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Ho paura della morte e dell'esistenza.

Inviata da Genny il 28 giu 2019 Fobie

Praticamente ho risposto alla mia migliore amica la quale mi scrisse "da ogni morte nasce una nuova vita" e poi mi parlava di un libro in cui una tipa aveva piantato un albero alla morte del padre per convincersi che non esisteva una vera fine...e io le ho risposto questo...so che per te non avrà senso...ma ti prego aiutami.

Risposi al suo "da ogni morte nasce una nuova vita" in risposta ad un mio attacco di panico in cui mi sono mostrata abbastanza fragile pensando alla morte.

È una convinzione...
Tipo Dio non esiste, è solo che ce lo siamo tutti inventati perchè avevamo bisogno di un appoggio temporaneo nel momento della nostra nascita.
L'unico Dio che può far realmente accadere le cose sei te stesso...e l'unico Dio che può fare realmente accadere miracoli è la casualità.
Ho paura di aver perso la fede, che magari "non vado in paradiso" ma ora stento tipo troppo a pensare che ci sia un dopo.
In fondo non è vero che la nostra energia si trasforma in altro...forse daremo semplice cibo ai vermi, sarà forse l'unica cosa che faremo una volta morti, o almeno, i nostri corpi...
Non è vero che ci tramutiamo o che la nostra anima va da qualche parte...il mondo si è creato per una ragione di fatto studiata dagli scienziati e noi siamo nati e nasciamo per una ragione di fatto studiata dagli scienziati.
Tutto ciò che non può essere provato e quindi dato per vero concretamente, a parer mio, non esiste.
La vita è una e bisogna rendersene conto, non me ne frega se do energia ai vermi nella terra, detto con sincerità.
Io ormai sono quasi convinta che quando si muore si muore...e che sia una convinzione temporanea (per il tempo che siamo in vita) credere che l'anima e i l corpo siano cose diverse che con la morte si separeranno...tanto in realtá l'anima non esiste, è solamente il cervello. Il cervello che caratterizza il nostro carattere e il nostro modo di fare.
Non esiste una cosa oltre.
Corpo e "anima" sono nati assieme e moriranno assieme. Nulla di cosmico.
Siamo nel nulla più totale.
È brutto il fatto che non ci sia niente dopo la morte, ma non sarebbe nemmeno da pensare...secondo me sono tutte convinzioni per vivere l'unica vita che abbiamo con tranquillità.
Pensiamo che andremo all'altro mondo solo per non essere faccia a faccia con la veritá: la morte.
Non esiste cosa immortale.
Non è mai esistita.
Mai esisterà.
(Tranne la Regina Elisabetta).
La morte è tutta una probabilità...non sai quando morirai...ma è certo che lo farai.
Io non voglio morire.
A sto punto mi chiedo perché sono nata e perchè il mondo si è evoluto.
Tanto fa schifo comunque.
Secondo me non riuscirò mai a vivere.
Cioè che io stia sul divano o vada in America...non credo che sia quella la cosa a cui penserò nel momento della mia morte...ci deve essere qualcosa di più, *che possa far vivere la mia "anima" in pace, prima di spegnermi*.
E non voglio che sia la convinzione dell'altro mondo...anche se mi piacerebbe, tantissimo, non posso crederci.
Voglio che sia un "ho vissuto bene".
Ma è impossibile.
Nella "vita" o meglio esistenza (pk tanto non riusciremo mai a vivere...o almeno io non ci riesco) ci circonderemo di molte cose...concrete o astratte...ma alla fine se ci pensi sono tutte fatte per farci pensare di vivere...
"Oggi ho detto di no a Salvini" boh non ha un fottuto senso andarne fieri.
Tutto ciò che facciamo non ha valore perchè tanto siamo destinati a morire e, alla fine, ci dimenticheremo tutte le cose fatte nella vita.
Perchè fare qualcosa (che sia bello o brutto) significa esistere...secondo me vivere è qualcosa in più...ma non saprei dire cosa.

Non è nuova vita per il padre...piantare il seme le è servito solamente per il suo ego...se no non poteva esistere senza.
O comunque stava male. Per il padre non c'è speranza...lei invece pianta il seme perchè decide di affidarsi ad una cosa spirituale che va oltre la vita in cui viviamo...questa è semplice fede...credere che dopo ci sia qualcosa...quando non c'è.
La fede non esiste è tutta invenzione che serve solo per placare la nostra preoccupazione riguardante la morte.
Piantando il seme, ripeto, è servito esclusivamente a sè stessa per questa vita, l'unica che ha.
Non voleva essere triste e allora ha deciso di convincersi.
Ma è ignoto.
Il tempo non esiste.
Non esiste "prima" o "dopo" nella vita.
Esiste solo nella comunicazione fra persone (tipo: " *dopo* aver mangiato mi sposo").
Quindi sbagliamo completamente strada ad usare parole così insulse ad un concetto unico e senza ragione.
*Non esiste il prima e il dopo della vita/morte.*
E una volta aver "realizzato" questo (per carità, magari anche questa è una cazzata...ma è ciò che penso) io mi sono accorta che la vita è REALMENTE *una* e REALMENTE *breve*.
E che ormai non ha senso esistere se muori...fare cose che alla morte non ricorderai...
*"Bisogna vivere", mi dico...*
*Ma cosa è la vita? E cosa è il vivere? Cosa bisogna fare per vivere? Bisogna davvero "fare" qualcosa per vivere o è qualcosa di più profondo? Come posso vivere? Come vivere?*

Forse sbaglio io...
forse realmente dovrei pensare che quello che io chiamo "esistere" sia vivere"...e forse l'esistenza è molto deploverevole e discreta, quasi inutile, senza "magia" e senza quel "profondo" che tutti ci aspettiamo che abbia.
Forse non tutte le cose grandi sono profonde.
Forse ciò che troviamo profondo è una semplice coccola a noi stessi e a quello che proviamo.
Ci spingiamo ad avere una nostra filosofia, ma non ha senso.
Nella nostra esistenza ci sentiremo un'eccellenza...un Dio con le idee chiare di cosa fare e pensare...ma non siamo nulla di che.
Ripeto: non siamo nulla di che.
Forse è questo. Non esiste importanza nella cose. Perchè non riusciamo a comprenderne il "significato", il "concetto", forse PROPRIO PERCHÈ NON ESISTE.
La nostra mente è inutile.
Giunge a concetti o teoremi inutili.
Alla morte non ti ricorderai di quello che pensavi o di quello che hai fatto.
Resteranno dei rimorsi, magari anche giganti...ma penseremo ai rimorsi solo perchè *siamo esseri superficiali, uomini senza speranze con concetti inventati*.
*Siamo in grado di inventare ma non di comprendere il "vuoto" (che non è "nulla").*
*Cioè appena si nasce ci si crea un'esistenza...per la sopravvivenza* (che cosa inutile, tanto moriamo...e se esistiamo non serve ad un cazzo se non vivi...bo) *ma nessuno ha mai pensato che cazzo è realmente la vita e come si vive..*
O forse sbaglio io nel pensare che la vita abbia un "senso".
In fondo la parola "senso" ha "senso" solo alla nostra mente.
Il senso ce lo creiamo, con la nostra mente, ma non hai mai pensato "Quale è il vero senso senza usare la testa ed inventario? Perché non lo comprendo?"?
Io lo ho fatto, me lo sono chiesta, e sono giunta alla conclusione che forse non lo comprendo perché non so cosa comprendere...perchè non c'è niente da comprendere.
È privo di "senso".
Ora penso "ma allora ci sarà qualcosa, un significato, dato non dalla mente ma da qualcosa che è più grande di noi...Tipo un'anima o cose varie".
Ma in realtá no.
Non c'è niente.
Non c'è "senso".
La vita non ha senso.
Non è soddisfacente.
Perchè quella che chiamiamo "vita" è una semplice "esistenza".
Molto inutile.
Assume valore solo se glielo diamo ( *solo se ce lo inventiamo con ragionamenti che crediamo intelligenti ma non sono niente...se non inventati* ).
Nulla ha valore, se non glielo diamo e se non lo creiamo.
Il valore (quindi la grandezza e l'importanza delle cose) non va "compreso" perchè il valore _non esiste_.
E non ha "senso" inventarlo (e quindi dare valore alle cose)...perchè l'unico "senso" che troviamo è mentale.
E la mente, al contrario di ciò che si pensa, è completamente scontata e inutile.
Non ha un "senso" profondo.
Perchè nè il senso nè il profondo esiste per davvero.
Lo creiamo.
E ciò che la nostra mente crea non esiste di fondo.
Però nessuno ha mai capito il senso vero, quello profondo, perchè non esiste.
Esattamente come la parola "profondo".
Non ha un significato se non mentale.
Sono giunta così alla conclusione che la vita è discreta e spenta. Punto.
E vorrei tanto sapere che ci sia qualcosa di più importante...ma non posso mentirmi e crearmi concetti mentali totalmente inutili, quanto la esistenza stessa.

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Gentile Genny, anche a me viene da esclamare: quante domande! Ognuno/a di noi si è interrogato sul senso della vita, alcuni raramente, altri (come me) ci hanno dedicato e ci dedicano molte ore di studio e molto tempo per scambiare idee con persone che stimiamo.
Lei ha scritto molte considerazioni, alcune originali ma altre molto ingenue. Probabilmente è all'inizio della ricerca. Non penso le sia molto utile qualche risposta nostra, ma dovrebbe studiare e confrontarsi con esperti, se veramente il tema la interessa.
Le cose non sono così semplici come sembrano. C'è una serie infinita di fenomeni che non si spiegano con una visione materialistica. Poi la materia stessa è un' illusione, nel senso che è più lo spazio vuoto degli atomi che compongono un pezzo di qualsiasi materia, che sembra solo apparentemente ferma e dura, come il marmo. In realtà sono le forze che intercorrono tra gli atomi che impediscono alla nostra mano di attraversare un blocco di marmo o di altra materia, oppure al nostro corpo di sprofondare nella Terra. Come vede le cose sono ben diverse dalle apparenze. Anche riguardo alla questione della sopravvivenza dopo la morte sono oramai molti gli scienziati che se ne occupano. Inoltre in tutto il mondo vi sono gruppi di ricerca sulla medianità. Basta solo leggere qualche libro per rendersi conto che i fenomeni medianici sono presenti da sempre, ed in tutto il mondo. Potrei continuare all'infinito, ma sarà lei a decidere se dedicare tempo a questi temi o no. Un cordiale saluto
dr. Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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Buongiorno Genny,

il messaggio, la domanda è caratterizzata da molti quesiti, tanti dei quali per poterla aiutare andrebbero indagati. Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico finalizzato a comprendere meglio alcune sue parti.
Resto a disposizione
cordiali saluti
Dott.ssa Alice Noseda

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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Buongiorno Genny,
Tutti questi interrogativi circa la vita, l'esistenza e la morte, meriterebbero uno spazio condiviso e protetto e direi anche un dialogo...
Forse dovresti concederti questo tipo di ascolto, tuo e di un professionista psicologo, con cui intreprendere un percorso..
Un saluto Giusi D'Apolito

Dottssa Giusi D'Apolito Psicologo a Manfredonia

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