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Ho bisogno di capire: datemi dei consigli su una scelta di vita

Inviata da anonima il 28 ago 2016 Autorealizzazione e orientamiento personale

Ho 28 anni e da quando ho 20 anni desidero andare all'estero a vivere. La vita però ha voluto che m’innamorassi di un ragazzo all'età di 19 anni e sono stata con lui per ben 9 anni, anni splendidi dove ho avuto l'opportunità di crescere e maturare in quegli anni in cui da ragazza diventi donna e sono stata accompagnata da un ragazzo per me fantastico, col quale ho condiviso la mia crescita e lui la sua con me.
3 anni fa, quando mi sono laureata, ho avuto l'opportunità di andare a fare volontariato in Giappone, una terra che ho sempre amato e studiato per passione, da sola per due mesi, sono stata nell'Hokkaido e mi sono innamorata del modo di fare totalmente diverso dal nostro dei giapponesi. Inoltre, una sensazione che non ho mai provato nonostante ho viaggiato spesso, quando ero arrivata all'aeroporto di Tokyo, mi sono sentita stranamente a casa, al sicuro, come se fossi già stata lì. Non so ancora spiegarmi quella sensazione, credo sia istinto, ma ho bene a mente la scena e la sensazione e non la dimenticherò mai.
Da qui, nonostante amassi il mio ragazzo, qualcosa dentro di me è scattato, qualcosa che probabilmente era pronto a scattare. Dopo un anno dal mio ritorno io e il mio ragazzo abbiamo deciso di lasciarci (dopo 7 anni), ma siamo tornati insieme dopo 10 giorni insopportabili.
Dal 2014 ho avuto un problema alimentare che mi ha portato a capire che soffrivo di disturbo ossessivo compulsivo su molti ambiti della cura del corpo, dall'alimentazione, alla pelle perfetta ecc. Con molta fatica, con l'appoggio della mia volontà, del mio ragazzo e del mio psicoterapeuta, posso dire di avere superato sia il problema alimentare che il doc, È stato una bestia terribile che ho combattuto pian piano senza insistere. Da quando sto meglio, da quando ho capito che lottare contro se stessi è tra le battaglie più grandi e dolorose, battaglie che ti portano a conoscerti e ad accettarti per quello che sei, ad accettare i tuoi mostri, ho preso dentro di me quel coraggio e sicurezza in me stessa che prima mi mancavano.
Pian piano ho cominciato a sognare il Giappone diverse notti, a vederlo vicino a me, più concreto, a informarmi su come potermi trasferire là, per caso sono tornata in contatto con una mia amica delle superiori che vive a Osaka da 7 anni, lei mi ha detto che voleva aiutarmi perché ha capito che il mio non era un semplice innamoramento, mi ha spiegato soprattutto le parti negative di questo Paese così diverso dal nostro, perché il Giappone non è il Paese dei balocchi o dei sogni. Da gennaio di quest'anno io vivo qui in Italia pensando al Giappone. Quando ho capito che in fondo al mio cuore la scelta l'avevo già fatta, sono scoppiata a piangere davanti al mio ragazzo, era lo scorso febbraio. L'ho visto distante da me, dal Giappone. Probabilmente dentro di me, una parte di me aveva già capito. Lui comunque mi ha appoggiato nel mio desiderio perché mi amava, siamo arrivati insieme a dire che quest'estate dovevo prendere e andare in Giappone a Osaka e farmi un'idea della vita e del lavoro da sola. Così a luglio sono partita 20 giorni.
Prima di partire chiesi una pausa col mio ragazzo, ma non una pausa di distacco totale, una pausa in cui dovevamo sentirci quando ne sentivamo il bisogno, non tutti i giorni come qui, e qui, se non ci sentivamo tutti i giorni era strano, ma dovevamo sentirci quando ne sentivamo la necessità, in funzione di un possibile futuro di un anno o di più a distanza; ci tenevo a questa pausa di riflessione a distanza, per capire fino a dove l'abitudine, l'affetto arrivavano.

In 20 giorni in Giappone sono successe molte cose. Ho capito che per il mio ragazzo non provavo più amore, era tanto affetto e volergli bene, ma l'ho capito solo con la distanza, non sarei riuscita a capirlo nella vita solita, con le solite routine belle e sicure.
Ho conosciuto tantissime persone a Osaka Kyoto e Tokyo, ho visto anche un ragazzo giapponese che già avevo conosciuto in una chat di scambi linguistici dove lui mi insegnava un po’ di giapponese e io un po’ di italiano (lui sa l'italiano e ama l'Italia), non l'avrei mai detto ma mi piaceva, provavo attrazione per lui ed è riuscito a farmi provare qualcosa per lui, io ero combattuta in un vortice di sentimenti ma ho scelto di stare con lui e rimanere in contatto, ora ci sentiamo tutti i giorni.
Ho lasciato il mio ragazzo italiano da un mese, quando avevo ancora gli occhi rivolti al Giappone, quando avevo capito che era finita, l'ho distrutto e sta facendo molta fatica a ricominciare. Ora, a distanza di un mese, l'ho rivisto per chiarire alcune cose. Adesso che i miei occhi sono qui in Italia in questo presente, lo penso, penso che sta male, a volte penso che lo amo ancora, poi mi dico di no, ho paura di aver perso la persona più importante per un futuro incerto, questo adesso mi sta distruggendo, anche perché non posso tornare da lui col pensiero del Giappone. Non riesco a capire se lo amo ancora oppure è la paura dell'aver perso la sicurezza del mio passato per un futuro non sicuro e incerto. Mi sta logorando tutto questo, e mi logora ancora di più pensare che potrò pentirmi amaramente della mia scelta, ma so anche in questo momento, che mi pentirò se non vado in Giappone. Mi cresce l'ansia e ho avuto delle ricadute alimentari e qualche piccola ossessione per qualche giorno, ma sono riuscita a togliere il terreno alle ossessioni perché la terapia è andata bene.

Al di là dei miei sentimenti, sono fashion designer modellista e sarta, e queste competenze possono aiutarmi in Giappone, non subito, ma possono essermi utili. Ho conosciuto persone che lavorano nel mio ambito in Giappone e mi hanno dato diverse informazioni. In realtà non vado in Giappone facendo un totale salto nel vuoto, ma è sicuramente più difficile rispetto alle molte sicurezze che ho qui (anche se il mio lavoro attuale è precario).
Ma le emozioni attuali sono un uragano di paure, dubbi, sensi di colpa e malinconia, sto molto male e sono nel mezzo di una grande scelta di vita, per adesso la più grande della mia vita.

Dovrei sparire dalla vita del mio ex, avere il coraggio di lasciarlo andare e lui di lasciare me? Negli ultimi giorni sono io che l ho contattato due volte. Non capisco più niente in questo momento.
Lui era un ragazzo d'oro, con dei difetti e problemi suoi che un po’ mi pesavano, ma avevo imparato a conviverci.

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Gentile anonima,
quando si prendono decisioni importanti come quella di trasferirsi in Giappone, cosí lontana dall'Italia e dalle nostre consuetudini, è inevitabile chiedersi se la scelta che si sta facendo sia la migliore oppure se invece si rischia di perdere qualcosa di importante andandosene.
Il periodo che ha trascorso in Giappone credo sia stato troppo breve per capire come potrá trascorrere la sua vita a lungo andare lá. Penso che la sua amica di Osaka potrebbe rivelarsi preziosa nel condividere la sua esperienza, ma dovrá essere lei in prima persona a cercare di passare lá periodi anche piú lunghi, magari avendo anche un impiego lá, per provare a vedere come si puó trovare nel lungo periodo. Consideri che quando ci si trasferisce cosí lontani dalla propria terra natale, perdere qualcosa è inevitabile.
La scelta definitiva sul da farsi adesso è sua. Consideri che nessuna scelta è irreversibile: potrebbe per esempio pensare di stare in Giappone un anno e se la cosa non dovesse funzionare o non le dovesse piacere potrebbe pensare di tornare in Italia. Se l'amore per il Giappone è cosí grande come dice, provi a considerare l'idea di stare lá per un periodo di tempo piú lungo, osservi come si trova e poi fará le sue valutazioni. Se ne sente la necessitá, provi a prendere contatto di nuovo con il/la terapeuta che l'aveva seguita in passato per discutere anche di questi temi.
Le auguro tutto il meglio.

Cordiali saluti,

dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta, Sustinente (Mantova)

Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia Psicologo a Sustinente

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Gentile Anonima,
lei dice che stando 20 giorni a distanza, in Giappone, ha capito che per il suo ragazzo storico italiano non provava più amore ma solo affetto e questo soprattutto in coincidenza con la conoscenza e frequentazione del ragazzo giapponese; ma allora, se è così, come se la spiega la recidiva dei suoi disturbi e il ritorno dei dubbi sui suoi sentimenti nonchè le paure, i sensi di colpa, la tristezza e tutto il resto?
Pertanto io penso che non è vero che lei ha capito, anzi, al contrario, è andata in totale confusione per il semplice fatto che nei confronti del Giappone e del ragazzo giapponese non ha mai provato (nè poteva provare dal momento che non c'è stata esperienza sufficiente) vero amore ma solo "infatuazione", "attrazione provvisoria", "illusione".
Penso invece che l'amore è quello che ha costruito in tanti anni col suo fidanzato, che non ha però saputo riconoscere, proteggere e custodire e che ora sta rischiando di perdere definitivamente.
Anche se sembra fuori luogo perchè un pò irriverente e sempliciotto di fronte alla serietà del suo problema mi viene in mente la saggezza del proverbio contadino che consiglia " moglie (in questo caso marito) e buoi dei paesi tuoi".
Visto che lei in passato ha fatto una psicoterapia (che allora sembra essere andata bene anche per il supporto avuto dal suo fidanzato), le suggerisco di ricontattare al più presto il suo terapeuta e farsi aiutare anche a sciogliere i suoi nodi sentimentali finchè è ancora in tempo.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Anonima

sei in un periodo della tua vita particolarmente intenso, in cui stai compiendo scelte importanti e impegnative ed è normale sentirti confusa. Se hai sofferto di DOC e hai una personalità con una componente ossessiva, immagino che per te sia particolarmente difficile e fonte di ansia iniziare qualcosa di nuovo, di poco prevedibile e che non puoi totalmente controllare. Questa tua difficoltà si somma alla paura (del tutto normale) di iniziare una nuova vita in un paese molto diverso dal tuo e alla fatica (anche questa del tutto normale) di chiudere una relazione durata molti anni. Da come parli della relazione con il tuo ragazzo, infatti, mi sembra che ci sia grande affetto ma che manchino le caratteristiche per una relazione sentimentale. Capita spesso, soprattutto con le storie nate in adolescenza e molto durature, ma non bisogna confondere l'affetto, l'amicizia e la sicurezza data dall'abitudine e dalla conoscenza reciproca con l'amore.
Cerca di capire se quello che provi è solo dispiacere perchè una persona a cui vuoi bene sta male o se ti senti ancora legata sentimentalmente a lui; cerca di capire anche che cosa è più buono per te: andare in Giappone o continuare la tua storia? Puoi anche rivolgerti al tuo terapeuta, se senti che fatichi a far chiarezza da sola: possono bastare poche sedute per compiere una scelta con maggior consapevolezza.

Buon futuro

Dott.ssa Chiara Ostini
Sesto San Giovanni

Dott.ssa Chiara Ostini Psicologo a Milano

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Gentile Anonima,
fermo restando che le scelte personali restano tali e uno psicologo può soltanto ampliare o approfondire i punti di vista e quindi migliorare la capacità di scelta, forse i periodi che ha trascorso all'estero sono stati troppo brevi per prendere una decisione più consapevole.
Potrebbero farsi anche altre considerazioni, ma penso che sarebbe più utile se ne parlasse direttamente con uno psicologo che può avere il tempo e le condizioni per approfondire i vari aspetti (lavorativi, sentimentali, personali ecc.) della situazione.

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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