Ho sbagliato facoltà ma ormai è troppo tardi

Inviata da Anastasia_ · 23 gen 2020 Orientamento scolastico

Gentili psicologi, sono in questo sito per poter avere un aiuto, un consiglio, o anche solo potermi sfogare un po’. Ci sono tante cose che mi rendono infelice, ma quella di cui vorrei parlare ora è l’università. Ho 23 anni, sono iscritta alla magistrale di Lettere e prevedo di laurearmi tra un anno, possibilmente in corso. Eppure mi sono resa conto, proprio alla fine, di aver sbagliato e di non poter tornare indietro. Purtroppo sono sempre stata una persona che non sa quello che vuole, che si rifugia nel suo mondo e si lascia quasi trascinare dalla vita. Al momento della scelta della facoltà io non ero abbastanza matura per questo passo. L’ho scelta perché mi piacciono le materie umanistiche e perché mi ha sempre attirata l’idea dell’insegnamento. Ma era un’idea lontana per me, indefinita. E poi mi sono lasciata trascinare da compagni di classe, e anche dai miei genitori, che erano convinti che l’insegnamento fosse la professione più adatta a me. Durante la triennale mi sono resa conto che le materie mi piacevano, ma non c’era un interesse così forte. Eppure non mi sentivo spinta da altre passioni, non c’era un’altra facoltà che mi attirasse così tanto da spingermi a cambiare. E poi ero con le mie compagne del liceo (che ora hanno scelto un’altra magistrale), e tutto mi sembrava più leggero con loro. E poi c’era tanto altro. La mia passività, che mi porta a rifiutare i problemi, a fingere di non vederli per non dover scegliere, la paura di deludere i miei, di sbagliare. Ma ora mi sono ormai resa davvero conto di aver sbagliato tutto. L’insegnamento non mi attrae più così tanto, visto il terribile percorso necessario per l’abilitazione e il mio carattere, troppo timido e introverso per tenere testa a una classe delle medie o delle superiori. E con il tempo ho realizzato che il giusto compromesso sarebbe stato Scienze della Formazione: materie più congeniali a me, visto che mi sento più interessata a materie vicine alla pedagogia che a linguistica o filologia. Un percorso per l'abilitazione più semplice, un ambiente (quello della scuola elementare) più adatto a me. Purtroppo ora è tardi. Non aspetto altro di potermi rendere indipendente e sono davvero stanca di studiare dopo tutti questi anni. Inoltre i miei hanno fatto già tanti sacrifici per mantenermi l’università, e non posso chiederne ancora. Quindi l’idea di ricominciare altri 5 lunghi anni di studio non è davvero considerabile a questo punto. Quindi sto pensando di tenere duro ancora un anno e poi vedere cosa trovo, anche se pensare di fare ancora sei esami e soprattutto la tesi mi uccide. E quest’ultimo problema rende ancora più chiaro il fatto che abbia sbagliato facoltà: non riesco a trovare nessun argomento, non sento nessuno stimolo a fare ricerche e continuo solo a rimandare il momento della scelta, che dovrà purtroppo arrivare a breve. E tutto questo per finire probabilmente disoccupata o a fare un lavoro che non c’entra nulla con la mia laurea. Oppure sto pensando di mollare tutto e di cercare un lavoro già ora, ma l’idea mi spaventa davvero. Inoltre a breve inizierò un anno di servizio civile, che ho scelto di fare per dare un po’ una scossa a questa vita ormai vuota e insoddisfacente. Quindi non avrei neanche tutta questa possibilità di trovarmi un altro lavoro. Non so più cosa fare, mi sento bloccata e non posso parlarne con nessuno. Mi sono lasciata da un mese con il mio ex, che era davvero il mio primo confidente, il mio sostegno. Non posso parlarne con i miei, perché ogni volta che provo a tirare fuori questo discorso in loro vedo un misto di ansia e quasi delusione, visto tutti i sacrifici che hanno fatto per me. E forse è in piccola parte anche colpa loro se sono arrivata a questo punto: mia madre mi ha trasmesso tutta la sua passività e la sua paura di ogni cosa, mio padre mi ha influenzata con il suo giudizio, del quale io in fondo mi preoccupo sempre, anche quando lui non lo esprime. Neanche nei miei amici posso avere un sostegno, anzi: la mia migliore amica, con il suo essere sempre piena di impegni, di progetti, di piani per il futuro, è la persona che più mi fa rendere conto della mia inettitudine.
Questa situazione, insieme ad altri problemi, mi sta facendo sentire da tempo in gabbia. Ormai mi rifugio continuamente in me stessa e fingo di non vedere la realtà, ma non potrò continuare così per sempre.
Ringrazio infinitamente chiunque abbia letto questo poema e abbia voglia di lasciarmi un consiglio.

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