Ho un disturbo di personalità antisociale?

Inviata da Laura · 30 giu 2018 Disturbi della personalità

Mi chiamo Laura,ultimamente non dormo la notte perché cerco di autoanalizzare i miei comportamenti passati,mi sono resa conto che i problemi del passato li ho sempre ignorati o minimizzati per poi ripeterli.
Ad esempio il fatto che qualche volta capitava che rubassi dei soldi ai miei genitori nonostante sapevo che fosse sbagliato oppure di spendere di nascosto i soldi per giochi virtuali.
Sono consapevole che tutto ciò non è giusto,infatti per un certo periodo ho frequentato una psicologa al quale le ho detto che non l'avrei più fatto perché era sbagliato.
Però il motivo che mi spinge a non farlo probabilmente è perchè non vorrei essere etichettata come malata di un disturbo,ma soprattutto nel caso avessi un disturbo di personalità grave non potrei dirlo a nessuno perché non mi accetterebbero,anzi mi eviterebbero come la peste.
Per questo ultimamente sono sempre più isolata dal mondo perché mi sento malata e diversa dagli altri.
Il motivo per cui ho sempre ignorato i problemi del passato è perché probabilmente mi sono creata una maschera anche perché voglio piacere alle persone e mi rendo conto di non aver provato molta empatia nei loro confronti perché a me interassava solo il loro giudizio positivo nei miei confronti.
Diciamo che vorrei migliorare ammetto che ho dei problemi,l'unica difficoltà sarebbe quella di accettare l'ipotetica "etichetta"
Anche perché forse con quell'etichetta non sarei capace di amare,e per me una vita senza emozioni,comprensione,affetto e anche amore è una vita nulla.
Sinceramente se scoprissi di essere malata gravemente preferirei suicidarmi,perché non ha senso vivere senza provare amore.

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Miglior risposta 2 LUG 2018

Cara Laura, da dove è uscita l'etichetta di disturbo antisociale che tu stessa ti sei affibbiata? arriva forte e chiara la paura di essere "malata" e la difficoltà ad accettarti se così fosse...sicuramente hai delle difficoltà, e il rubare o metterti delle maschere sono dei segnali di questo disagio. Ma se fai di tutto per fare in modo che non esista non fai altro che peggiorare le cose: andare da uno psicologo non vuol dire farsi mettere delle etichette o farsi giudicare su cosa dei nostri comportamenti è giusto o sbagliato! Significa avere il coraggio di ammettere di essere in difficoltà e prendersi la responsabilità di intervenire. Se ti sei trovata bene con questa collega il mio invito è di continuare ad andarci, viceversa trova un altro professionista che a pelle ti ispira fiducia per iniziare a prenderti finalmente cura di te.
Auguri di cuore per il tuo percorso, Dott.ssa Daniela Cannistrà.

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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2 LUG 2018

Cara Laura,
La sua analisi denota una grande capacità autocritica e di osservazione delle proprie emozioni, che merita sicuramente una attenzione e una giusta comprensione.
La sua dipendenza è da valutare e affrontare con l'aiuto di un terapeuta.
Non si colpevolizzi per tutto ciò che le accade nelle relazioni, dove il rapporto è reciproco, forse anche gli altri hanno il loro pacchetto di responsabilità.
Sono d'accordo con lei sui giudizi altrui dei quali me ne fregherei....chi non la accetta non merita di averla come amica. Gli amici veri lo sono nel bene e nel male...se di male si vuole parlare.
Io mi concentrerei di più sul suo sentire e sul suo desiderio di cambiare che è un ottimo inizio.
Chi ben comincia é a metà dell'opera....
Si affidi alle cure sincere di un terapeuta ed il resto sarà tutto da scoprire .
Saluti cordiali

Anna Maria Della Grotta

Anonimo-168174 Psicologo a Roma

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2 LUG 2018

Gentile Laura,

le etichette non sono mai utili a nessuno e le garantisco che in una psicoterapia esse non vengono date anzi semmai messe in discussione. Non so cosa le faccia pensare di essere affetta da un disturbo grave e irrisolvibile, le assicuro che da un punto di vista professionale quasi la totalità delle disfunzioni possono essere trattate. Purtroppo è molto difficile farlo se si ha paura di affrontarle. La invito a riprendere un trattamento psicoterapico con mentalità più aperta che precedentemente dal momento che se non da modo allo psicologo di capire approfonditamente la sua situazione sarà per lui/lei molto difficile esserle davvero d'aiuto.
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento
Mi scriva pure privatamente

Cordialmente,

Dott.ssa Silvia Picazio

Dott.ssa Silvia Picazio Psicologo a Roma

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2 LUG 2018

Cara Laura, vorrei rassicurarTi : da quello che dici non mi risulta che Tu soffra di un disturbo di personalità antisociale, anzi. Dici di non aver provato empatia ma però sei molto sensibile agli altri, al loro giudizio a cui tieni moltissimo, e che una vita senza amore non è tollerabile. Chi soffre di disturbo antisociale se ne frega di tutto ciò. Il suo unico interesse è il suo guadagno e potere sugli altri. La gentilezza per lui è debolezza. Quindi è chiaro che non è il Tuo caso. Anzi direi l'opposto. Sei una persona sensibile e affetta da sensi di colpa per cui cerchi sempre l'amore, l'approvazione degli altri.
Leggendo la Tua lettera non si può fare a meno di provare simpatia per Te.
Certo questi tuoi sentimenti e sofferenze indicano causali emotive profonde, che andrebbero analizzate con l'aiuto di un bravo terapeuta ad indirizzo psicodinamico.
Purtroppo non è possibile scoprirle da soli, per usare una metafora non puoi vedere il Tuo viso, i Tuoi occhi senza uno specchio. Naturalmente il processo di presa di coscenza delle proprie difficoltà, sofferenze, blocchi interiori è molto più articolato e richiede appunto l'aiuto di un terapeuta in cui Tu senta di poter avere fiducia, a cui senti di poterTi affidare.
E è questo il consiglio che Ti dò, e che spero che Tu segua appunto per la simpatia istintiva che mi ispiri.
Cara Laura non posso esserTi di maggiore aiuto in questa sede forzatamente limitata, resto comunque a Tua disposizione e Ti saluto con molta cordialità.
Dr. Marco Tartari, Roatto Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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2 LUG 2018

Tranquilla....nessun soggetto con Disturbo Antisociale di Personalita' si farebbe i suoi problemi. Il fatto di rendersi conto di essere poco empatica significa solo che e' stata allevata con poca empatia, e il fatto dei furtarelli e spreco del denaro dei genitori e' probabile sia per lei una sorta di piccola vendetta. Il vero problema e' il suo bisogno esagerato di accettazione altrui, indice di genitori troppo critici. Si, le occorre una psicoterpia, ma non certo per essere psicopatica. Coraggio, e complimenti per la sua presa di coscienza

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2 LUG 2018

Gentile Laura,
Al di là delle etichette, la cosa più importante è comprenderne il significato di certi comportamenti, il valore che hanno nel mantenere l’equilibrio, se anche disfunzionale, della persona. Di solito aiuta ricostruire la storia del problema e di quello che accadeva e nella sua vita in quel periodo.
Si faccia aiutare da un collega della sua città, che la saprà aiutare anche nella ricerca di un gruppo terapeutico in cui confrontarsi con persone che vivono la stessa difficoltà.
Un cordiale saluto.
D.ssa Patrizia Mattioli

Dott.ssa Patrizia Mattioli Psicologo a Roma

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2 LUG 2018

Gentile Laura,
sembra esserci confusione su cosa richiede una diagnosi di disturbo antisociale di personalità.Inoltre non sarebbe assolutamente una diagnosi a limitarla nei sentimenti provati. Le consiglio di riprendere una psicoterapia psicologica dove la diagnosi è in continua evoluzione e quindi dove lei non subirebbe le conseguenze di una etichetta per tutta la vita.Diversa è invece una diagnosi psichiatrica (molto più rigida). Da quello che descrive , e che non è sufficiente per una diagnosi, emergono tratti ossessivi e dipendenti ma nel tempo, in una relazione terapeutica, possono modificarsi o essere anche utilizzati in modo utile alla terapia.

Rimango a sua disposizione,
Dott.re Claudio Lorenzetto
Psicologo psicoterapeuta

Dott.re Lorenzetto Claudio Psicologo a Ferrara

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