende molto dal desiderio reciproco che si ha di maturare assieme), e a volte capita che ci si chiude e non si comunica più in modo costruttivo.
Comprendo la sua preoccupazione e sofferenza e ritengo lei possa prendere in considerazione la possibilità di una consulenza psicologica individuale per alimentare la sua autostima che sta vacillando, e per sanare le fragilità che la disorientano. Ne parli con il suo compagno senza timori, ma con l'amore che lei ha messo anche nello scrivere al portale, gli faccia presente che sarebbe disposta a una terapia di coppia, ma se lui non è d'accordo, gli comunichi che lei è decisa a voler aiutare sè stessa.
Resto a disposizione per chiarimenti,
Un caro saluto.
D.ssa Loredana Ragozzino

Dott.ssa Loredana Ragozzino Psicologo a Falconara Marittima

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5 FEB 2016

Cara Chiara
qui abbiamo l'immagine di un uomo che si è lasciato andare e che non tiene più a se stesso prima ancora che a lei o alla vostra coppia.
Mi ha colpito dove lei dice: "come faccio...ecc ..senza farlo arrabbiare?"
Mi scusi ma mi sembra che lei le cose debba dirle e credo che la preoccupazione non debba essere quella di farlo arrabbiare...Lei vive con questa preoccupazione?
Potrebbe anche darsi che arrabbiarsi faccia bene al suo compagno e forse lo metterebbe di fronte ad un dato di fatto, che cioè deve iniziare a darsi "una mossa" e a pensare seriamente al suo benessere e alla sua salute e poi anche a lei.
Lei come fa ad accettare questo andamento famigliare e questa relazione svalorizzante?
Si faccia aiutare almeno lei da qualcuno che la guidi a soluzione di problemi e aumento di autostima.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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5 FEB 2016

Cara Chiara,
comprendo bene il suo stato d'animo e quanto possa sentirsi frustrata e anche arrabbiata per quello che sta succedendo al suo compagno e alla sua relazione. D'altro canto, capisco anche il vissuto del suo partner, che sta affrontando una situazione certamente non facile perchè va a toccare dei cardini su cui fin'ora lui si era basato per giudicare se stesso: la virilità, la mascolinità, la forma fisica, il benessere fisico...tutto questo negli ultimi due anni sta venendo a mancare e, quindi, deve fare i conti con un "nuovo" se stesso e questo è molto difficile. Lei chiede come fare a continuare a stare accanto ad una persona "diversa" da quella che conosceva...questo dipende da lei. Sicuramente il suo compagno ha bisogno di essere compreso, di non essere attaccato o obbligato a fare quello che non vuole e se in questo momento per lui è importante chiudersi in se stesso e non farsi aiutare, forse ha bisogno di un momento di pasua in cui poter tirare le somme del vostro rapporto e comprendere cosa è meglio per la coppia.
Cari saluti
Dott.ssa Carla Francesca Carcione

Dott.ssa Carla Francesca Carcione Psicologo a Capo d'Orlando

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