Ho difficoltà nello studio, non mi sento bene a casa

Inviata da ginevra · 11 nov 2019

A 19 anni sbagliai facoltà universitaria, scelsi e passai il test per la facoltà di Biotecnologie (non avevo passato medicina e avevo ripiegato su quello). Ora studio Lettere, ma questo corso di studi mi ha deluso, cercavo moltissimo la letteratura, ma su 23 esami ne ho trovati solo 4 di letteratura italiana. Provengo da un liceo scientifico e ho due genitori laureati in materie scientifiche, due insegnanti molto esigenti: quando ho scelto Lettere mio padre ha tirato un pugno sul tavolo dicendomi che andavo a fare la disoccupata. Ora sto finendo la facoltà di Lettere (mi mancano 7 esami su 23 totali), ma faccio tanta fatica. Non mi piace moltissimo, però non la voglio abbandonare perché voglio finire un percorso. Forse avrei dovuto studiare altro, ma ormai non so nemmeno più che cosa mi piace o che cosa non mi piace. In casa non c'è un ambiente tranquillo, ma ostile e freddo. Sono depressa, questo lo so perché in passato ho sentito le stesse emozioni, però in passato mi aveva aiutato una psicologa. Mi sento molto disorientata, ho la sensazione che la mia vita non abbia senso, di sera mi assale la tristezza, mi sento ferma, l'ultimo esame che ho dato è a settembre 2019, ora ne ho uno a dicembre e sto male. Studiare, ogni giorno, per questi esami così pesanti per la quantità di materiale da memorizzare, è molto difficile. Non so proprio che cosa avrei dovuto scegliere: medicina? psicologia? Ero molto brava a scuola alle superiori (lo sono sempre stata, anche alle medie, alle elementari, infatti venivo presa in giro perché mi dicevano che ero secchiona), facevo mille cose, musica, nuoto, canto, volontariato, poi ho avuto una grande depressione dopo un grande periodo di stress. Ora vorrei finire l'università, ma non riesco a stare a casa a studiare tutto il giorno perché mi sto male, mi sento in gabbia, senza vie di fuga. Anche andare in aula studio con altre mie compagne di studio non migliora le cose, perché il problema è sempre lo studio e il ritorno a casa la sera (non mi trovo bene a casa). Vorrei una pausa, ma la pausa implicherebbe stare ancora più tempo a casa con i miei. Non so che fare, non so che cosa mi piace, sono senza energie, molto stanca e triste. Il mio ragazzo mi aiuta un bel po', vorrebbe andare a convivere con me, ma prima io vorrei finire almeno la triennale. Vorrei continuare sempre con questo tipo di studi alla magistrale, ma ho scelto un'altra università in cui c'è molta possibilità di scegliere gli esami e, soprattutto, avrò solo esami di letteratura. Tuttavia, questa cosa non mi sprona, perché vedo la fine lontana, non mi va proprio di parlare di università con nessuno, solo con il mio ragazzo. E ho eliminato tutte quelle amicizie che facevano a gara con me in ogni cosa, anche nello studio. Ora accanto a me ho solo amicizie positive, ma sono molte meno e farne delle nuove è difficile: ci vuole energia, energia che non ho. Come potrei uscire da tutto questo?

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Miglior risposta 22 NOV 2019

Cara Ginevra,
sei molto giovane e la tua sofferenza merita ascolto e attenzione ed è importante, anzi doveroso, che tu ti prenda cura di te e del tuo futuro, perchè questi sono gli anni migliori della vita e trascorrerli stando male è un peccato!
Mi pare di capire che tu presenti una sofferenza principale e maggiore che contiene, quasi come un contenitore capiente, altre sofferenze a cascata: la depressione di cui parli e che hai vissuto in più occasioni è il contenitore, la tristezza che senti a casa è un ulteriore effetto o causa di malessere .
Ci sono tanti aspetti su cui lavorare in terapia (non solo attraverso colloqui con lo psicologo), alcuni prioritari rispetto ad altri e mi riferisco alla depressione di cui parli, al senso di disorientamento, alla tristezza e alla sensazione "che la tua vita non abbia senso", tutti sintomi importanti e degni di nota, soprattutto l'impossibilità di vedere un senso al proprio essere nel mondo: forse, il fatto che tu abbia parlato in passato con una psicologa (bene che tu lo abbia fatto!) ma che continui a presentare gli stessi sintomi e la stessa sofferenza di prima ci indica che il problema vero non è del tutto affrontato o "risolto" (termine che non mi piace molto ma che può aiutarti a capire cosa io stia intendendo) e che sarebbe utile riprendere il discorso in terapia e affrontare, più approfonditamente, i vissuti depressivi e la difficoltà a capire cosa vuoi davvero, a prendere una decisione soddisfacente per te.
Descrivi di sentirti spesso in gabbia e senza via di fuga e anche questo vissuta necessito di approfondimento ed elaborazione così come le emozioni contrastanti che provi quando sei a casa e in relazione con la tua famiglia, dove è facile che la tua sofferenza aumenti sentendoti "ingabbiata" in decisioni (la scelta della facoltà di biotecnologie per esempio e che sembrerebbe essere più in linea con il percorso di studi di due genitori laureati in materie scientifiche) che non rispecchiano le tue vere intenzioni o aspettative, tue (su di te) e degli altri ma che, in qualche modo, ti senti in dovere di rispettare ( "ero molto brava a scuola alle superiori e mi chiamavano secchiona ").
Bene che ci sia l'aiuto e il supporto di una presenza rassicurante come il tuo ragazzo, ottima risorsa e causa per te di benessere e leggerezza ma può non essere sufficiente e potrebbe giovare molto l'aiuto di un professionista.
In bocca al Lupo e Coraggio!

Dott.ssa Federica Martino
Psicologa e Psicoterapeuta

Dott.ssa Federica Martino Psicologo a Varese

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