Ho un’autostima molto bassa e un padre che non aiuta

Inviata da Caterina · 22 lug 2020

Salve. Vi scrivo per chiedervi un consiglio.
Fin da piccola ho sempre avuto un’autostima abbastanza bassa, dovuta soprattutto al fatto di essere un po’ in carne e non particolarmente bella. Questo mi ha portato a chiudermi in me stessa e a “svalutarmi” molto, soprattutto nei rapporti con i ragazzi con cui riesco appena ad approcciarmi perché parto subito “sconfitta” (del tipo “vabbè tanto sono piena di difetti, guarderanno sicuramente il mio naso più grosso, o i pori dilatati, o la pancia un po’ più sporgente”). A questa mia condizione ha contribuito anche mio padre. Per lui costituiva un fallimento personale non avere una figlia “in forma”, dato che lui ci tiene particolarmente. Inoltre ogni mia piccola caduta nel mio percorso universitario genera in lui molta rabbia, tanto da farmi arrivare al punto di dirgli che va tutto bene quando in realtà non è così. Ho provato a parlargli, a fargli capire che ho tanta ansia compressa in me che mi porta a rimandare gli esami o a farmi mille problemi per scrivere anche solo una pagina di tesi, ma non riesco. Mi ritrovo a rimanere muta e sull’orlo delle lacrime, che lui mi rinfaccia dicendomi “sei una bambina, non si può discutere con te. A 26 anni come pensi di approcciarti al mondo?”
Qualche giorno fa ho ricevuto la sua ennesima telefonata relativa alla tesi ed era così piena di astio che non sono riuscita a rispondergli (al solito). L’agitazione però è stata così forte che ho passato il resto della giornata e il giorno successivo in preda a mal di testa, nausea, tremori e sudori freddi. Ora vorrei prendere coraggio e dirgli che la mia tesi di laurea non è pronta perché il mio prof me l’ha bocciata ma ho paura della sua reazione, che mi faccia sentire un fallimento completo e un’ incapace ( della serie “non riesci a pesare 55kg ma almeno dovresti essere capace di completare brillantemente un percorso universitario”) e mi “chiuda i rubinetti”, dal punto di vista finanziario. Vorrei tanto poter avere un rapporto più sereno con lui ma ho paura. Paura di mostrarmi fragile quando di fronte a lui ho sempre cercato di mostrarmi forte ma non ce la faccio più. Per lui io non ho ansie, anzi l’ansia è solo una scusa che usano le persone per non fare il loro dovere. Alla fine vorrei solo avere un po’ di affetto e comprensione e non essere trattata come se fossi una dei suoi dipendenti ma come sua figlia, con le sue ansie e le sue paure. Alla fine io credo che faccia così un po’ per carattere, un po’ perché non mi ha sostanzialmente cresciuta, visto che i miei sono divorziati e lui vive in un’altra città e viene a trovarmi ogni tanto. Però davvero sono stanca di tutto questo e di limitarmi ogni volta per le paure che lui mi ha instillato e che io non sono riuscita a neutralizzare.

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Miglior risposta 23 LUG 2020

Buongiorno Caterina,
il racconto che ha fatto delle sue ansie e difficoltà rivela una situazione psichica interna a lei e nel rapporto con suo padre, molto più complessa di quanto possa sembrare a prima vista. E' come una spirale dalla quale non riuscite ad uscire.
Purtroppo, non si possono cambiare le altre persone, o meglio, le altre persone cambiano solo quando riusciamo a cambiare noi.
Ora lascio il piano intrapsichico che mi è abituale e faccio una riflessione sul piano concreto: se sta scrivendo la tesi, non è lontana dal traguardo. Se questo pensiero è di conforto, lei non avrà problemi a finire, anche se suo padre 'chiudesse i rubinetti'. Se invece il pensiero di laurearsi la spaventa, allora consiglierei di rivolgersi ad un terapeuta, a costo di trovarsi un lavoretto nel fine settimana per poterselo permettere, per uscire dalla spirale del non sentirsi amata, sentirsi svalutata, non credere in sé stessa.....
dott. Giuliana Gibellini, psicologa psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica

Dott.ssa Giuliana Gibellini Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Carpi

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23 LUG 2020

Ciao Caterina le aspettative che tuo padre ha per te sono evidentemente alte, e il modo di vedere le cose e quindi in questo caso i tuoi obbiettivi, vengono visti a senso unico e involontariamente provoca un circolo in cui i comportamenti di tuo padre influenzano i tuoi così da ripetersi per molti altri aspetti della vita. Sarebbe utile ridimensionare la tua autostima anche attraverso un aiuto concreto, per saper prendere in mano le redini delle tue scelte, e comprendere meglio le motivazioni che dirigono i comportamenti negativi, poiché sarebbe opportuno distaccarsi dai propri pensieri e vivere le opportunità come la tesi accettando le proprie emozioni e cercando di vedere i pensieri per come sono, distaccati ma presenti, e volersi più bene perché accettando anche i comportamenti negativi che la vita ci presenta, dentro e fuori di noi.
Ivan Mauro psicologo, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale in formazione.

Dott. Ivan Mauro Psicologo a Paola

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23 LUG 2020

Cara Caterina,
quando non ci si sente accettati per come si è, non capiti quando si sta male, ci si sente criticati, diventa difficile costruirsi una buona autostima. Poi ci sono gli eventi di vita stressanti, come il divorzio dei Suoi genitori, le aspettative Sue e degli altri legate allo studio e magari qualche commento infelice da parte dei compagni di scuola o di altre persone a cui opinione ci teneva. Sarebbe utile partire da qui, come già sta facendo quando riconosce il ruolo di alcune esperienze passate e attuali nel Suo malessere. Avrebbe bisogno di farsi aiutare nel riconoscere il proprio valore, indipendentemente dalle valutazioni esterne, capire che le Sue difficoltà hanno un senso e individuare la strada per Lei più funzionale per affrontarle. Imparerà così a uscire dal circolo vizioso nel quale anticipa un Suo fallimento e questo non Le permette di gestire i problemi più o meno grandi della Sua vita.
Dott.ssa Katarina Faggionato

Dr.ssa Katarina Faggionato Psicologo a Vicenza

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