Ho paura di fallire in ogni cosa in cui mi metto in gioco

Inviata da Eich · 6 nov 2019

Mi sento spesso una nullità e mi sento sbagliato al mondo di oggi. Ho 25 anni e mi mancano 4 esami alla laurea in ingegneria edile e architettura. Sono fidanzato da un anno e suono nel gruppo Rockin’1000 da 4 edizioni, inoltre faccio palestra. Non ho amici. Questa è la mia descrizione ma ora volevo parlare di ciò che provo, sono molto razionale ma da iniziò 2019 sento qualcosa in me che non va, soprattutto in questo ultimo periodo. Sicuramente lo stress universitario centra molto, le scadenze gli impegni mi stanno un po’ facendo impazzire. Non riesco a ritagliarmi spazio per me se non quando vado in palestra, viaggio quasi 5 ore al giorno per andare all’università e i fine settimana cerco di passare del tempo con la mia ragazza ma anche questo a volte risulta difficile. Ho pensato che morire sarebbe la cosa migliore, ma non avevo mai pensato al suicidio, semplicemente una morte naturale. Io ho realizzato il mio sogno da bambino e ho sempre portato a termine i miei obiettivi, da solo e senza nessun sostegno ma l’ho fatto. I miei genitori e i miei fratelli non mi hanno mai supportato in niente e non ho amici, nessuno, se non esco con la mia ragazza sto solo a casa. Prima uscivo molto con mia mamma anche solo per mangiarci una pizza e questo mi faceva stare bene ma da quando non mi appoggia più (periodo che coincide con il mio fidanzamento) non riesco più a starle dietro, non ne ho più voglia. Ogni cosa che le chiedo mi sbuffa e critica sempre, quindi ora cerco di evitare ogni rapporto con lei. Mio padre invece ha sempre gioito dei miei fallimenti per poi prendersi i meriti delle mie gioie, penso questa sia la sintesi migliore. I miei fratelli (uno più grande di me e uno più piccolo) non mi hanno mai chiesto come sto. Sul treno leggo e scrivo ma a volte studio anche, ma per i miei comprare libri, romanzi, è solo uno spreco di soldi, così come lo era iniziare a suonare. Con la musica mi sono levato le mie soddisfazioni e proprio ieri sono tornato da un concerto dove c’erano 20k spettatori, a casa neanche un bravo. Però non mi importa molto, alla fine io lo faccio per me. Anche se da qualche giorno sono diverso, mi tremano le mani piango e penso al suicidio. Non credo lo farei, ma ci penso, alla fine dare fine alla mia vita può essere un modo per non avere più problemi soprattutto i futuri come iniziare a campare di spese mie. Ho litigato con la mia ragazza, le ho fatto del male dicendole una bugia, non l’ho tradita e neanche ci ho provato, semplicemente non le ho detto una cosa, lei si è sentita particolarmente presa in giro e non la biasimo. Mi prendo le responsabilità del mio gesto e questo mi ha fatto sentire peggiore in tanti punti di vista. So che la mente umana può giocare brutti scherzi e forse questo sfogo mi ha già fatto sentire meglio, non credo di essere depresso, a me piace anche stare solo, ma credo che oggi stare solo possa farmi fare qualche pazzia. Vi chiedo semplicemente di ascoltarmi e riflettere insieme, anche cercandomi qualcuno che abbia il mio stesso problema o che ne è uscito. Una chiacchierata, tutto qui. O pensate mi serva qualche cura? Scusate il disturbo e grazie del tempo che mi avete dedicato leggendomi.

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Miglior risposta 9 NOV 2019

Salve.
Ciò che scrive mi fa pensare ad un estremo bisogno di essere accolto e ascoltato in uno spazio privato e protetto. Quello di cui ha bisogno potrebbe essere - più che una semplice chiacchierata - un confronto con un professionista con cui poter riflettere insieme su ciò che sente.
Se - come dice - questo semplice sfogo scritto l'ha fatta sentire meglio, provi ad immaginare come potrebbe sentirsi un uno spazio reale, stabile e contenitivo, in cui non è solo e i suoi pensieri possono essere condivisi con qualcuno che li accoglie e li "pensa insieme a lei".
Ci pensi.

Dott.ssa Sara Farese Psicologo a Avellino

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8 NOV 2019

Gentilissimo,
dalle sue parole si percepisce che sta vivendo un momento difficile, mi dispiace che stia attraversando questa sofferenza.
Le consiglio di rivolgersi a un professionista, psicologo o psicoterapeuta, in questo modo troverebbe un adeguato spazio di ascolto e di sostegno, e si ridurrebbe il rischio di compiere un gesto estremo.
Rimango disponibile per altre richieste,
Dott.ssa Irene Capello.

Dott.ssa Irene Capello Psicologo a Asti

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