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Il DOC è ereditario?

Inviata da margherita il 9 ott 2017 Psicologia risorse umane e lavoro

Buona sera a tutti,
da qualche tempo ho in mente una domanda che mi assilla. Mio fratello, di cinque anni più grande di me, soffre di disturbo ossessivo compulsivo, regolarmente diagnosticato da più di uno psichiatra. Dal canto mio, io ho sempre sofferto di ansia e fobia sociale, inoltre sono parecchio timida e introversa. Avendo sviluppato un grande interesse per la psicologia sin dalla prima adolescenza, a sedici anni mi sono rivolta ad una psicoterapeuta, che mi ha aiutata moltissimo a superare la mia bassissima, quasi inesistente autostima, ad affrontare meglio la realtà e i contesti sociali, a guardarmi con occhi diversi e a giudicarmi meno. È inutile dire che la mia vita, grazie a questi miglioramenti, è cambiata enormemente: adesso riesco ad avere rapporti piuttosto soddisfacenti con gli altri, il mio livello di ansia generale è notevolmente diminuito e sento di essermi fortificata caratterialmente, infatti mi sono da poco trasferita lontano dalla mia città d'origine per realizzare il mio sogno di vivere da sola, è attualmente studio psicologia (ho diciotto anni, fra poco diciannove). Quale è il punto, direte voi? In realtà ne coesistono diversi. Innanzitutto, con il passare degli anni mi sono accorta di sintomi che ho sempre sottovalutato o non considerato (ad esempio, fare dei conti 'inutili' e senza senso a mente, dover controllare cento volte,anche in piena notte, che la porta sia chiusa a chiave, dover contare quanti indumenti indossano le persone, quanti libri sono presenti in una stanza, o avere una paura irrazionale di poter vedere un fantasma o uno spirito nella mia stanza, motivo per cui dormo sempre con la porta aperta e la luce accesa). Tengo a specificare che ho questi sintomi, ho la maggior parte di essi, sin dalla prima infanzia (anche se, ripensandoci, mi rendo conto che da piccola tendevo a esprimerli con modalità diverse). Inoltre, molto spesso mi balena in mente il pensiero del suicidio, senza una connessione particolare con quello che sto facendo, e sento un forte impulso di ingerire prodotti tossici per avvelenarmi. Ciò che più mi preoccupa è che questi sintomi sono rimasti immutati dalla mia infanzia, e avendo i miei genitori già un figlio che soffre di DOC preferisco non parlare loro di ciò per non allarmarli ulteriormente. Inoltre, dei due figli sono sempre stata considerata quella 'sana' , coscienziosa e produttiva, e sebbene i miei sanno della mia psicoterapia e la approvano, non pensò immaginino fino a che punto si spingono le mie 'ossessioni', anche perché io, per carattere e altri fattori personali, tendo sempre a celare tutto e a presentarmi agli altri come una ragazza equilibrata, scherzosa e sorridente, come quella 'che dispensa consigli a tutti'. Ultimamente, i miei disagi si sono rafforzati e penso sempre di farla finita... Purtroppo, in un paio di occasioni ho anche provato a mettere me stessa in situazioni a rischio, e spesso in questo ultimo anno e mezzo ho anche abusato notevolmente dell'alcol. Vorrei tanto ricontrattare la mia terapeuta ma mi vergogno a farlo, inoltre non sopporto l'idea che possa sottovalutare ciò che dico, e in fondo penso che a lei non importi realmente di me come persona ma solo in quanto paziente e persona che ha il compito di aiutare, quindi non penso che le importi di me al di fuori del setting (ribadisco che ora come ora sono lontana dalla mia città e potrei solo contattarla telefonicamente e non vederla). Secondo voi, quanta possibilità c'è che io abbia/stia sviluppando un DOC o una depressione? È tutta suggestione? Dovrei chiamare la mia psicoterapeuta o no? In fondo, sto vivendo un periodo particolarmente fertile e produttivo perché studio finalmente ciò che mi piace, sto conquistando la mia indipendenza, facendo nuovi amici..apparentemente sono una ragazza'funzionale' e di certo questo è uno dei momenti più belli e profondi della mia vita, quindi non pensiate che sia completamente allo sbando, perché nella mia storia passata penso di avere vissuto momenti di gran lunga peggiore, e inoltre, a parte quando sono sola, in momenti come questo o di notte, ai miei disagi non penso più di tanto. Sono più come un rumore in sottofondo, che sento unicamente quando c'è un grande vuoto o silenzio attorno a me.. O quando ci penso io, volontariamente. Insomma, la situazione è abbastanza ambivalente, me ne rendo conto...tuttavia spero in una vostra accurata risposta.. Non rispondete semplicemente 'contatta la tua psicologa' perché se sto scrivendo qui è perché vorrei una risposta più completa. Grazie mille a chi risponderà.

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Carissima Margherita,
i disturbi non sono ereditari ma è probabile che alcune modalita' possano essere assunte soggettivamente poiché vissute da vicino.
I sintomi che descrivi sono piuttisto importanti e invadenti sebbene tu riesca comunque a vivere in modimo sereno l'università.
Ci soni altri rusvolti più preoccupanti come l'essersi messa in pericolo e l'abuso di alcool.
Detto questo la via che ti consiglio è quella terapeutica.
Potresti contattare la tua vecchia terapeuta ma è da capire se possa essserti utile. Una terapia funziona se ci si può fidare del terapeuta. Un terapeuta tiene al proprio paziente, anche come persona, o non farebbe questo lavoro.
Potresti contattare un nuovo terapeuta vicino a dore risiedi ora.
Comincuare un percirso riuscurebbe a farti parlare dei tuoi sintomi e sarebbe funzionale anche alla facoltà che hai scelto.
A disposizione

Ditt.ssa Fornari Daniela
Iseo (BS)

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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Gentile Margherita,
l’ambiente di vita influisce nell’apprendimento e acquisizione di comportamenti disfunzionali in misura significativa.
In questo senso lei è cresciuta in un ambiente poco sano dal punto di vista del benessere psicologico.
Ora lei mette in atto comportamenti di dipendenza che la espongono a rischi notevoli e altre difficoltà sono presenti.
Le consiglierei di riprendere il percorso psicologico con uno specialista che preferisce sia vecchio o nuovo.
I miei migliori saluti
Dott.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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