Ho tradito.. 2 volte

Inviata da una ragazza · 10 dic 2020

Ciao, sono una ragazza di 18 anni. Sono stata per circa 3 anni con un ragazzo conosciuto a scuola, proprio in classe con me. Ci siamo fidanzati alla fine della prima superiore e siamo stati insieme fino alla quarta. Io non lo consideravo un dettaglio importante, quello che sto per descrivere, ma la mia psicologa precedente me ne aveva fatto parlare, quindi lo riporto anche qui: durante i primi tempi del nostro rapporto ho scoperto che il mio ragazzo chiedeva un certo tipo di foto ad una ragazza straniera online. Io però l'ho scoperto in modo scorretto, perché avevo dei brutti presentimenti e ho voluto controllare una sua chat. Ci sono stata molto male, ma fin da subito sapevo che l'avrei perdonato, perché non l'aveva fatto per farmi del male e in qualche modo mi fidavo lo stesso di lui. Non ha mai più fatto cose simili, però aveva molte amiche ragazze che sentiva spesso e a cui spesso diceva che fossero molto belle. Un po' mi faceva sentire male questa cosa, ma con il tempo l'ha capito e non l'ha più fatto. Con il tempo la relazione è diventata sempre più come un'abitudine e lui ha iniziato a non rispondermi più al telefono, ad inventare scuse per non vederci... ci stavo male, ma non pensavo sarei mai arrivata a tradire per una cosa simile. Ad un campus estivo ho tradito il mio ragazzo, ma con uno dei suoi amici a cui ultimamente mi sentivo molto legata (un nostro compagno di classe)... non potevo fare di peggio, insomma. Voglio aggiungere il fatto che avevo bevuto, ma non per usarlo come una scusa, ma perché dal mio comportamento anche futuro ho dedotto che mi sono servita dell'alcol per fare ciò che desideravo fare e che è che so che non avrei mai fatto senza aver bevuto. La cosa è andata avanti un mese o poco più finché non ho saputo che questo suo amico aveva sbandierato tutto ai nostri compagni di classe, mostrando anche delle mie foto in giro. Fino a quel momento non avevo voluto dire niente al mio ragazzo, per i soliti e ovvi motivi (non ferirlo, non perderlo, eccetera). La paura che però potesse dirglielo qualcun altro mi ha portato con molta difficoltà a confessare. Inoltre ero stata ad una festa il giorno prima di confessare tutto, e c'era anche la persona con cui l'avevo tradito. Avevamo tutti un po' bevuto (e non la voglio usare come scusa assolutamente), io avevo sicuramente esagerato, e sono ricaduta nell'errore. Quando ho confessato tutto al mio ragazzo lui è stato malissimo. Non ho confessato tutto insieme, perché lui mi ha richiamato qualche giorno dopo perché voleva sapere i particolari, che ho dovuto comunicargli sotto minaccia al telefono. È stato così male che sono corsa a casa sua prendendo un pullman e l'ho visto avere un attacco di panico. È venuta un'ambulanza e, avendo visto che anche io ero piuttosto turbata, anche i medici mi chiesero cosa fosse successo e cercarono di tranquillizzarmi. Il mio ragazzo però ci mise mesi a perdonarmi. In quel periodo non riuscivo ad andare a scuola e a parlare con altri, perché sapevo che tutti sapevano e perché il mio ragazzo ci provava e stava sempre insieme ad una nostra compagna, che sapeva che non mi andava a genio. Lui sapeva che mi faceva stare male, perché glielo ripetevo, anche se sapevo di meritarmelo. Ma continuava comunque. A volte preso dalla rabbia mi augurava anche la morte. Spesso lo faceva in classe, in modo che tutti sentissero. Anche la ragazza lo sapeva e lo faceva apposta perché secondo lei me lo meritavo. Queste cose le ho sapute da una mia compagna che parlava spesso con la ragazza a cui il mio ex ragazzo stava appiccicato. Nonostante tutti questi problemi eravamo riusciti a superare tutto e ci riavvicinammo. Io sentivo di provare un sentimento forte per lui e mi diceva lo stesso. Ci rimettemmo insieme ma la situazione per me assunse una piega strana: non mi sentivo coinvolta come quando stavo male e lui mi rifiutava. L'estate eravamo lontani e io mi sentivo come più libera, perché con lui mi sentivo costretta in una relazione che non volevo, una relazione che forse volevo solo per non far soffrire ancora lui, che voleva tanto ritornare con me, nonostante fosse ferito. Fatto sta che i sensi di colpa e tutte le orribili vicende non mi sono bastati, gli ho promesso che non lo avrei più rifatto, anche se si dice di non fare promesse in certe situazioni. Mille parole per niente, ho perseverato nell'errore (avevo di nuovo bevuto, il ragazzo con cui è successo il tutto poi ha cercato di instaurare un rapporto con me, io ci sono stata all'inizio ma poi l'ho allontanato, in breve). Quando sono tornata a casa dalle vacanze ci siamo lasciati di comune accordo perché sentivamo che "le cose non andavano più". Lui però che l'ho tradito una seconda volta non lo sa e non voglio che lo sappia. Dirglielo servirebbe solo a sollevarmi dal senso di colpa e a far perdere ogni speranza nell'amore a lui e a ferirlo terribilmente. Ho pensato che per un mio bisogno egoistico debba soffrire io e non lui. Credo di averlo fatto perché sono egoista e volevo sentirmi apprezzata, e non ci ho visto più, me ne sono pentita solo a danno fatto. Le mie amiche non mi hanno mai veramente sostenuto in questo, solo una, anche se mi ha criticata molto. Hanno solo pensato di dirmi che si dispiacevano molto per lui, e avevano ovviamente ragione.. quello che mi ha ferito un po' è che mi trattarono come non mi rendessi conto delle mie azioni. Ovviamente ho sempre dato loro ragione comunque, perché ne avevano. Ora io sono divorata ogni giorno dal senso di colpa, non riesco a fare nulla, cerco di consolarmi leggendo esperienze simili alla mia e per un po' mi rilasso, ma il giorno dopo è di nuovo uguale. Non riesco a dormire, faccio sogni in cui tradisco e vengo tradita. Io e il mio ex ragazzo dopo che siamo lasciati non ci siamo sentiti per un mese, ognuno ha avuto le sue esperienze, ma ora ci siamo ravvicinati: io non lo amo e neanche lui mi ama, però ci ritroviamo spesso in intimità. Usciamo come dei buoni amici senza tenerci la mano e tutto, e ci comportiamo normalmente, ma spesso entrambi abbiamo il desiderio di fare qualcosa di più. Ci sentiamo spesso, anche perché siamo compagni di classe. Ci siamo detti che finché entrambi stiamo bene non serve farsi domande su che genere di rapporto abbiamo. Io sto bene con questo tipo di rapporto e anche lui, ci vogliamo molto bene e ce lo diciamo, ma io non sento di dirgli che lo amo, e per lui è lo stesso. L'unico problema è che so che se lui sapesse cosa ho fatto, che non ho mantenuto la promessa, che ho messo me al primo posto ci rimarrebbe malissimo. Non intendo dirglielo, ma non so come liberarmi di questo peso in altro modo. Ho sempre condannato chi tradisce, e ora sono io quella che lo fa. Si dice che una volta possa capitare, ma che la seconda volta sia una scelta, e infatti è stato così. Però non voglio ritrovarmi in questa situazione perché non riesco veramente più a sostenerla, la mia sofferenza condiziona tutto ciò che dovrei fare e non riesco ad avere buoni risultati e a studiare. Non posso vedere nessun amico a parte lui, ho un'amica ma sta male da tanto tempo ed è chiusa in casa, le altre mie amiche abitano fuori dal comune, perché vado a scuola in un'altra città. Sono sempre chiusa in casa e non riesco a fare niente se non a pensare che sono una persona orribile che ha scelto di esserlo e che magari non avrà le forze per migliorarsi, non riesco a darmi fiducia e ho paura che il mio ex ragazzo lo venga a sapere, io non voglio che soffra di nuovo così tanto solo perché ho delle mancanze io. Mi sento quasi obbligata a prendermi cura di lui per cercare di sentirmi meglio, mi sento molto legata a lui, ma continuo a sentirmi in colpa nonostante in questo periodo mi stia comportando benissimo con lui e lo stia aiutando in tutto, senza essere d'impiccio ovviamente. Cerco il lato positivo nel fatto che tenermi il senso di colpa mi possa aiutare a non comportarmi più così, ma non voglio stare male ogni giorno. Scusate se ho scritto veramente tanto, ma è la prima che dico tutto, perché ho paura del giudizio altrui..avendo anche visto come le mie amiche mi giudicano. Grazie, scusate del disturbo.
P.s. sono andata da una psicologa ma non mi sono trovata a mio agio perché è la zia della mia amica che ora sta male, e la sento come una persona vicina, per cui non riesco a dirle tutto. Sto pensando ora di rivolgermi a qualcun altro.

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Miglior risposta 11 DIC 2020

Ciao, ho letto con attenzione la sua richiesta e sono rimasta veramente colpita. Si vede che è qualcosa di ancora emotivamente intenso.

Le faccio i miei complimenti per questa sua richiesta perchè non deve essere semplice scrivere con la paura di essere giudicata. Questo dimostra sicuramente molto coraggio e voglia di risolvere questa problematica.

Ciò che le posso dire è di pensare al suo benessere, a quello che vuole lei in primis e che la fa stare bene. Il tradimento, spesso, è solo il sintomo di una relazione non completamente soddisfacente e non una colpa da espiare.

Naturalmente, potrebbe esserle utile valutare e comprendere tale situazione, e l'intesa sofferenza ad essa legata, in modo approfondito insieme ad uno psicoterapeuta.

Spero di esserle stata utile e per qualsiasi altra informazione può contattarmi

Buona giornata
dott.ssa De Paola Catia

Dott.ssa Catia De Paola Psicologo a Roma

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