I miei genitori non accettano la mia relazione con un non credente

Inviata da Samantha · 7 gen 2019 Terapia di coppia

Cari dottori, sono in una situazione davvero esasperante, sto cercando più consigli possibili, perché ho paura di essere avventata complicando ulteriormente le cose.
Ho 22 anni, vengo da una famiglia di cristiani e da ormai due anni sto con un ragazzo non credente.
A differenza dei ragazzi che ho sentito e frequentato in precedenza, con lui ho avuto tutte le mie prime esperienze, anche il mio primo rapporto sessuale, senza forzature, semplicemente perché volevo, perché sentivo e sento tutt'ora che lui è il ragazzo con cui vorrei passare la mia vita. È maturo e responsabile, cose che più di tutte mi hanno convinta a donarmi a lui.
Questo i miei non lo accettano, sanno che abbiamo avuto rapporti perché hanno invaso la mia privacy leggendo conversazioni private, perché avendo loro nascosto la relazione per un anno (sapevo che non volevano per me un fidanzato non credente e perciò volevo parlargliene quando la relazione sarebbe stata abbastanza solida, ma mi hanno battuta sul tempo e ancora non so come) non si fidano di me ed essendo i miei genitori hanno il diritto di vegliare su di me, a detta loro.
Da quando l'hanno saputo ovviamente il rapporto già complicato si è logorato, è come se avessi ucciso loro la vecchia me e in realtà io fossi un'assassina.
Lui continua a rimanermi accanto, con i miei che mi vietavano cose che le persone della mia età fanno da sempre, come star con lui e gli amici a capodanno, andare al mare insieme, o dormire a casa sua.
So che i miei lo fanno per proteggermi, ma ho 22 anni, ora lavoro e porto soldi a casa, mi sento dire che non lo rispetto, che non me ne frega nulla della famiglia, che faccio solo le cose come voglio io.
In realtà voglio loro molto bene e non sono andata via di casa per questo, lavoro sempre, anche quasi tutti i festivi, esco poco per poter lavorare e do parte del mio stipendio a loro per la casa perché ci vivo anche io. Questa situazione mi sta logorando, dopo un anno sembrava si stesse ammorbidendo, ma dopo l'ultima pesa di posizione che ho avuto hanno ripreso a fare storie.
Non accettano che io dorma fuori casa se non non per necessità, e io dormo fuori casa ogni weekend per motivi di lavoro, perché dove lavoro è lontano da casa e non ho trasporti comodi per il weekend. Ovviamente per loro dormo da un'amica...
Sia io che lui abbiamo parlato più volte con loro ma le loro motivazioni riguardano la religione, e per questo non riescono ad accettare la cosa, nemmeno dopo aver visto che il mio ragazzo nonostante tutte queste assurdità per me c'è sempre.
Loro sono contro la convivenza, cosa che lui vuole assolutamente prima del matrimonio. Io mi trovo a metà tra i due, costantemente, con lui sto bene ma in casa vivo malissimo, ho due sorelle più piccole che amo infinitamente e penso a loro quando nella testa mi dico "basta, vado a vivere da sola".
Se lui non ha intenzione di sposarmi in un futuro non troppo lontano loro non cambiano idea, per lui queste sono pretese fuori dal mondo, e mi ritrovo a sentirmi colpevole di sofferenze altrui, e soffro anche io.
Mi sento impazzire, non so più con chi parlare.

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Miglior risposta 8 GEN 2019

Carissima,
mi sembra che i suoi siano come una roccia, impossibile dialogare. Questo è molto doloroso, ma prima lo si accetta meglio è. Il consiglio che le do è di andarsene via di casa il prima possibile e mantenere, se ciò è fattibile, dei legami coi propri genitori.
Poi c'è l'altra questione, ovvero i sensi di colpa che prova, inevitabilmente direi avendo avuto dei genitori così moralizzanti e invadenti, dicevo dei sensi colpa che non la fanno stare bene anche quando è lontana da casa. Poi, sul finire del messaggio, afferma che ha una gran voglia di parlare con qualcuno e si è rivolta a un sito di psicologi. Per tutti questi motivi le consiglio di fare qualche seduta con uno psicologo della sua zona o presente sul sito ma che usi Skype.
MI faccia pure delle domande se ne ha bisogno!

Dott. Angelo Feggi - Psicoanalista Genova

Dott. Angelo Feggi Psicologo a Genova

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8 GEN 2019

Gentile Samantha,
pur ammettendo l'eccessiva rigidità dei tuoi genitori, la situazione può sembrare più grave di quella che in realtà è.
Intendo dire che, se questo ragazzo " non credente " davvero ti ama e vuole condividere la vita con te senza creare una frattura grave con la tua famiglia può anche evitare di sbandierare il suo non essere credente (fatto che rimane molto personale) e perfino rivedere le sue convinzioni religiose perchè non è detto che questo non si possa fare se vi è un buon motivo e non si commette reato.
Quanto alla convivenza prima del matrimonio, neanche questa è una regola e personalmente la considero anche come una dimostrazione di sfiducia in se stessi e nella relazione.
Pertanto, a mio parere, puoi decidere di andare a vivere da sola e prenderti la piena responsabilità della tua vita ma non mi sento di condannare in modo pesante i tuoi genitori.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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8 GEN 2019

Gentile Samantha, sono umanamente dispiaciuto dalla sua situazione che non è affatto semplice. Penso però che i nostri consigli, seppur giusti, la aiutino poco, se non riesce a metterli in atto. Penso anch'io che i Suoi siano eccessivamente rigidi e che farebbe bene a prendere la sua strada. Ma è necessario che si faccia aiutare da uno/a di noi! Se lavora non dovrebbe esserle difficile seguire almeno due sedute al mese di psicoterapia. Un cordiale saluto.
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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