Ho perso me stessa da anni ormai.

Inviata da Empty Roby il 20 nov 2017 Crisi esistenziale

Ciao a tutti, chiedo scusa in anticipo se forse sarò poco chiara ma la verità è che il tutto è poco chiaro anche a me.
Sono una ragazza di 23 anni e sono circa tre anni che non riesco ad essere un minimo contenta per qualcosa. La questione è diventata grave a tal punto che il mio ragazzo ha deciso di chiudere definitivamente con me dopo un bel po' di anni di relazione; ho lasciato che i miei problemi coprissero tutta la mia vita di polvere e ho perso l'unica certezza che avevo. Ho cercato ovviamente di darmi delle risposte da sola, ho provato a tornare indietro nel tempo e ad immaginarmi tre anni fa, come ero, cosa facevo, come pensavo e tutto quello che sono riuscita a concludere fra me e me è che mi sento una persona completamente danneggiata rispetto a quella ragazza del passato. La mia relazione era a distanza, io a Milano e lui a Pisa, siamo stati inizialmente insieme per 7 mesi poi lui ha deciso di lasciarmi una prima volta perché io non piacevo ai suoi genitori i quali si lasciavano andare a commenti meschini sulla mia statura, sul mio aspetto e sulla mia famiglia pur non conoscendola affatto. Per circa un anno lui ha continuato a tornare e ad andare via, mi diceva che mi amava poi cinque giorni dopo non mi amava più.. così per un anno, il tutto ha decisamente fatto a pezzi il mio equilibrio psicologico. Ma lo amavo e lo aspettavo ogni volta che voleva tornare io lasciavo la porta aperta; ho sempre sentito questo legame enorme con lui, come se fossimo destinati a stare insieme alla fine. I primi sei mesi di separazione ho cambiato totalmente il mio stile di vita: ho iniziato a bere molto durante la settimana, dormire poche ore e male, consumare solo un pasto al giorno.. il mio corpo ad un certo punto non ce l'ha fatta e ho avuto una crisi epilettica. Sono tuttora sotto farmaci. Come detto sopra, nonostante i mille rifiuti e ritorni concentrati dopo un anno eravamo ancora insieme ed ero più felice che mai. Ma non era tutto come prima, qualcosa era cambiato. Sono diventata paranoica, ansiosa.. mi passavano in mente immagini di lui con le ragazze con cui era stato quando io per un anno ero stata lì ad aspettarlo. I primi mesi sono andati benissimo poi la mia ansia ha iniziato a prendere il sopravvento in ogni ambito della mia vita, soprattutto l'università. A causa dell'epilessia ho dovuto fermare per un bel po' di mesi lo studio perché questo era interrotto molte volte a settimana da crisi soprattutto i primi mesi, crisi che non si verificavano necessariamente sempre con convulsioni o perdita di coscienza ma anche con afasia e problemi di comprensione e confusione che duravano anche ore. Questo mi ha portata ad andare fuori corso e per una come me è stato veramente un brutto colpo soprattutto quando vedi tutti i tuoi amici con la corona d'alloro e tu non sai ancora quando tutto finirà... Credo che l'impazienza di finire il prima possibile mi abbia portata a concentrarmi ossessivamente sullo studio fino a non sapere più come organizzare le mie giornate e far combaciare il tutto. Gianluca i primi tempi mi sosteneva, sosteneva i miei sbalzi di umore, gli attacchi di panico, la mia paranoia poi.. a semplicemente cominciato ad ignorare le mie richieste di aiuto. Ho lasciato che i miei problemi distruggessero la parte più importante della mia vita, quello su cui basavo tutto un futuro e che credevo duro come l'acciaio. Credo che la cosa che mi faccia più male non sia tanto l'averlo perso (questo fa male certo, il solo pensiero di lui insieme ad un'altra ragazza che sarà migliore di me e lo renderà felice più di me mi distrugge) ma la consapevolezza di avergli fatto del male.. mi ha detto che in questi anni si è "rammollito" a stare con me, che gli ho creato solo danni e che soltanto due malati potevano portare avanti così a lungo una relazione. Mi ha uccisa. Credo di non avere un problema preciso, solo molti problemi generalizzati che ormai mi hanno incatenata in casa. Probabilmente ho scritto solo perché non ho nessuno con cui parlare, nessuno che mi ascolti, perché non ho solo perso il mio fidanzato.. lui era il mio migliore amico. Forse ho scritto perché non trovo più l'anello di sua zia che mi ha regalato ed improvvisamente tutta questa storia è come se avesse un dannato filo conduttore.. ho perso quell'anello che amavo così tanto come ho perso lui perché non sono stata attenta, a causa di tutti i miei problemi. Giustamente non ha voluto toccare il fondo con me e ha aperto il suo paracadute per andare via, non posso biasimarlo no? Mi ha lasciata sola ma so che ha fatto la cosa giusta per sé stesso. Grazie per l'ascolto.

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Gentile Roby,
La fine della storia con il proprio ragazzo le ha creato molta sofferenza. Mi dispiace, è faticoso reggere tutto questo.
Lei racconta diversi aspetti di se, la difficoltà di stare bene e continuare la propria vita.
In ogni caso il suo ex difficilmente avrebbe potuto risolverle tutti i problemi anche se rappresentava per lei un sostegno significativo.
Il vissuto di solitudine è marcato, la malattia è giunta nella propria dimensione affettiva.
Per approfondire questi aspetti e ritrovare se stessa sarebbe forse utile richiedere una consultazione con una psicologa.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Donatella Costa



Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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Ciao ! Ogni persona ha i propri tempi , i propri momenti quindi essere fuori corso o perdere un esame nella vita non è certo un “ problema” solo tuo ma a chi non è capitato ! Credo che tu ti stia troppo dando colpe che poi alla fine non hai .inizia a piccoli passi ...e lascia seppur a fatica una storia che da quello che mi è sembrato di percepire e ‘ stata da sempre altalenante... ripeti a te stessa io valgo di più !

Dott.ssa Mariella Granieri Psicologo a Lusciano

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Cara Roby, da come ti racconti sembra che la tua storia sia finita solo a causa delle tue difficoltâ, come se tutto il peso del fallimento fosse il tuo...nelle relazioni si ė in due e proprio per questo la responsabilitâ ė di entrambi. Detto questo, mi sembra che il tuo grido di aiuto non sia solo legato alla fine di questa relazione, ma ad una serie di disagi che vivi ogni giorno ormai da diverso tempo. Mi colpisce la solitudine che porti qui...il tuo ragazzo era anche il tuo amico, l'unica persona forse con cui poterti aprire... come se al momento tu avessi bisogno di "spalla su cui piangere" per poi pian piano riprendere in mano te stessa e la tua vita. La buona notizia ě che puoi trovare anche altre forme di sostegno, come per esempio la psicoterapia, che ti possano dare quella "base sicura" da cui partire per poi imparare ad essere tu sostegno per te stessa. Nel frattempo, ti invito per esempio a mettere su carta i tuoi pensieri e le tue emozioni, in modo da avere uno strumento di decompressione ed elaborazione. Poi, dedica del tempo "positivo" a te stessa: cosa ti piace di te? Quali sono le cose che ti danno o ti darebbero piacere? Come puoi realizzarle? Poniti piccoli obiettivi che, una volta raggiunti, potrai ampliare e rendere piú grandi. Faccio il tifo per te, forza!

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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