Ho problemi di coppia e non so se voglio risolverli

Inviata da Eloise · 8 ago 2019 Terapia di coppia

Convivo con il mio ragazzo da 3 anni, siamo fidanzati da 7(entrambi abbiamo 27 anni). In casa mi occupo di tutto, in alcuni momenti mi sento come una mamma pronta a riprenderlo se non fa qualcosa, una mamma che cucina, lava, stira, sistema. Una situazione che a volte mi stanca e non mi fa sentire coccolata. Nell'ultimo anno ho avuto l'impressione di essere caduti un pò nell'abitudinario, non c'è stato alcun momento brioso nel nostro rapporto, se non un un weekend all'estero. Siamo entrambi studenti, solitamente durante le vacanze estive torniamo a casa ma quest'anno ho deciso di rimanere in città per lavorare (per sostenere i miei studi). Il mio ragazzo, nonostante gli avessi detto che avrei voluto che restasse con me (dato che anche lui voleva trovare un lavoretto), ha preferito tornare a casa dalla sua famiglia e lavorare per l'estate nel suo paese. Inoltre, lui mi ha sempre detto che per il momento non ne vale la pena di restare anche in estate in città al caldo, preferisce tornare a casa, lavoricchiare e stare con amici e parenti. Questa scelta mi ha ferita (soprattutto mi ha ferita il "non ne vale la pena restare" sapendo che qui ci sono io), ma lì per lì non ho espresso quello che provavo tenendolo per me. Nell'ultimo mese (stando da sola) ho avuto modo di pensare e ragionare su quello che è il nostro rapporto e su me stessa. Ho preso una maggiore consapevolezza su quella che sono e che sto diventando, mi sento diversa, più matura, sicura. Insomma, sto prendendo la mia strada e sento che mi sto incamminando da sola. Nella scorsa settimana, ho ospitato a casa un collega e amico del mio ragazzo (lui era assolutamente al corrente e d'accordo su questa cosa). Nell'ultimo anno ho stretto un bellissimo rapporto di amicizia e complicità con lui, siamo molto amici, quasi due fratelli (il mio ragazzo non ha mai dubitato ed è anzi molto felice del rapporto che si è creato tra noi). In questi giorni insieme però, abbiamo entrambi ammesso di provare un'attrazione fisica e sessuale l'uno per l'altro e siamo arrivati (l'ultimo giorno insieme) ad avere un rapporto (un rapporto puramente sessuale, senza quella tenerezza e dolcezza che caratterizza l'amore tra due partner). Abbiamo analizzato ciò che era avvenuto e abbiamo capito insieme che tutto è stato dato dalla situazione, dalla curiosità e da una complicità nient'altro che amichevole. Infatti io su questo punto di vista sono tranquilla, i miei sentimenti per lui non sono assolutamente cambiati, ho vissuto il momento con assoluta tranquillità, con consapevolezza e serenità. Assolutamente quello che è successo non ha influito sui problemi che ho con il mio ragazzo e su quello che provo per lui. Credo che però mi abbia aiutata a dare "una svegliata" e farmi prendere in mano la situazione e agire (infatti ho deciso di aprire il mio cuore al mio ragazzo e gli ho parlato della mia delusione per la scelta che aveva preso). So di aver sbagliato nei confronti del mio ragazzo ma non mi sento in colpa. A questo punto mi chiedo, forse ho già preso una nuova strada? Io provo ancora dei sentimenti per lui, ma lo sento lontano, distante. Forse vorrei essere presa maggiormente in considerazione dopo 7 anni insieme. Mi sento una seconda scelta per lui: prima se stesso poi (forse) io. Penso che mi dia per scontata, credo che pensi che lì dove mi ha lasciata mi troverà. Sinceramente non sto combattendo per cercare di migliorare la situazione, mi sto semplicemente arrendendo proprio perchè dall'altra parte non vedo la voglia di cambiare, di migliorare. Anzi, mi ha detto che non se la sente (nemmeno per l'anno prossimo) di restare in città, di fare questo passo in più e che affronterà tutte le conseguenze delle mie decisioni. Saremmo entrambi in una gabbia aperta e non abbiamo il coraggio di uscire?!

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Miglior risposta 9 AGO 2019

Gentile Eloise,
lei dice che quello che è successo, cioè il rapporto sessuale con l'amico comune, non ha influito sulla relazione che ha con il suo ragazzo e sui suoi sentimenti per lui ma (forse senza rendersene troppo conto) ha esplicitato un quadro di questa sua relazione già deteriorato e, quel che è peggio, senza intenzionalità di recupero.
Fa bene a non avere inutili sensi di colpa nei confronti del suo ragazzo ed ha fatto bene a parlargli (sia pure con ritardo) della sua delusione per la scelta di non restare con lei, mostrando in questa occasione assertività e chiarezza, ma per gli stessi motivi avrebbe fatto bene a raccontargli anche il resto affrontando poi anche lei le eventuali conseguenze delle decisioni di lui.
Per altro, la sua teoria sulla liceità della "scopamicizia" non è condivisibile.
Credo perciò che la risoluzione finale per lei dovrebbe essere tra l'uscire per prima dalla gabbia aperta senza ripensamenti e rimpianti avendo già le idee chiare oppure il provare a recuperare il rapporto preferibilmente con il supporto di una psicoterapia di coppia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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11 AGO 2019

Gentile Eloise,

è possibile che all’interno di un rapporto di coppia che dura da diversi anni le cose cambino, ancora di più quando si sta attraversando un periodo della vita fatto di crescita, scelte e decisioni da prendere per sé e il proprio futuro.

Tuttavia una parte centrale nella sua recente esperienza di coppia sembra essere stata la “ferita” avvertita in seguito alla frase pronunciata dal suo ragazzo, “Non ne vale la pena restare”. E’ come se queste parole avessero toccato un punto delicato e dolente legato al senso di sé e del suo valore.

Tutto questo ha avuto probabilmente come conseguenza rabbia, frustrazione e sofferenza che forse sono troppo pesanti per averne coscienza, e dunque hanno agito nell’ombra e portato all’insieme di sensazioni che hanno accompagnato il breve rapporto con il suo amico.

Se in lei trovasse la motivazione alla conoscenza di queste parti profonde e nascoste, per giungere ad una maggiore condapevolezza di sé, sarebbe importante iniziare un percorso di psicoterapia.

Cordiali saluti.

Dott.ssa Barbara Furlano
Psicologa, Psicoterapeura, Specialista in Psicologia Clinica - Asti

Dott.ssa Barbara Furlano Psicologo a Asti

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9 AGO 2019

Buongiorno Eloise,
da suo racconto mi arriva la noia di un rapporto deteriorato, pieno di ferite reciproche, ove l'ultimo colpo è stato assestato da lei con questo tradimento. Onestamente non ho la sensazione che lei più che voler risistemare le cose, sembra cercare un aiuto per uscire da questa relazione. Immagino che lasciarsi dopo tanti anni e la convivenza non sia affatto facile.
Aver difficoltà nel prendere un passo difficile è normale e comune a molte persone, se ha bisogno di sostegno, anche per capire veramente verso cosa vuole andare, può chiedere sostegno e aiuto psicologico.
Le faccio un in bocca al lupo.
Dott.ssa Monia Crimaldi
Psicologa psicoterapeuta
Palermo

Dott.ssa Monia Crimaldi Psicologo a Palermo

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