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Ho dei problemi nel relazionarmi con i professori

Inviata da kiarina il 11 mar 2016 Relazioni sociali

Fin da piccola ho provato un grande affetto per alcune insegnanti, non so bene il perché, probabilmente le ritenevo un esempio per me e inoltre le consideravo come una figura materna. Ma dalle scuole medie questa affetto e ammirazione per alcune docenti ha influenzato molto le mie scelte, il mio comportamento...forse anche la mia vera identità. Ad esempio il fatto che la mia professoressa di matematica avesse fatto il classico mi aveva spinto a fare lo stesso. Ora che frequento la quarta liceo e ho compiuto 18 anni non posso più trascurare tutto ciò. Al biennio mi sono affezionata molto alla mia professoressa di greco, ciò mi rendeva difficile: parlare con lei senza arrossire e guardandola negli occhi, vederla mi rendeva e mi rende felice, al contrario non esserle vicino e non vederla mi rende triste, la grande nostalgia di averla tutti i giorni in classe a spiegare mi spinge a cercarla ovunque, a sognarla, a guardarmi continuamente attorno nella la speranza di vederla. Mi considero ancora più ossessionata se penso che le avevo mandato alcuni sms senza scrivere chi fossi, inoltre ho sempre paura di fare pazzie, quando ho voglia di scriverle: forse fortunatamente per consiglio di un'amica reprimo il mio desiderio e la mia voglia, ma un attimo dopo provo un grande rimorso.
Il fatto è che ora mi sembra di essere ossessionata completamente anche per altre docenti: le sogno, le cerco, mi sembra di vederle ovunque, le immagino quando studio, non riesco a parlare con loro, non riesco a guardarle negli occhi, non riesco più ad essere come una volta aperta e solare, non vedo l'ora di vederle, vorrei essere come loro, ho dei comportamenti strani alla loro presenza e non salto neanche un giorno di scuola per loro.
Oggi la mia prof. di italiano mi ha chiesto se avevo dei problemi, se ero triste, se provavo dolore, cosa era successo, mi ha chiesto "dov'è finita la mia vecchia alunna?". Alle sue domande non sapevo come rispondere, così mi sono limitata ai monosillabi "si, "no", "non so", ora riesco solo a vedere quella scena in diversi modi, e sono del tutto confusa forse dovevo dirle la verità. Quando ero al biennio già la stimavo molto e mi era simpatica, ma avevo un rapporto più aperto, ora invece mi blocco, reprimo ciò che provo, non esprimo ciò che penso, le voglio troppo bene.

Temo che il mio comportamento non vada bene, temo di influenzare troppo la mia vita in questo modo.
Non so se potete aiutarmi, ma così non ce la faccio più.

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Cara Karima
eccoci qua a considerare il tuo problema che, come tu dici, negli ultimi tempi, si è ingigantito, ed ora sta bloccando le tue spontanee comunicazioni e i modi di essere spontanea in presenza di queste insegnanti.
A mio parere la spiegazione sta nelle tue parole semplici e chiare, queste: "vorrei essere come loro".
Tutte le ragazze (più o meno) alla tua età hanno bisogno di figure femminili in cui identificarsi, hanno bisogno di "studiare" altre donne, i loro modi di essere di comportarsi, di agire e, perfino, di vestrirsi e di parlare.
Si "assorbono" dei modelli ideali, per potersi orientare e arrivare a scoprire il proprio modo di essere donna.
Io penso che quella che tu stai attraversando sia una fase di transizione dall'essere ragazzina acerba al voler diventare donna matura.
Intensamente il tuo inconscio sta elaborando concetti e immagini del femminile, li "assapora" attraverso queste figure di Proff., li gusta, ne sente il sapore e tutto al fine di decidere come e in che modo il TUO personale modo di "essere donna" sarà uguale e/o diverso dal loro... piano piano stai costruendo ed interiorizzando una immagine di te stessa.
E' ovvio che in questa fase di assimilazione e di costruzione, tu sia così "ferma" ed insicura nell'esprimerti.
Ecco, io toglierei tutta l'ansia in più che stai mettendo in questo processo.
Cerca di rilassarti e di respirare, non mi sembrano cose particolarmente strane queste che stai vivendo.
In una società in cui il "matriarcato" (inteso come lo stare tra donne) si è molto ridotto e in cui, le giovani si trovano praticamente sole nella interiorizzazione di un "femminile proprio", a me sembra che tu stia colmando a tuo modo questa lacuna.
Una donna per trovare se stessa ha bisogno di tanti modelli del femminile, non solo quello materno.
Un caro saluto
Ps. Questo che ho trattato può essere un modo per affrontare il problema e un argomento da discutere con le compagne e anche con le professoresse.
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Ciao Kiarina,
il tuo bisogno di un affetto materno ti spinge a sovracaricare di emotività e richieste affettive il tuo rapporto con le insegnanti, nelle quali tu identifichi una madre buona che ti manca. Rivolgiti subito ai tuoi familiari, perchè hai bisogno di una psicoterapia nella quale il transfert con la tua terapeuta potrà essere analizzato e gestito e tu potrai superare questo problema. Se non hai nessuno che ti aiuti in famiglia puoi prenotare anche da sola una visita alla ASL, poichè hai 18 anni - essendo "disoccupata" dovresti avere l'esenzione dal ticket se l'ISEE della tua famiglia (cioè il reddito) non è alto, così non spenderai nulla. Non aspettare perchè alla tua età questo tipo di problema può risolversi bene rivolgendosi a una psicoterapeuta, se invece non lo affronti potrebbe compromettere il tuo mondo di relazioni.

Dott.ssa Margherita De Lieto Psicologo a Roma

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Gentile Kiarina,
se, come tu dici, fin da piccola consideravi alcune insegnanti simbolo di figura materna, viene da chiedersi qual'è stato, sia allora che in seguito, il tipo di rapporto esistente con tua madre e con altri tuoi familiari.
E' probabile che uno scompenso relativamente al tuo bisogno di affetto e una contemporanea tua fragilità psicologica ti abbiano portata ad idealizzare alcune tue insegnanti e ad essere pervasa da pensieri ossessivi e ripetitivi in una sorta di dipendenza psicologica.
Alla fine, anche tu sei consapevole del tuo attaccamento morboso e, allo stesso tempo, del tuo disagio quando dici che non riesci a guardarle negli occhi, arrossisci e non riesci a parlare in tranquillità con loro, tutte cose che non ci dovrebbero essere in una normale relazione di ammirazione, gratitudine e anche affetto nei confronti delle insegnanti.
Ora che hai 18 anni e stai prendendo consapevolezza che dietro questi tuoi pensieri e comportamenti si cela un disagio psicologico, sarebbe il caso di intraprendere una psicoterapia per ritrovare l'equilibrio perduto o forse mai avuto e fare un percorso di maturazione e di crescita personale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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