Ho bisogno di consigli per gestire la mia famiglia allargata

Inviata da Maria · 27 giu 2014 Terapia familiare

Buongiorno, sono una donna di 37 anni, ho una bimba di 5 anni e da 1 anno sono separata dal mio ex Marito. In realtà abbiamo deciso di separarci già 2 anni fa. E dopo 1 anno da separati in casa io sono andata a vivere con mia figlia altrove. Lui aveva un'altra relazione ma la decisione è arrivata più o meno di comune accordo. Non abbiamo mai fatto scenate davanti a mia figlia. E collaboriamo tutt'ora in maniera civile nell'educazione e nell'interesse suo prima di tutto. Da quasi un anno è entrato a far parte della mia vita e della vita di mia figlia un altro uomo. Inizialmente lo aveva accettato bene, per lei era come avere un nuovo compagno di giochi. Mi chiedeva spesso quando S. (Il mio nuovo compagno) sarebbe venuto a trovarci e se le rispondevo che non veniva ci rimaneva male. Con il tempo lui si fermava a dormire più spesso ed ora viviamo insieme. Dopo le feste di Natale di quest'anno, che mia figlia ha trascorso con il papà. Le cose sono cambiate. Non vuole più andare all'asilo e mi chiede continuamente quando potrà tornare dai nonni paterni e dal papà. Spesso mi chiede di fare cose io lei e suo padre oppure mi prega di tornare con lui. Mi ha chiesto di prometterle che non sposerò mai S. e alla mia domanda sul perché mi ha risposto "perché io non voglio un nuovo papà" . L'ho tranquillizzata dicendole che lei un papà lo ha già e niente potrà mai portarglielo via. Spesso la sera fa i capricci per Andare a letto... E se io cerco di essere ferma lei Piange dicendo che le manca nonna o papà... Facendomi sentire una pessima madre. Ho provato con il dialogo cercando di essere il più chiara possibile. Rassicurandola quando ha esposto le sue paure o i suoi dubbi. Ma nell'ultimo mese ho notato un peggioramento. Si infastidisce quando S. torna a casa, anche se poi lo cerca per giocare. Non vuole più andare all'asilo. E mi chiede di continuo quanti giorni mancano al fine settimana in cui andrà con il papà e se può stare con lui tanti giorni. Non so se assecondarla dandole un po' di tempo extra con suo papà è una cosa giusta o se rimanere ferma sulle mie decisioni . In tutto questo il mio nuovo compagno cerca di aiutarmi. Parlando tra noi ha notato che mia figlia si è raffreddata nei suoi confronti e cerca di stare "al suo posto" non forzandola. Inoltre da esterno secondo lui la bambina fa così perché ha capito che dai nonni fa ciò che vuole (nessuna regola... Si sveglia e va a letto quando vuole... Niente scuola.. Solo TV e parchi gioco e soprattutto niente asilo) Io penso che sicuramente è così ma da mamma sento che c'è un disagio e vorrei aiutarla.
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Miglior risposta 30 GIU 2014

Gentile Maria,
è difficile poter formulare ipotesi sensate da qui, senza conoscere da vicino la situazione.
In ogni caso, da un lato si può ipotizzare che sua figlia sia cresciuta cognitivamente e di conseguenza diventata più consapevole della separazione, opponendovisi con la protesta e la lamentela, uniche armi a disposizione di un bambino piccolo. E' possibile che all'asilo, nonostante le separazioni siano sempre più frequenti, sua figlia abbia cominciato a "confrontarsi" con altri bambini, comprendendo che la sua situazione familiare è un po' diversa da quella della maggioranza.
Allo stesso tempo è ipotizzabile che, dopo il trasferimento del suo compagno a casa, la famiglia dell'ex marito e lui stesso abbiano incrementato i livelli di "gelosia", temendo proprio un "sostituto paterno" e influenzando negativamente la bambina.

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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1 LUG 2014

la bambina soffre perchè non ha più il suo papà e perchè ha capito che l'uomo che lei pensava inizialmente un compagno in giochi, in realtà è il "compagno di giochi" della mamma e che ha sostituito il papà. Per esperienza personale: relazioni con donne che hanno bimbi ancora piccoli sono solo un bagno di sangue, per l'amante e per i figli. I conflitti non si risolvono ed è normale così perchè i bambini hanno bene in testa chi è il loro vero padre e avvertono che l'amante si approccia a loro solo perchè o lo fanno e si ingraziano i figli o nella "stanza dei giochi" cioè la camera da letto non ci entrano. sarò,cinico ma le cose stanno così.

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30 GIU 2014

Salve Maria, la situazione è delicata e allo stesso tempo anche "normale", la paura principale di un bambino è perdere i punti di riferimento e il loro amore. Consulatare un collega potrebbe aiutarvi emotivamente e anche a gestire praticamente la situazone. Ciò che le consiglio è di confrontarsi anche con il padre di sua figlia e capire se sono successi eventi che abbiano potuto scatenare la reazione della bambina. Non escluda anche l'analisi del suo compagno perchè potrebbe essere un elemento (tra gli altri) che abbia creato nella bimba un immaginario idilliaco fuori dalla vita quotidiana. Andando dal padre durante i momenti di festa (come il fine settimana) potrebbe associare eventi piacevoli a loro e meno piacevoli a lei per via delle regole, dell'educazione e degli impegni che normalmente si vivono in famiglia. Un quadro completo lo si può fare parlando di persona con un collega e capire come muoversi. I capricci sono spesso l'arma che i bambini usano per ottenere ciò che vogliono e la cosa difficile a volte è saperlo distinguere da un vero disagio, anche perchè capita che le due cose si mescolino l'una all'altro. Il suo porsi delle domande e chiedere aiuto è un buon segnale del fatto che ama sa figlia e vuole aiutarla a superare questo momento difficile.
Dott. Barbara Michienzi, Roma

Dott.ssa Barbara Michienzi Psicologo a Roma

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30 GIU 2014

Buongiorno Maria,
la particolare fase evolutiva della tua bambina è stata turbata da un evento traumatico che avresti potuto evitare chiedendo una consulenza psicologica o pediatrica ad uno specialista. Anche se le critiche che vengono mosse contro i nonni paterni potrebbero essere fondate, non sono certamente le cause della problematica emersa. La vera causa è la sostituzione della figura nel ruolo di padre. La fase edipica è già di per se critica per quanto riguarda l'introiezione delle due figure genitoriali come unica ed in questo caso, si è creato un blocco che tua figlia manifesta chiaramente con un legittimo rifiuto all'intrusione dell'elemento scatenante :il tuo convivente. Personalmente sono disposta a darti una mano per salvare, come si dice, 'capra e cavoli' con qualche iniziale suggerimento, ma nel frattempo dovresti consultare un mio/a Collega della tua zona.Ti anticipo che il sacrificio richiesto è quello di allontanare temporaneamente il tuo attuale compagno ed in seguito, con adeguata delicatezza , farlo rientrare in scena come amico e non come sostituto paterno. Non mi dilungo, ma rimango a tua disposizione qualora ritenessi utile un mio intervento di supporto. Auguri.
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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