Ho urgenza di parlare con qualcuno
Salve, sono una ragazza di 30 anni.. vorrei esporre il problema descrivendo sinteticamente l inizio di questa depressione.
Miei genitori mi hanno avuto molto giovani ,mia madre e depressa e non lo sa, cresciuta e tenuta sotto una bolla ,protetta dal mondo esterno, viziata e infantile facendomi amore/pena consumandomi.
Vivo ad un ora di distanza da loro, guido in città ma non i autostrada, paura di guidare in quanto ho preso la patente tardi, x cui mi sento ogni volta condizionata da mio marito x accompagnarmi, in quanto i mezzi scarseggiano a parte un taxi ma finché non prendo dimestichezza è così.
Reduce di due anni di terapia non a buon fine in quanto smisi di andare per non seguire la terapia in quanto non riuscivo a uscirne.
Soffro di depressione ( ma di quelle dove passi da stato a stato emotivo
iperattivita',)ansia , anoressia nervosa.
Ho tentato il suicidio e non l ho detto a nessuno anche se ho riportato alcuni danni alla pelle e hanno iniziato a sospettare. Non riesco a superare qualsiasi dolore emotivo, la soluzione è nella testa come un tarlo, di qualsiasi situazione mi capita devastante la testa mi parte un raptus e succede quel che di brutto ho detto. Non riesco a uscirne.
Non faccio che pensare come se avessi suoceri e genitori con problemi o anzianità e con ciò impossibilitata a creare una famiglia mia. Miei suoceri sono abbastanza giovani, lei 62 e lui 74, mio suocero è uno zombie a causa di psicofarmaci pesanti presi x anni e mia suocera gli fa da badante praticamente, con ciò mi sento terribilmente in colpa a fare qualcosa x me o pensare alla mia vita, stessa cosa nei confronti dei miei, e come se non vedesse nessuno che andrà a peggiorare e lo vedessi solo io...e mentre la lavoro o altri momenti della giornata la mente è al massimo staccandosi di più, infatti è irrefrenabile.
Per cui penso che senso ha condurre una vita in cui non sento nulla e l unica cosa che sento e voci nella testa autosabotanti e cupe.
Ho cercato un terapeuta nella mia zona ma ha disponibilità non immediata.
Onestamente smisi di andare in terapia perché ciò che mi disse ( ne ho cambiate due)
Era di pensare a me...il problema è che quando penso a me e a mio marito andandoci incontro e non far trapelare nulla in quanto sono tutti all oscuro dei miei problemi.
Nel momento che sono "egoisticamente nel giusto" penso, che è inutile che io faccia così perché ( e mi partono una serie di pensieri addurdi)
Arrivo a picchiarmi il viso da sola per far tacere queste voci. Ma come anche adesso...che va apparentemente bene, l unico pensiero è di farla finita, perché non porto a nulla di buono...e quando mi picchio è come se la mia parte buona scacciasse l altra ma senza successo perché in un modo o nell'altro finisco x farmi male.
Ma la mia paura è che in un momento di raptus e crisi più pesante non riesca a frenarmi.
Non ce la faccio proprio più.