Ho perso la lucidità e la stima di me?

Inviata da Cassandra · 29 dic 2017 Autostima

Buongiorno gentili dottori. Sono qui a scrivervi nella speranza di ricevere qualche spunto di riflessione. Ho già scritto altre volte, e in questa occasione ciò che mi ha condotto sul vostro sito è la storia col mio ragazzo. Siamo quasi coetanei (sui 30 anni. Lui poco più grande). Stiamo insieme da 5 mesi. Lui ha un carattere un po' particolare, nel senso che quando è stanco diventa più freddo e distaccato. Ma so che è fatto così e so che alterna tenerezza e dolcezza a polemicità e distacco. Il problema qual è. Che io ho avuto tre storie nella mia vita, tutte a modo loro sbagliate. Il primo era un dipendente affettivo. Il secondo e il terzo due malati di mente, narcisisti in modi diversi, ma narcisisti. Ecco. Questo mi ha reso "ipervigile", "diffidente" "sfiduciata". Ho fatto psicoterapia(ora finita) e mi è stato detto che non è che perchè in passato ho conosciuto persone così allora tutti quelli che incontro sono così. Il mio attuale ragazzo ad esempio, all'inizio della frequentazione, mi disse che non era tipo da fare quello che stava facendo con me(cinema, gelato il pomeriggio, colazione insieme al bar). Che con me era diverso. Ecco. Io lo riferii alla mia psi con molto scetticismo, nel senso che la sparata del mio ragazzo avvenne quasi appena conosciuti e mi sembrava eccessivo questo slancio, pensai fossero le solite frasi dette per intortare le ingenuotte di turno, e lei mi disse "mi scusi, perchè non dovremmo credergli?". In effetti lui era stato sincero, oggi posso dirlo. Ma allora mi sembrava chiaro come il sole che fosse una menzogna. Indubbiamente io e lui abbiamo dei problemi, comunicativi principalmente. È molto permaloso/vendicativo. Ed anche capriccioso. Ha dei momenti, per fortuna moooolto rari, in cui cambia personalità. Tende a dare ordini (lui in genere è abbastanza dominatore) e diventa capriccioso viziato quando non ottiene ciò che vuole. Manipola. Nel senso che cambia atteggiamento, diventa acido. E questo non mi piace. Però ha tanti altri lati positivi. E ripeto, è rarissimo accada. Mi fa sentire importante, e mi vizia. Nonchè mi apprezza e mi sostiene nelle difficioltà. Ora. Veniamo al dunque. Il mio problema è che tendo a rimuginare in chiave negativa su cose che fa o mi dice, perchè nella mia testa (di persona che ha avuto esperienza con uomini veramente stronzi) c'è molto la tendenza alla "dietrologia". È una dietrologia a volte immediata (lui dice x e io penso. Cosa vuole ottenere??). Nella maggior parte dei casi è una dietrologia differita. Oggi mi dice x. A me non fa nè caldo nè freddo o gli rispondo con una battuta o ci rido. Poi a casa, la sera o il giorno o due giorni dopo ci ripenso e demolisco il positivo guardandolo come fosse un narcisisita. Leggo decine di articoli. E mi convinco che lui sia così. Ed infatti ppi quando lo vedo mi sento molto distaccata e non apprezzo un tubo di quello che mi dixe perchè lo vedo come un perverso manipoltore calcolatore bugiardo, che vuole annientare la mia autostima. Il mio lui, lo dicevo, è un po' particolare. A volte dice frasi che non si rende conto possano essere non proprio galanti. Lui non ci vede nulla di male. È fatto così. Però ora non so, la mia paranoia mi sta facendo rivalutare la sua persona. Cioè "è fatto così" oppure "è un perverso che vuole annientarti? Che vuole sminuirti? Che vuole schiacciarti? Farti sentire una persona non meritevole del meglio?". Chiedo parere su due situazioni recenti, che mi hanno fatto riflettere. Natale. Il suo regalo è un maglione. Me lo da. Carino. Lo apprezzo. Ok. Gli do il mio regalo. Una camicia. La apprezza. Complimenti. E ok. (Ho speso abbastanza più di lui nonostante io non lavori lui si. E ora vi spiego come faccio a saperlo). Due giorni dopo inizia a dirmi di quanto sia stato fortunato col mio regalo. Che il brand del mio maglione era molto buono. Che addirittura ce n'erano anche più cari perchè con percentuale di cashmiere in piu rispetto al mio. E che aveva fatto un affare. Perchè era già di per sè scontato del 10% e poi al momento del pagamento gli hanno regalato un ulteriore sconto più due euro di buono applicabile sul maglione. Lui è molto tipo da queste sparate. Ci ho sempre riso perche è proprio il suo modo di essere. E ci ho riso anche in questa occasione. Poi ho rimuginato. E ieri sera mi son detta "ma sto accettando queste cose a causa della mia bassa autostima?" "Ho bassa autostima?" Dalla psicologa ci ho lavorato su, pensavo di essere in equilibrio, ma ora ho mille dubbi. Accettare queste condotte è da persone che non si amano abbastanza? Altra cosa. Contestuale a quella precedente. Io e mia sorella abbiamo un ottimo rapporto. Io parlo benissimo di lei con tutti. Ma in realtà, anche se non lo dico, a causa dei miei genitori, c'è tra noi una forte competizione tacita. Soprattutto, per quanto mi riguarda, non a livello professionale, assolutamente, quanto umano. Ecco. Io non faccio mai parola di questo, nè nessuno l'ha mai saputo. Però ve lo specifico per capire se la mia reazione sia stata dettata da questa competizione o se il mio ragazzo (uomo!!!!) stia esagerando. Inizia a chiedermi, dopo natale, più di una volta, cosa mia sorella pensasse del regalo che lui mi aveva fatto, ossia il maglione di cui sopra. Cos'ha detto (questo che volesse sapere cosa lei pensasse, o se io le avessi raccontato cose che io facevo con lui, come andare in questo o quel posto a cena, è gia capitato in passato). Mi ha fatto domande su di lei piu di una volta. (Altre volte mi chiese se ci assomigliamo fisicamente e caratterialmente). Se anche lei va a farsi fare le unghie al salone di bellezza come me e come se le fa. Ora io dico, sei il mio ragazzo. Che cavolo te ne frega?? Al che, rispondo alle domande che mi fa, normalmente. Anzi. Con entusiasmo. Non ci vedevo nulla di male. Ma alla seconda o terza volta che mi chiede cosa mia sorella pensasse del suo regalo gli dico, in modo soft ma con un pizzico di gelosia "scusa ma se il maglione che mi hai regalato piace a me cosa ti interessa di quello che pensa lei. Sono io la tua ragazza." Lui risponde ridendo che sono una gelosona e poi che visto che voglio tanto bene a mia sorella voleva capire e sapere di più. Proprio perche per me è una persona importante. Al che ho interpretato la sua insistenza, proprio come avevo interpretato la ragione della sua domanda iniziale, ossia come un "per me è importante avere la approvazione di tua sorella perche dato che le vuoi molto bene per te conta molto l'opinione che lei può avere di me". Ma poi ci ho ripensato perche le altre domande non tornano. Anche perchè il ragazzo di mia sorella sta ben attento a non elargire mezzo complimento nei miei confronti. Lei ha il ragazzo devoto che ancora un po' mi schifa. Io devo avere quello tutto preso da lei. (Il mio ragazzo e mia sorella non si conoscono, e l'ha vista solo una volta in foto, perche era curioso di vederla, ma era una foto piccola, anche se commentò con entusiasmo che era moolto carina). Detto ciò, sta forse questo ragazzo, cercando di mettermi in competizione con mia sorella??? E creando una triangolazione?? (Come fa il narcisista???). Oppure non so, chiedeva di lei perchè vorrebbe gliela presentassi? (Non con malizia ma per fare un passo in più nel rapporto con me). Io nemmeno conosco suo fratello. Mi dispiace per la prolissità ma ci tenevo ad essere esaustiva.
Distinti saluti

Cassandra

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Miglior risposta 29 DIC 2017

Cara Cassandra (mi auguro sia solo uno pseudonimo),
più che tentare improbabili diagnosi ,resterei se fossi in lei , focalizzata sui sentimenti , emozioni , percezioni , che prova in questo specifico contesto relazionale. Da ciò che racconta , non pare questo rapporto sia particolarmente appagante per lei,poichè la pone in una condizione di costante insicurezza e ansia di controllo. Il suo ragazzo è certamente curioso di conoscere sua sorella e mi chiedo come mai ciò non sia ancora accaduto, ma questa curiosità non significa nulla ed è possibile sia solo lei a " misurare" l'amore e l'attaccamento di costui , attraverso l'indifferenza o l'interesse che egli manifesta per il mondo che la circonda. Il problema non credo sia il suo ragazzo, ma la grande e strisciante competizione con sua sorella, la quale, quantomeno in apparenza , non ha bisogno di costanti conferme affettive , in quanto già sufficientemente gratificata da un fidanzato devoto.
Le consiglio , se il problema è questo , di pianificare un incontro a quattro, durante il quale potrà rendersi veramente conto del desiderio di sua sorella di surclassarla e di quanta differenza di comportamento e atteggiamento, possano avere i due fidanzati nei confronti di voi due sorelle . Solo dopo , potrà eventualmente recriminare o contestare possibili scorrettezze da parte del suo partner e forse, comprendere se sia il caso o meno, di continuare la relazione o al contrario, lavorare con più impegno sulla sua insicurezza, affrontando seriamente i suoi "fantasmi" d'abbandono.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuseppina Cantarelli.
Parma

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Psicologo a Parma

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31 DIC 2017

Gentile Cassandra,
non dici nulla sulla durata della psicoterapia fatta ma è evidente che non è stata sufficiente a debellare il disturbante tratto paranoico che hai acquisito nè, a mio avviso, è riuscita a migliorare in modo stabile il tuo livello di autostima.
Inoltre è altrettanto evidente che la relazione con questo attuale ragazzo non è per te nutriente e gratificante.
Il suggerimento è di riprendere senza indugio un percorso di psicoterapia individuale o anche di coppia ma di durata adeguata.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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30 DIC 2017

Cara Cassandra,
da ciò che dici emerge che tu vivi perennemente in uno stato di allerta per paura di essere "raggirata" dal tuo ragazzo, e che quindi non riesci a goderti con serenità nemmeno le cose belle che questa relazione ti può dare. Certamente alle spalle ci sono le situazioni difficili che hai vissuto, ma è come se tu avessi incamerato tanta negatività da non riuscire più a fidarti nemmeno delle tue sensazioni, infatti una frase che prima interpreti in un certo modo, poi può diventare minacciosa e densa di significati reconditi. Anche il rapporto con tua sorella diventa una minaccia, e al di là delle intenzioni del tuo ragazzo, che non è possibile interpretare a distanza, tu stai vivendo una situazione di sofferenza e paura con cui devi fare i conti: ti senti fragile e in balìa degli altri, ma l'unico modo per uscirne è quello di correre il rischio di vivere le situazioni per quello che sono, anziché costruire barriere difensive tutto intorno a te. Solo l'esperienza ci dà le soluzioni, e fare esperienza significa lasciar andare le cose per il loro verso: nella nostra mente i problemi non si risolvono, nella vita reale sì. Prova quindi ad essere più flessibile, e a correre i piccoli rischi che la vita ti presenta. E se non ce la fai da sola, ti consiglio di ricorrere ancora all'aiuto di un terapeuta, che potrà darti le indicazioni di cui hai bisogno.
Cordialmente
Dr.ssa M. Sara Sanavio
Perugia

Dr.ssa M.Sara Sanavìo Psicologo a Perugia

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