Ho paura che mio figlio sia anoressico, cosa posso fare?

Inviata da Laura · 25 mag 2016 Anoressia

Mio figlio sta dimagrendo sempre di più, mangia pochissimo, rifiuta molti alimenti, e va spesso in palestra e a correre per bruciare calorie, è alto 172 cm e pesa 51 kg. Ha 30 anni, ho provato a farlo ragionare, ma rifiuta il dialogo! Sono molto preoccupata, cosa posso fare? Temo si tratti di anoressia nervosa, vi prego aiutatemi!! Grazie!

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Miglior risposta 26 MAG 2016

Gentile Laura,
comprendo la sua preoccupazione ed anche la frustrazione nonchè il senso di impotenza rispetto al fatto che suo figlio rifiuta il dialogo.
Questo rifiuto può essere dovuto a diverse ragioni che andrebbero indagate in un contesto di psicoterapia dal vivo e possono riguardare problemi relazionali con lei (magari anche lontani nel tempo) oppure problemi personali di cui il ragazzo non vuole parlare perchè il parlarne acuirebbe il suo dolore o lo esporrebbe a critiche negative.
Il rifiuto del cibo o la sua riduzione drastica in assenza di patologie organiche dell'apparato digerente, è da collegare sicuramente a cause psicologiche ma il ragazzo, al momento, non si fida abbastanza da poter condividere le sue emozioni.
Le consiglio di dare il buon esempio nel chiedere per se stessa un sostegno psicologico per potere, sulla base di dinamiche puntuali emerse in seduta, avere efficaci suggerimenti su come relazionarsi meglio a suo figlio fino a conquistarne la fiducia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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4 GIU 2016

Cara Laura,
capisco il sentimento di impotenza che la attanaglia come madre, ma di fronte al rifiuto del dialogo non ci si può arrendere. Chieda consiglio ad un terapeuta familiare esperto in EMDR e vedrà che si sentirà meno sola ad affrontare questa situazione così pesante. Cordialmente. Dott.ssa Silvia Orso (Udine)

Studio Silvia Orso Psicologo a Udine

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1 GIU 2016

Salve Signora!
Come lei sa, l'anoressia può colpire anche gli uomini e anche a 30 anni, quindi capisco la sua preoccupazione. Credo che un elemento fondamentale da osservare sia la motivazione e l'entusiasmo con la quale suo figlio affronta la vita di tutti i giorni e cioè il lavoro, le relazioni sociali etc.. Come lo vede, sereno o ossessionato dalla magrezza? Molti ragazzi oggi tengono al proprio fisico che tentano di scolpire con grande impegno. La selezione degli alimenti bisogna vedere in che misura è fatta, cioè se evita fritture, dolci, cibo troppo elaborato , non necessariamente è anoressico, se integra con fibre, verdure , proteine piuttosto che carboidrati. Credo che potrebbe aiutarlo, creando una certa complicità a tavola proponendogli pietanze salutari e saporite e allo stesso tempo aprire così un dialogo, indagando sulla sua fame, sul suo controllo del peso e sopratutto sulla percezione di se stesso. Mi spiego: si vede grasso nonostante la sua magrezza? ha una visione obiettiva di se stesso? Riconosce di essere in forma e voler mantenere quello status? credo che questi indicatori possano meglio orientarla a capire se si tratta di un problema. Un altro aspetto su cui mi soffermerei è il suo umore. Capita che le persone dimagriscano per un disturbo dell'umore,che non abbiano fame e che non sentano lo stimolo a mangiare.Questo si distingue bene dal voler dimagrire. Se suo figlio compensa con attività fisica come la corsa e la palestra penso però che di energia ne abbia. Come altri hanno riferito, se il diretto interessato non è motivato a farsi aiutare è difficile riuscire a farlo. Credo però che in questa situazione , bisognerebbe meglio capire se si tratta realmente di un problema. Nel dubbio si rivolga anche al medico di base specificando i dettagli dell'alimentazione.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Ilaria Raia
Psicoterapeuta dell'adolescenza e del giovane adulto ad indirizzo Psicodinamico
Cecina (LI)

Dott.ssa Ilaria Raia Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Cecina

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27 MAG 2016

Cara Laura
oggi sono tanto in aumento le "patologie alimentari" ed è certo possibile che suo figlio sia "caduto" in una di queste e magari, a monte, ci sono altre problematiche nascoste che solo lui può sapere.
Come in ogni disturbo c'è da comprenderne la storia e quindi questa "storia" (che, ripeto, solo suo figlio sà) deve essere raccontata a qualcuno.
Il difficile sta qui i n quanto fa parte del disturbo stesso il non accettare di aver bisogno di aiuto.
Questi soggetti hanno spesso la risposta pronta a tutto e una spiegazione ai loro comportamenti che è quasi sempre logica ma, evidentemente, non corretta vista la situazione di "sottopeso" (in questo caso) in cui il ragazzo si trova.
Occorre quindi essere molto tattici e fargli parlare da qualcuno che gli sia vicino e col quale abbia un dialogo e di cui accetti i consigli.
Come mamma e come professionista comprendo la sua preoccupazione e convengo con lei che si deve tentare una strada.
Contatti qualche amico o qualche persona di fiducia di suo figlio e si faccia aiutare per portarlo a chiedere un aiuto psicologico.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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26 MAG 2016

Sig.ra....sino a che Suo figlio 30enne non riterrà di avere un problema, non c'è niente che si possa fare. E comunque, se riesce a correre tanto, di sicuro è in buona salute.
Tenga presente che la magrezza è ricercata e desiderata anche da chi tiene molto all'estetica, e non solo da chi è affetto da anoressia.

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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26 MAG 2016

Cara sig.ra Laura, comprendo l'angoscia che prova per suo figlio.
Spesso un genitore si trova a sperimentare un senso di impotenza di fronte ai segnali di malessere dei propri figli.
Capita di frequente che il dialogo fra genitori e figli sia difficile, anche per la paura di ferire l'altro, per il timore di deludere le sue aspettative e per quel senso di vergogna che a volte assale ognuno di noi quando si trova a dover fare i conti con le proprie fragilità e debolezze.
Credo che il messaggio veicolato dal cibo rifiutato abbia a che fare con le emozioni e allora potrebbe essere importante provare a comunicare a suo figlio la preoccupazione che prova per lui, cercando di non esprimere giudizi, ma di parlare delle emozioni che lei prova nel vederlo così, facendo attenzione però a non farlo sentire in colpa.
So che la situazione è molto delicata e che non è affatto facile vedere il proprio figlio stare male.
Sarebbe importante proprio per questo motivo rivolgersi ad un centro specializzato nei disturbi alimentari in cui non di rado è possibile ricevere informazioni in qualità di genitore per comprendere meglio cosa sono e come poter stare vicino al proprio caro in questa fase della sua vita.
Il fatto che lei per prima si rivolga ad un esperto per una consulenza, potrebbe lanciare un messaggio molto importante a suo figlio del tipo: " anche io vorrei provare a mettermi in gioco, a mettermi in discussione" cosa che potrebbe aiutare il ragazzo a sviluppare a sua volta la motivazione a chiedere aiuto.
Faccio a lei e a suo figlio molti auguri e porgo cordiali saluti.
Dott.ssa Patrizia Borrelli
Psicologa Psicoterapeuta della famiglia

Dott.ssa Patrizia Borrelli Psicologo a Milano

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26 MAG 2016

In queste situazioni è tutto difficile perché più si insiste nel chiedere spiegazioni e più si ottengono risposte di chiusura e di indisponibilità al dialogo. Una possibilità,credo, sia rappresentata dal creare un clima sereno in modo che spontaneamente suo figlio ricerchi la possibilità di parlare delle problematiche che sta vivendo (può derivare da una difficile relazione con voi genitori, oppure da qualcosa che sta vivendo nella sua vita e nelle sue relazioni affettive, oppure le condizioni di lavoro, o qualcosa che sta più in profondità e che deve emergere alla coscienza di sé. Per aiutarlo, quindi, e stimolarlo al dialogo, è indispensabile creare le condizioni giuste per far emergere la motivazione personale a liberarsi delle tensioni psicofisiche o esistenziali, alla base del dimagrimento. Se non ottiene risultati con tali tentativi, si può ricorrere all'aiuto dell'esperto clinico.

Dott. Renato Vignati Psicologo a Fermo

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25 MAG 2016

Cara Laura,
comprendo l'impotenza di fronte al rifiuto di dialogo da parte di suo figlio. In questo momento lui ha una magrezza moderata e il suo indice di massa corporea non indica ancora una magrezza grave. Purtroppo se lui rifiuta qualsiasi forma di dialogo è difficile poterlo aiutare. Continui a monitorare la situazione e a cercare comunque di farlo riflettere sulla sua condizione fisica, magari facendogli leggere qualche articolo sull'anoressia o cercando colleghi o centri specializzati nella cura dei disturbi alimentari e convincerlo a prendere un appuntamento.

Cari saluti
Dott.ssa Carla Francesca Carcione

Dott.ssa Carla Francesca Carcione Psicologo a Capo d'Orlando

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