Ho una personalità?

Inviata da andrea · 29 gen 2016 Crisi esistenziale

Provo a esporre completamente il mio problema perché ne vorrei uscire una volta per tutte. Io ho 25 anni, ho sempre vissuto con mio madre, lei e mio padre si sono separati quando io avevo pochi mesi e durante l'infanzia non ho mai avuto rapporti con lui, ho provato a cercarlo durante l'adolescenza, però dovevo vederlo sempre di nascosto da mia madre e comunque lui non era molto interessato a me visto che ho sempre dovuto cercarlo io, dopo un po' ho lasciato perdere. Da quel poco che mi ha detto mia madre si sono lasciati per divergenza di opinioni visto che andavano a vivere per conto loro, mentre mia madre voleva che rimanessero ad abitare con i miei nonni (dove abitiamo tuttora) e inoltre lui non voleva più avere rapporti con lei dicendo che con lei non si riesce a ragionare e che lo aggredisce sempre e che comunque anche se mi avesse voluto rivedere durante l'infanzia lei non avrebbe voluto. Mia madre invece è una persona che ormai vive nella rabbia e nel rimorso. Ho passato l'infanzia e l'adolescenza con l'idea stereotipata di mio padre da parte di mia mamma e dei miei nonni, e sentendomi sempre inadeguato ad un posto del genere ho sempre cercato di andarmene per diversi motivi, mia mamma tutti i giorni da anni ormai non fa altro che inveire contro mia zia, avendo screzi amorosi con mio zio e un suo ex fidanzato, verso mio padre e verso di me, tutti colpevoli (secondo lei) di averle rovinato la vita. Quella mia voglia estrema di evadere durante l'adolescenza mi ha portato anche a finire in una casa famiglia, cosa che lei non ha mai potuto accettare, e dopo un anno trascorso al suo interno, un po' perchè lei era asfissiante nei confronti dei medici, un po' per motivi che devo ancora comprendere, sono stato rimandato a casa. Ora i miei nonni sono morti, mia madre continua con la sua rabbia e frustrazione e come sempre continua ad inveire contro gli altri, mia zia colpevole di avergli portato via l'amore della sua vita 20 anni fa, mio padre colpevole di avergli rovinato la vita e io che sono giudicato inutile e colpevole di essere venuto al mondo. È immersa in una depressione e frustrazione perenne, senza neanche l'idea di farsi aiutare perchè lei non ne ha bisogno, credo anche che abbia un esaurimento nervoso e continua a urlare e strillare tutto il giorno. Io sono stato condizionato da ciò durante tutti questi anni, mi spiego meglio, se devo prendere una decisione o raggiungere un obbiettivo anche se si tratta di qualcosa di semplice, che non arreca né grandi sforzi né danni a me o agli altri sono bloccato da troppe domande sui pro e i contro e divento troppo coscienzioso. Anche per quanto riguarda l'ambito sessuale nonostante abbia avuto molte possibilità ho sempre preferito rinunciare, sono bloccato dai sensi di colpa in molte cose, sembra quasi che sia impossibilitato a vivere e non voglio diventare cosi. Vorrei studiare (cosa che mi è sempre riuscita bene e sopratutto mi è sempre piaciuto ma non riesco a fare neanche quello e a concludere un percorso universitario, qui il problema è iniziarlo non finirlo) visto che già abitiamo in un posto abbastanza isolato sprovvisto anche di connessioni ad internet (o connessioni molto limitate) e anche dal punto di vista economico non ce la caviamo benissimo. Già durante la mia infanzia ho sempre avuto senzanzioni di inadeguatezza e di non riuscire a vedere a vedere le figure adulte che avevo intorno come figure di riferimento per me, arrivando a giudicare negativo l'ambiente in cui mi trovavo perché lo consideravo vecchio, ho sempre avuto l'idea della modernità fin dai 3-4 anni anche lì non riuscivo a capirne i motivi, cosi come ho sempre visto con paura e senso di "vecchio" l'idea di uomo e donna e preferendo quelle di ragazzo e ragazza. Ho grosse difficoltà a raggiungere obiettivi minimi perché sono continuamente preso dai sensi di colpa che mi impediscono di avere anche un sonno regolare. Vorrei solo sapere se c'è un modo per uscirne e sopratutto se a 25 anni ho ancora qualche probabilità di finire un percorso di studi universitario e di poter sviluppare un mio io.

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Miglior risposta 1 FEB 2016

Gentile Andrea,
dal tuo scritto si evince che non hai avuto una vita facile, specie nel periodo dell' infanzia e dell' adolescenza che sono fondamentali per la formazione e la strutturazione della personalità.
Tutto sommato, sembra però che tu abbia retto discretamente agli eventi avversi senza riportare danni irreparabili ed avendo ancora la speranza e la voglia di riscattarti per ottenere quelle soddisfazioni che certamente meriti.
Nonostante questa buona predisposizione di base, devi ancora recuperare molto per quanto riguarda il livello di autostima e la fiducia nelle relazioni e nelle persone.
Dici che vorresti studiare e andare all'Università ma non sembri avere le idee chiare su quale facoltà scegliere e su come mantenerti agli studi essendovi qualche problema economico in famiglia.
Per realizzare questo progetto, immagino che avrai bisogno dell'appoggio dei tuoi familiari e per questo ti invito a parlarne con i tuoi genitori anche se sono separati e anche se con entrambi non vi è un rapporto ottimale.
Ora che hai 25 anni e non sei più un ragazzino, se la tua rabbia non è troppo grande, ti consiglierei di provare a riavvicinarti a tuo padre con maggiore indulgenza perché ti assicuro che non tutti i padri separati hanno la forza sufficiente per mantenere un rapporto buono e continuativo con i figli quando devono lottare contro l'ostruzionismo delle leggi e delle ex mogli che spesso fanno di tutto per distruggere l'immagine dell'ex marito come padre solo per dare sfogo alla loro frustrazione ( tu stesso hai detto che da adolescente potevi vedere tuo padre solo di nascosto).
Comunque, tornando al tuo progetto di studio, ti consiglio di cercare l'approvazione di tua madre e, dopo aver ripreso possibilmente dei contatti, di parlare anche con tuo padre di questo tuo desiderio per verificare se ti dimostra incoraggiamento e solidarietà oppure no.
Quanto ai sensi di colpa, bisogna capire se sono dovuti a sbagli che hai fatto tu oppure sono ingiustificati perché ti sono stati trasmessi dalla rabbia e dalla svalutazione da parte di tua madre.
In ogni caso, li devi ridimensionare se vuoi ripartire col piede giusto.
E' certo che per questa tua "rinascita" ti sarebbe molto utile un percorso di psicoterapia che ti potrebbe iniziare a dare le coordinate per relazionarti meglio ai tuoi genitori anche separatamente e per guidarti in tutti i passaggi necessari per riparare le tue ferite pregresse.
Un cordiale saluto.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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30 GEN 2016

Caro Andrea,
non è mai troppo tardi per iniziare a occuparsi di se stessi.
Ha dimostrato grande coraggio e saggezza nel rivolgersi a dei professionisti.
La sua vita è stata complessa e ha dimostrato capacità di resilienza (capacità di adattamento agli urti della vita).
Adesso si tratta di cercare di comprendere quali sono i suoi bisogni, i suoi desideri e i suoi scopi per poi comprendere cosa sia fattibile a breve, medio e lungo termine con le risorse e i limiti che ci sono.
Il cambiamento si costruisce giorno per giorno, a piccoli passi, passo dopo passo.
Possono esserci momenti critici, e cadute, ma la memoria di quanto siano riusciti ad affrontare finora, costituisce un grande sostegno per proseguire il nostro cammino.
Ha già iniziato, adesso si tratta di coltivare questa motivazione al cambiamento. In bocca al lupo. Dott.ssa Bellardi Chiara

Dott.ssa Chiara Bellardi Psicologo a Modena

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30 GEN 2016

Gentile Andrea, è chiaro che la sua sia una storia difficile, si è trovato all'interno di una serie di dinamiche e rapporti conflittuali dove pensare cosa è meglio per se stessi prende le connotazioni di una grande impresa. Nonostante questo è stato però in grado di focalizzare cosa è importante per lei, per la sua crescita e la sua indipendenza: lo studio, il risolvere le problematiche relazionali ed il liberarsi di sensi di colpa che non le appartengono. Possiede tutti gli elementi per per tessere responsabilmente la nuova trama della sua storia.
Le faccio il mio più sentito in bocca al lupo.

Dott.ssa Damia Simona Bragalini
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Gruppoanalista

Dott.ssa Damia Simona Bragalini Psicologo a Milano

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30 GEN 2016

Caro Andrea
guarda io sono qui a risponderti proprio perché davvero vorrei che tu riprendessi lo studio e pensassi con grande intenzionalità e motivazione a come organizzarti per l'università, facendo qualcosa che ti piaccia.
Qusta sarà la tua principale e privilegiata forma per poterti emamcipare e riprendere la tua vita in mano e anche di essere in contatto con le tue risorse interiori.
Caro Andrea, hai vissuto in un ambiente emotivamente difficilissimo e pieno di ostacoli, tuttavia dalla tua lettera e dalla voglia che ne emerge di progresso personale, si deduce che la tua "piantina", cresciuta con scarso nutrimento è tuttavia viva e gode di una certa vitalità, quindi questa "piantina" crescerà e si riprenderà ottimamente se tu le infonderai energia di pensieri positivi e motivanti.
Devi pensare a te stesso e concentrarti sulle tue risorse che, di certo, sono tante.
Tu hai, fino ad ora mostrato di avere forza e di saper condurre la tua vita.
Ti fa onore anche saper vedere con lucidità le dinamiche delle persone attorno a te e pure non biasimarle, si evince la tua comprensione e compassione per i tuoi genitori. C'è descrizione e assenza di giudizio.
A mio parere anche lo psicologo potresti fare.
Che ne dici? Ti piace psicologia? Oppure? Dove volgono le tue passioni?
Forza Andrea, come tu stesso dici, è ora di usacirne del tutto e di uscirne vincente.
Sono con te!
Un carissimo saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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29 GEN 2016

Gentile Andrea,
lei ha sicuramente delle doti perchè la lettera è ben scritta, il che conferma il suo interesse e profitto nello studio; ha solo, a mio vedere, assoluto bisogno di rafforzare la sua autostima e liberarsi dai sensi di colpa.
Per far ciò però le è indispensabile l'aiuto di uno psicologo psicoterapeuta.
Le segnalo allo scopo l'approccio integrato Strategica Breve -Gestalt o almeno quello della Gestalt perchè quest'ultimo è molto indicato per migliorare le relazioni e questo aspetto è essenziale per gli scopi che le ho indicato.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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