Ho paura di perdere tutto per colpa mia

Inviata da notscaredtobestrong il 3 mag 2018 0 Risposte  · Psicologia risorse umane e lavoro

Gentili Dottori,
ormai mi conoscerete. Ho chiesto alcuni consulti ma ora vorrei condividere la mia storia abbastanza traumatica. Non è per piangermi addosso, ma solo per sentire un'opinione.
Ho 30 anni e sono nata da due genitori dell'est Europa. Mia madre aveva già avuto mia sorella di 12 anni più grande dal precedente matrimonio da un uomo italiano.
La storia tra i miei genitori finì subito e lui mi abbandonò. I primi 3 anni della mia vita li passo con i miei nonni, nell'est Europa perchè mia madre, a sua detta, non poteva tenermi.
A 3 anni vengo strappata dai miei nonni e vengo a vivere in Italia con mia mamma e il primo marito italiano, nochè mia sorella. Il padre di mia sorella mi adotta come figlia sua e diventa il miglior papà che potessi desiderare (nonostante la differenza di età, che lo fa sembrare più un nonno che un papà). Mio papà è stata l'unica persona che mi abbia mai fatta sentire parte di una "famiglia": io sono una persona ipersensibile e mia madre ha sempre creato un clima di terrore e disagio in famiglia. Non è cattiva ma è quello che si dice una "non madre": per niente empatica, per niente affettuosa e molto egoista. Mia sorella, di 12 anni più grande, è una persona chiusa che mi vuole bene per carità ma vive una vita sua, lontana, distaccata da me, non "perdonandomi" mai di essere arrivata a sconvolgere la loro vita e di essere diventata subito "la preferita" agli occhi di nostro papà (che poi obbiettivamente era il suo).
Ho una persona che funge da mamma: la mia vicina di casa. Una signora anziana dal cuore grande, creativa, meravigliosa e materna più che mai.
A 15 anni mi trasformo dalla bambina virtuosa, tutta boccoli biondi e 10 a scuola in una ragazzaccia: sempre bravissima a scuola con poco sforzo ma molto precoce. Fumo, bevo molto, ho esperienze sessuali molto preococi.
Passo l'adolescenza collezionando storie sbagliate, nella continua ricerca di trovare quel legame che mi mancava (la famiglia). Passo fuori casa più tempo possibile perchè mia madre rende l'atmosfera irrespirabile.
A 21/22 anni (in pieno periodo universitario) la mia vita va totalmente a rotoli: a pochi esami dalla laurea, mio papà si ammala di tumore e lo accudiamo per 6 lunghissimi mesi da malato terminale a casa. Nel frattempo, sono totalmente sola e in balia di un fidanzato che mi usa violenze di ogni tipo e da cui io non riesco a scappare.
Quando mio padre muore e, qualche mese dopo, anche la mia vicina..io non ho più nessuno.
Dopo qualche tempo, dopo aver quasi rischiato di morire per le botte, decido che devo fuggire e difatti, vado a vivere in un'altra città.
Quì conosco un uomo meraviglioso, dolce, buono, intelligente che si innamora pedutamente di me. Lui sta divorziando e ha una bimba piccola ma, nonostante i suoi problemi, si fa carico anche dei miei.
A questo punto della storia, se faccio un resoconto, inizio a non sentirmi più vittima ma "carnefice" in quanto io, un uomo così, ho sempre sentito di non meritarmelo e credo che anche voi la penserete come me. Ho sempre pensato che starebbe meglio senza di me e non capisco come invece voglia a tutti i costi passare la sua vita con me.
Poco dopo esserci messi insieme io inizio, incredibilmente lo so, a ripensare al mio ex. E' pazzesco lo so, è da disturbati, ma tant'è e voglio essere completamente sincera. Lui lo sa eppure mi sta vicino. Decido così di iniziare un percorso terapeutico perchè mi rendo conto che vi sono troppe cose di me che non capisco e che probabilmente ho dei seri problemi.
Ho fatto una terapia di 2 anni che sinceramente mi è servita a poco. Poi, 2 anni fa, ne incomincio un'altra, una terapia psicodinamica che mira a scavare nel profondo e devo dire che questa mi ha cambiato la vita ma certe cose non riesco a superarle.


In questi anni, seppur con delle lacune enormi, ho imparato ad amare e mi sono perdutamente innamorata di questo uomo così diverso da quelli che cercavo prima, ma ci ho messo troppo tempo e soprattutto penso sempre che lui avrebbe potuto trovare di meglio che una piena di problemi a cui fare da stampella per anni nell'attesa che diventasse una donna "normale".
1 anno e mezzo fa, addirittura, per lavoro, ho conosciuto il tipico marpione all'estero e per qualche giorno ho fatto letteramente "la facile" con lui tramite chat. Ho confessato tutto al mio fidanzato che, ovviamente, mi ha perdonata subito dicendomi che non era nulla di grave. Io invece, inorridita, ne ho parlato con la mia terapeuta, la quale mi ha detto che purtroppo è stato un passaggio attraverso il quale ho capito che non avevo più bisogno di cercare continuamente conferme per capire che ero amata.
Ho trovato nel frattempo un buon lavoro, mia madre mi ha detto di essere orgogliosa della donna che sono e il mio lui vorrebbe sposarmi.
In tutto questo io mi crogiolo. Mi faccio schifo per ciò che ho fatto a questo uomo meraviglioso. Alcuni giustamente potrebbero dirmi di tacere perchè non lo amo, eppure io lo amo e mi pento da morire per ciò che ho fatto, tant'è che mi è impossibile perdonarmi.
Mia madre si è detta orgogliosa della donna che sono diventata ma non è cambiata di un virgola. In questi anni ha aiutato molto mia sorella economicamente e me quasi zero. A 30 anni mi ritrovo senza neanche 100 euro da parte perchè arrivo a fine mese full. Non mi aspetto che lei mi aiuti, ma sinceramente, sono invidiosa dei genitori degli altri.
Il mio percorso di terapia è a buon punto, anche se, come vedete, io dubito che si possano cambiare certe tendenze. Io, oltre che disistimarmi per i miei errori, vivo abbastanza con la sindrome del "reduce di guerra": sempre in attesa che la catastrofe ricominci, di perdere tutto, soprattutto ora che ho così tanto.
Mi rendo conto che nella vita c'è di peggio, sicuro. Non mi perdono di aver cercato di rovinare tutto quando mi sono sentita amata per la prima volta. Non mi perdono di non essere perfetta per il mio perfetto compagno che amo da morire e per la sua bimba che amo come se fosse mia (sebbene all'inizio, immatura che ero, ero gelosa).
Mi schifo per tutto questo e se un giorno dovessi perdere tutto, me lo sarò meritato.
Vi chiedo solo un parere sincero:come si fa a non rimuginare più sul passato e sentirsi dei condannati a vita?


Grazie di cuore..

capire

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