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Idealizzare il terapeuta

Inviata da Fabiana il 18 apr 2016 Orientamento professionale

Sto facendo un percorso da circa un anno con una psicologa che ha 5 anni più di me. Io ne ho 26.
Subito dopo poche sedute ho iniziato ad idealizzarla in una maniera spropositata. La pensavo sempre ed era diventata come una ragione di vita. Lei é al corrente di tutto, le avevo confessato questa adorazione esagerata, ma non mi ha mai detto che ci fosse qualcosa di strano.
Col tempo la cosa è andata diminuendo, e io gliel'ho comunicato. Lei era contenta e ha detto che non ho bisogno di idealizzare le persone. Solo che alla fine dell'ultimo incontro lei mi ha abbracciata (è stato un incontro molto tosto) e io sono tornata quasi nella stessa situazione di prima. Al momento ero strafelice, ma poi ho iniziato a pensare a lei perché mi mancava.
Non riesco a capire il perché di quell'abbraccio? Voleva rassicurarmi? O voleva lei assicurarsi che l'idealizzassi perché ha visto che succedeva meno di prima? Voleva scombussolarmi o è stata ingenua?
Io mi fido di lei, però è anche vero che è umana e molto giovane. Che si sia anche lei affezionata a me?

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Gentile Fabi, come suggerisce anche la collega, condivido l'idea che parlarne con la sua terapeuta è il comportamento più corretto.

Sul perché la collega abbia sentito il bisogno di abbracciarla, è una domanda a cui infatti può rispondere solo lei sulla base della vostra esperienza clinica. Forse ha avuto l'idea che in quel momento lei fosse eccessivamente fragile per sostenere il peso del tasto doloroso appena toccato e che nel colloquio si fosse andati "troppo velocemente".

In generale sarebbe più cauto evitare comportamenti affettuosi in seduta perché, sebbene la psicoterapia sia una relazione umana densa di significati ed emozioni, i gesti affettuosi non fanno parte di un percorso di cura psicoterapica.

Infatti l'affettuosità può essere ambigua e non utile nel lungo periodo; rinforza sul momento e ha un valore contestuale, ma non si va da uno psicoterapeuta per migliorare nel rapporto con lui ma per migliorare nel resto della propria vita di cui lo psicoterapeuta non fa parte e in cui diventerà superfluo una volta concluso efficacemente il percorso.

Spero di esserle stato di aiuto, non esiti a scrivermi per ulteriori dubbi.

Cordiali saluti.

Dr. Valerio Celletti

Studio di Psicologia Cognitiva e Sessuologia - Dr. Valerio Celletti Psicologo a Milano

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Buongiorno Fabi,
mi sembra che lei debba risolvere questa dinamica di tranfert verso la sua terapeuta, e che sia molto incerta in questo, infatti chiede altri pareri. Credo che la cosa migliore sia proprio esternare tutte le sue incertezze nel rapporto terapeutico con tranquillità e fiducia.
Un caro saluto.
Dott Stefano Pessina, Psicologo Psicoterapeuta

Dott. Stefano Pessina Psicologo a Milano

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Cara Fabi,
all'interno di questo percorso terapeutico ci sono state delle tappe importanti ma un abbraccio resta sempre un abbraccio, un segno di affetto e di riconoscimento della persona.
Direi della persona reale e non delle idealizzazioni.
Penso che la tua psicologa abbia voluto riconoscere la positività del tuo percorso...tutto qui.
I processi di idealizzazione fanno parte delle relazioni umane di qualsiasi tipo; nell'ambito psicoterapico sono parte integrante del transfert.
Il transfert va interpretato e risolto all'interno della terapia per questo sarebbe utile esporre i tuoi dubbi a lei..
Comunque è anche naturale che uno voglia sapere qualche parere in merito, quindi secondo me la tua domanda all'interno di questo sito di specialisti è appropriata.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Salve,
come mai rivolge a noi queste domande e non alla sua terapeuta?
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Lucia Rinaldi Psicologo a Roma

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Gentile Fabi,
interpretare qualcosa di così delicato come la relazione terapeutica è sempre molto difficile. Quello che mi sento di dirle è che la relazione terapeutica è un "incontro" e per funzionare bene ci "si deve sentire a proprio agio", sia per ciò che riguarda il terapeuta che per ciò che riguarda il paziente. L'affetto di cui parla non è nulla di negativo. Il lavoro del terapeuta non è quello di "non provarlo", ma di far si che tale "affetto terapeutico" non finisca con l'interferire con il lavoro che state facendo insieme. La cosa migliore è parlarne con la sua terapeuta. La lascio con uno spunto di riflessione: dopo tutto quello che c'è stato all'interno della relazione terapeutica (confessioni, confronti, etc.) lei si fiderebbe di una persona che, almeno un pò non le "vuole bene"?
Un abraccio,
Dott. Alessandro Acampora

Dott. Alessandro Acampora Psicologo a Cernusco sul Naviglio

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Perchè lo chiedi a noi e non a Lei, dicendole tutti i Tuoi vissuti e
sentimenti ?
Precisamente è questo che devi fare per aiutarla ad aiutarTi.
Scusa la tirata d'orecchie.
Molti auguri per il Tuo percorso. Dr. marco Tartari , Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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Gentile Fabi,
mi è arrivata molto la sua confusione rispetto al rapporto terapeutico, il rivalutare la sua terapeuta per via dell'abbraccio. Premesso che secondo il mio approccio il contatto fisico col paziente può rientrare nel rapporto terapeutico, ma va ovviamente contestualizzato alla situazione e al caso. Ad ogni modo le suggerisco di condividere questi suoi pensieri in terapia, poichè ogni cosa può essere utile per lei e per la terapia. Le vorrei dare uno spunto di riflessione riguardo ciò che ha rappresentato per lei questo abbraccio, rispetto al perchè la sua psicologa l'ha fatto.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Laura Camastra

Dott.ssa Laura Camastra Psicologo a Castellana Grotte

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Gentile Fabi,
la relazione terapeutica è anche una relazione umana ed è frequente la comparsa di fenomeni di transfert e controtransfert.
Lei ha fatto tante ipotesi sul significato di quel saluto con abbraccio alla fine dell'ultimo incontro.
In realtà penso che nessuna delle sue ipotesi sia veritiera e che quel saluto è stato semplicemente espressione di una generica forma di affettuoso commiato che non va "amplificato" nè "complessificato".
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico,l psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Stima professionale....dipendenza di sapere...riconoscenza...transfert...
Il saluto affettuoso ,secondo me, voleva essere simbologicamente, "un vai..ce l'abbiamo fatta..!"
Ti avrà riferito che dovete rivedervi per un " richiamo"..
Renditi autosufficiente ed abbi grande autostima..ora..sei schermata..e..se necessario..chiedi una seduta di verifica...il più tardi possibile!

Dott. Francesco Testa Psicologo a Napoli

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Buongiorno Fabi,
Come ha fatto in passato, le consiglierei di parlare di quello che l'abbraccio ha scatenato in lei con la sua terapeuta. Da questi scambi escono sempre spunti molto interessanti e costruttivi. Un caro saluto, dott.ssa Valeria Bugatti

Dott.ssa Valeria Bugatti Psicologo a Roma

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Salve Fabi,
visto che già precedentemente ha giustamente trovato il modo di discutere di questa idealizzazione con la sua terapeuta, perché non farlo ancora circa ciò che ha provato con questo abbraccio?
Il rapporto che si instaura tra terapeuta e paziente è molto particolare ed è normale affezionarsi e provare delle emozioni di affetto e di attaccamento, è pur sempre una relazione umana! Per questo è importante parlare di ogni sensazione o emozione che si ha perché tutto può essere utile! Non pensi che sia troppo giovane, non è soltanto la giovane età il metro che valuta la competenza e la professionalità.
Un caro saluto
Dott.ssa Sara Pasquini
Psicologa. Consulenza e sostegno della coppia, della famiglia e della persona.
Ancona

Dott.ssa Sara Pasquini Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Ancona

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