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Ho perso la fiducia nelle persone.

Inviata da Mimì il 22 nov 2019

Buonasera, sono una studentessa universitaria. Mi ritrovo a scrivervi perché forse sono alla ricerca di un parere esterno. Da qualche tempo sono tornata a casa nel mio paese, lontano dalla routine universitaria e lontano da tutti. Ho stretto un rapporto di amicizia abbastanza importante durante tutto quest'anno che però, nel momento in cui sono dovuta tornare, questa persona è come sparita. Ho passato mesi ad incoraggiarla nei suoi momenti bui, a spronarla e a farlo reagire. Spesso perdendo la pazienza. Adesso sono lontana ed è come se non fosse mai esistita. Il tutto è acutizzato dal fatto che non esco di casa per giorni, non parlo con nessuno per paura di annoiare. Provo a studiare ma con notevole difficoltà. E non ricevo nemmeno un messaggio da parte sua per sapere se sto bene. Pecco di orgoglio, messo da parte molte volte (spesso senza che lui se ne accorgesse). Mi sento dimenticata da chi aveva per me una grande considerazione, e a detta sua un grande affetto( niente di amoroso, ho un fidanzato amorevole che però vive molto lontano da me). Forse mi sento tradita per la fiducia che in lui ho riposto. Generalmente faccio fatica a fidarmi di qualcuno, con lui è stato diverso. E' stato un amico speciale, o almeno, per me lo era. L'ultima volta che ci siamo sentiti mi sono sentita giudicata e ho avuto la netta sensazione che non avesse idea di chi fossi. Non sapeva niente di me, per un mese (per diversi motivi) non ci siamo sentiti, o meglio... io provavo ad informarmi per vedere come stesse, ma da lui poche frasi e scritte di malavoglia. Il tutto senza motivo, se non quello della distanza. Nella mia vita ho avuto amicizie importanti e due di queste le ho perse per futili motivi. Lui ha riportato alla luce vecchi sentimenti e ci sto soffrendo molto. Mi sono fatta un'idea su di lui e cioè che non sia capace a mantenere più di un'amicizia alla volta. Diventa quasi morboso con una persona ma, nel momento in cui subentra un terzo, si dimentica dell'altro. Mantenere i rapporti a distanza è faticoso ma per me sta diventando faticoso sopportare questo malessere. Ho avuto tante discussioni con lui in merito, ma non credo che abbia mai capito davvero. O forse, più semplicemente, non gli è mai interessato. Ciò che mi disturba è che questo sta avendo ripercussioni sulla mia vita. Questa situazione si è aggiunta ai problemi che ho già, alle mie paure di relazionarmi in generale, alla paura di essere giudicata e per questo allontanata. Non mi sono mai sentita realmente accettata in un gruppo e questo fatto mi ha destabilizzata ulteriormente, tanto da farmi evitare le relazioni sociali. Si innesca il solito meccanismo per cui "se non vedi nessuno, nessuno ti farà domande. E se qualcuno dovesse farle, rispondi che va tutto bene". Fingere. Sto imparando a fingere di stare bene, non per paura che qualcuno possa preoccuparsi, ma per evitare di far sapere che sono vulnerabile. Non mi interessa più un'eventuale preoccupazione altrui. Mi sono stancata di cercare di trovare soluzioni per alleviare le pene degli altri perché nessuno è disposto a farlo per me. Mi sento sola, mi vede sola, ma l'unica cosa che ha saputo fare è stato solo farmelo notare lavandosi la coscienza dicendo che voleva aiutarmi. Sa che sono in difficoltà, che sto passando un brutto momento, ma nonostante questo non ha più speso una parola. A volte non servono gesti plateali, basta davvero poco. Non mi merito niente di tutto ciò.
Mi scuso immensamente per la lunghezza del post, noioso come pochi, lo riconosco. Vi auguro una bella serata cari dottori.

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Gentile Mimì,
per quanto lei parli di un amico speciale, ho l'impressione che il suo sentimento di amicizia per questa persona sia alquanto enfatizzato forse per vicariare inconsciamente vuoti emotivi dovuti alla lontananza del suo fidanzato.
Condivido pertanto il suo pensiero che mantenere rapporti a distanza sia faticoso e questo vale sia per i rapporti amicali che sentimentali più forti.
Dal suo scritto si rileva inoltre un disagio relativo ad ansia sociale con tendenza depressiva del tono dell'umore.
Per tali motivi è consigliabile una esperienza di psicoterapia preferibilmente ad orientamento cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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