I miei mi stanno addosso 1.0

Inviata da Melissa Tedesco · 12 lug 2021

Salve. Ho 30 anni e mi sento sola e inutile. Vedo tutte le mie amiche sposate. Ed io non ho nessuno.. Ho paura.. I miei genitori mi stanno sempre addosso, so che sono la figlia "quella che non ha un lavoro", ma allo stesso tempo più mi stanno addosso e più mi sento male. A volte mi manca l'aria e non so cosa fare..

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Miglior risposta 13 LUG 2021

Buongiorno Melissa,
Può succedere di trovarsi in fase lavorativa di stallo nella propria vita e incrociare sguardi che ti fanno sentire sbagliata.
Torna a credere in te, nelle risorse che sicuramente hai e sogna il progetto che vorresti realizzare. Quali sono i passi iniziali che dovresti compiere per avvicinarti al progetto? Concentrati sul positivo e imparerai a far ruotare eventi e persone a favore di ciò che desideri di buono.
Rimango a disposizione e ti auguro il meglio
Dott.ssa Oriana Parisi

Dott.ssa Oriana Parisi Psicologo a Bari

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14 LUG 2021

Buona sera Melissa, grazie per aver condiviso con noi il suo vissuto. Può succedere di attraversare un periodo no e di metterci a confronto con altre persone. Magari sia il confronto e il giudizio sono aspetti che ha interiorizzato dal modello genitoriali che le è stato proposto per anni. Le consiglio di contattare un professionista in modo da lavorare sulla sua autostima e renderla più sicura di sè. Si dia la possibilità di volersi bene. Se può interessarle io mi occupo di questi aspetti e faccio terapia online.
Resto a disposizione,
un caro saluto.
Dott.ssa Chiara De Battisti

Dott.ssa Chiara De Battisti Psicologo a Monselice

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13 LUG 2021

Cara Melissa,
Vorrei innanzitutto dirle che va bene avere paura e sentirsi persi anche alla sua età, poiché una delle caratteristiche della società di oggi è la tendenza al conformismo che ci spinge ad omologarci alle aspettative e alle richieste degli altri. Il problema insorge quando non rispondiamo a quelle aspettative e ne diventiamo consapevoli, ciò può provocare uno stato di malessere che ci porta a provare solitudine e un senso di inutilità proprio come da Lei descritto.
Ma Melissa, Lei non è né sola né inutile, probabilmente ha seguito la corrente perché ci fidiamo della strada tracciata per noi e di chi ce la indica; inoltre a volte è più facile affidarsi piuttosto che scontrarsi.
Per uscire dal tracciato c’è bisogno di coraggio e di tempo, quel tempo che forse non si è mai concessa per chiedersi: Chi è Melissa? Cosa vuole? Cosa desidera? Quali sono i suoi obiettivi? Quale valore si attribuisce? Cosa la rende felice?
Rispondendo a queste domande giungerà a una migliore conoscenza di sé aumentando la sua autostima e di conseguenza si sentirà più sicura anche nell’affrontare i suoi genitore e le loro richieste, ma soprattutto sarà Melissa consapevole di sé stessa.
Rimanendo a disposizione per eventuali informazioni o chiarimenti,
Cordiali saluti,
Dott.ssa Valeria Parisi

Dott.ssa Valeria Parisi Psicologo a Modena

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13 LUG 2021

Cara Melissa,

la solitudine e l'impotenza che sperimenta nel constatare che le altre persone "sono avanti" rispetto a lei, rappresenta il punto di partenza per trasformare il dolore che prova in risorsa;
si dia l'opportunità di intraprendere un percorso psicologico per approfondire l'origine del suo malessere alla luce delle sue relazioni significative, di cui le prioritarie da esplorare, sono quelle familiari. Infatti queste in particolar modo contribuiscono inevitabilmente a definire come si arriva a percepire se stessi e gli altri.
Sono a sua completa disposizione, anche online.
Dott.ssa Francesca Orefice.

Dott.ssa Francesca Orefice Psicologo a Bologna

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13 LUG 2021

Gentile Melissa,
mi piace citare spesso quello che diceva Henry Ford, che qui calza bene: "Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando togli gli occhi dalla meta". La progettualità è un motore che può portarla fuori dall'impasse. Progetti obiettivi di ricerca del lavoro (fare un CV, leggere annunci, fissare appuntamenti con agenzie interinali, programmare colloqui di lavoro, etc.) per prima cosa. Il fatto che non abbia una storia con qualcuno è perché dà priorità al lavoro, perché non è dell'umore di uscire e conoscere gente nuova o per altri motivi?
Rivolgersi a un/una professionista può aiutarla nell'orientamento per il lavoro, a rimuovere eventuali difficoltà che possono limitare il suo desiderio di creare una relazione di coppia, migliorare la comunicazione e la relazione con i suoi nonché il modo in cui la fa sentire emotivamente l'attuale rapporto con loro, e aumentare la proattività e l'efficacia nei suoi obiettivi personali, relazionali, lavorativi.
Le faccio tanti auguri.
Dott. Giovanni Iacoviello

Dott. Giovanni Iacoviello Psicologo a Bergamo

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13 LUG 2021

Cara Melissa, a volte guardando le cose in grande si perdono i dettagli, ma sono proprio quelli che rendono speciali una persona e la sua vita. Se guardi in piccolo, di cosa avresti bisogno adesso? Ogni cosa che fai, è un piccolo passo nel nuovo sentiero che vuoi tracciare. Ma davvero guarda nel piccolo, piccolissimo perché la vita è fatta di una serie infinita di minuscoli dettagli. Cosa vuoi adesso, in questo preciso istante per te? Un bicchiere d'acqua fresca? Una corsa? Chiedetelo ogni attimo: di cosa ho bisogno ADESSO e inizia piano piano a tracciare la tua nuova strada.
Dr.ssa Violetta Molteni

Dott.ssa Violetta Molteni Psicologo a Cesena

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13 LUG 2021

Carissima Melissa,
anche se sono poche righe traspare in maniera importante il disagio che sta provando.
Bisognerebbe andare ad indagare meglio tutti gli aspetti di cui fa cenno per capire meglio il suo disagio ed un sostegno con un professionista potrebbe aiutarla a farle recuperare risorse ed energie che le permettano di procedere con la sua vita in maniera più funzionale. Uno spazio protetto e non giudicante l'aiuterebbe sicuramente a recuperare stima di sé e ad approfondire una consapevolezza utile a procedere in maniera più serena e certamente più costruttiva.
Sono a disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Stefania Barbaro
(ricevo anche on line)

Dottoressa Stefania Barbaro Psicologo a Milano

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13 LUG 2021

Buongiorno gentile utente,
Da quello che emerge da queste brevi righe pare che sia necessario il raggiungimento di un certo livello di autonomia personale che si può raggiungere a piccoli passi iniziano da impegni lavorativi minimi che condividono gradualmente ad un lavoro che consenta di staccarsi dal nucleo familiare, il lavoro di indagine che si potrebbe fare dovrebbe a mio avviso riguardare l'osservazione dei punti di forza, delle competenze personali attraverso l'aiuto di una psicologa in un percorso terapeutico. Per quanto riguarda la prima parte della domanda, va fatta un' indagine più attentiva delle relazioni sentimentali in modo da capire cosa ostacoli il raggiungimento di una relazione sana e stabile ancora una volta col supporto di una psicologa.
Spero di essere stata d'aiuto. A presto

Dott.ssa Francesca Gulino Psicologo a Palermo

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13 LUG 2021

Cara Melissa,
quello che descrive sembra essere un "circolo vizioso" da cui non riesce ad uscire.
Sembra che, nonostante le stia stretto, non riesca a porre un limite al controllo dei suoi genitori nei suoi confronti.
Forse potrebbe iniziare ad ascoltare di più se stessa ed i suoi bisogni. Il blocco che avverte potrebbe dipendere da un nucleo di insicurezza che non le concede di affermare la propria individualità rispetto ai suoi genitori.
Per quanto difficile, le consiglio di accogliere questo malessere e di leggerlo in chiave positiva. Un percorso psicologico può essere un valido aiuto per un'approfondita conoscenza di sé.
Resto a disposizione
Le auguro il meglio!
Dott.ssa Federica Beglini

Dott.ssa Federica Beglini Psicologo a Milano

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13 LUG 2021

Buongiorno Melissa, comprendo quanto sia faticoso a trent'anni vivere con i genitori. Loro hanno compiuto tanto del loro percorso di vita e sono in una fase nella quale avrebbero bisogno che i figli fossero tutti autonomi e abitativamente indipendenti. Mi chiedo quanto ti serva fare confronti con le tue conoscenze, se non hai ancora trovato una persona per te non significa che non la troverai, ognuno ha i suoi tempi. L'unico modo per non cadere nelle tue paure è agire con coraggio e cercare di trovare un'occupazione che ti permetta di trovare un po di autonomia. Non esitare inizia subito a cercare online, nelle agenzie di lavoro vicine al tuo luogo di residenza e vedrai che qualcosa cambierà. Dr.ssa Silvana Perino

Dott.ssa Silvana Perino Psicologo a Pinerolo

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13 LUG 2021

Buongiorno Melissa, in poche righe ha sintetizzato delle tematiche che toccano vari ambiti del suo attuale ciclo di vita, le quali richiederebbero sicuramente delle riflessioni più accurate per comprendere quali significati lei attribuisce alle parole contenute nel testo.
Dice che si sente sola e inutile. Cosa vuol dire per lei essere sola o non essere sposata? Cosa ci rende "utili" a noi stessi e agli altri? Chi è Melissa per se stessa e chi per la propria famiglia, oltre a "quella che non ha un lavoro"? Quali sono i suoi desideri e quale pensa possa essere il "mandato" che proviene dai suoi genitori?
Mi colpisce poi, quell' 1.0 del titolo, come qualcosa che continua.

Resto a disposizione per un'eventuale consulenza online o presa in carico in un contesto che le permetta di ampliare i temi trattati nel suo messaggio. In ogni caso, le auguro di trovare quell' "aria che manca".

Dott.ssa Valentina Vazzana Psicologo a Reggio Calabria

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