Ho un cugino da aiutare...come?

Inviata da Anonimo · 9 lug 2013 Depressione

Salve a tutti,

Mi presento lavoro nel campo sportivo e sono anche un'imprenditore nel settore, vivo a contatto con la gente ,alla quale cerco di dare benessere a volte usando del coaching motivazionale del quale sono molto appassionato.Riesco quasi sempre nel risultato tranne che con una persona, mio cugino!
Mio cugino ha 27 anni, diplomato con ottimi voti e dell'età di 20/21 anni è impiegato saltuariamente in diversi settori (operaio, maccanico, disegnatore) e fin qua tutto bene. Da circa due anni inizia la discesa nell'abisso, perde il lavoro e non lo ritrova, comincia pian piano ad avere abitudini non regolari, sta tutta notte sul pc e si sveglia nel mezzogiorno, a volte anche verso sera...il culmine lo abbiamo raggiunto negli ultimi tempi...ha rifiutato diversi lavori da me offerti o indicati, ne ha rifiutati offerti da amici, è diventato un complottista, crede che tutti noi siamo pazzi e dice che se solo avesse i soldi se ne andrebbe ma io piu volte gli ho messo davanti alla faccia il fatto di non saper neanche gestirsi (lavare, stirare ecc).Suo fratello pii piccolo non gli parla piu, lo ignora completamente e continua a dare la colpa e insultare i suoi genitori per la sua situazione!Ha perso lo stimolo a fare qualsiasi cosa, passa le giornate su facebook postando di tanto in tanto stati oserei dire da malati depressivi. Non so piu come aiutarlo ditemi voi, il life coaching non funziona ora mai è diventato ultrapessimista.Penso che ultimamente abbia perso anche delle amicizie per la sua superiorità che ostenta sempre, protegge il suo ego e non si fa aiutare rispondendo in modo maleducato o sgarbato se gli si fa un'osservazione...

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Miglior risposta 9 LUG 2013

Egregio signore,
aiutare gli altri è reputata, presso la nostra cultura, un'attività meritoria e di alto valore morale. Di certo è necessario che l'aiuto sia competente perché in caso contrario, esso può trasformarsi nel suo contrario. Non poter aiutare qualcuno a cui vogliamo bene o addirittura nuocergli può far stare molto male, far sentire depressi e in colpa. Dalla descrizione che Lei ha fatto, mi sento di dirle che lei non ha alcuna colpa, così come non ha gli strumenti psicologici per curare suo cugino.
Per il suo parente è opportuno un intervento integrato psicoterapeuta/psichiatra, privatamente o presso il Centro di Salute Mentale di competenza. Sia accorto circa il fatto che il suggerire a suo cugino di rivolgersi a questi professionisti potrebbe suscitare una risposta diffidente, di chiusura o aggressiva (vista la tendenza "complottista").
Cordialmente

Dottor Maurizio Cirolli Psicologo a Catania

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15 LUG 2013

buongiorno
la sua preoccupazione è comprensibile. effettivamente sembra che suo cugino sia in un vortice paranoico in cui diventa fndamentale l'intervento di un esperto. il problema è che nessun aiuto può essere efficace se non è la persona medesima a richiederlo. lei può consigliare suo cugino, ma l'ultima parola spetterà a lui.
in bocca al lupo!

cordiali saluti.
dott.ssa Manuela Vecera

Dott.ssa Manuela Vecera Psicologo a Torino

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11 LUG 2013

Caro signore,
provi a dirgli di andare assieme dallo psicologo per capire meglio cosa gli sta succedendo.

Cordialmente,

Dr. ANtonio CIsternino

Anonimo-128762 Psicologo a Torino

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10 LUG 2013

Gentile Utente,
non credo sia opportuno cercare di "convincere" suo cugino a fare una consulenza psicologica, molto spesso l'intervento psicologico ha un senso se alla base della richiesta di aiuto c'è una vera motivazione al cambiamento (in questo caso mi sembra ancora prematuro). Credo sia necessario invece modificare il Suo atteggiamento nei confronti di questo ragazzo, proprio perché in questo modo non fa altro che alimentare la sua condizione "alienante".

Cordiali saluti

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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10 LUG 2013

Gentile Utente,
il life coaching non sempre è la tecnica giusta e soprattutto non è idonea con i disagi di tipo psicologico. Inoltre non è appropriato aiutare i parenti con le proprie tecniche professionali, per noi psicologi è addirittura proibita. Quindi l'unica cosa che può fare è suggerire a suo cugino di rivolgersi ad uno psicologo.
Cordiali saluti
dott.ssa Cristina Mencacci
cordialmente
dott.ssa Cristina Mencacci

Dott.ssa Cristina Mencacci - Psicologa Psicologo a Perugia

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10 LUG 2013

Gentile Utente,
il suo desiderio di aiutare suo cugino è comprensibile, considerando anche la sua attività di coaching, come lo è il senso di impotenza davanti all'assenza di risultati. Purtroppo per poter aiutare qualcuno, occorre che quest'ultimo si renda conto di avere una difficoltà e riesca a fidarsi dell'altro quel tanto che basta a rendersi "raggiungibile" da quell'aiuto. Forse suo cugino ha davvero bisogno di un aiuto da parte di uno psicologo psicoterapeuta, ma è necessario che sia lui stesso a prenderne coscienza per chiedere sostegno. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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10 LUG 2013

gent.le Utente,
encomiabile e lodevole la sua propensione ad aiutare suo cugino in queste difficolta che descrive,sia per la vicinanza,l impegno e l impiego delle sue competenze tecniche in coaching. Tuttavia,da quanto scrive, non sembrano sufficienti. Una delle regole da noi osservate nella professione psicoterapeutica è di evitare di lavorare con persone conosciute,amici,famigliari,parenti o con chiunque abbiamo dei rapporti affettivi o emotivi. Ciò ha un senso: non quello di disinteressarsi ai nostri cari,ma di preservare la neutralità di pensiero ed emotiva,per permetterci di mantenere più lucido possibile, ampio efficace il nostro intervento.
Per questo Le consiglio di accennare al cugino un percorso psicoterapeutico,previa consulenza e psichiatrica ( e supporto se indicato), in modo da suggerirgli un aiuto specialistico e mirato.
Son certa che suo cugino troverà comunque in Lei la stessa vicinanza che ha dimostrato affettivamente finora,anzi, riconoscerà un famigliare che lo sostiene da "caro", appunto, senza metodi tecnici, che comprendo, a Lei stanno molto a cuore.
Spesso, anche chi di professione,deve fare i conti con un ipotetico "l insuccesso".
cordialmente,

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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10 LUG 2013

Caro signore,
innanzitutto sarebbe opportuna una psicodiagnosi per approfondire le difficoltà di suo cugino e in seconda battuta valutare il tipo di intervento da mettere in atto.
Provi a indicargli di rivolgersi a uno psicologo della sua zona: una delle tecniche migliori è l'EMDR.

Cordialmente,

Dr. Antonio Cisternino

Anonimo-128762 Psicologo a Torino

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9 LUG 2013

Ho notato che non funziona! Di certo non posso far finta di nulla...lasciarlo in quello stato sarebbe condannarlo ad un destino già scritto...come posso fare a convincerlo a recarsi da uno psicologo? Solo ieri ad una mia proposta di uscire e che gli avrei presentato delle ragazze, ha avuto il coraggio di dire che le ragazze che conosco io per lui non sono adatte (è utopia perché con il lavoro che faccio conosco moltissima gente) dice che conosco gente ignorante e senza cervello, cosa non vera perché amo circondarmi anche di persone colte in quanto mi piace fare discussioni e conversazioni di una certa qualità! Non so davvero piu che fare ultimamente offende me che cerco di aiutarlo...

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9 LUG 2013

Gentile Utente,
la scelta più adeguata è quella di suggerire a suo cugino di fare una valutazione psicologica per comprendere quale trattamento possa essere il più indicato per il suo caso (ammesso che ne abbia bisogno). Se in questa persona sono presenti aspetti depressivi il coaching non è indicato e talvolta potrebbe anche incrementare il senso di isolamento e ritiro.

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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