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Ho fatto la scelta giusta per il mio futuro?

Inviata da Nicola Tavaglione il 6 feb 2019 Orientamento scolastico

Ciao a tutti, sono un ragazzo nato a Roma di 23 anni, sto passando un periodo difficile e leggendo varie discussioni su questo portale anche inerenti a questo mio probema, mi sono deciso a raccontarvi il problema perche credo, e spero possa aiutarmi.
Mi sono laureato in ingegneria navale a Napoli nel mese di dicembre 2018, in 3 anni, la scelta di questa facoltà è stata una mia decisione presa con entusiasmo e fermezza. Ad inizio novembre 2018, una sera mi sono cominciati a venire conati frequenti durante tutta la giornata, che piano piano mi hanno limitato in tutto, dal frequentare i corsi della magistrale a fare la spesa, a dormire e mangiare. All'inizio il medico di base pensò si trattasse di reflusso cosi provammo ben 4 terapie diverse senza alcun miglioramento, anzi cominciai anche ad avere una forte produzione di muco in gola. Dopo la laurea, frequentavo comunque la magistrale ma una settimana dopo la laurea sprofondai in una forte demotivazione, con frequenti attacchi di ansia, mi sembrava di impazzire...
Tornai a Roma per le vacanze di Natale pensando che un po di relax potesse farmi uscire da questa situazione, ma le cose peggiorarono, non mangiavo, mi sono chiuso con amici e ragazza e caddi in depressione, cosi ne parlai con i miei e andammo da uno psichiatra amico di mio padre e mi disse di prendere mirtazapina, un antidepressivo e comincia una terapia da uno psicologo. Ora,mentre vi scrivo, mi trovo in questa situazione. Sono depresso, vedo tutto nero nei confronti del mio futuro, mi sento un fallito e non credo in me stesso, il mio pensiero era legato al fatto che magari quella facoltà non fosse la mia strada, ma lo psicologo mi disse che secondo lui il problema non era quello, ma dopo varie sedute che ho paura di vedere i miei proggeti di vita falliti. Ma continuo ad avere dubbi sulla facoltà, passo intere giornate cercando lavori possibili su internet, da panificatore a consulente aziendale sentendomi inadeguato per tutti i lavori. Non riesco piu a pensare lucidamente e con i frequenti conati ho perso la voglia di vivere. So che quest'ultima frase sembra essere esagerata, ma non vedo piu uno scopo per me. Vi ringrazio per aver speso tempo per leggere questo mio post.

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Caro Nicola,
è sicuramente vero che, prima di considerare il suo problema da un punto di vista psicologico o più specificatamente psicosomatico, lei non debba lasciare intentata alcuna indagine sul versante fisico, poichè dietro una forma di demotivazione o apatia tendenzialmente depressiva, può nascondersi un qualsivoglia disturbo di origine organica. Quindi , proceda nel compiere ulteriori indagini in quel campo . Una volta escluse tali componenti come causa del suo disagio attuale, potrà prendere in considerazione la possibilità che Lei , stia attraversando un momento di impasse sul piano psicologico. Ingegneria , non è una facoltà facile e la fatica di sostenere un tale carico sul piano sia intellettivo che emotivo , può averla condotta ad una sorta di saturazione a cui il suo organismo , inscindibilmente legato alla psiche, le ha risposto, inviandole un messaggio simbolico molto chiaro : "ciò che sei costretto a digerire è troppo per te in questo momento!" Ed ecco quindi il tentativo di "rigetto" attraverso i sintomi che lamenta. E' possibile lei abbia necessità di un periodo di sospensione dalle sue abituali attività , e , di riflessione rispetto agli obbiettivi che si è posto , poichè a 23 anni si è ancora molto giovani ed è assolutamente naturale, desiderare di comprendere meglio se ciò che un tempo poteva rappresentare una meta da raggiungere a tutti i costi , oggi , non risulti solo il desiderio coltivato in un infanzia e preadolescenza che destinate ad essere superate ,portino inevitabilmente con sè in questo graduale allontamento dall'uomo che sta diventando, anche le antiche necessità di realizzazione. Oppure , molto semplimente, se lei è ancora certo dei suoi interessi e passioni ,potrebbe trattarsi della necessità di ascoltare un po' di più i segnali di stanchezza e stress che ha accumulato, prendendosi una meritata pausa di riposo , prima di affrontare nuove sfide. Come analista Junghiana , sarei molto interessata ai contenuti dei suoi sogni , i quali, potrebbero fornirmi molte informazioni sulla sua situazione intrapsichica attuale.
Un caro augurio e un cordiale saluto

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Psicologo a Parma

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Gentile Nicola,
l'apparato gastro-enterico è un organo bersaglio privilegiato su cui viene scaricata ansia e tensione nervosa per cui, se gli esami diagnostici (inclusa una gastroscopia) hanno escluso un problema organico, l'origine dei tuoi disturbi non può essere che psicosomatica.
Benchè tu abbia superato senza problemi o ritardi la triennale, credo che lo psicologo che hai consultato abbia ragione nel collegare (in questa fase della tua vita) i tuoi sintomi al timore di fallire e non sentirti all'altezza dei progetti di studio e di vita lavorativa fatti ma tu ne parli al passato ( "...lo psicologo disse...) per cui non vorrei che dopo qualche seduta hai abbandonato la psicoterapia.
Se è così, hai commesso un grossolano errore perchè una psicoterapia dovrebbe durare almeno un anno.
Le tue paure e il tuo stato confusivo e depressivo possono perciò essere dovute ad un crollo dell'autostima che insieme all'ansia psicosomatica ti ha mandato nello sconforto e ti ha bloccato.
Pertanto ritengo fondamentale portare avanti la psicoterapia e, solo se necessario, associare il farmaco.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Buongiorno Nicola, Lei è molto giovane, condivido il fatto oggettivo che, appena laureato, sia difficile orientarsi e capire cosa fare del suo futuro.
E' possibile che il suo sintomo(il conato) esprima un "rifiuto"...sì, ma di che cosa? di vivere, di affrontare le responsabilità, di crescere e uscire dal guscio di casa sua?
E' importante che Lei si fermi a riflettere e che magari si prenda il tempo per capire, dimenticando l'urgenza del momento, affinchè le decisioni e le scelte da prendere nell'immediato non diventino un'ossessione.
Per quanto riguarda l'orientamento professionale, Lei potrebbe cominciare facendo un passettino piccolo verso qualsiasi direzione (studio, stage, lavoro), ovvero fare la più piccola delle cose, piccola e insignificante, che non le procuri un conato: per esempio, secondo lei, quale potrebbe essere ?
Questo per uscire dall' empasse e cominciare a vedere che Lei è competente e da solo è arrivato fin lì, a laurearsi, quindi in qualche maniera le sue risorse ci sono e sono andate a nascondersi da qualche parte.
Cordiali saluti,
Dr.ssa Carla Lacchini Psicoterapeuta

Dr.ssa Lacchini Psicoterapeuta Psicologo a Galliate

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Gentile Nicola, se ho capito bene lei sta sempre male con lo stomaco. Quello che manca in tutta questa storia è una corretta diagnosi. Non ho mai sentito che una depressione porti problemi così seri allo stomaco. Oggi c'è la tendenza per fretta od incompetenza ad attribuire tutto quello che non si comprende allo stress o alla depressione. Da psicologo, e appassionato alla medicina non convenzionale devo dirle che non è così. A mio modesto avviso dovrebbe trovare un medico degno di questo nome, ma non è facile. Se fosse a Milano potrei indirizzarla, a Roma forse conosco il nominativo di un Centro, se crede mi scriva.
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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Buongiorno Nicola,

la sua ultima frase non è esagerata, o meglio, dal suo racconto emerge molta preoccupazione, ansia e paura nei confronti del futuro, perciò capisco che in questo momento abbia perso un pochino la speranza di stare meglio. Come va il percorso che sta seguendo?ha condivido con il collega la preoccupazione?è soddisfatto della terapia?
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, se vuole può scrivermi.
Cordiali saluti
Dott.ssa Alice Noseda

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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