I miei genitori non mi hanno desiderato?

Inviata da Norberto. 12 ott 2017 5 Risposte

Sale a tutti. Io ho dei trascorsi un po' pesanti con i miei genitori, che hanno culminato con una mia fuga da casa a 17 anni e, dopo il militare sono fuggito all'estero. Prima però ho subito metodi di educazione piuttosto violenti e invasivi. La mia memoria non mi fa ricordare bene tutto, forse per autodifesa, forse dovrei andare in ipnosi, ma credo che ci siano state anche delle aggressioni fisiche per cui mi sono difeso scatenando colluttazioni. Sono scappato dall'Italia e mi sono rifatto una vita all'estero lontano dall'Italia, mi sono sposato, poi divorziato. Per cinque anni ho interrotto i rapporti completamente e mia madre (dice) che sia stata molto male per queso, poi ogni tanto venivo in Italia, e sembrava parzialmente ricucito il rapporto, ma non con mio padre. Ora (47 anni) sono tornato (dopo 20 anni) per via della situazione socio politica precaria del luogo in cui ero, ma probabilmente preferirò i disordini e me ne andrò di nuovo. Nella casa genitoriale non c'è posto per me mai. Nella mia cameretta ci fanno dormire altri parenti e io devo dormire sempre sul divano in sala. C'è anche un letto estraibile in sala, ma si vede che è per altre categorie di persone superiori alla mia. Inoltre mio padre mi fa sempre capire che mangio troppo e sono sempre sotto osservazione. Mi sento veramente male. sono figlio unico e mi pare di non aver mai avuto una famiglia. Spesso per questo mi deprimo. Tutti i miei cugini e amici quando vanno dai propri genitori gli riservano la loro cameretta e sono tutti molto gentili, io invece non sento nulla di tutto questo. Eppure mia madre qualche attenzione me la da, ma non troppo. Io per loro li ho sempre accompagnati ovunque abbiano avuto bisogno e mi sono sempre interessato attivamente della loro salute, a volte risolvendogli problemi molto gravi, facendoli operare nel paese dove risiedevo.
Quando vado da loro, un giorno al mese circa, sembra sempre che gli stia di intralcio, cominciano subito domande tipo "quanto stai". Mentre scrivo ho le lacrime agli occhi, perché non riesco a capire il perché di tutto questo

5 Risposte

  • Miglior risposta

    Gentile Norberto,
    i brevi cenni che ha dato sulla sua vita e sui rapporti del passato con i suoi genitori lasciano intuire disagi profondi che non potevano non avere risvolti e conseguenze negative anche nel presente.
    Mi sembra di capire, intanto, che dovrà decidere innanzitutto se ritornare all'estero oppure rimanere in Italia trovandosi un lavoro.
    In questa seconda ipotesi possono esserci buone ragioni per cercare di riqualificare e migliorare il rapporto con i suoi genitori e la sua famiglia ma servirebbe l'aiuto di un percorso di psicoterapia, e quindi una sua motivazione ad esso, per essere in qualche modo guidato e rieducato da un professionista in questo difficile e delicato compito.
    Cordiali saluti.
    Dr. Gennaro Fiore
    medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

    Pubblicato il 12 Ottobre 2017

    Logo Dott. Gennaro Fiore

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    • Ciao Norberto, dalla tua lettera emerge il vissuto di un grande dolore. Hai usato termini quali "fuga da casa", " fuggito all'estero" e "scappato dall'Italia", che rimandano anche allo sperimentare una sensazione di pericolo. Si scappa quando ci si sente minacciati. Non sei sicuro se ci siano state pure aggressioni fisiche, però ti è capitato di reagire con colluttazioni. Quindi la tua modalità di reazione si alterna fra l'attacco e la fuga. C'è un processo parallelo: scappi da un contesto familiare in cui ti senti estraneo e non capito e vai in un paese all'estero dove di nuovo si ripresenta un ambiente pericoloso con una " situazione sociopolitica in cui ci sono disordini " nel quale sei estraneo. Da come ti esprimi, usando la parola "cameretta", sembra che tu ti percepisca ancora oggi a 47 anni, come un bambino. Pensi che tuo padre ti rimproveri che mangi troppo, ma non gli poni la domanda diretta se sia così. Ti adatti a dormire sul divano e non ti dai la possibilità di rivendicare attivamente un letto adeguato anche solo dicendo:" Mamma, papà! Che ne dite se pensiamo a qualcosa di meglio?". Senza aggredire o scappare.
      Uno dei bisogni di base principali per ogni persona è quello di sentirsi voluti, desiderati, che in Analisi Transazionale, il mio approccio teorico, è definito come il permesso di esistere. Cioè il ricevere messaggi sia verbali, tipo:"Sono contento di te" che non verbali es. un abbraccio, dalle figure principali di accudimento che rinforzano la fiducia in

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      Pubblicato il 14 Ottobre 2017

      Logo Dott.ssa Tiziana Rotundo

      2 Risposte

      14 Valutazioni positive

    • Gentile Norberto,
      comprendo il dolore e la sofferenza che prova rispetto ai propri legami familiari e per se stesso.
      Molti eventi sono successi e necessitano di essere elaborati per evitare ulteriori difficoltà future.
      Lei forse decide di stare in Italia e rimanere in contatto con la propria famiglia oppure ritorna all'estero che può comunque essere una scelta opportuna.
      Per rielaborare questi traumi e rafforzare l'autostima le consiglierei di intraprendere un percorso psicologico mirato.
      Non si arrenda e creda in se! E' una risorsa preziosa!
      Resto a disposizione
      Dott.ssa Donatella Costa

      Pubblicato il 14 Ottobre 2017

      Logo Dott.ssa Donatella Costa

      819 Risposte

      618 Valutazioni positive

    • Caro Norberto,
      la sua storia è esistenziale, fino ad oggi, è stata impegnativa, difficile e dolorosa.
      Le esperienze traumatiche dell'infanzia lasciano un segno indelebile. E' stato dimostrato che possono modificare la trascrizione genica, e quindi le diverse modalità di risposta dei nostri organi interni e del nostro cervello di fronte a situazioni difficili e stressanti.
      Si può ipotizzare che il modello comunicativo in famiglia sia ad alta emotività espressa, lasciando poco spazio al calore affettivo, alla protezione amorevole, ed alle cure.
      Le suggerirei un percorso psicologico per:
      - elaborare certi vissuti;
      - per modificare le sue modalità d'interazione con i suoi genitori;
      - per dare il corretto significato ai loro atteggiamenti anche se questo potrebbe farla soffrire.
      Amare aiuta a vivere ed a sentirsi vivi, ma se soffoca il suo amore per compiacere delle esigenze altrui che ancora non ha capito e che non le è stato permesso di capire, rischia di morire dentro.
      Con i miei migliori auguri
      Dott.ssa Paola De Marco

      Pubblicato il 13 Ottobre 2017

      Logo Dott.ssa Paola De Marco

      27 Risposte

      14 Valutazioni positive

    • Caro Norberto,
      da ciò che scirve si evince una grande difficoltà di relazione con la Sua famiglia sin dalla giovane età. Una situazione così conflittuale, oltre a generare grande sofferenza in Lei e, probabilmente, anche nei Suoi genitori, riversa sicuramente nel presente gli strascichi del passato, aggravati dal cumularsi di numerosi eventi negativi nel corso della Vostra storia familiare. Le consiglio, in Italia o all'estero, di intraprendere un percorso psicoterapeutico individuale, in primis per riuscire ad attribuire un significato a tutte le Sue esperienze familiari. Inoltre, emerge una Sua necessità di fare chiarezza su un passato che Le sembra di ricordare a tratti, forse per difendersi mentalmente dall'aggressività e dalla violenza a cui è stato sottoposto nella Sua infanzia. In questi casi, tecniche come l'EMDR o l'ipnosi possono essere utili per ricordare ed elaborre eventi traumatici o potenzialmente tali. La Sua "non comprensione" di questa situazione non potrà che configurarsi in sentimenti di inutilità e inadeguatezza, umore depresso e profonda tristezza, che emergono già nel Suo breve scritto. Le conseguenze di una tale condizione potrebbero aggravarsi ulteriormente, andando a minare anche la Sua autostima e i Suoi rapporti interpersonali. Norberto, Lei ha un grande bisogno di trovare il Suo posto nel Suo mondo familiare e di guardare verso se stesso con nuovi occhi. Con un percorso psicoterapeutico, questo sarà possibile.
      Un caro saluto
      Dott.ssa Giulia Pianfe

      Leggi tutto

      Pubblicato il 13 Ottobre 2017

      Logo Dott.ssa Giulia Pianfetti

      3 Risposte

      9 Valutazioni positive

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