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Ho una collega di lavoro con problemi psichiatrici come posso aiutare?

Inviata da Sabri · 29 giu 2013 Relazioni sociali

Buongiorno,
vi chiedo aiuto nel senso che a lavoro abbiamo dei problemi seri con una collega di lavoro...è da 10 anni che ha avuto il secondo figlio e dopo il parto è tornata a lavoro con dei disturbi. parlava da sola...era chiusa in se stessa...rideva da sola.
lei diceva che era in cura da un psicologo ma dopo 10 anni la cosa sta peggiorando molto. Ha iniziato a lanciare bottiglie alle colleghe senza motivo, parla di cose nel presente anche se sono passate come se si dovesse sposare domani ma in realtà è sposata già da anni!? noi vi chiediamo aiuto perchè non sappiamo fino dove possiamo aiutarla?! abbiamo provato con il medico del lavoro che ha detto che l'unico metodo è quello di lincenziarla e darla non idonea di lavorare, ma noi questo non lo troviamo sensato siccome è da 20 anni che lavora con noi e non ci sembra un aiuto ma più un togliamoci questo problema!
il marito da 2 mesi se ne è andato da casa quindi la figlia di 16 anni si ritrova ad accudire il figlio di 10 anni siccome la madre non è più in grado di guardarlo...a lavoro la si continua mandare a casa perchè paura che faccia male a qualcuno.
noi continuiamo a dirle che deve andare da psichiatra a farsi aiutare e la sua risposta è sempre "SI" ma in realtà non ci va! abbiamo bisogno di sapere cosa possiamo fare e fino dove ci possiamo spingere per aiutarla?

cordial saluti

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Miglior risposta 18 OTT 2013

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2 LUG 2013

Buongiorno,mi sembra strano che il medico del lavoro veda come unica soluzione il licenziarla perchè non idonea e non piuttosto l'intervento di uno psichiatra che valuti il suo stato di salute. In ogni caso l'aiuto psichiatrico mi sembra l'unica soluzione, ma se non è dall'esterno che arriva la segnalazione (dall'ambito lavorativo intendo) vedo difficile la libera iniziativa della signora. Cordiali saluti. Dott.ssa S. Orlandini

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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2 LUG 2013

In questi casi si può fare riferimento al medico di famiglia della persona interessata il quale può provare a parlargli e inviarla da uno specialista, solitamente i medici di base hanno uno psichiatra di riferimento del sistema sanitario sul territorio

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2 LUG 2013

Spesso in questi casi si fa riferimento al medico di famiglia della persona interessata il quale può in qualche modo può parlarle e inviarla da uno specialista, i medici di base dovrebbero avere uno psichiatra di riferimento del sistema sanitario.

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1 LUG 2013

Gentile Sabri,
la situazione è seria e delicata. In questo rapporto è opportuno definire i confini tra "amicizia" e "lavoro". Certamente però né come amiche né come colleghe potete costringere questa persona a curarsi. Un'opzione può essere che, se c'è la giusta confidenza, una di voi l'accompagni ad una visita psichiatrica, sebbene il passo successivo sarà quello di farle continuare la terapia.
Cordialmente
dott.ssa Cristina Mencacci

Dott.ssa Cristina Mencacci - Psicologa Psicologo a Perugia

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1 LUG 2013

Il problema è che il marito se ne è andato...i genitori sono vecchi sui 80 anni e non stanno tanto bene e i figli sono minorenni...e lei sinceramente non capisce più quando li si parla.
lei parla di 20 anni fa come se fosse oggi!
al momento è in ferie forzate perchè qui a lavoro hanno paura e lei continua a chiamare per sfogarsi ad ogni ora del giorno...è molto difficile e purtroppo il medico del lavoro pensa che sia meglio darla non idonea a lavoro e lasciarla andare per la sua strada ma noi come colleghi questa cosa non la vogliamo perchè non l'aiuterebbe purtroppo.
magari potremmo chiamare non assistenti sociali ma non so se è possibile questo?

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1 LUG 2013

Cara sabri,
la strada da tentare potrebbe essere quella di parlare con i famigliari...certo che convicere qualcuno che non vuole farsi aiutare ad andare dallo psicologo è molto difficile. Sopratutto perché c'è bisogno di un minimo di motivazione per poter lavorare bene.

Cordialmente,

Dr. Antonio Cisternino

Anonimo-128762 Psicologo a Torino

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1 LUG 2013

Intanto vi ringrazio per le informazioni....
so ben che non esistono parole magiche e stiamo cercando tutti di essere molto carini con lei e pazienti senza farle pesare questa situatione...
i suoi genitori sono molto anziani e suo padre non sta molto bene quindi la mamma di lei penso sia presa molto ad assistere suo marito.
è una situazione difficile per lei ma anche per noi.
infatti siamo un po in ansia per i figil minorenni sembra che lei abbia molta rabbia verso la figlia maggiore di 16 anni.
spero che noi colleghe riusciamo a farle capire che non cè niente di male chiedere aiuto ai assistenti sociali e farsi aiutare da un esperto.
grazie mille

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30 GIU 2013

Il problema che lei descrive pare serio. Non è possibile obbligare una perssona a curarsi ma è possibile con delicatezza, rispetto e un po' di affetto che qualcuna di voi (potrebbe essere lei forse?) si renda dispoinibile ad accompagnarla presso i Servizio Sociali di zona
in quanto l'intervento non andrebbe fatto solo sulla sua collega ma anche sui figli minorenni.

Cordiali saluti.

Dott. Paolo Riposo Psicologo a Savona

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30 GIU 2013

Gentile signora Sabri,
dire al collega di andare a curarsi non serve. Serve capire che cosa e come dire e in quale momento farlo. A volte più che dire è importante che cosa fare. Tali procedure pratiche se eseguite scrupolosamente portano sicuramente all'obiettivo: presentarsi da uno psicoterapeta per diagnosi e cura mirata. Tuttavia per sapere che cosa e come fare è necessario andare di persona da un capace psicoterapeuta a livello di consulenza. Spiegare il "caso" informare lo psicoterapeuta delle caratteristiche della persona in difficoltà e dire che cosa si è nel frattempo fatto serve per ricevere quelle informazioni pratiche e concrete sul percorso da seguire (passo per passo) allo scopo di portare la persona in difficoltà all'osservazione clinica. Purtroppo non ci sono parole "magiche " da dire o frasi ad effetto per smuovere la persona e condurla alla osservazione clinica.
dr paolo zucconi, sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale a udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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30 GIU 2013

Gentile Sabri, riuscire a convincere una persona a rivolgersi ad uno psichiatra è un' impresa piuttosto ardua. Un aiuto potrebbe giungere dalla famiglia: sorelle o fratelli se ne ha, oppure un'amica intima verso la quale nutre particolare fiducia. Anche il medico di base potrebbe essere d'aiuto in questi casi. Qualora si crei l'occasione giusta, cercare di coinvolgere la collega in un dialogo sulle problematiche familiari che si trova ad affrontare da sola, come la cura dei figli, è un modo per sostenerla nelle sue difficoltà ma anche un punto di partenza per il riconoscimento del suo malessere psichico e della necessità di farsi aiutare.
Cordialmente, Dr.ssa Caterina Di Palma

Dott.ssa Caterina Di Palma Psicologo a Fermo

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