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Il bene dietro la rabbia.

Inviata da Lucia il 29 dic 2016 Terapia di coppia

Dicono sempre che dietro la rabbia si nasconde un forte legame, ed io ci credo però sto affrontando un periodo molto confuso e non so che cosa fare. Una persona a me cara inveisce con gli altri anche senza motivo, se sta trascorrendo un periodo frustante ci passano tutti fuorché l'oggetto che gli ha causato la rabbia. Si arriva a litigare, perché lui si sente incompreso e allora cerca di ferire chi gli sta vicino in modo tale che anche gli altri possano "soffrire" come lui. E' un problema che ha sempre avuto, io son sempre stata accondiscendente perché so benissimo che gli ultimi due anni non sono stati facili, ma circa una ventina di giorni fa c'è stato l'ennesimo episodio e lui in un impeto di rabbia si è chiuso in un silenzio assurdo. Lui era arrabbiato per motivi di lavoro e io sono capitata nel posto sbagliato e nel momento sbagliato e tutto il discorso sulle incomprensioni, ecc, si è ripetuto dall'inizio. Ora, nonostante lui abbia torto, non fa un passo verso di me perché lui è convinto di aver ragione, ma non ce l'ha. Io, sinceramente, inizio ad essere preoccupata per questo suo atteggiamento, se non capisce quando sbaglia dove andrà a finire? E soprattutto come fa a non rendersi conto di ferire le persone che vuole bene? Perché un giorno capita a me, ma un altro giorno la "vittima" diventa la mamma e così via. Io gli voglio bene e so che nonostante tutto me ne vuole anche lui, per questo lo vorrei aiutare, ma non so come fare. Non puoi presentarti cosi da uno e dirgli cosi di getto "inizia una terapia". Secondo me per far si che tutto funzioni dovrebbe arrivarci da solo, capendo prima di tutto il dolore che da a chi gli sta vicino. Ma come posso fare? Io veramente stavolta non so come approcciarlo, perché mi sento ferita ma allo stesso momento non vorrei che lui pensasse che sto facendo il primo passo perché mi sento colpevole di qualcosa. E' tutto cosi complicato!

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Gentile Lucia,
se il comportamento del suo compagno la ferisce e la fa soffrire, lei ha il dovere e dovrebbe avere il buon senso di provvedere prima di tutto al suo benessere personale e poi, se possibile, a quello di lui perchè viene prima l'Io e, dopo, il Noi-insieme.
Altra considerazione importante è che nella relazione tra pari ci dovrebbe essere reciprocità e se questa manca è un campanello di allarme da tenere presente che segnala una relazione sbilanciata che si può decidere di accettare con consapevolezza oppure non accettare.
Lei dice che dietro la rabbia si può nascondere un forte legame ma si tratta pur sempre di un legame patologico e qui lei deve decidere se stare vicino ad un uomo fatto così oppure no.
In ogni caso, se vuole sperare di essere presa in considerazione deve essere capace di congruenza essendo disposta eventualmente anche a perderlo senza disintegrarsi qualora venga ignorata o non vista.
E' sulla base di tutto ciò che potrà anche dirgli di getto : "ti voglio bene e so che anche tu me ne vuoi ma non sono disposta ad accettare una relazione piena delle tue esplosioni di rabbia per cui è necessario l'aiuto della psicoterapia che può essere individuale o anche di coppia".
Orbene, se lei si sente in grado di applicare questo tipo di congruenza dovrà poi prendere una decisione sulla base della risposta del suo compagno, altrimenti lei per prima dovrebbe farsi aiutare in psicoterapia per acquisire questa capacità.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Buongiorno Lucia, la situazione di coppia che lei descrive è molto frequente. Le tensioni più forti e le emozioni più incontenibili si attivano nelle relazioni più intime. Dalla sua descrizione sembrerebbe che il suo compagno non sappia gestire nè le frustrazioni nè la rabbia che da esse consegue. Non ha imparato da bambino nel rapporto con sua madre e non può che continuare ad esprimersi così adesso da adulto nel rapporto con lei. L'atteggiamento paziente di chi si dimostra capace di comprendere e sopportare di solito non produce molti cambiamenti nel soggetto rabbioso che, anzi, si sente molto cattivo e colpevole e, paradossalmente, ancora più rabbioso. Perché non metterlo di fronte all'urgenza di una consultazione psicologica? Lei forse, Lucia, teme le reazioni del suo compagno, ma è proprio questo suo timore di lui che diventa la fonte della rabbia e dell'impotenza di entrambi. Provi a insistere per un incontro con uno psicologo, probabilmente il suo compagno si renderà conto che lei sta facendo tutto il possibile per mantenere la relazione, ma che la sua pazienza non è infinita e che qualcosa potrebbe rompersi nel suo rapporto con lui.
Cordiali saluti
Dott.ssa Luisa De Mari

Dott.ssa Luisa De Mari Psicologo a Torino

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