Il mio bambino trattiene le feci continuamente, come aiutarlo?

Inviata da Monica · 21 gen 2013 Psicologia infantile

Matteo 3 anni ha un lieve disturbo del linguaggio, è già sottoposto da diversi mesi a terapia logopedica e psicomotoria, io mamma osservandolo noto che ha una difficoltà più delle altre alle quali mi hanno dato già spiegazioni, ma ad un disagio in particolare non so come aiutare il piccolo, Matteo ha paura di evacuare e a quanto pare è proprio la sensazione di liberarsi delle feci lo porta a trattenerle ogni volta che gli si presenta lo stimolo, sono esausta e angosciata per questa cosa come posso aiutarlo?

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Miglior risposta 28 GEN 2013

Salve Monica,
è molto probabile che Matteo, ad un livello inconscio, stia trattenendo qualcosa, a tal punto da aver paura di liberarsene. Sicuramente servirebbero degli incontri con un esperto per lavorare sulla situazione, ma intanto, per aiutarlo, può porgli molto delicatamente, quasi fosse un gioco, una domanda ben precisa, che, se fosse adulto sarebbe “cosa trattieni”? Essendo bimbo, naturalmente, la domanda deve essere formulata diversamente. Si può pensare, ad esempio, di far volare da una delle sue manine un palloncino, all’interno del quale lui può scegliere di metterci qualcosa che non serve più, o qualcosa che gli fa paura e chiedergli, dunque, “cosa ci metteresti in questo palloncino che sta per volare via?”
I miei sentiti auguri per suo figlio – Dr.ssa Ilaria Terrone

Dott.ssa Ilaria Terrone Psicologa Bari Psicologo a Bari

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22 GEN 2013

Gentile Monica, comprendo la sua angoscia poiché ho avuto una bambina con le stesse difficoltà di suo figlio; difficoltà che si sono risolte gradualmente negli anni, fino a scomparire . Mi associo in toto a quanto scritto dalla collega dott.ssa Parri e aggiungo: è capitato al suo bambino di non trattenere le feci mentre si trovava alla scuola materna o in qualche contesto sociale particolare? A volte può anche essere il timore di sbagliare, di non essere in grado di controllarsi adeguatamente a spaventare e dunque a motivare l'abitudine a trattenere. Al di là delle più svariate ragioni, infondere sicurezza e fiducia al suo bambino è più che mai importante. Sono disponibile per eventuali, ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti. Dott.ssa sabina Orlandini, Torino

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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21 GEN 2013

Gentile Monica,
comprendo che la sua preoccupazione si va ad inserire in una serie di situazioni già delicate, infatti ci dice che il suo bambino è già seguito sia da una logopedista sia da una psicomotricista. Ha provato a parlare con quest'ultima della questione? Il suo bambino sta esprimendo con le modalità proprie per la sua età e le sue possibilità un disagio che può avere diversi significati, ma che è certamente una richiesta di attenzione e di aiuto per una situazione che lui vive in questo periodo così importante, ma anche così difficile: sta diventando grande e autonomo e per quanto possa essere affascinante questo lo spaventa.
Un consulto con uno psicologo o con la psicomotricista (se di formazione psicologica e non solo educativa) potrebbero già darle alcune indicazioni su come affrontare la situazione con suo marito e con il bambino. Lei è certamente una mamma attenta e sensibile, colga questo messaggio del suo bambino e vedrà che insieme crescerete sereni e forti!
Cordialmente, dott.ssa Marika Fellini, Pinerolo (TO).

Marika Fellini Psicologo a Pinerolo

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21 GEN 2013

Buongiorno gentile Monica,
dalla sua mail si percepisce chiaramente la sua stanchezza e per questo credo che sia importante per Lei farsi aiutare in un percorso di Sostegno Psicologico. Si può rivolgere al Consultorio Familiare della sua zona di residenza dove gli incontri sono gratuiti. Uno spazio per lei come donna e mamma per ricrearsi e, nello stesso tempo, imparare a gestire concretamente anche questo momento complicato con il suo bambino.
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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21 GEN 2013

Gentile Monica,
il momento del passaggio dal pannolino alle mutandine è un momento molto delicato, il bambino non capisce la distinzione tra se stesso e i prodotti del corpo, il fatto che il pannolino trattenga la pipì e la cacca gli da la sensazione di non perdere dei pezzi di sé.
Nella prima fase è importante far prestare attenzione al bambino verso ciò che succede nel suo corpo durante le funzioni organiche per aiutarlo ad avere un maggiore controllo, parlandogli e spiegandogli cosa sta succedendo. Inizialmente può aiutare anche mantenendo un contatto con il bambino mentre è in bagno, infatti, alcuni bambini chiedono che gli si tenga la mano o che stai in bagno vicino a loro o vogliono un peluche.
Quando iniziamo quest’aumento di autonomia, dovremo stare attenti a portare dei cambi per quando siamo fuori di casa perché ci potranno essere delle ricadute e potrebbe essere imbarazzante per il bambino rimanere bagnato o sporco in ambienti sociali, inoltre non è opportuno rimarcare tanto che il bambino non è stato capace di trattenere perché questo gli può causare imbarazzo e senso d’inadeguatezza.
Ci sono bambini che hanno problemi di stitichezza e tale difficoltà li porta a nascondersi e a volte può capitare che vadano a fare i propri bisogni in posti non visibili o dove non si sentono osservati. Questo accade perché la stitichezza porta dolore, quindi i bambini possono preferire un posto tranquillo che li aiuti a rilassarsi e rifuggire dalle attenzioni dell’adulto che gli può fare pressione rispetto ai tempi.
Quindi il consiglio che le posso dare è di parlare con il suo bambino spiegandogli il significato e la normalità delle funzioni fisiologiche e cercare di fargli vivere la cosa nel modo più naturale possibile, non facendogli pressioni, standogli accanto se lo richiedesse e rispettando i suoi tempi.

Dr.ssa Federica Parri

Dott.ssa Federica Parri Psicologo a Trieste

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21 GEN 2013

Gentile Monica,
il fatto di trattenere le feci può avere un significato psicologico e spesso è una forma di vera e propria comunicazione che i bambini mettono in atto quando non riescono a manifestarla in altro modo, segnalando così un disagio. Immagino che avendo già intrapreso una percorso di logopedia e psicomotricità, non sia facile pensare di aggiungere un altro professionista alle persone che già circondano il piccolo.. ma le assicuro che in situazioni analoghe un aiuto psicologico diventa fondamentale per capire il messaggio che sta dietro al sintomo e così risolverlo. Potreste inizialmente rivolgervi ad uno psicologo voi genitori, prima di coinvolgere direttamente il vostro bambino, per una consultazione. Se lo desidera e se Milano non è troppo lontana da voi, possiamo incontrarci direttamente, rimango a sua disposizione. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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