Ho una grandissima confusione sul da farsi

Inviata da Emanuele · 22 dic 2016 Crisi esistenziale

Mi sembra di vagare casualmente per le varie giornate che vanno via via,scemando così come se nulla fosse.
Ogni giorno potrebbe succedere tutto come nulla,e io sono due settimane che torno a casa alle 5 di mattina e mi sveglio alle 5 di pomeriggio dopo abbuffate notturne in preda al non saper perchè mi trovo dove sono...
Non ho, più che una persona, tra i miei pensieri,anche se si crede lesbica e mi considera una sorta di fantasma della sua vita.
Questa persona mi ha rivolto la parola perchè io da timido e insicuro che sono mi presentavo perentoriamente ad una fermata del bus che sapevo,frequentemente usata dalla ragazza.
Ogni tanto mi chiedeva che cosa aspettassi,visto che lei saliva sull'autobus e io restavo lì a terra e casa mia fosse a mezzo minuto dalla fermata.
Mi mancavano le parole ogni volta,nonostante ciò tramite il grande social media le ho chiesto una volta di incontrarci per un caffè.
Ha acconsentito di buon grado proponendo addirittura di prolungare il tutto ad una cena...
E' stata la prima volta che avevo raggiunto un tale grado di intimità con una ragazza senza restare muto come un pesce per l'intera permanenza, ma tutto ciò non mi ha sollevato da nessun punto di vista, non mi sentivo più sicuro anzi, più mi addentro nell'intimità e più scorgo un'illusione che non sembra valere la pena di conoscere.
Dopo questa prima uscita ci sono stati altri incontri tutti molto lunghi alla fine dei quali io rimanevo sempre pieno di incertezze e di dubbi,nei quali annegavo la mia mente.
Mi sono messo a scrivere alcune cose come penso molti,in situazioni di estremo stato emotivo venga naturale tirar fuori,tra le cose che ho scritto c'è questa che in breve riassume il mio principale stato di caos:
"Ho piene le tasche del mio pensiero arbitrario,me ne voglio impadronire,
va domato, è insano,non ha redini.
Difficilmente trova quiete.
Nel tratto da Alcamo a Scopello ,devo ammettere di aver trovato, per il tempo che è stato, un freno a tutto ciò.
Ma che riverbero infinito!
Non si placa,quasi sia perennemente, rimbalzato dentro la mia testa e non trovi vie d'uscita.
Immaginare una fine in tutto ciò sarebbe la cosa migliore,una fine al trambusto .
Non son nemmeno più capace di fare amicizie,da un pezzo mi pare tutto finto,da cosa dipende?
Mi fossilizzo su pensieri perentori
Senza tempo le mie giornate,gettate alle ortiche,così senza percepire,senza captar segnali,assopito nell'assurdo,nell'oscurità.
Mi balena in testa un festa cinese con le maschere dei dragoni.
Quel nome deve scomparire,dalla mia testa.la sola idea associata deve essere sopita,nessun riferimento,accenno,richiamo.
Il mio nome deve essere mio di nuovo e non un sostituto,non sono un fantoccio da poter prendere e gettare ogni volta che si perde interesse.
Io voglio riabilitare il mio nome, Emanuele
Basta omonimie."
Mi spiace aver messo in mezzo questo scritto e non aver espresso in tempo reale le mie sensazioni, ma principalmente ruota tutto intorno al fatto di essere sempre in una condizione di stallo, che penso provenga dal fatto che non mi esprimo tranquillamente e spesso con riserve specie con chi conosco da poco,donne in particolar modo.
Qual'è il percorso migliore da intraprendere che sia terapeutico o che abbia a che fare con le esperienze da intraprendere per una condizione simile alla mia?
Grazie!

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Miglior risposta 23 DIC 2016

Buongiorno gentile Emanuele,
la sua decisione di iniziare un percorso psicologico è saggia e importante. Il mio suggerimento è verso una psicoterapia analitica esistenziale e il professionista di riferimento è lo/la psicologo/a psicoterapeuta.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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23 DIC 2016

Gentile Emanuele
credo che lei abbia bisogno di parlare con uno psicoterapeuta (psicodinamico), al quale potrà mostrare tutte le sue incertezze e preoccupazioni e comprenderne le motivazioni profonde sottostanti.
Cordialmente

Dr.ssa Cristina Giacomelli
Lanciano (CH) - Pescara

Dr.ssa Cristina Giacomelli Psicologo a Lanciano

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22 DIC 2016

Gentile Emanuele,
mi sembra un ragazzo molto sensibile e profondo.
Io penso che una psicoterapia possa aiutarla ad affrontare la timidezza e ad esprimere al mondo le sue emozioni. Sul tipo di terapia, ce ne sono tante, dipende dall'affinità che può avvertire verso un approccio rispetto ad un altro. Ma mi raccomando, continui a scrivere queste belle poesie.
Le faccio tanti auguri e la saluto cordialmente
dott.ssa Lanza

Dott.ssa Marta Lanza Psicologo a Padova

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