Ho un blocco psicologico e ho bisogno di aiuto

Inviata da luigi · 30 set 2016 Relazioni sociali

Salve a tutti, sono un ragazzo di 21 anni e frequento il terzo anno di università. In pratica la mia è una situazione davvero particolare. Da quando sono bambino sono sempre stato preso in giro da tutti e seppure senza mai essere bullizzato, il mio atteggiamento sensibile ha fatto sì che la gente si prendesse continuamente gioco di me. Non ho mai potuto contare su dei veri amici perché quei pochi che ho avuto nel corso degli anni mi hanno sempre pugnalato alle spalle e sebbene io lo sapessi preferivo stare con loro ed attirare il più possibile l'attenzione facendo tutto quello che mi dicevano, con il risultato che così facendo venivo preso ancora più in giro. Gli ultimi anni di liceo sono stati i peggiori con i miei compagni di classe che non mi consideravano per nulla e che ne approfittavano di ogni piccolezza per schernirmi. Non vedevo l'ora di finire il liceo e lasciarmi tutto alle spalle e così mi sono iscritto all'università in un altra città dove ho stretto amicizie sicuramente migliori ma ho comunque trovato difficoltà a inserirmi perchè anche qui spesso la gente ha cercato di approfittarsene del mio carattere sensibile. Ho avuto quindi anche qui gli stessi problemi: all'inizio della conoscenza stringo amicizia con chiunque e vado d'accordo con tutti ma poi dopo soli pochi giorni iniziano a prendersi gioco di me quasi come se io faccia capire il mio punto debole. Ho dovuto quindi convivere con questo problema da tempo e non faccio altro che pensarci. Sono arrivato quasi sul punto di laurearmi ma non riesco nemmeno a scrivere la tesi poichè penso continuamente al perchè debba sempre essere trattato per stupido. Mi trovo quasi senza amici proprio perchè ho deciso di chiudere con tutti quelli che non facevano altro che approfittarsi di me, cosa che ancora adesso continuano a fare seppur a mia insaputa (ad esempio sul gruppo di whatsapp della classe di liceo). Cosa posso fare per superare questa crisi? Non ce la faccio più ad andare avanti così perchè sto riscontrando sempre più difficoltà sia a livello sociale che a livello didattico e a furia di pensare a questo sono diventato anche molto distratto. Aiutatemi per favore.

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Miglior risposta 1 OTT 2016

Gentile Luigi,
tutto ciò che hai scritto riguardo al comportamento dei tuoi amici e/o ex compagni di classe a fronte della tua timidezza e sensibilità è già bullismo sia pure in forma più lieve o indiretta.
Indubbiamente dovresti migliorare il tuo livello di autostima ed un primo buon modo è quello di completare gli studi e raggiungere gli obbiettivi accademici e professionali che ti sei prefissato.
Un altro modo è quello di imparare ad esprimere emozioni e stati d'animo facendo di volta in volta e singolarmente delle buone "restituzioni" a chi si comporta in modo sconveniente cioè da falso amico o da bullo dicendogli, ad esempio :" il mio problema è di essere troppo sensibile, condiscendente ed educato ma il tuo qual'è per comportarti male (cioè da bullo) con me?".
Un terzo modo, più importante di tutti, è quello di intraprendere un percorso di psicoterapia per una tua crescita personale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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17 OTT 2016

Gentile ragazzo,
se ha solo 21 anni e sta quasi per laurearsi, probabilmente è andato a scuola almeno un anno prima e il fatto di essere più piccolo dei suoi coetanei probabilmente non lo ha aiutato ad avere un rapporto più equilibrato. Ad ogni modo problemi come il suo sono risolvibili con un'adeguata terapia psicologica. Persino con la terapia breve, essa non può comunque esaurirsi in pochissimi colloqui, ma richiederà penso qualche mese.
Le consiglio di non sottovalutare assolutamente il problema, a causa della sofferenza e difficoltà che provoca e dicontattare perciò una psicologa psicoterapeuta.
A mio avviso un approccio breve integrato è quello che dà risultati migliori.
Se vuole approfondire, occorre un rapporto professionale.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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1 OTT 2016

Ciao Luigi,
come tu stesso lucidamente spieghi, nonostante le tue buone intenzioni, essere sempre disponibile ed accondiscendente verso gli altri non genera un ricambio dei favori, anzi, le persone che frequenti se ne approfittano, finendo col prendersi sempre più gioco del tuo carattere sensibile.
Il tuo obiettivo "nobile" di accattivarti la simpatia degli altri attraverso l'assoluta disponibilità ti si ritorce contro, facendoti sentire ancora più solo.
Se continui ad anteporre costantemente i bisogni altrui ai tuoi, nella speranza di sentirti accettato, continuerai a vivere la frustrazione di annullare te stesso e di essere preso di mira dagli altri.
In questo momento stai arrivando addirittura a difenderti preventivamente, evitando il contatto umano e aumentando così la tua paura.
Ti invito a rompere, con decisione ma a piccoli passi, il tuo atteggiamento relazionale sacrificante e cominciare ad affermare i tuoi bisogni.
Devi sperimentare che non succede niente di catastrofico se non sei sempre accondiscendente verso gli altri. Non lo devi capire, lo sai già, devi cominciare a sperimentarlo.
Ti affido dunque un consiglio pratico: comincia con lo scegliere di dire di no ad una piccola richiesta che ti sarà fatta da qualcuno, dovrà essere un piccolo rifiuto ad un favore minimo. Quando avrai individuato la situazione rispondi semplicemente - "vorrei, ma non posso".
Fai questa cosa una volta al giorno, riguardo a situazioni minime che ti senti di poter gestire. Sperimentati nel porre un rifiuto piccolo piccolo, solo uno al giorno.
Con il passare delle settimane aumenta poi la "dose".
Otterrai un cambiamento nel tempo ad effetto valanga, poiché ti accorgerai che gli altri non si offendono per i tuoi rifiuti, anzi, ti daranno più valore.
Ti stai rivolgendo online a dei professionisti per ricevere dei punti di vista rispetto al tuo problema. Io ti consiglio di scegliere un bravo psicologo-psicoterapeuta per supportarti ed accelerare i tempi del cambiamento.
Ti auguro di cuore di raggiungere il tuo obiettivo,
dott. Davide Norrito

Dott. Davide Norrito Psicologo a Trapani

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1 OTT 2016

Gentile Luigi, essere sensibili non significa che non si possa parlare in modo aperto con gli altri e chiarire il tradimento, la presa in giro ecc. Ha mai provato a farlo ?
C'è bisogno di approfondire le sue aspettative sugli altri e fare una valutazione con un professionista che cosa termina la presa in giro nei suoi confronti (effettivamente c'è qualche cosa in lei che scatena sempre la stessa reazione degli altri e/o è possibile che lei valuti le relazioni puntualmente nello stesso modo? Spero possa farsi aiutare perchè sicuramente può migliorare molto la qualità della sua vita. Buona Giornata
Dott.ssa L.Prosdocimo

Dott.ssa Laura Prosdocimo Psicologo a Pordenone

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30 SET 2016

Salve Luigi, mi sembra abbastanza consapevole della sua situazione ed in particolare del fatto che a volte con il suo comportamento sembra aver contribuito a peggiorare il suo problema ("sebbene io lo sapessi preferivo stare con loro ed attirare il più possibile l'attenzione facendo tutto quello che mi dicevano, con il risultato che così facendo venivo preso ancora più in giro"). Tuttavia, se questo problema continua a presentarsi significa che questa consapevolezza non basta, molto probabilmente perché non ha individuato quelle che sono le strategie più opportune per relazionarsi agli altri e per gestire le situazioni di possibile conflitto, in modo tale da farsi rispettare. Le consiglio di valutare, quindi, la possibilità di rivolgersi ad uno psicologo che la possa aiutare in questo. Non credo che lei debba necessariamente convivere con questo problema: può scegliere se conviverci o se agire per risolverlo.

Dott.ssa Erica Tinelli Psicologo a Orte

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