Ho una figlia adolescente

Inviata da concetta giordano · 21 apr 2015 Psicologia sociale e legale

cari tutti,
sono una mamma con tre figlie, la grande di 11 anni e le piccole di 8 anni.
Con la grande ho seri problemi perchè cerca sempre il modo di mettermi in difficoltà, stuzzicandomi per qualsiasi cosa dica o faccia. Il momento di fare i compiti è il più critico perchè nonostante io ce la metta tutta per starle vicino, aiutarla e farla sentire sicura, lei ha sempre da ridire su quello che dico.
Il lunedì è la giornata peggiore, perchè tutti i lunedì e sottolineo tutti, ha mal di testa e il pomeriggio va a finire con litigate e arrabbiature. Oggi per esempio aveva mal di testa, le ho consigliato di dormire un pò, al risveglio le ho dato anche la tachipirina perchè insisteva sul mal di testa e infine mi sono seduta accanto a lei per aiutarla nei compiti.
Ad un tratto mi ha detto che non sapeva leggere ad alta ove..(una bambina di 5 elementare), voleva che leggessi io per fare poi la sintesi del racconto.
Ovviamente io ho risposto di no e lei ha continuato a leggere in modo inappropriato non facendomi capire nulla della lettura. a quel punto l'ho avvisata che me ne sarei andata se avesse continuato così, ma lei niente. Non ce l'ho fatta e ho iniziato a gridare perchè non mi sembrava possibile che non saperre leggere, che dovessi leggere io, era riposata e sotto l'effetto della tachipirina, inoltre le stavo accanto per aiutarla...ma che voleva di più??? ho gridato all'impazzata..... sono disperata perchè queste situazioni accadono troppo frequentemente e temo di fare anche gesti inappropriati! vi prego ditemi la vostra opinione!

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Miglior risposta 21 APR 2015

Gentile Concetta,

la sua mail trasuda fatica e senso di impotenza.
La sua bimba quasi grande, le sta chiedendo qualcosa in tutti i modi. Per qualche motivo, non sa farle la domanda diretta e per farglielo capire le tocca farsi venire il mal di testa e persino fare la bambina di cinque anni.
Cos'è che vuole la sua bambina?
Anche se è stanca cerchi di resistere, anche se è arrabbiata, cerchi di non rispondere con rabbia, cerchi di restare calma, altrimenti sarebbe come rispondere a sua figlia con la stesso linguaggio incomprensibile che sua figlia sta usando con lei.
Cerchi di ascoltare e osservare, cerchi, per quanto possibile, di dedicarle un po' di spazio solo vostro.
Posso ipotizzare cosa voglia la sua bambina, ma meglio di chiunque è lei che la conosce e mai come nessuno è lei che le è vicina.
In bocca al lupo e se posso aiutarla, non esiti a chiamare.

Dr.ssa Federica Brucchietti Psicologo a Milano

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23 APR 2015

Concordo nel verificare che non si tratti di dislessia. È tipico in questi casi il rifiuto o la difficoltà nel fare i compiti o nell'andare a scuola ed i malesseri come quelli lamentati da sua figlia. Resto disponibile per ulteriori chiarimenti

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23 APR 2015

Gent.le sig.ra Concetta
Sicuramente sua figlia indirettamente le sta facendo delle richieste di vicinanza ,contatto e ricerca di affetto.Chiaramente lo fa attraverso questi comportamenti
che sono tipici delle ragazzine della sua età che stanno affrontando importanti compiti evolutivi di crescita e di differenziazione dalle figure genitoriali di riferimento.Cerchi di dedicare tempo alla relazione con sua figlia tenendo testa alla sua aggressività e facendole capire che comunque lei è sempre lì quando ne avrà bisogno.Auguri dott.ssa Milena Angeli Padova

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23 APR 2015

Gentile Concetta,
dalle sue parole emerge la voglia e la volontà di una mamma di aiutare la propria figlia che sta crescendo, che si sta affacciando alla vita non più da bambina ma da ragazza (magari non ancora adolescente ma sicuramente in una fase di transito “la preadolescenza”). Comprendo, sia come psicologa che come mamma, le difficoltà che incontra quotidianamente nella relazione con sua figlia, spesso le ragazze di questa età sono più disorientate sia di quanto credano loro stesse sia dei loro genitori, in un momento in cui i cambiamenti fisici arrivano così rapidamente da non farle abituare al “nuovo vestito da indossare”. Le posso dire di continuare mostrarsi comprensiva e rispettosa verso le difficoltà che “lamenta” sua figlia (mal di testa, concentrazione, insicurezza, repentini sbalzi di umore…) stimolando una comunicazione affettiva con lei, aprendosi con lei anche in relazione alle difficoltà che come genitore sta incontrando.
Inoltre credo che le possa essere d’aiuto questa breve e piacevole lettura “Guida Pratica alla Genitorialità Positiva. Come costruire un buon rapporto genitori e figli”
Le auguro buona giornata.
Dott.ssa Alessia Bertolini

Dott.ssa Alessia Bertolini Psicologo a Falconara Marittima

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23 APR 2015

Gentile Concetta,
le consiglio di effettuare prima di tutto una valutazione per verificare se possa trattarsi di un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA). Spesso in questi casi possono essere presenti rifiuto e difficoltà nel leggere e svolgere i compiti o nell'andare a scuola e la presenza di malesseri ogni volta che non può esimersi dai suoi doveri scolastici. in ogni caso concordo con i colleghi che sua figlia ha un malessere e delle difficoltà che hanno bisogno di trovare una risposta, per essere compresi e superati. Le consiglio pertanto una visita specialistica con un collega psicologo che si occupi anche di DSA. Resto disponibile per ulteriori chiarimenti

Dott.ssa Laura Messina Psicologo a Gravina di Catania

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23 APR 2015

Gentile concetta.
mi sembra difficile darle un parere che non sia una semplice ipotesi, bisognerebbe conoscere qualcosa di più della storia della bambina. Ad esempio da quanto tempo c'è questo comportamento? Mi sembra che sua figlia sia oppositiva, in tal caso è possibile che qualunque cosa si faccia, troverà il modo di contestarla, per cui andrebbero ideate delle strategie di comportamento comunque diverse da quelle finora rivelatesi fallimentari. Sarebbe consigliabile almeno una consulenza da uno psicoterapeuta che possa valutare l'intero clima di relazioni all'interno della famiglia; lo stesso professionista potrebbe inoltre trovare le strategie cui le accennavo che sono utilizzate soprattutto dagli psicologi della Strategica Breve. Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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22 APR 2015

Gentile mamma,
Concordo con i colleghi nel vedere in questi atteggiamenti di sua figlia un modo comunicativo per dire che c'è' qualcosa che non va; ora bisogna capire che cosa. Forse le sta troppo addosso, troppo protettiva? Sua figlia sta crescendo e ha bisogno di sperimentarsi, provi a lasciarla da sola ad occuparsi dello studio. Lei dice che sua figlia si comporta come una bambina, ma lei come la tratta?? Inizi lei ad avere un atteggiamento diverso e vedrà che anche sua figlia cambierà.
Dott.ssa Annalisa D'Agostino psicoterapeuta in Roma

Dott.ssa Annalisa D'Agostino Psicologo a Roma

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22 APR 2015

Gentile signora, sua figlia con questo suo atteggiamento sta cercando di comunicarle qualcosa che non riesce ad esprimere a parole.
In questi casi fondamentale compare l'idea di andare da uno psicologo il quale possa far emergere il vissuto emotivo di sua famiglia e permetta ad entrambe di ricucire un dialogo di stima e comprensione reciproca.
Buona giornata.

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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22 APR 2015

Buongiorno cara Signora,
D'accordo con i colleghi, dalla sua descrizione traspare sia fatica, stress, difficoltà che confusione. Certamente non è facile gestire dei bambini soprattutto nel momento dei compiti ma, forse, i loro figli ke stanno facendo una richiesta di aiuto, di attenzione e di ricerca di qualcosa che al momento non sentono di avere. L'ambito scolastico é uno dei primi a risentire dei disagi dei bambini e i compiti sono un buon mezzo per manifestarli. Le relazioni genitori/bambini sono indicative di diverse problematiche. Le consiglio, innanzitutto, di cercare uno spazio per lei in cui gestire il suo stress e poter anche comprendere come meglio reagire di fronte a certe situazioni con i propri figli. Si rivolga ad un professionista della sua zona (magari esperto non solo rispetto ai disagi degli adulti, allo stress ecc ma anche in consulenze psicoeducative)per iniziare un percorso adatto alle sue esigenze.
Buona giornata,
Dott.ssa Antonella Scaccia

Dott.ssa Antonella Scaccia Psicologo a Frosinone

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22 APR 2015

Buongiorno cara Signora,
D'accordo con i colleghi, dalla sua descrizione traspare sia fatica, stress, difficoltà che confusione. Certamente non è facile gestire dei bambini soprattutto nel momento dei compiti ma, forse, i loro figli ke stanno facendo una richiesta di aiuto, di attenzione e di ricerca di qualcosa che al momento non sentono di avere. L'ambito scolastico é uno dei primi a risentire dei disagi dei bambini e i compiti sono un buon mezzo per manifestarli. Le relazioni genitori/bambini sono indicative di diverse problematiche. Le consiglio, innanzitutto, di cercare uno spazio per lei in cui gestire il suo stress e poter anche comprendere come meglio reagire di fronte a certe situazioni con i propri figli. Si rivolga ad un professionista della sua zona (magari esperto non solo rispetto ai disagi degli adulti, allo stress ecc ma anche in consulenze psicoeducative) per iniziare un percorso adatto alle sue esigenze.

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22 APR 2015

gentile signora, oltre ai bisogni emotivi che sua figlia dimostra, avete accertato che non soffra di dislessia? Può essere la base delle sue difficoltà

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22 APR 2015

Buongiorno Concetta,
Sua figlia di 11 anni sta crescendo e sta per iniziare quella particolare fase di vita definita preadolescenza. Fase che é l'inizio di importanti cambiamenti a livello intellettivo, emotivo e fisico. In questa fase é possibile che si verifichino atteggiamenti di critica e di sfida, per mettere alla prova se stessi e gli altri. É importante che lei ,da mamma, analizzi il modo con cui si rapporta a sua figlia e che trasformi i momenti nei quali sua figlia la mette in difficoltà in momenti di dialogo e confronto. So bene quanto questo sia faticoso, soprattutto perché ha altre 2 figlie da seguire e sicuramente tante altre faccende da sbrigare, ma, lei stessa lo riconosce, urlare o arrabbiarsi non porta ai risultati desiderati. Per quanto riguarda i compiti sarebbe opportuno verificare se lunedì succede qualcosa in particolare che possa essere in qualche modo collegabile al mal di testa. Non mi é chiaro se le difficoltà circa lo svolgimento dei compiti siano nate di recente o durino da più tempo. Mi pare comunque di capire che sua figlia non é autonoma nella loro esecuzione e sarebbe importante capire perché e quali tipo di difficoltà riscontra. Nel caso in cui si tratti di difficoltà oggettive e non di scarsa volontà potrebbe risultare utile affiancarle una persona esterna che la aiuti, osservando che tipo di atteggiamento assume e sollevando lei da un momento particolarmente critico.
Un caro saluto.
Dott.ssa Ilaria Mattioli
Psicologa, Bres

Dott.ssa Ilaria Mattioli, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale Psicologo a Cellatica

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22 APR 2015

Gentile Signora Concetta
sua figlia si trova in un momento di passaggio tra l'infanzia e l'adolescenza e, probabilmente, avverte in se stessa delle forti insicurezze interiori e, in realtà, quello che penso tema di non riuscire a fare è entrare nel mondo degli adulti e, proprio a questo compito, si sente inadeguata.
Il fatto del mal di testa comunque va verififcato anche con il medico.
Fermo restando che tutto sia a posto ad un livello fisico, lei cerchi di instaurare con la fanciulla un dialogo molto semplice e sereno (fuori dai momenti critici dei compiti o altro), dia molto valore alle sue competenze e a quello che è riuscita a fare fino ad ora essendo una brava figlia.
Cerchi di trattarla un pochino più "da grande" e non si lasci coinvolgere in reazioni emotive esagerate in quanto è proprio questo che sua figlia vuole mettendola alla prova in quanto Donna.
Piuttosto, quando la tensione sale, reagisca col sorriso o con una risata per ridimensionare le cose, se la sua presenza come aiuto non è rispettata e valutata piuttosto lasci la ragazza fare da sola.... mi viene un dubbio: non è che sia pure un poco viziata la ragazzina?
La lascio a riflettere.
Un caro saluto
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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22 APR 2015

Gentile Concetta, ci siamo, credo che sia arrivato il momento in cui la fase di crescita dei figli mette a dura prova tutti i genitori. Sua figlia è ormai una preadolescente, e l'esperienza mi dice che si abbassa sempre più l'età in cui i cambiamenti e le difficoltà generano grandi conflitti. Questo è il momento in cui sua figlia può essere molto confusa tra l'essere grande e l'essere piccola, ha tanta voglia di libertà e autonomia ma contemporaneamente ancora tanti bisogni da bambina. E' anche il momento in cui si comincia a cercare di capire chi si è e chi si vuole diventare, e per questo diventa fisiologico mettere in discussione i ruoli, ribellarsi, pretendere, contestare e provocare. Cerchi di non cadere in questa trappola, anche se è molto difficile e l'esasperazione è tanta. sua figlia ora più che mai ha bisogno della sua calma e della sua fermezza, del suo ascolto e della sua fiducia, ha bisogno di trovare in lei quel contenimento di cui si sente sprovveduta. Per aiutarla faccia riferimento alle sue risorse di madre, al suo amore ma soprattutto alla sua fiducia in se stessa, perché il momento è difficile ma lei riuscirà ad affrontarlo. Un caro saluto ,
dott.ssa Roberta Monda

Dott.ssa Roberta Monda Psicologo a San Severo

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22 APR 2015

Cara Concetta,
la situazione che mi racconta deve essere davvero faticosa da gestire. Se poi, si prolunga per molto tempo, le Sue risposte di rabbia e di grida sono assolutamente naturali. Queste risposte "naturali" non aiutano però a modificare la situazione.
Premettendo che "fare i compiti" con il proprio figlio sia un'attività non sempre facile e piacevole (diversi autori hanno scritto molti libri su questo tema!), credo che il comportamento di sua figlia abbia origine altrove. Non conosco la storia scolastica della bambina e neppure quella personale e famigliare (mi sembra di aver capito che la bambina in questione è primogenita, quindi questo potrebbe influire), ma penso che i capricci che fa nella lettura sono un modo di attirare l'attenzione affinché lei la possa ascoltare di più e meglio.
Quando accade una situazione come quella che descrive, è meglio "interrompere" i compiti e, con un atteggiamento calmo ma fermo, comunicare alla bambina che in questo momento non vuole, non può, non si sente di leggere, ma che lo farà comunque prima della fine della giornata. In un momento piacevole e successivo a quanto è successo, provi a riprendere l'accaduto e cerchi di capire il vero motivo sottostante il capriccio.
Spero di averla aiutata, ma non esiti a contattarmi laddove volesse maggiore chiarimenti!

Dott.ssa Elena Gatti Psicologo a Crema

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22 APR 2015

Cara Concetta,
leggendo il titolo della sua mail, una delle prime informazioni che ho cercato per capire la sua situazione è l'età di sua figlia e quando ho letto che fa la quinta elementare ho pensato subito: non è ancora troppo giovane per essere definita "adolescente"? Le sorelline hanno tre anni in meno, pochi ma sufficienti per creare due categorie che lei usa per definire le sue figlie e che, in modo più o meno consapevole, condizionano la sua relazione con loro: le "piccole", la "grande". Forse, quando si rifiuta di leggere ad alta voce come i grandi sanno fare, questo vuole dirle sua figlia: che si sente piccola anche lei. La mia è solo un'ipotesi di lettura di una dinamica relazionale che è di certo più complessa. Sarebbe opportuno considerare insieme altri fattori come: il rapporto tra le sorelle, il rapporto che lei ha con ognuna delle sue figlie, il ruolo del papà, i modi in cui chiedete e date attenzioni e affetto in famiglia, le vostre risposte allo stress (a proposito dei mal di testa del lunedì)... Tutte queste ed altre valutazioni potrebbe farle insieme ad un collega, chiedendo una consulenza psicologica per la sua famiglia. Intanto quel che mi sento di consigliarle è di provare ad ascoltare sua figlia per quello che è, comprendendo e accettando i suoi bisogni, compreso quello di sentirsi ancora piccola, se necessario.
Un caro saluto!
Dott. ssa Lucia Bruciafreddo

Dott.ssa Lucia Bruciafreddo Psicologo a Reggio Calabria

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